Paura di incidente aereo. I sindaci bussano al Prefetto

Il piano provinciale di emergenza non piace agli enti locali. «Troppe lacune, quel documento è da cambiare»

E’ un documento privo di demagogia ma molto allarmato, quello che i sindaci del basso Varesotto stanno facendo votare ai loro consigli comunali in questi giorni. 

La mozione sulla sicurezza aeroportuale è stata approvata per primo da Jerago con Orago, il comune dove, lo scorso 16 agosto (nella foto i soccorsi), un bimotore precipitò a pochi metri da alcune case del paese, riproponendo drammaticamente la necessità di un piano di emergenza efficiente e veloce. 

Gli enti locali hanno invece concluso che il piano di emergenza, coordinato dalla Prefettura, soffra di alcune lacune, come evidenziò uno studio indipendente dello scorso febbraio, preso a modello dai sindaci. 

In quel lavoro, realizzato da un medico da tempo in prima linea sul fronte della sicurezza del territorio, Alessandro Guerroni, si analizzava con attenzione l’ipotesi di un disastro aereo in provincia di Varese. 

Le conclusioni rimandavano a una bocciatura per la macchina dei soccorsi varesina: mancanza di posti letti certi negli ospedali, nessun centro grandi ustionati, mancanza di un piano operativo interospedaliero. E non solo: i tre criteri necessari per un piano di pronto intervento –  ovvero tempestività, organicità e adeguatezza – concludeva il volume dopo circa duecento pagine di analisi, non apparivano garantiti.

Muovendo da queste considerazioni, e prendendo come dato di fatto, soprattutto dopo lo schianto di Jerago, che il pericolo è comunque presente, tutti i comuni interessati dalle rotte di Malpensa dovrebbero presto fare propria la mozione approvata a settembre da Jerago. 

La principale richiesta è quella di una revisione profonda del piano di emergenza, «individuando le risorse per renderlo applicabile, e non mero adempimento normativo». 

Questa sottolineatura si riferisce anche a una supposta esiguità delle forze in campo, in caso di improvviso bisogno. 

Solo sul fonte dei vigili del fuoco, infatti, lo studio che rappresenta la fonte di questa mozione, pone l’accento sull’impossibilità da parte dei vigili del fuoco di Malpensa di lasciare scoperto l’aeroporto, nonostante siano in possesso delle migliori attrezzature per intervenire. 

Misura ovvia, ma che, senza un adeguato sistema di rinforzi, lascerebbe un ipotetico disastro in un centro abitato con un deficit di tecnologie nei soccorsi. 

I comuni vogliono dunque aprire una discussione con il prefetto ed essere convocati per trovare una soluzione partecipata. 

I rappresentanti dei primi cittadini hanno inviato già due lettere alla Prefettura, ma finora, lamenta uno dei portavoce, Gianluca Giarola, sindaco di Jerago, non c’è stata alcuna indicazione operativa. Ci sarebbe invece stata una simulazione di disastro all’interno dell’hub, i cui risultati non sono stati resi noti. 


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Pubblicato il 11 Novembre 2002
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