Shanghai viene a conoscere il tessile varesino
I primi interessanti frutti della missione di luglio. Rappresentanti di un colosso cinese sono venuti a visitare imprese varesine
Il mercato cinese visto come occasione di crescita e di scambio e non solo come "antagonista" senza regole. E in un settore da sempre preso di mira: quello del tessile.
Dopo le "spedizioni italiane" in Cina ora è la volta di ospitare la delegazione cinese in Italia.
Nelle ultime ore un colosso della produzione e della distribuzione cinese è entrato in contatto proprio con alcune aziende varesine.
Il presidente della Camera di Commercio Angelo Belloli e il presidente della Provincia Marco Reguzzoni lo avevano annunciato di ritorno dalla missione in Cina del luglio scorso: su quel mercato ci sono prospettive interessanti per le nostre piccole e medie imprese del settore tessile.
Rappresentanti della Shanghai Zalam Industry sono quindi stati ospiti del nostro territorio per approfondire la conoscenza dell’eccellenza tessile che caratterizza il sistema economico provinciale.
La Zalam è una delle principali società di Shanghai: la sua struttura produttiva si estende per 15 ettari e dispone di un palazzo di 3000 metri quadri che ospita gli uffici, lo studio di design, una sala espositiva.
Di grande rilevanza è inoltre la sua rete distributiva, che copre le maggiori piazze commerciali della Cina.
La delegazione ha incontrato negli uffici di Centrocot una decina di imprese fra quelle produttrici di abbigliamento femminile.
Le prospettive sembrano interessanti: l’obiettivo dei cinesi è di avviare rapporti di stretta collaborazione per offrire sul proprio mercato interno prodotti Made in Italy realizzati a Varese.
Va ricordato che Marco Reguzzoni e Angelo Belloli, a luglio, hanno inaugurato a Shanghai nel Palazzo Lombardia la nuova società Centrocot: “Shanghai Centrocot Textile Technology Consulting Service Co., Ltd”.
Lo scopo sociale dell’ente era quello di fornire assistenza alle imprese del settore Tessile Abbigliamento Moda italiane attraverso attività di controllo qualità.
«Richiamando il concetto di reciprocità – aveva detto reguzzoni al ritorno dal viaggio in Cina a luglio -, ho sostenuto che siamo qui non solo per comprare (che è molto comodo per loro) ma anche per vendere, e che è necessario che l’economia si sviluppi in entrambe le direzioni perché mantenga il proprio equilibrio».
E il discorso, a quanto pare, è stato recepito.
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