Sperona una panchina con l’auto. Sfiorata la strage
L'incidente è avvenuto in piazza San Lorenzo. Quattro persone, tre donne e un uomo extracomunitari, sono finiti all'ospedale. Possibile l'accusa di tentato omicidio
Poteva essere una strage l’incidente avvenuto nelle vicinanze di piazza San Lorenzo, nel centro di Gallarate, venerdì sera verso le 19,40. Una Fiat Panda ha infatti speronato una panchina dove erano sedute quattro persone, tre donne sudamericane e un uomo, un pakistano. Le vittime, ricoverate negli ospedali di Gallarate e Busto Arsizio, non sono in pericolo di vita: hanno riportato lesioni e sospette fratture che i sanitari degli ospedali stano valutando. Presso l’ospedale bustese in particolare risultano ricoverate due delle donne, una 57enne residente a Gallarate e una 42enne che abita a Cairate.
Alla guida dell’auto "impazzita", recante i contrassegni di una nota concessionaria della zona, c’era un uomo, un napoletano sulla quarantina con precedenti penali.
Secondo una prima ricostruzione, l’uomo mentre percorreva la rotonda ha sterzato improvvisamente, compiendo quasi un’inversione di marcia fino a centrare in pieno la panchina – una manovra che fra l’altro richiedeva un breve tratto contromano, laddove via Ferni si innesta nella trafficata via Borghi. L’automobile, salita sul cordolo del marciapiede, ha travolto la panchina e i suoi occupanti, che hanno appena avuto il tempo di reagire al gesto inconsulto, scatenato forse – ma la precisa dinamica del fatto è tutta da verificare – da una lite, da uno scambio di parole. Sembra infatti, dalle prime ricostruzioni, che l’uomo fosse passato più volte davanti alla panchina, e che una delle donne e l’investitore in qualche modo si conoscessero.
L’uomo, sottratto all’ira dei presenti (a quell’ora la zona è molto affollata, con grande presenza di stranieri), è stato caricato su una volante e portato in commissariato dove è stato interrogato a lungo dalla polizia, che ha sentito anche dei testimoni oculari del fatto. L’investitore, attualmente in stato di fermo, potrebbe essere chiamato a rispondere anche di tentato omicidio – l’imputazione sarà meglio precisata non appena tutti gli atti saranno stati messi a disposizione del sostituto procuratore Massimo Baraldo, il magistrato di turno.
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