Giovane Italia: “Estate torrida per la lotta alla ‘ndrangheta”
Secondo i giovani del Pdl bustocco a tenere banco quest'estate sono stati i numerosi arrresti compiuti dalla Procura di Milano nell'hinterland milanese
Riceviamo una lettera della sezione di Busto Arsizio di Giovane Italia, movimento giovanile del PdL
Molti quotidiani la definiscono l’estate più torrida del centrodestra italiano, ma i più, e credo soprattutto i giovani, hanno visto questioni immobiliari che riguardano solo gli ex militanti di AN, un po’ di gossip, qualche mezzo scandalo su cognati vari e qualche "intero" scandalo su suocere che a 63 anni si trasformano in produttrici TV. Effettivamente, se verificate, sono molto più gravi le accuse fatte, prima dell’estate, a Verdini, il problema sta proprio nelle verifiche: perché ogni volta che a livello nazionale viene indagato un esponente del PDL la puzza di "bufala" è forte. Staremo a vedere il lavoro della magistratura a cosa porterà.
Quello che secondo la Giovane Italia di Busto Arsizio ha, invece, segnato l’estate della nostra provincia sono i numerosi arresti per mafia che si sono susseguiti: "La piaga della criminalità organizzata nel nostro territorio, è un cancro da estirpare senza se e senza ma!" dice Matteo Sabba presidente del movimento giovanile del PDL a Busto Arsizio.
I giovani del PDL hanno seguito con attenzione le cronache degli arresti e sono convinti che la battaglia delle forze dell’ordine non è ancora finita, ma deve proseguire ancora, senza paura di scontrarsi con scandali che potrebbero coinvolgere Tizio e Caio o il progetto A piuttosto che il progetto B. Infatti
non bisogna dimenticare che attorno ai grandi investimenti. La strada è lunga dalla provincia di Varese e arrivando fino a Milano, perchè è quella la Capitale che oggi è molto appetibile per la "mala" in vista dell’EXPO.
"Per questo accogliamo con piacere l’invito di Massimo Brugnone – conclude Matteo Sabba – e dell’associazione AMMAZZATECI TUTTI e lo estendiamo a tutti i ragazzi e non solo. Seguiremo i processi che vede imputati i potenziali mafiosi, non tanto per mostrarci in quell’occasione con il cappio in mano e la bava alla bocca esaltati dal tintinnio di manette, ma come monito per la criminalità organizzata per mostrare che la nostra gioventù non accetta i loro comportamenti che ogni giorno sopprimono la libertà di un Italia onesta."
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