Politica più magra con il piano del Pd
Dieci punti per snellire le istituzioni lombarde, le proposte a Varese di Alfieri, Tosi e Taricco
Il Pd sostiene un piano per snellire le istituzioni lombarde e abbattere i costi della politica regionale. L’idea è semplice: tagli sì, ma con un senso, granu salis, e magari risparmiare sì, ma anche migliorare l’efficienza, accorpando servizi comunali, od ospedalieri, senza però smembrare. In regione si può fare. Il Pd lombardo ha scelto 10 proposte da sostenere in tutte le sedi istituzionali, a cominciare dal consiglio regionale, con i consiglieri Stano Tosi (vicesegretario del gruppo) e Alessandro Alfieri (vicesegretario del partito regionale) pronti a presidiare l’aula con proposte e disegni di legge che vadano in questa direzione. La lista democratica è questa: sopprimere la provincia di Milano e sostituirla con la Città Metropolitana (permetterebbe una gestione migliore di servizi e trasporti), una legge regionale che renda subito operative le unioni comunali sotto i 5mila abitanti, abolizione delle province sotto i 500mila abitanti (come proposto dal Pd nazionale), liberalizzazione del trasporto pubblico regionale locale, taglio di società partecipate a tutti i livelli, soppressioni di enti intermedi partendo dai consorzi di bonifica, accorpamento di Asl e aziende ospedaliere, superamento dei “pirellini”, soppressione dei 4 sottosegretari della giunta regionale, eliminazione del vitalizio e taglio delle indennità di fine mandato entro ottobre seguendo la proposta di legge dello scorso 29 giugno.
«E’ inutile attendere la finanziaria, la regione può muoversi subito – spiega Alessandro Alfieri – ad esempio si possono obbligare i comuni a mettere insieme i servizi e al contempo incentivare una futura fusione. Le nostre proposte vanno nella direzione di semplificare e reperire risorse subito. Ad esempio possiamo accorpare gli ospedali provinciali in una sola azienda. Potrebbe essere utile non duplicare funzioni amministrative negli uffici provinciali della regione, ma usare gli enti locali, senza tuttavia licenziare il personale».
Secondo Stefano Tosi «l’importante è dare una chiarezza di percorso. I tagli del governo influiranno moltissimo, e occorre evitare duplicazioni costose di funzioni e sprechi della politica. Va introdotto il concetto di valore aggiunto e cioè che ogni funzione debba essere realmente indispensabile innalzando il livello di servizi al cittadino, altrimenti va tagliata e accorpata».
Il segretario provinciale del Pd Fabrizio Taricco è esplicito: «Sui tagli e risparmi della politica il Pd ha le idee davvero molto chiare – osserva – ma non altrettanto la maggioranza, pensate ad esempio che le competenze tra istituzioni potrebbero essere definite con chiarezza attraverso il codice delle autonomie che però è fermo, poiché è stato approvato, finora, solo da un ramo del parlamento».
Alessandro Alfieri incalza: «Il ministro Maroni in una dichiarazione di qualche tempo fa aveva detto che il codice delle autonomie sarebbe stato approvato insieme al federalismo fiscale e invece non è mai partito, mentre il federalismo è sottoposto a una scure di tagli che ne svuota di fatto la funzione». «Per non parlare di misure incomprensibili e sempre meno chiare – conclude Stefano Tosi – come la stretta sul riscatto del militare e della laurea, assurda da ogni punto vista».
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