Dimissioni in bianco: la lettera dei sindacati al Prefetto
Cgil, Cisl e Uil hanno inviato un documento al Prefetto Zanzi per chiedere che il fenomeno venga duramente contrastato anche nella nostra provincia
Egregio Signor Prefetto,
le scriviamo, certe della sua sensibilità sul tema, per portarla a conoscenza del fenomeno delle cosiddette “dimissioni in bianco”.
In allegato potrà trovare il testo della lettera, inviata al Presidente del Consiglio Mario Monti, ai Presidenti di Camera e Senato, al Ministero del Lavoro, dal gruppo promotore dell’appello “188 firme per il ripristino della legge 188” ( gruppo composto da rappresentanti del sindacato, della società civile, del giornalismo e del mondo politico).
Si è già svolto un incontro con la Ministra Elsa Fornero, ed il 23 febbraio si è tenuta una conferenza stampa presso la Camera di Deputati, per presentare la raccolta firme che ha fatto seguito all’appello lanciato.
Chiediamo che venga prevenuto e contrastato il fenomeno che consiste nel fatto che a lavoratrici e lavoratori, per lo più giovani, viene fatto firmare all’atto dell’assunzione, una lettera di finte dimissioni, da utilizzare qualora queste persone incorressero in una gravidanza o un infortunio o malattie lunghe o più semplicemente non siano più gradite in azienda.
E’ in particolare sulla questione della maternità che vogliamo attirare la sua attenzione, perché questo fenomeno colpisce soprattutto le donne (giovani madri-native e migranti, anche se non esclusivamente).
Per evitare abusi, la legge 188 del 2007 prevedeva che le dimissioni dovessero essere presentate su apposita modulistica messa a disposizione gratuitamente per le imprese, purtroppo però la legge è stata abrogata nel 2008.
Esiste, a nostro avviso, l’urgenza di impedire l’abuso delle dimissioni in bianco, per garantire i diritti non solo delle donne e delle persone, ma anche delle imprese che rispettano le leggi. Il tema del lavoro femminile e del contrasto di ogni forma di discriminazione ci vede particolarmente sensibili.
Cgil, Cisl e Uil e le loro categorie, oltre al lavoro quotidiano a tutela delle lavoratrici e della loro presenza nel mercato del lavoro, partecipano al tavolo della conciliazione lavoro e famiglia istituito anche a Varese e collaborano con la Consigliera di Parità sui temi della discriminazione di genere.
Per questi motivi siamo certe della sua sensibilità su un tema così importante e delicato, significando in sede di Governo anche le richieste del gruppo varesino a sostegno della 188.
Rimaniamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento in merito e con l’occasione porgiamo cordiali saluti.
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