Un tuffo negli anni ’30 al teatro Giuditta Pasta
In scena da venerdì lo spettacolo delle Sorelle Marinetti, con tanto di festa di chiusura domenica sera, tra abiti e trucco d'epoca per tutti
Dal 12 al 14 aprile il palco saronnese verrà investito dalla musica anni ’30, ma soprattutto dall’esuberanza, la stravaganza e la simpatia di un trio un po’ fuori dai canoni: “Le sorelle Marinetti”. Da venerdì a Domenica, in scena al teatro Giuditta Pasta di Saronno con lo spettacolo "Non ce ne importa niente".
In occasione dell’ultima replica, domenica 14, il teatro ha organizzato una festa a tema anni ’30, dalle 19.00:
– un’equipe di parrucchieri sarà a disposizione per acconciature in stile;
– aperitivo a buffet;
– set fotografico (è gradito un abbigliamento a tema);
– alle 21.00 lo spettacolo.
Il tutto (spettacolo compreso) al costo speciale di euro 10,00. "Non ce ne importa nient"e non è un semplice concerto, ma una vera e propria pièce di teatro musicale, che propone allo spettatore un viaggio temporale a ritroso, verso gli anni ’30. Anni di grandi inquietudini, per l’approssimarsi all’orizzonte di nubi nere, ma anni anche di voglia d’evasione e di spensieratezza che, grazie alla scuderia di autori, cantanti e direttori d’orchestra dell’Eiar (l’Ente Italiano Audizioni Radiofoniche, da cui, come araba fenice, sarebbe nata la RAI) ha prodotto un repertorio di canzoni che ancora oggi mettono buon umore. Interpreti di questo viaggio sono “Le sorelle Marinetti”, un trio di “ragazze” davvero particolari, che, affascinate dall’esperienza artistica e umana del Trio Lescano, si calano nei panni di tre signorine degli anni ’30 per raccontare con gustosi sketch la società del tempo e per interpretare i più grandi successi di quegli anni in perfetto falsetto e “canto armonizzato”.
Perché vederlo? Perché il trio propone una serie di sketch che fotografano la società del tempo ma soprattutto il repertorio di grandi successi di quegli anni. Per il lavoro sofisticato di recupero di una tradizione dorata della canzone italiana filtrata attraverso una tipologia femminile, quella della signorina perbenino, che si richiama con fedeltà all’iconografia dell’epoca. Perché le Sorelle Marinetti non sono certo tre veline e hanno scelto di “cambiare rotta”, indossando sì tacchi e parrucca per immergersi in un repertorio – quello degli anni ‘30 – in cui fare spettacolo era innanzitutto una questione di eleganza.
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