Servizi sociali, il Pd attacca: “Due affidi sono costati 400 mila euro”
Ascoltata in commissione la relazione della coordinatrice del progetto cofinanziato da Fondazione Cariplo e alcuni consiglieri non nascondono il malumore: "Restano in attesa 14 minori". Per l'anno prossimo stanziati 20 mila euro
«Quattrocentomila euro per un progetto durato tre anni e che ha prodotto due affidi, mentre 14 bambini sono ancora in lista d’attesa». L’opposizione va all’attacco dell’amministrazione comunale al termine dell’audizione della coordinatrice del progetto affidi, conclusosi lo scorso 31 ottobre, Cristina Daverio. Il più duro è Angelo Verga, consigliere del Pd, «non posso ritenermi soddisfatto di quanto ci ha detto la coordinatrice – ha detto al termine dell’audizione – se i risultati concreti prodotti sono i due affidi e l’associazione delle famiglie affidatarie». Il progetto, finanziato al 60% da Fondazione Cariplo, era stato voluto fortemente dall’allora assessore ai servizi sociali Mario Crespi, poi sostituito in corsa da Ivo Azzimonti.
Il progetto, di durata triennale, si poneva come obiettivo generale proprio quello di diminuire il divario purtroppo esistente tra minori affidabili e minori effettivamente affidati, garantendo la cura, l’affetto, l’istruzione e l’educazione che la famiglia d’origine è temporaneamente impossibilitata a dare.
Obiettivo specifico era quello di migliorare l’efficienza del servizio affidi inserendo nuove figure professionali, in particolare educatori, deputate a interventi specifici e incrementando la banca dati di famiglie idonee all’affido allo scopo di potenziare le possibilità di abbinamento e quindi ridurre i tempi di risposta ai progetti di affido richiesti dalle tutele. Forse ci si aspettava qualcosa di più visto l’impegno di spesa ma la stessa Cristina Daverio specifica che «il progetto prevedeva anche una forte campagna di comunicazione per avvicinare le famiglie al servizio, questo ha avuto un costo non indifferente – ha detto durante l’audizione – ma ha avuto l’effetto benefico di avvicinare più nuclei familiari al progetto portandoli da 4 a 14. Inoltre ci sono cinque affidi che sono in fase di valutazione e che potrebbero andare a buon fine».
«Il problema è che ora questi educatori non ci sono più, li abbiamo formati ma adesso lavorano altrove e sul piatto per il prossimo anno ci sono solo 20 mila euro per far funzionare un servizio che in tre anni è costato oltre 400 mila euro, spiegateci come farete» – è la deduzione del consigliere Pd Salvatore Vita. Il collega di Sel Marco Cirigliano ha definito «spaventoso il futuro di questo servizio, ora che non ci sono più risorse». L’assessore Azzimonti ha assicurato che «i soldi si troveranno, magari anche più dei 20 mila euro che abbiamo scelto di indirizzare su questo capitolo per il 2014 – ha detto e ha proseguito – grazie ad un accordo con il consultorio decanale avremo anche uno psicologo disponibile per 40-45 ore all’anno e che aiuterà famiglie e bambini». Una risposta che non ha tranquillizzato le minoranze, pronte a proseguire la battaglia sul tema.
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