La Lega chiede di rimuovere le restrizioni alla circolazione per l’export italiano

Bianchi e Cecchetti sollecitano misure sul piano nazionale, Tovaglieri e Campomenosi chiedono regole omogenee all’interno della Unione Europea

export esportazioni mondo economia

Azione coordinata dei parlamentari della Lega a livello nazionale ed europeo per salvare l’export e il know how italiano, in particolare quello delle macchine strumentali, messo a rischio dalle misure restrittive della circolazione tra gli Stati e dall’obbligo di quarantena, che prevede l’isolamento per 14 giorni in ingresso e in uscita per i tecnici incaricati dell’istallazione e della manutenzione dei macchinari consegnati ai clienti oltre confine.

Sulla scorta dell’allarme lanciato dalle associazioni di categoria, i deputati Matteo Bianchi e Fabrizio Cecchetti hanno presentato oggi un’interrogazione al Governo e al Ministro dei Trasporti. «Non è possibile osservare 28 giorni di isolamento per compiere un lavoro di 48 ore», spiegano i parlamentari leghisti, sottolineando i problemi delle imprese che in questi giorni vedono ripartire gli ordinativi di importanti clienti esteri ma non possono concludere la vendita a causa del lungo periodo di quarantena a cui devono sottoporsi i tecnici installatori, che per obbligo contrattuale sono tenuti a montare, mantenere e avviare i macchinari consegnati. «Chiediamo al governo di risolvere questo problema, che sta provocando serie ricadute in termini economici e di produttività in una fase in cui è di vitale importanza sostenere la ripresa della produzione e delle esportazioni», concludono Bianchi e Cecchetti.

Intanto a Bruxelles l’eurodeputata lombarda Isabella Tovaglieri, membro della commissione ITRE (Industria, Trasporti, Ricerca Energia) e Marco Campomenosi, capo delegazione della Lega al Parlamento europeo, hanno presentato un’analoga interrogazione alla Commissione europea in cui si chiede più libertà di movimento per i lavoratori all’interno dell’Unione Europa e regole omogenee per tutti. «La mancanza di un coordinamento, regole e prassi diverse fra gli Stati e molteplici restrizioni agli spostamenti dei lavoratori possono portare a una grave distorsione della concorrenza nel mercato interno che rischia non solo di penalizzare il nostro Paese ma anche di compromettere la ripresa in tutta Europa», sottolinea Isabella Tovaglieri. «La preoccupazione – conclude l’eurodeputata – riguarda soprattutto i Paesi extra Schengen, comunque importanti per l’export italiano e di molte imprese europee, che non riapriranno le proprie frontiere fino al 15 giugno e che prevedono ancora pesanti limitazioni per i lavoratori che varcano i loro confini anche per brevi periodi».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 18 Maggio 2020
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