Sfide e cambiamenti del nostro tempo: a ville Ponti la riflessione degli ingegneri della provincia di Varese
L’approvazione del bilancio di previsione è un appuntamento di carattere sociale previsto dallo statuto ma anche quest’anno il consiglio dell’Ordine presieduto dal presidente Sergio Borroni ha voluto trasformarlo in un’occasione di confronto più ampia
Si è svolto nella sontuosa cornice di Villa Andrea, nel complesso delle ville Ponti di Varese, l’evento teamING voluto dall’ordine degli ingegneri della provincia di Varese.
L’approvazione del bilancio di previsione è un appuntamento di carattere sociale previsto dallo statuto ma anche quest’anno il consiglio dell’Ordine presieduto dal presidente Sergio Borroni ha voluto trasformarlo in un’occasione di confronto più ampia.
Dunque non solo i freddi numeri del bilancio ma una riflessione più estesa sulla professione e i cambiamenti del nostro tempo guidata anche dalle sagge parole del professor Francesco Alberoni intervistato da Matteo Inzaghi.
«Questa è una delle due occasioni annuali durante la quale riusciamo a far ritrovare insieme il maggiore numero dei nostri iscritti che, complessivamente, sono 1950 – spiega il presidente Borroni -. Le sfide che affronta la nostra categoria sono tante e anche molto difficili da identificare perché l’ingegneria è fatta di tantissime specializzazioni e ognuna ha a che fare con ambiti diversi».

Proprio per questo, parallelamente all’attività istituzionale dell’Ordine, il nuovo consiglio ha avviato un percorso che tiene conto di questa complessità: «Abbiamo istituito 24 commissioni, ognuna di una diversa specializzazione dell’ingegneria, che si incontrano presso la nostra sede istituzionale con il compito di fare il punto sulle richieste di ogni branchia e condividere esperienze».

Molto stretto, conferma il presidente, anche il rapporto con le università: «In consiglio abbiamo due docenti universitari della Liuc e dell’Insubria proprio per agevolare un dialogo costante tra la professione e il mondo accademico che renda più immediato il passaggio dallo studio al lavoro». L’appuntamento si è concluso con il giusto riconoscimento ai colleghi con 40, 50 e 60 anni di laurea e con l’accoglienza ai nuovi iscritti.

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