L’inquinamento si abbatte cambiando gli stili di vita
19 Novembre 2006
Domenica 19 novembre è stato deciso da parte della Regione Lombardia di effettuare il blocco del traffico per la superazione delle soglie di inquinamento del famigerato Pm10.
Bene ,benissimo ,se per la salute dei cittadini si debbono fare sacrifici e avere delle noie non utilizzando le auto più inquinanti sono perfettamente d’accordo.Tuttavia vorrei porre all’attenzione dell’opinione pubblica alcuni aspetti legati al problema.
Dall’inizio degli anni 90 le istituzioni lombarde hanno avuto un occhio di riguardo rispetto al problema inquinamento che attanagliava le maggiori città e che era causa di moltissime malattie e decessi.Così si decise di introdurre obbligatoriamente dall’inizio dell’anno 1993 le marmitte catalitiche per le vetture di nuova immatricolazione,il controllo dei gas di scarico di tutti gli autoveicoli (il cosiddetto bollino blu),controllo delle caldaie,e nei casi di superamento di alcuni limiti di determinati inquinanti la circolazione a targhe alterne,o il blocco totale del traffico.
Così facendo il monossido di carbonio,e l’anidride solforosa furono abbattuti nel giro di alcuni mesi.Risolto il problema?Niente affatto.I ricercatori individuarono un agente inquinante ancora più pericoloso :le cosiddette polveri sottili o Pm10 prodotti dalla combustione dei motori e dalle caldaie a gasolio o olio combustibile.E così dopo un attento monitoraggio dell’aria delle nostre metropoli lombarde si è scoperto che la situazione era peggiore della precedente e che le marmitte catalitiche più vetuste nulla facevano per contenere il Pm10.Così siamo tornati punto e capo ,blocchi del traffico misure di contenimento per le auto più vecchie e in casi limite come domenica tutti a piedi.
Provvedimenti che non sono esenti da critiche visto che alcuni anni fa si aveva la certezza del blocco domenicale del traffico dopo il superamento dei limiti per alcuni giorni consecutivi,mentre ora si è in balia della volontà del governatore Formigoni o del sindaco Moratti,che decidono seguendo non si capisce bene che linee guida, alla faccia del cittadino contribuente che si trova spiazzato anche nel giro di 48 ore senza potersi organizzare diversamente.
Sorgono però alcuni dubbi.Primo,non si riesce a capire che necessità vi sia di bloccare il traffico nei giorni festivi quando la circolazione è già di per sè minima,sarebbe meglio in caso di inquinamento elevato bloccare per 4 o 5 ore il traffico veicolare anche nei giorni feriali,perchè altrimenti,non vedo l’utilità quando l’allarme è ormai cessato per ragioni atmosferiche e i livelli scendono nei limiti.Tanto più che uno studio dell’università di Parma ha constatato che anche eliminando tutto il traffico all’interno delle città grosse come Milano la situazione inquinamento non varia di molto a causa delle tangenziali e delle autostrade che circondano il capoluogo lombardo con il transito di migliaia di veicoli ,specialmente di grossa stazza.
Secondo punto,non si riesce a capire come mai in estate l’inquinamento non raggiunge i picchi dell’inverno pur con un volume di traffico simile,e allora bisogna spostare l’attenzione sul riscaldamento e impedire di avere gli ambienti interni a temperature simili al clima tropicale.
Bisogna ,in altre parole,ripensare tutta la mobilità,decentrare gli uffici e le altre unità produttive,potenziare i servizi pubblici dotandoli di mezzi inquinamento zero;domanda che un comune utente si fa è: visto che la media oraria dei mezzi pubblici non supera i 30 perchè non si utilizzano gli autobus urbani elettrici ed eliminare,così, quei residuati bellici che ci intossicano con i loro gas di scarico(altro che gasolio bianco, il fumo che emettono le loro marmitte è simile ai gas tossici di Porto Marghera).
Bisogna,pertanto, rivedere i nostri stessi stili di vita,basti pensare che nessuno più utilizza la bicicletta,che in ogni famiglia vi sono tante autovetture quanti sono i componenti maggiorenni,con la necessità di trovare sempre più parcheggi e garage,e con la necessità di avere sempre più strade urbane e d extraurbane e maggiori spazi a danno delle aree verdi urbane e non.
Ricordo che durante i lavori per i mondiali di Italia 90 Milano si dotò di opere viarie all’avanguardia ,come lo snodo di piazza Kennedy,che ,a detta dell’allora giunta comunale, avrebbero reso il traffico meno congestionato e ridotto l’inquinamento.Bene,anzi male. Provate a percorre quella zona nelle ore di punta e altro che fluidificazione del traffico ,tutti in coda come prima se non peggio di prima;ah dimenticavo le corsie per ogni senso di marcia sono raddoppiate,quindi a ragion di logica devono essere triplicati gli automezzi in circolazione.
Volete un altro esempio:l’autostrada Milano Laghi è stata ampliata ma il congestionamento nel tratto Busto Arsizio Milano è ormai da considerarsi cronico.Idem la Milano Bergamo, un girone infernale che gli automobilisti percorrono quotidianamente imbottigliandosi per ore senza via di fuga.Imbottigliamento che si verifica anche la domenica pomeriggio quando vi è il ritorno dalle mete turistiche prese d’assato nei fine settimana(mi viene spontaneo dire:”che bel fine settimana” assolutamente simile ai giorni lavorativi -in coda come dal lunedì al venerdì!!).
Mi pare che non vi sia risoluzione al problema e che anche la progettazione di nuove arterie autostradali,nuovi cervellotici provvedimenti di contenimento del traffico urbano e extraurbano,non siano sufficienti o siano solo palliativi se non si cambiano abitudini e stili di vita da parte di noi tutti .Bisogna assumere uno stile di vita che definirei slow-life(parafrasando il termine usato per il cibo tradizionale o slow-food in antitesi al fast-food di americana importazione).
Una vita meno frenetica in contrasto col territorio in cui viviamo che è ormai in balia dei più biechi e miopi interessi economici senza un briciolo di lungimiranza per ciò che concerne la salute delle persone,il benessere di ognuno di noi,benessere che non è sinonimo di produzione sfrenata,guadagno,quando ciò comporta lo sfascio delle città odierne e dell’ambiente che ci circonda a danno di noi tutti e delle future generazioni.
Massimo Puricelli
Legnano(MI)



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