Varese, facciamo un po’ di luce
2 Dicembre 2005
Caro direttore,
ritengo che il Commissario di governo prefetto Porena debba, tra tante altre cose naturalmente, occuparsi al più presto dell’illuminazione cittadina che l’ex assessore Fidanza non è riuscito a sistemare nonostante abbia avuto a disposizione cinque lunghi anni di attività politico amministrativa. Suggerisco al prefetto Porena, una delle prossime sere, di lasciare palazzo Estense e di compiere in automobile un ampio giro della città. A parte gli endemici problemi di viabilità – non risolvibili a breve termine ma questa è una storia che va avanti da tre decenni almeno – potrà rendersi conto che a scacchiera interi brani della città restano al buio. Ieri sera tutta via Lazio, zona nevralgica dell’Ospedale di Circolo, era spenta. Il primato lo detiene però la parte terminale di viale Belforte – uno degli ingressi più importanti di Varese – che un giorno sì e l’altro anche è parzialmente privo di luci. Addirittura sul tratto di strada che fiancheggia il deposito Aspem quattro lampioni sono spenti da anni e uno è stato divelto. Per tacere di quelli morti qua e là un po’ ovunque.
Certo che nella città baluardo delle Lega, bastione dell’intransigenza anticentralistica, fa un certo effetto essere costretti a rivolgersi al prefetto commissario che del centralismo romano è istituzionalmente l’espressione compiuta e tante volte demonizzata da chi ha lasciato la città in un pernicioso standby.



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