{"id":100186,"date":"2012-01-01T00:00:00","date_gmt":"2012-01-01T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2012-01-01T00:00:00","modified_gmt":"2012-01-01T00:00:00","slug":"l-italia-puo-e-deve-farcela","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2012\/01\/l-italia-puo-e-deve-farcela\/100186\/","title":{"rendered":"&#8220;L&#8217;Italia pu\u00f2 e deve farcela&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"200\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" border=\"1\" align=\"left\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201201\/tmax600x480_2478919836_quirinale1.jpg\" \/>&laquo;Grazie a tanti di voi, a tanti italiani, uomini e donne, di tutte le generazioni e di ogni parte del paese, per il calore con cui mi avete accolto ovunque mi sia recato per celebrare la nascita dell&#8217;Italia unita e i suoi 150 anni di vita&raquo;. Cos&igrave; il <strong>Presidente<\/strong> della Repubblica, <strong>Giorgio Napolitano<\/strong>, ha aperto il tradizionale messaggio televisivo, a reti unificate, di fine anno. <\/p>\n<p>&laquo;Il mio &egrave;, in sostanza, un grazie per avermi trasmesso nuovi e pi&ugrave; forti motivi di fiducia nel futuro dell&#8217;Italia. Che fa tutt&#8217;uno con <strong>fiducia<\/strong> in noi stessi, per quel che possiamo sprigionare e far valere dinanzi alle avversit&agrave;: spirito di sacrificio e slancio innovativo, capacit&agrave; di mettere a frutto le risorse e le riserve di un&#8217;economia avanzata, solida e vitale nonostante squilibri e punti deboli, di un capitale umano ricco di <strong>qualit&agrave;<\/strong> e sottoutilizzato, di un&#8217;eredit&agrave; culturale e di una creativit&agrave; universalmente riconosciute. Non mi nascondo, certo, che nell&#8217;animo di molti, la <strong>fiducia<\/strong> che ho sentito riaffiorare e crescere nel ricordo della nostra storia rischia di essere oscurata, in questo momento, da interrogativi angosciosi e da dubbi che possono tradursi in scoraggiamento e indurre al pessimismo. La radice di questi stati d&#8217;animo, anche aspramente polemici, &egrave; naturalmente nella crisi finanziaria ed economica in cui l&#8217;Italia si dibatte. Ora, &egrave; un fatto che l&#8217;emergenza resta grave: &egrave; faticoso riguadagnare credibilit&agrave;, dopo aver perduto pesantemente terreno&raquo;.<\/p>\n<p>Per il Presidente della Repubblica &laquo;lo sforzo di risanamento del bilancio, culminato nell&#8217;ultimo, cos&igrave; impegnativo decreto approvato giorni fa dal Parlamento, deve essere portato avanti con rigore. Nessuna illusione possiamo farci a questo riguardo. Ma siamo convinti che i frutti non mancheranno. I sacrifici non risulteranno inutili. Specie se l&#8217;economia riprender&agrave; a crescere: il che dipende da adeguate scelte politiche e imprenditoriali, come da comportamenti diffusi, improntati a laboriosit&agrave; e dinamismo, capaci di produrre coesione sociale e nazionale. Parlo dei <strong>sacrifici<\/strong>, guardando specialmente a chi ne soffre di pi&ugrave; o ne ha pi&ugrave; timore. Nessuno, oggi &#8211; nessun gruppo sociale &#8211; pu&ograve; sottrarsi all&#8217;impegno di contribuire al risanamento dei conti pubblici, per evitare il collasso finanziario dell&#8217;Italia. Dobbiamo comprendere tutti che per lungo tempo lo Stato, in tutte le sue espressioni, &egrave; cresciuto troppo e ha speso troppo, finendo per imporre tasse troppo pesanti ai contribuenti onesti e per porre una gravosa ipoteca sulle spalle delle generazioni successive&raquo;. <\/p>\n<p>Per il Capo dello Stato &egrave; necessario impegnarsi &laquo;a fondo per colpire corruzione ed <strong>evasione<\/strong> <strong>fiscale<\/strong>. E&#8217; un&#8217;opera di lunga lena, che richiede accurata preparazione di strumenti efficaci e continuit&agrave;: ed &egrave; quanto si richiede egualmente per un impegno di riduzione delle disuguaglianze, di censimento delle forme di ricchezza da sottoporre a pi&ugrave; severa disciplina, di intervento incisivo su posizioni di rendita e di privilegio. Ma mentre &egrave; giusto, anzi sacrosanto, fare appello perch&eacute; si agisca in queste direzioni, &egrave; necessario riconoscere come si debba senza indugio procedere alla puntuale revisione e alla riduzione della spesa pubblica corrente : anche se ci&ograve; comporta rinunce dolorose per molti a posizioni acquisite e a comprensibili aspettative&raquo;.<\/p>\n<p>Quindi, &laquo;per procedere con equit&agrave; si deve innanzitutto stare attenti a non incidere su gi&agrave; preoccupanti situazioni di povert&agrave;, o a non aggravare rischi di povert&agrave; cui sono esposti oggi strati pi&ugrave; ampi di famiglie, anche per effetto della crescita della disoccupazione, soprattutto giovanile. Ma pi&ugrave; in generale occorre definire nuove forme di sicurezza sociale che sono state finora trascurate a favore di una copertura pensionistica pi&ugrave; alta che in altri paesi o anche di provvidenze generatrici di sprechi. Bisogna dunque ripensare e rinnovare le politiche sociali e anche, muovendo dall&#8217;esigenza pressante di un elevamento della produttivit&agrave;, le politiche del lavoro. Senza mettere in causa la dimensione sociale del modello europeo, il rispetto della dignit&agrave; e dei diritti del lavoro&raquo;.<\/p>\n<p>Il Presidente ha ricordato i tanti incontri con le maestranze delle fabbriche: &laquo;Comprendo, e sento molto, in questo momento, le difficolt&agrave; di chi lavora e di chi rischia di perdere il lavoro, come quelle di chi ha concluso o sta per concludere la sua vita lavorativa mentre sono in via di attuazione o si discutono ancora modifiche del sistema pensionistico. Ma non dimentico come nel passato, in pi&ugrave; occasioni, sia stata decisiva per la salvezza e il progresso dell&#8217;Italia la capacit&agrave; dei lavoratori e delle loro organizzazioni di esprimere slancio costruttivo, nel confronto con ogni realt&agrave; in via di cambiamento, e anche di fare sacrifici, affermando in tal modo, nello stesso tempo, la loro visione nazionale, il loro ruolo nazionale&raquo;.<\/p>\n<p>Il Paese ha davanti grandi prove. &laquo;<strong>L&#8217;Italia pu&ograve; e deve farcela<\/strong> &#8211; ha detto il Presidente &#8211; la nostra societ&agrave; deve uscirne pi&ugrave; severa e pi&ugrave; giusta, pi&ugrave; dinamica, moralmente e civilmente pi&ugrave; viva, pi&ugrave; aperta, pi&ugrave; coesa. Rigore finanziario e crescita. Crescita pi&ugrave; intensa e unitaria, nel Nord e nel Sud, da mettere in moto con misure finalizzate alla competitivit&agrave; del sistema produttivo, all&#8217;investimento in ricerca e innovazione e nelle infrastrutture, a un fecondo dispiegarsi della concorrenza e del merito. E&#8217; a queste misure che ha annunciato di voler lavorare il governo, nel dialogo con le parti sociali e in un rapporto aperto col Parlamento. Obbiettivo di fondo: <strong>pi&ugrave; occupazione qualificata per i giovani e per le donne<\/strong>&raquo;. <\/p>\n<p>Per il Capo dello Stato &laquo;i sacrifici sono inevitabili per tutti: ma la preoccupazione maggiore che emerge tra i cittadini, &egrave; quella di assicurare un futuro ai figli, ai giovani. E&#8217; questo obbiettivo che pu&ograve; meglio motivare gli sforzi da compiere : &egrave; questo l&#8217;impegno cui non possiamo sottrarci. Perseguire questi obbiettivi, uscire dalle difficolt&agrave; in cui non solo noi ci troviamo &egrave; impossibile senza un pi&ugrave; coerente sforzo congiunto al livello europeo. E&#8217; comprensibile che anche in Italia si manifesti oggi insoddisfazione per il quadro che presenta <strong>l&#8217;Europa<\/strong> unita. Ma ci&ograve; non deve mai tradursi in sfiducia verso l&#8217;integrazione europea: solo uniti potremo ancora progredire e contare come europei in un quadro mondiale radicalmente cambiato. All&#8217;Italia tocca perci&ograve; levare la sua voce perch&eacute; si vada avanti verso una pi&ugrave; conseguente integrazione europea, e non indietro verso anacronistiche chiusure e arroganze nazionali. Abbiamo solo da procedere nel cammino intrapreso, anche per far meglio sentire, in seno alle istituzioni europee &#8211; in condizioni di parit&agrave; &#8211; il nostro contributo a nuove, meditate decisioni ed evoluzioni dell&#8217;Unione&raquo;.<\/p>\n<p>&laquo;E&#8217; importante ora che l&#8217;Italia possa contare su una fase di stabilit&agrave; e di serenit&agrave; politica&raquo;, ha sottolineato Napolitano. &laquo;Mi auguro che i cittadini guardino con attenzione, senza pregiudizi, alla prova che le forze politiche daranno in questo periodo della loro capacit&agrave; di rinnovarsi e di assolvere alla funzione insostituibile che gli &egrave; propria di prospettare e perseguire soluzioni per i problemi di fondo del paese. Non c&#8217;&egrave; futuro per l&#8217;Italia senza rigenerazione della politica e della fiducia nella politica. Solo cos&igrave; ci porteremo, nei prossimi anni, all&#8217;altezza di quei problemi di fondo che sono ardui e complessi e vanno al di l&agrave; di pur scottanti emergenze. Avvertiamo quotidianamente i limiti della nostra realt&agrave; sociale, confrontandoci con la condizione di quanti vivono in gravi ristrettezze, con le ansie e le incertezze dei giovani nella difficile ricerca di una prospettiva di lavoro. E insieme avvertiamo i limiti del nostro vivere civile, confrontandoci con l&#8217;emergenza della condizione disumana delle <strong>carceri<\/strong> e dei carcerati, o con quella del <strong>dissesto<\/strong> <strong>idrogeologico<\/strong> che espone a ricorrenti disastri il nostro territorio, o con quella di una crescente presenza di <strong>immigrati<\/strong>, con i loro <strong>bambini<\/strong>, che restano <strong>stranieri<\/strong> senza potersi, nei modi giusti, pienamente integrare. Ci si pongono dunque acute necessit&agrave; di scelte immediate e di visioni&raquo;.<\/p>\n<p>&laquo;Occorre<strong> una nuova &#8216;forza motivante&#8217; perch&eacute; si sprigioni e operi la volont&agrave; collettiva indispensabile; occorrono coraggio civile e sguardo rivolto &#8216;con speranza fondata verso il futuro<\/strong>&raquo;, ha detto il Presidente Napolitano riprendendo &laquo;alte voci spirituali&raquo; levatesi nei giorni natalizi. E ha concluso: &laquo;La fiducia in noi stessi &egrave; il solido fondamento su cui possiamo costruire, con spirito di coesione, con senso dello stare insieme di fronte alle difficolt&agrave;, dello stare insieme nella comunit&agrave; nazionale come nella famiglia. E allora apriamoci cos&igrave; al nuovo anno: facciamone una grande occasione, un grande banco di prova, per il cambiamento e il nuovo balzo in avanti di cui ha bisogno l&#8217;Italia&raquo;.  <iframe loading=\"lazy\" width=\"560\" height=\"315\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/bMRX8anUQDY\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le parole di speranza di Giorgio Napolitano nel discorso di fine anno. \u00abLa nostra societ\u00e0 deve uscirne pi\u00f9 severa e pi\u00f9 giusta, pi\u00f9 dinamica, moralmente e civilmente pi\u00f9 viva, pi\u00f9 aperta, pi\u00f9 coesa\u00bb<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9,28],"tags":[1869,13769,9976],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ 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