{"id":115156,"date":"2011-06-14T00:00:00","date_gmt":"2011-06-14T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2011-06-14T00:00:00","modified_gmt":"2011-06-14T00:00:00","slug":"poveri-si-diventa-e-non-resta-che-bussare-in-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2011\/06\/poveri-si-diventa-e-non-resta-che-bussare-in-comune\/115156\/","title":{"rendered":"Poveri si diventa e non resta che bussare in Comune"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"1\" hspace=\"3\" alt=\"\" vspace=\"3\" align=\"left\" width=\"250\" height=\"220\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201103\/clipboard01_8677.jpg\" \/>La trafila per risolvere i<strong> casi di indigenza <\/strong>parte sempre dallo <strong>sportello dell&rsquo;assistenza sociale del comune<\/strong> di residenza. &Egrave; dall&rsquo;assistente sociale che viene monitorata la situazione dei cittadini che hanno bisogno di aiuto, ed &egrave; sempre da questa figura che viene istruita la pratica per cercare di risolverla.<br \/>\nLe <strong>situazioni di povert&agrave;<\/strong> si manifestano infatti nei modi pi&ugrave; disparati, come pi&ugrave; disparate sono le modalit&agrave; di risoluzione del problema. <br \/>\nEsistono persone che si trovano in una condizione di <strong>parziale povert&agrave;<\/strong>, magari solo per un periodo momentaneo, e altre che sono completamente povere per periodi molto pi&ugrave; lunghi. <br \/>\nIl momento che abbiamo appena attraversato, caratterizzato dalla <strong>crisi economica<\/strong>, ha creato <strong>nuove e improvvise situazioni di povert&agrave;<\/strong>. <br \/>\nSi &egrave; trattato spesso di difficolt&agrave; conseguenti alla diminuzione delle entrate famigliari (ricorso delle aziende alla <strong>cassa integrazione<\/strong>) o, peggio, dei <strong>licenziamenti<\/strong>.<br \/>\nLa prima ondata di queste nuove povert&agrave; sono state in parte assorbite, con molte fatiche, dalla forte coesione sociale, che in Italia e nel nostro territorio &egrave; caratterizzata da una&nbsp; <strong>rete di relazioni famigliari<\/strong>. I parenti sono spesso la pi&ugrave; importante risorsa in caso di bisogno. Ma, naturalmente, pu&ograve; non essere cos&igrave; per tutti, ed &egrave; allora si bussa all&rsquo;assistenza sociale. <br \/>\n&laquo;Molto spesso si tratta di casi di povert&agrave; momentanea &#8211; ci spiega il sindaco di <strong>Daverio Alberto Tognola<\/strong> -, si tratta di situazioni di difficolt&agrave; contingenti al <strong>pagamento delle bollette o della rata del mutuo, o dell&#8217;affitto<\/strong>. In questo caso l&rsquo;amministrazione si muove in diverse direzioni: innanzitutto si cerca di <strong>accedere a tutti i fondi o gli strumenti d&rsquo;aiuto messi a disposizione dagli enti provinciali o regionali<\/strong>. Spesso per risolvere situazioni ben definite il Consiglio comunale mette ai voti il <strong>pagamento di una cifra, una tantum<\/strong>, per risolvere il problema prima che diventi pi&ugrave; grave&raquo;. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"1\" hspace=\"3\" alt=\"\" vspace=\"3\" align=\"right\" width=\"250\" height=\"323\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201012\/poverta.jpg\" \/><br \/>\nCapita anche che siano gli stessi comuni a stanziare fondi o allacciare accordi per costruire alcune<strong> iniziative ad hoc<\/strong>: &laquo;A Daverio abbiamo aderito al &ldquo;<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www3.varesenews.it\/varese\/articolo.php?id=190057\"><strong>Last minute Market<\/strong><\/a>&rdquo;: Due volte a settimana in accordo con il supermercato il Gigante, e l&rsquo;universit&agrave; di Bologna, distribuiamo del cibo gratuitamente alle famiglie che ne hanno fatto richiesta. In questo modo riusciamo a tamponare e monitorare alcune situazioni di disagio&raquo;. <br \/>\nE cose simili sono accadute in molti comuni della provincia dove sono state tantissime le iniziative di questo tipo istituite negli ultimi anni. <br \/>\nMa queste sono soluzioni di &ldquo;tamponamento&rdquo;, utili a chi attraversa un momento di difficolt&agrave; temporaneo. I problemi pi&ugrave; seri arrivano quando i casi di indigenza sono molto pi&ugrave; gravi, e soprattutto quando interessano la casa. In questi casi capita spesso che siano gli amministratori locali a bussare alla porta degli<strong> enti religiosi<\/strong> o delle associazioni di carit&agrave; presenti sul territorio.<br \/>\nCe ne sono tanti e molto diversi. Sicuramente uno dei pi&ugrave; organizzati &egrave; la <strong>Caritas diocesana<\/strong>, che dispone di una serie di <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www3.varesenews.it\/varese\/articolo.php?id=198281\"><strong>sportelli d&rsquo;ascolto<\/strong><\/a> che le consentono una presenza capillare sul territorio.<br \/>\nAttraverso questi sportelli &egrave; la Caritas stessa ad entrare in contatto con le situazioni di disagio, a volte addirittura prima degli assistenti sociali. &laquo;Proprio per questo c&rsquo;&egrave; un <strong>dialogo quotidiano con i servizi sociali <\/strong>&#8211; spiega Mario Salis, referente Caritas -. Quello che possiamo fare noi come Caritas &egrave; supportare ma non sostituirci alle strutture gi&agrave; esistenti. Altrimenti creeremmo una confusione che non aiuta a risolvere il problema. All&rsquo;interno di questa collaborazione a volte siamo noi a segnalare agli assistenti sociali le situazione di difficolt&agrave;, a volte &egrave; il contrario&raquo;. <br \/>\nCon il <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www3.varesenews.it\/varese\/articolo.php?id=136584\"><strong>fondo &ldquo;solidariet&agrave; famiglia lavoro&rdquo;<\/strong><\/a> messo a disposizione in questi anni dalla diocesi l&rsquo;organismo della Cei ha potuto entrare in contatto direttamente con le famiglie che chiedevano aiuto, &laquo;<strong>si sono presentate da noi persone che mai avremmo immaginato<\/strong> &#8211; spiega Salis -, quasi tutte situazioni di nuova povert&agrave; determinata dalla crisi economica&raquo;.<br \/>\nIn<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"1\" hspace=\"3\" alt=\"\" vspace=\"3\" align=\"left\" width=\"250\" height=\"161\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201010\/poverta.jpg\" \/> questa &ldquo;rete di assistenza&rdquo; intervengono anche la <strong>Regione e la Provincia<\/strong>. La prima lo fa solitamente stanziando fondi per iniziative di sostegno, quelle alle quali le persone accedono attraverso le amministrazioni comunali.<br \/>\nLa <strong>Provincia di Varese<\/strong> fa invece un&rsquo;attivit&agrave; di sostegno al settore del volontariato. &laquo;L&rsquo;assistenza ai cittadini &egrave; di competenza comunale &#8211; spiega infatti l&rsquo;assessore alle politiche sociali<strong> Christian Campiotti<\/strong> -, la Provincia fa pi&ugrave; un servizio di coordinamento e di sostegno al mondo del volontariato. In particolare noi abbiamo deciso di sostenere le suore di via Bernardino Luini, il banco telematico di Orino e tante altre realt&agrave; significative per il territorio. Cerchiamo di far lavorare le associazioni in sinergia con i servizi territoriali gi&agrave; attivi&raquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La trafila per risolvere i casi di indigenza parte sempre dallo sportello dell\u2019assistenza sociale del comune di residenza. Poi si passa alla Provincia, poi in Regione, e infine alle associazioni e agli enti religiosi<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[1920],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Poveri si diventa e non resta che bussare in Comune<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La trafila per risolvere i casi di indigenza parte sempre dallo sportello dell\u2019assistenza sociale del comune di residenza. 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