{"id":123251,"date":"2011-03-15T00:00:00","date_gmt":"2011-03-15T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2011-03-15T00:00:00","modified_gmt":"2011-03-15T00:00:00","slug":"26-maggio-1859-un-giorno-che-non-si-puo-dimenticare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2011\/03\/26-maggio-1859-un-giorno-che-non-si-puo-dimenticare\/123251\/","title":{"rendered":"26 maggio 1859, un giorno che non si puo&#8217; dimenticare"},"content":{"rendered":"<p><strong>Margherita Giromini e Ovidio Cazzola <\/strong>&#8211; che &egrave; il pronipote dei protagonisti delle vicende qui raccontate &#8211;&nbsp;hanno ricostruito la storia <strong>dell&rsquo;unico civile morto <\/strong>durante la battaglia di Biumo Inferiore (26 maggio 1859), dove si scontrarono le truppe austriache del feldmaresciallo Karl von Urban e le camicie rosse di Giuseppe Garibaldi. Una storia vera e commovente che Varesenews vi propone in due puntate.<br \/>\n______________________________________________<\/p>\n<p>\n<strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"1\" hspace=\"5\" alt=\"\" vspace=\"5\" align=\"left\" width=\"300\" height=\"203\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201103\/cascina_campaccio.jpg\" \/>Maggio 1859<\/strong>. Il viale Belforte di oggi era un lungo percorso sterrato che si chiamava Strada Nazionale, dal centro di Biumo Inferiore attraversava campi di grano e granoturco, prati, e boschi di robinie e di gelsi, zone boschive di sterpaglie incolte, il cosiddetto &ldquo;boscasc&rdquo;. Costeggiava il Castello di <strong>Belforte<\/strong>, propriet&agrave; dei <strong>Conti Biumi<\/strong>, raggiungeva, allora come ora, la valle dell&rsquo;Olona, per poi accompagnare i viaggiatori verso Como. Nel catasto teresiano e in quello del <strong>1861 <\/strong>risultano denominati solo due grandi cascinali, il primo affacciato sulla via principale, chiamato <strong>Cascina Giunta <\/strong>(il nome stava per &ldquo;aggiunta&rdquo; alla propriet&agrave; del Castello), all&rsquo;altezza della prima curva, ma sulle mappe segnato come <strong>Cassina Gione<\/strong>; l&rsquo;altro, la <strong>Cascina Campaccio (foto sopra)<\/strong>, lontana dalla strada principale ma posizionata lungo il percorso alternativo per Como. Questa deviazione, ancora esistente, lascia la via nazionale, si insinua nella boscaglia che scende sulle rive dell&rsquo;Olona, e, dopo giri ripidi e sinuosi, oltrepassa il ponte spagnolo, raggiunge la val Sorda e poi Cantello e Rodero. E&rsquo; in questa striscia di terra varesina che ambientiamo la nostra storia, che &egrave;, purtroppo, una vicenda vera.<br \/>\n<strong><br \/>\nMarzo 2011<\/strong>. Il viale Belforte inizia nella zona di Biumo Inferiore, teatro della battaglia tra <strong>Garibaldi e l&rsquo;austriaco Urba<\/strong>n, e conduce alla valle fluviale, l&agrave; dove l&rsquo;Olona riceve le acque del Vellone.<br \/>\nDove si svolse la battaglia di Biumo, oggi confluiscono auto, moto, autobus che si fermano, se il semaforo &egrave; rosso, proprio davanti al monumento a Garibaldi, in uno slargo invaso dalle corsie degli automezzi. Pochi metri pi&ugrave; in l&agrave;, sulla facciata di un moderno palazzotto nelle cui vetrine troneggiano automobili, &egrave; affissa una targa che segnala il punto da dove, alle spalle dell&rsquo;antica casa Merini, oggi scomparsa, Garibaldi fece indietreggiare il temibile (e terribile) Urban.<br \/>\nDifficile, oggi, guardando quest&rsquo;arteria periferica cos&igrave; trafficata, per la sua funzione di collegamento con Como e con la Svizzera, raffigurarsi un vialone di campagna, costellato da rari insediamenti.<br \/>\n<strong><br \/>\nMaggio 1859<\/strong>. La panoramica aperta sul massiccio del Campo dei Fiori, con il profilo del Monte Monarco, della Martica, del Poncione di Ganna, appoggiati sul verde della vegetazione, intenso dopo tanta pioggia caduta a catinelle (come solo a Varese la pioggia sa fare), adesso &egrave; nascosta in gran parte da casermoni e case. Com&rsquo;era bella la zona, ce lo raccontano pittori risorgimentali come Gerolamo Induno o Faruffini che hanno dipinto per noi le storiche battaglie di Garibaldi con la vista delle Prealpi sullo sfondo.<br \/>\nIl quartier generale di Garibaldi stava sul colle di Biumo Superiore. Da l&igrave; si dominavano sia l&rsquo;agglomerato di <strong>Biumo Inferiore <\/strong>sia la vasta campagna attraversata dalla Strada Nazionale. Si poteva curare lo spostamento delle truppe di rinforzo degli Austriaci che provenivano da Como e proteggere allo stesso tempo la popola-zione civile, stretta intorno ai Garibaldini. Non altrettanto protetti si dovevano sentire gli abitanti delle poche case coloniche lungo il percorso da Biumo verso il colle di Belforte, situate nella zona di passaggio delle truppe.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"1\" hspace=\"5\" alt=\"\" vspace=\"5\" align=\"right\" width=\"300\" height=\"225\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201103\/cascina_giunta.jpg\" \/>Marzo 2011<\/strong>. La <strong>Cascina Giunta <\/strong>esiste ancora (foto a destra). Circondata da case e capannoni, nel cortile ospita automobi-li e motocicli al posto di carretti e cavalli. Rifatta a pi&ugrave; riprese, mantiene per&ograve; intatta la struttura di antico ca-scinale del Seicento. Era la casa dei fittavoli dei conti Biumi &ldquo;aggiunta&rdquo;, per l&rsquo;appunto, al loro castello fuori dalle porte della citt&agrave;. La peste nel <strong>1630 <\/strong>aveva interrotto i grandiosi lavori del nuovo palazzo di cui rimane oggi solo un&rsquo;ala in rovina sul colle di Belforte che dall&rsquo;alto osserva il fiume di auto. Fittavoli a Cascina Giunta erano i due fratelli Rossi, gli unici sopravvissuti di una famiglia che aveva contato parecchi morti in quei mesi. Ma l&rsquo;arrivo a Cascina Giunta fu l&rsquo;inizio del benessere che accompagn&ograve; la loro discendenza per molte generazioni.<br \/>\nNel vasto campo al di l&agrave; della strada venne costruita una fornace di mattoni che apport&ograve; altra possibilit&agrave; di lavoro all&rsquo;intero parentado, ospitato nella cascina, in aggiunta al lavoro della campagna.<\/p>\n<p><strong>23- 24-25 Maggio 1859<\/strong>. Dalla vicina Biumo arrivano notizie che tengono con il fiato sospeso.<br \/>\n<strong>Garibaldi <\/strong>&egrave; sbarcato a <strong>Sesto Calende <\/strong>e si sta dirigendo verso Varese.<br \/>\nGli <strong>austriaci <\/strong>di <strong>Urban <\/strong>sono stati sconfitti da un battaglione dei &ldquo;<strong>Cacciatori delle Alpi<\/strong>&rdquo;, a Somma Lombardo. <strong>Garibaldi <\/strong>&egrave; a Varese, accolto dal Podest&agrave; e dalla popolazione festante. Si prepara la battaglia per respingere gli Austriaci.<br \/>\nHa piovuto senza sosta per giorni (il maggio varesino&hellip;) e i campi di Belforte sono quasi allagati, ma il tem-po sta per cambiare, parola del vecchio patriarca. Gli abitanti delle cascine nella vasta campagna tra Biumo e Malnate continuano a lavorare nei campi e nelle stalle. Ci sono sempre quelli che vanno a vendere prodotti al mercato del borgo, un&rsquo;occasione per raccogliere informazioni su quanto sta succedendo. La bella notizia che Garibaldi sta per ricacciare Urban via da Varese, diventa una brutta faccenda per la famiglia Rossi: bisogna scappare dalle cascine e dai casolari che stanno lungo la Strada Nazionale. Le truppe nemiche oc-cuperanno la zona e chiss&agrave;, uccideranno, incendieranno&hellip;la fama di Urban, a dispetto del nome , &egrave; arrivata fino a Varese. Alla <strong>Cascina Giunta <\/strong>il pericolo si tocca con mano. Stanotte si lascia la cascina. Le donne pre-parano ceste con il cibo, e sacchi di biancheria, quello che si pu&ograve; portare via tenendo conto dei bambini pic-coli. Gli uomini vanno e vengono per organizzare lo spostamento a Cascina Campaccio, quella che sta so-pra l&rsquo;Olona, a sinistra del ponte spagnolo. L&igrave; staranno al sicuro. Almeno, saranno pi&ugrave; lontani dalla zona di passaggio degli Austriaci. Ma chi ha detto che la notte prima della battaglia qualcuno dorm&igrave; tranquillo?<br \/>\n<strong><br \/>\n&Egrave;&nbsp;la sera del 25 maggio<\/strong>. Mamma Angela chiama a raccolta i figli, maschi e femmine, grandi e piccoli. E&rsquo; ora di scappare. I pi&ugrave; attivi a preparare i bagagli sono i pi&ugrave; grandi. Luigi, il maggiore, ha una bottega da calzolaio l&igrave; nella cascina, alterna questo lavoro a quello nei campi e alla fornace. Ma non arriva. Mamma Ange-la si preoccupa perch&eacute; Luigi tarda, ma lui &egrave; cos&igrave;, si prende i suoi tempi per fare scarpe e scarponi belli resistenti; fa anche riparazioni a scarpe usate e riusate e intanto scherza con le ragazze, in particolare con una. Certo, lui ha vent&rsquo;anni, anzi, ventidue; &egrave; moro, riccio, ha occhi intensi, star&agrave; chiacchierando con la scusa del-le scarpe.<br \/>\nLuigi arriva di corsa, ha saputo della battaglia di domani mattina, e racconta quello che ha sentito. Forse gli piacerebbe raggiungere Garibaldi ma non pu&ograve;, c&rsquo;&egrave; troppo lavoro alla cascina e i fratelli sono piccoli&hellip;<br \/>\nLa cascina si svuota, mentre le famiglie si avviano per il sentiero che scende alla cascina Campaccio. Chiss&agrave; cosa ritroveranno al ritorno, quando? Domani?<br \/>\nDa lontano si sentono cannonate e spari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Margherita Giromini e Ovidio Cazzola hanno ricostruito la storia dell\u2019unico civile morto durante la battaglia di Biumo Inferiore, dove si scontrarono le truppe austriache del feldmarescaiallo Karl von Urban e le camicie rosse di Giuseppe Garibaldi. 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