{"id":1278017,"date":"2020-11-22T10:08:43","date_gmt":"2020-11-22T09:08:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.varesenews.it\/?p=1278017"},"modified":"2020-11-22T10:11:12","modified_gmt":"2020-11-22T09:11:12","slug":"terra-leggende-regno-delle-bocce-cazzaniga-mite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2020\/11\/terra-leggende-regno-delle-bocce-cazzaniga-mite\/1278017\/","title":{"rendered":"Terra di leggende il regno delle bocce. Cazzaniga il mite"},"content":{"rendered":"<p>La zona di <strong>Citt\u00e0 Studi,<\/strong> alle spalle delle facolt\u00e0 di Chimica Industriale, di Medicina e di Geologia, prospiciente allo <strong>stadio Giuriati<\/strong>, tempio antico del rugby, era costellata da una serie di campi di calcio brulli, dove l\u2019erba era fuggita, rifugiandosi chiss\u00e0 dove, causa il continuo calpestio delle scarpe con i tacchetti, rigorosamente a vite, come s\u2019usava qualche lustro fa.<br \/>\nSu uno di questi &#8211; era l\u2019<strong>Half, il Nordhal, il Citt\u00e0 Studi<\/strong>: difficile dirlo -, l\u2019angusto spogliatoio negletto in un angolo, si stava disputando un\u2019accanita partita fra due selezioni di facolt\u00e0 nell\u2019ambito del campionato universitario. Faceva un freddo becco, dalle bocche dei contendenti uscivano refoli di vapor acqueo, ma l\u2019agonismo, connesso con le scontate rivalit\u00e0 fra i diversi indirizzi di studi, riusciva ad attenuare qualsiasi sensazione climatica sfavorevole, eccetto che in uno dei giocatori: il <strong>Publio Cazzaniga<\/strong>. Portava una specie di calzamaglia nera sotto i calzoncini bianchi, un maglione a collo alto sotto la maglia verde, i guanti e, dulcis in fundo, una berretta di lana a cerchi azzurri e neri \u2013 era interista convinto! -: sembrava pi\u00f9 che un giocatore di calcio un esploratore di ghiacci polari, piovuto per caso a Milano su un campo di periferia.<br \/>\nNon era un campione sicuramente, era un<strong> modesto pedatore di centrocampo<\/strong>, se la cavava, ma non era il perno della compagine: gli piaceva, per\u00f2, l\u2019atmosfera, quella specie di aura giovane, goliardica, con le battute spiritose, il senso di appartenere a un gruppo, i suoi amici, i suoi compagni d\u2019universit\u00e0 con i quali condividere lo sport, le avventure, forse l\u2019attimo di una giovinezza spensierata quel tanto di concesso dalla seriet\u00e0 degli studi. Gli esami, la laurea, la dispersione. La squadra di calcio aveva subito la diaspora, ognuno ad ubbidire al richiamo dell\u2019esistenza, a rincorrere esperienze e risultati professionali.<br \/>\nFu cos\u00ec che Publio lasci\u00f2, pur con qualche rimpianto, il calcio e cominci\u00f2 quasi per caso, dato che gravitava professionalmente alla <strong>Bicocca<\/strong> a due passi da <strong>Sesto<\/strong> <strong>San<\/strong> <strong>Giovanni<\/strong>, sede di numerose bocciofile, a farsi gradualmente attirare dalle bocce, anche per seguire uno dei colleghi di lavoro, con il quale aveva un rapporto che valicava i cancelli della fabbrica e del laboratorio chimico, fanatico di questo sport tanto da riuscire a trascinarlo con s\u00e9 e a trasmettergli una sana passione.<br \/>\nAnche in questo caso non era un campione, tuttavia accostava abbastanza bene, era sempre di poche parole e molto concentrato, rappresentava il compagno di coppia quasi ideale.<br \/>\nNaturalmente nel fine settimana era scontato dedicare qualche ora agli allenamenti e l\u00ec, nel bocciodromo <strong>dell\u2019Anpi<\/strong>, limitrofo alle <strong>Officine Falck<\/strong>, allarg\u00f2 la sua sfera di conoscenze che gli offrivano motivi di sincero compiacimento per la ricchezza di rapporti umani dai quali poteva abbondantemente attingere.<br \/>\nNon proprio tutti in verit\u00e0, perch\u00e9 l\u00ec all\u2019Anpi razzolava un certo Alfonso, un omone grossolano non solo nei tratti, ma soprattutto nei comportamenti, che cominci\u00f2 a farne bersaglio delle sue battute da caserma. Era partito con il nome: \u201cPublio, ma che razza di nome \u00e8? Chi \u00e8 stato il genio a chiamarti cos\u00ec, la madre o il padre?\u201d E lui paziente a spiegare: \u201cMio padre amava molto il poeta latino <strong>Publio Ovidio Nasone<\/strong>, quindi gli parve molto bello che la mia nascita fosse per loro un inno alla poesia della vita e convenne con mia madre di chiamarmi Publio, che per me \u00e8 un gran bel nome!\u201d Al che l\u2019Alfonso: \u201cAh, di sicuro per quanto riguarda il naso \u00e8 azzeccato! Nasone, proprio una bella bistecca hai sulla faccia!\u201d E gi\u00f9 una risata sguaiata.<br \/>\nMa la persecuzione non si fermava qui: ce l\u2019aveva anche con i capelli della vittima ormai sacrificale: \u201cD\u00ec un po\u2019 fenomeno, come fai a nasconderti la pelata? Ti fai crescere quelli di lato per tirarteli fino all\u2019altra parte, cos\u00ec con quei quattro peli pensi di nasconderla? Ma fammi il piacere, pelato sei, altro che storie!\u201d E altra omerica risata.<br \/>\nAlternativamente partiva con l\u2019attacco al cognome: \u201cUei Cazzaniga cosa hai mangiato oggi col pane: mannaggia non mi viene la rima, eppure so che c\u2019\u00e8, mi aiuti per piacere?\u201d E gi\u00f9 una serie di risate. Il Cazzaniga era sempre stato un mite e anche in questi frangenti evitava di replicare con adeguate espressioni. Gli giravano per la testa una serie di argomentazioni atte a mettere in ridicolo l\u2019Alfonso, ma poi nei momenti topici si richiudeva come un riccio su s\u00e9 stesso e lasciava perdere.<br \/>\nAveva cominciato ad avere con s\u00e9 una <strong>misteriosa bottiglietta colma di liquido<\/strong>: ogni tanto la prendeva, la rigirava, la guardava con fare interrogativo, poi la riponeva nella sacca, salva farla riemergere ogni volta che i lazzi diventavano particolarmente insistenti. Capit\u00f2 che all\u2019Anpi venne disputata una gara regionale a coppie, Publio era con il suo abituale mentore, mentre l\u2019Alfonso giocava con un loro comune amico. La gara era domenicale, perci\u00f2 tutto si sarebbe concluso in giornata.<br \/>\nOra, mentre il suo aguzzino veniva eliminato quasi subito, il <strong>Cazzaniga<\/strong> era andato avanti e ormai stava disputando il suo quarto di finale con alterna fortuna. Purtroppo verso la fine comparve l\u2019Alfonso, che, un po\u2019 roso dall\u2019invidia che l\u2019altro fosse arrivato nei primi otto finalisti, un po\u2019 perch\u00e9 non poteva evitare di seviziarlo, cominci\u00f2 ad apostrofarlo con le solite tiritere. Publio, innervosito, cominci\u00f2 a sbagliare, tanto da farsi eliminare. Usc\u00ec dal campo furioso, mise le mani nella sacca, estrasse la misteriosa bottiglietta, si avvicin\u00f2 alle spalle <strong>dell\u2019Alfonso<\/strong> e nella tasca posteriore mezza stracciata ne vers\u00f2 l\u2019intero contenuto. L\u2019altro lanci\u00f2 un urlo, poi: \u201cMa guarda sto deficiente, cosa ti viene in mente di bagnarmi di acqua i pantaloni! Fino alle mutande mi ha lavato! Vai tranquillo che te la faccio pagare!\u201d Publio mise via le sue cose, un sorriso malizioso gl\u2019incresp\u00f2 le labbra, poi se ne and\u00f2.<br \/>\nL\u2019Alfonso volle dimostrare di essere superiore, ma non appena il liquido prese ad asciugare, cominci\u00f2 a sentire tirare da tutte le parti, non riusciva a capire, i peli si strappavano e sentiva un male terribile, non sapeva come fare, quale rimedio attuare, alla fine un misericordioso chiam\u00f2 un taxi per farlo portare a casa, ma, una volta arrivato dinanzi all\u2019ingresso, l\u2019attendeva un\u2019altra impresa: l\u2019ascesa fino al terzo piano in uno stabile senza ascensore, come <strong>Purgatorio Dantesco<\/strong> lungo la collina dell\u2019espiazione. Il Cazzaniga continuava a sorridere, soddisfatto di aver scovato il coraggio per l\u2019azione. Gli aveva versato nella tasca uno sciroppo concentrato di zucchero che, seccandosi, aveva formato un blocco tenace: la vendetta era stata finalmente compiuta!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vendetta \u00e8 un piatto che si serve freddo, meglio se durante una partita di bocce<\/p>\n","protected":false},"author":45,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14,2],"tags":[822,158],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Terra di leggende il regno delle bocce. 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