{"id":128719,"date":"2011-01-15T00:00:00","date_gmt":"2011-01-15T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2011-01-15T00:00:00","modified_gmt":"2011-01-15T00:00:00","slug":"noi-dalla-tunisia-non-siamo-partiti-siamo-scappati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2011\/01\/noi-dalla-tunisia-non-siamo-partiti-siamo-scappati\/128719\/","title":{"rendered":"\u201cNoi dalla Tunisia non siamo partiti, siamo scappati\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www3.varesenews.it\/italia\/articolo.php?id=192893\">colpo di Stato-rivoluzione in Tunisia <\/a>ha sconvolto il Paese<\/strong>, nostro vicino e giudicato fino a ieri un&#8217;oasi di stabilit&agrave; &#8211; segno eviente dell&#8217;incomprensione, da parte nostra, della realt&agrave; magrebina. Ne sa qualcosa il lonatese <strong>Roberto Vielmi<\/strong>, attivo personaggio che abbiamo gi&agrave; incontrato fra l&#8217;altro in occasione delle campagne <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www3.varesenews.it\/gallarate_malpensa\/articolo.php?id=163770\">di cui &egrave; stato il primo ispiratore<\/a>, per la salvezza della via Gaggio contro la terza pista di Malpensa. <br \/>\nIeri, venerd&igrave; 14 gennaio, Roberto ha chiuso un mese di vacanza ad <strong>Annaba<\/strong>, l&#8217;antica Ippona di Sant&#8217;Agostino, dai suoi cognati algerini, rientrando attraverso l&#8217;aeroporto di Tunisi: ed &egrave; stata <strong>un&#8217;avventura al limite del pauroso<\/strong>. <br \/>\nPartiti alle 5,30 del mattino dalla citt&agrave; algerina, Vielmi e parenti sono transitati dal confine con la Tunisia dopo le solite due ore di attesa e minuziose perquisizioni dell&#8217;auto, culminate nel sequestro al lonatese di <strong>quattro chili di datteri<\/strong> algerini. &laquo;Le procedure erano le solite di sempre, &#8211; racconta Vielmi &#8211; comunque nulla di strano, peccato per i datteri&raquo;. <br \/>\nIl resto del viaggio verso Tunisi si &egrave; svolto tranquillamente. &laquo;Alle 12,30 eravamo all&#8217;aeroporto, avendo il check-in alle 14 ci siamo concessi un giro per la citt&agrave;. C&#8217;era gente per le strade, pareva un qualsiasi venerd&igrave; festivo (giorno di preghiera per i musulmani), per&ograve; c&#8217;era molta polizia, persino un carro armato: ma intorno <strong>uno scenario da <\/strong><em><strong>day after<\/strong><\/em>, auto rovesciate e bruciate&raquo;, i segni delle manifestazioni dei giorni precedenti. <br \/>\n&laquo;Era successo che la sera prima&raquo; spiega Vielmi &laquo;il presidente Ben Al&igrave; aveva tenuto il suo secondo discorso&raquo;, una resa sostanziale alle richieste dei manifestanti, &laquo;e c&#8217;era chi aveva festeggiato&raquo;. Al rientro in aeroporto, dopo il check-in, &laquo;la polizia eroportuale pareva stranamente ancor api&ugrave; rilassata del solito&raquo;, ci si &egrave; imbarcati sul volo, &laquo;l&#8217;AZ7447 di AirOne&raquo;. Ma l&igrave; ha cominciato ad accadere qualcosa di strano.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;aereo non partiva.<\/strong><br \/>\n&laquo;Eravamo gi&agrave; pronti al rullaggio, alle 16, quando una hostess ci ha detto di prendere i bagagli a mano e scendere<strong> immediatamente<\/strong>. Da quel che ho intuito, cercavano qualcuno. Siamo scesi, e ci siamo trovati <strong>circondati da teste di cuoio incappucciate e armate di mitra<\/strong> &#8211; che per&ograve; non ci tenevano puntato contro &#8211; venute con tre autobus. Su uno di questi ci hanno cacciato tutti, poi in un minuto hanno cominciato a dividerci per nazionalit&agrave;. nel frattempo <strong>stavano prendendo a calci uno di noi passeggeri, a terra<\/strong>. Se ho capito bene era uno con passaporto italiano, ma tunisino o di origine tunisina&raquo;, presumibilmente una persona con doppia nazionalit&agrave;.<br \/>\nPer un quarto d&#8217;ora i passeggeri sono rimasti sul bus mentre gli incappucciati tenevano d&#8217;occhio il tizio che avevano appena preso a calci.&nbsp; Poi come erano venuto, i gendarmi-teste di cuoio se ne sono andati, <strong>lasciando sul posto, sorpresa, anche il ferito, dal volto tumefatto.<\/strong> &laquo;Dapprima pensavo che cercassero lui, poi, vedo che non se lo sono portati dietro, sospetto che gli abbia forse risposto male. Tutto molto, molto strano&raquo; commenta il nostro testimone. &laquo;Siamo tornati sull&#8217;aereo, ma a quel punto erano spariti tutti i lavoratori e l&#8217;aeroporto era<strong> un deserto<\/strong>. Sapevo era in programma uno sciopero, ma siamo poi stati messi a conoscenza del fatto che proprio in quel momento<strong> i militari avevano chiuso l&#8217;aeroporto.<\/strong> Volevano chiudere lo spazio aereo&raquo;, procedura standard durante i colpi di stato. E il clima, assicura Vielmi,<strong> era proprio quello di un golpe.<\/strong> &laquo;C&#8217;erano alcuni bagagli da stivare a terra, e nessuno pi&ugrave; che li caricasse, qualcuno ce li ha lasciati su quella pista, io per fortuna no. Siamo rimasti l&igrave; fermi in aereo fino alle 18, in una situazione paradossale, con la torre di controllo che dava via libera e il pilota aspettava che qualcuno caricasse i bagagli per partire, nell&#8217;aeroporto chiuso e deserto. Una hostess aveva detto che si cercava uno di al-Qaida, mah&#8230;&raquo; Alla fine a sbloccare la situazione &egrave; stato il personale di volo, &laquo;professionale, gentile, ottimo&raquo;. Pilota e uno steward hanno assicurato la chiusura del velivolo. <strong>&laquo;Lo steward ha detto: &ldquo;Noi dalla Tunisia non siamo partiti, siamo scappati&rdquo;<\/strong>&raquo;. Descrizione esatta. Alla partenza, non all&#8217;arrivo, un applauso fragoroso dai passeggeri: &laquo;e il pi&ugrave; contento di partire, che ringraziava Iddio, era quello che avevano picchiato le teste di cuoio&raquo;. <\/p>\n<p>Volo tranquillo, &laquo;anche se una hostess &egrave; passata pi&ugrave; volte contando i passeggeri&raquo;. Alle 19,30 atterraggio senza problemi a <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www3.varesenews.it\/gallarate_malpensa\/articolo.php?id=192899\"><strong>Malpensa<\/strong><\/a> dopo un&#8217;ora e tre quarti sul Mediterraneo. <strong>Altra sorpresa la trafila all&#8217;arrivo.<\/strong> &laquo;C&#8217;era la polizia gi&agrave; sotto la scaletta, ci hanno controllato uno per uno i passaporti, che sono stati fotocopiati, ci hanno fatto passare per un&#8217;uscita insolita, credo vicino ai check-in, ci hanno dato dei foglietti su cui scrivere nome cognome e numero di telefono, di fatto siamo ancora a disposizione delle forze dell&#8217;ordine, che comunque sono state gentilissime, devo dire. C&#8217;era una gran confusione, ci hanno divisi per nazionalit&agrave;, hanno preso da arte quello che era stato picchiato, e si vedeva (presumibilmente per capire cosa gli fosse successo e perch&egrave; ndr), mentre qualcuno faceva anche l&#8217;arrabbiato pretendendo di andarsene immediatamente e creando <strong>una tensione immotivata<\/strong> fra passeggeri e polizia. Sono stati controllati tutti i bagagli. Ci &egrave; stato detto dal responsabile:<strong> &quot;Abbiate pazienza: dobbiamo fare questa cosa per tutelare la vostra posizione internazionale&quot;<\/strong>&raquo;. Segno che dalla Tunisia era giunto qualche <em>input<\/em> strano. Dopo circa un&#8217;ora e un quarto dall&#8217;arrivo i passeggeri sono stati finalmente liberi di andarsene con i propri mezzi.<br \/>\n&laquo;I cognati, rientrando poi nel pomeriggio verso l&#8217;Algeria, mi hanno descritto <strong>Tunisi in fiamme<\/strong> e attraversato una Tunisia ridotta a un paese fantasma, dove tutto era chiuso e deserto. Quando si sono fermati a chiedere informazioni presso un bar chiuso sono stati presi a male parole e trattati da matti. A Tabarka hanno trovato dei supermercati che conoscevano <strong>sfondati e saccheggiati&raquo;<\/strong>. Il regime era caduto.<br type=\"_moz\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roberto Vielmi ha affrontato il viaggio di ritorno dal paese proprio nel momento in cui attraversava il momento peggiore della rivolta<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,3],"tags":[365,30950,18933,3363],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>\u201cNoi dalla Tunisia non siamo partiti, siamo scappati\u201d<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Roberto Vielmi ha affrontato il viaggio di ritorno dal paese proprio nel momento in cui attraversava il momento peggiore della rivolta\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"noindex, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" 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