{"id":128747,"date":"2011-01-19T00:00:00","date_gmt":"2011-01-19T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2011-01-19T00:00:00","modified_gmt":"2011-01-19T00:00:00","slug":"una-troppo-umana-speranza-il-risorgimento-visto-da-sacconago","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2011\/01\/una-troppo-umana-speranza-il-risorgimento-visto-da-sacconago\/128747\/","title":{"rendered":"Una &#8220;Troppo umana speranza&#8221;: il Risorgimento visto da Sacconago"},"content":{"rendered":"<p>Busto Arsizio lancia una nuova stella nel mondo della letteratura. &Egrave; il trentenne <strong>Alessandro Mari<\/strong>, autore di un romanzo-fiume di 752 pagine, <strong><em>&quot;Troppo umana speranza&quot;<\/em><\/strong>, edito da <strong>Feltrinelli<\/strong> (prezzo di copertina, soli 18 euro: qui <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.feltrinellieditore.it\/SchedaLibroEstratto?id_estratto=17122&amp;id_volume=5100054\">un estratto<\/a> del testo) e ambientato ai primordi del <strong>Risorgimento<\/strong>, fra gli anni trenta e gli anni Quaranta dell&#8217;Ottocento. Un libro, il suo, che sta raccogliendo l&#8217;apprezzamento della critica in attesa di quello del grande pubblico.<br \/>\n<strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" hspace=\"5\" alt=\"\" vspace=\"5\" align=\"left\" width=\"200\" height=\"312\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201101\/clipboard02.jpg\" \/>Alessandro &egrave; cresciuto a Sacconago<\/strong>, frazione di Busto dove &egrave; rimasto fino al diploma; ha vissuto poi a Borsano. Dopo l&#8217;universit&agrave; allo Iulm e la laurea in lingue, si &egrave; trasferito a Torino, frequentando per due anni la <strong>Scuola Holden<\/strong>, master di tecniche della scrittura (tra i fondatori, Alessandro Baricco); ora vive a Milano lavorando come ghost-writer e traduttore.<br \/>\nNel romanzo ha messo proprie esperienze di vita (la sua Sacconago, da cui proviene uno dei protagonisti) e di studio (l&#8217;epoca scelta), oltre ad una tecnica scrittoria affinata con l&#8217;esperienza torinese, &laquo;una scuola dove ti misuri con i professionisti e riesci a focalizzare le tue idee: una vera palestra letteraria&raquo;. In testa gli ronzava gi&agrave; allora, cinque anni fa, il personaggio su cui si apre e chiude l&#8217;opera: <strong>Colombino<\/strong>, contadinotto-tuttofare sinaghino, orfanello &ldquo;adottato&rdquo; da un paterno parroco. &laquo;Un semi-idiota, non proprio sveglio&raquo;, di mestiere &ldquo;<em>menamerda<\/em>&rdquo;, addetto al letame usato per concimare i campi; eppure portatore a suo modo di valori e sentimenti. Perch&egrave; <strong>proprio il sentimento &egrave; la chiave di volta dell&#8217;intera opera<\/strong>, che si legge a partire da un titolo &ldquo;trasparente&rdquo;, mirato sulla speranza vero motore dei personaggi principali e di tutta un&#8217;epoca. &laquo;Avevo in testa questo personaggio, avevo pensato anche a un&#8217;ambentazione contemporanea ma senza riuscirci&raquo; racconta l&#8217;autore. &laquo;Cercavo qualcosa che si confacesse al sentimento che volevo mettere nel personaggio, l&#8217;ho trovato in un&#8217;epoca che conoscevo per ragioni di studio e passione&raquo;: gli anni del Risorgimento. <strong>Colombino e la sua epoca &laquo;si sono trovati per strada&raquo;<\/strong>, e cos&igrave; gli altri personaggi. A costruire la strada era, s&#8217;intende l&#8217;&rdquo;ingegner&rdquo; Alessandro Mari: anche grazie ai &quot;mezzi tecnici&quot; offerti dalla Feltrinelli, cui l&#8217;autore sinaghino aveva fatto avere le prime duecento pagine, venendo poi seguito puntualmente (qui un <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.feltrinellieditore.it\/SpecialiLibriInterna?id_spec=11549\">resoconto<\/a>) nella realizzazione del corpo dell&#8217;opera.<\/p>\n<p>&laquo;La Sacconago che racconto &egrave; ricostruita dai documenti di biblioteche e archivi e <strong>dai racconti dei nostri vecchi:<\/strong> quella d&#8217;anteguerra non doveva essere poi cos&igrave; diversa dall&#8217;Ottocento, almeno nel paesaggio&raquo;. A vedere certi cortili, si direbbe proprio che sia cos&igrave;. &laquo;Quando scrivi, cerchi di documentarti per arrivare a una verosimiglianza&raquo; racconta, &laquo;ma poi ti lasci guidare all&#8217;immaginazione. Non ci mancano i documenti per ricostruire come andavano le cose, ma il romanziere fa di testa propria&raquo;. Ed ecco dunque a Sacconago il sempliciotto Colombino che vive un amore contrastato, e una volto morto il sacerdote suo padre putativo non sa come risolvere il problema di sposarsi: <strong>lui &egrave; nullatenente, la bella dei suoi sogni ha una famiglia che lo respinge<\/strong> con violenza. Si scopre che anche questo paesotto &egrave; capace di sentimento: &laquo;Colombino ha la sua ostinazione di &#8216;villano&#8217; (nel senso del contadino) che <strong>non si piega mai e va avanti<\/strong>, &egrave; molto &quot;bustocco&quot; in questo. La terra era avara e faticoso coltivarla, quell&#8217;ostinazione &egrave; positiva&raquo;. Si ostina nel suo amore: senza pi&ugrave; il parroco a sostenerlo, Colombino <strong>pensa di rivolgersi al Papa<\/strong>: arriver&agrave; fino a Roma prima di tornare verso nord e incontrare strada facendo un certo <strong>Giuseppe Garibaldi<\/strong>, di ritorno dal Sudamerica con la sua Anita e 63 fedeli volontari della Legione Italiana. Qui la Storia con la s maiuscola irrompe nella storia: ma <strong>non la dominer&agrave;. <\/strong><\/p>\n<p>&laquo;Garibaldi lo tratto &#8216;da <em>fiction<\/em>&#8216;, nell&#8217;aderenza per&ograve; ai fatti conosciuti&raquo;; &egrave; ritratto con Anita nel decennio abbondante del loro amore, fino alla morte di lei e al nuovo esilio di lui. Oltre all&#8217;Eroe dei Due Mondi, compare in secondo piano un altro padre della patria: Giuseppe Mazzini. Il personaggio che ha un ruolo importante nel romanzo e che gli gravita intorno &egrave; quello di <strong>Leda<\/strong>. &laquo;&Egrave; una giovane reclusa che viene arruolata dai servizi segreti di una nazione dell&#8217;epoca, che non dir&ograve; (che segreto sarebbe, altrimenti?), e inviata a Londra dove risiedeva il Mazzini per fare la spia&raquo;. Provando alla fine simpatia per lui e per i patrioti esuli, Leda torna in Italia per regolare i conti con la sua vita, o meglio per <strong>liberarsi da quella che le viene imposta<\/strong>, e che non sente sua. Altro personaggio del libro &egrave; il milanese <strong>Lisander<\/strong>, pittore-ritrattista-fotografo dedito a bassi traffici (fra i quali lo spaccio sottobanco delle prime foto pornografiche). &laquo;Un trafficone, &egrave; il personaggio pi&ugrave; oscuro, ne fa di cotte e di crude per guadagnarsi da vivere. Anche lui tuttavia trover&agrave; la sua redenzione, alla fine&raquo;.<br \/>\nI due grossi eventi storici che fanno da sfondo a parte del romanzo sono le <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cinque_giornate_di_Milano\"><strong>Cinque Giornate di Milano<\/strong><\/a> (1848) e la breve esperienza della <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Repubblica_Romana_%281849%29\"><strong>Repubblica Romana<\/strong><\/a> (1849), che ebbe Mazzini fra i suoi leader; si vede anche Colombino fra i garibaldini in Lombardia. Ma pi&ugrave; che la Storia, vengono narrati i personaggi: &laquo;li racconto come <strong>sentimenti in assonanza con un periodo storico&raquo;<\/strong>. Del resto, i personaggi di fiction hanno la preponderanza su quelli realmente esistiti.<\/p>\n<p>Il Risorgimento, si sa, ultimamente <strong>gode di cattiva stampa<\/strong>. &laquo;Non mi sento di entrare a pi&egrave; pari nel dibattito sulla storia patria&raquo;, dice l&#8217;autore, &laquo;dico solo che<strong> dopo aver frequentato il Risorgimento, tornando al presente provavo nostalgia.<\/strong> Possiamo discutere sui fatti, sulle pecche e sulle cose magnifiche fatte da chi ci ha preceduti: imbarazzante invece che si discuta l&#8217;italianit&agrave; degli italiani. Non &egrave; affatto consonante con quello che provo il tentativo di mettere in discussione un periodo storico che ha partorito uno stato e una nazione. Oggi possiamo interrogarci sulla forma da darle, ma non possiamo dimenticare che<strong> siamo nati allora&raquo;<\/strong>. Il volume cade proprio nell&#8217;anno del<strong> centocinquantenario dell&#8217;unit&agrave; d&#8217;Italia:<\/strong> anche la Feltrinelli, ricorda Mari, &laquo;ha fatto un grosso progetto sul Risogrimento mettendo online un gran numero di documenti&raquo;. <br \/>\nNon la polemica, comunque, ma il sentimento, la<strong> speranza<\/strong> del titolo, &egrave; l&#8217;asse portante, il sole intorno a cui ruotano i personaggi. &laquo;La troppo umana speranza &egrave; quella che ogni personaggio ha in s&eacute;, declinata in vari modi: <strong>in quegli anni attraversava l&#8217;aria.<\/strong> Il sentimento nazionale pu&ograve; essere appannaggio di un&#8217;elite politica, ma allora non c&#8217;era spaccatura fra localismo e unitarismo. Il libro non vuole essere una voce di verit&agrave;, ma raccontare <strong>un sentimento di energia e di giovinezza <\/strong>che ho scoperto in quell&#8217;epoca&raquo;. E oggi? &laquo;Forse sono un illuso, ma penso che ci sia ancora il sentimento, la speranza, li sento. <strong>Manca qualcuno che direzioni queste energie<\/strong>, che sappia captarle e restituirle, magnificate, mentre nel Risorgimento c&#8217;erano personaggi che davano una forza, un vettore a quei sentimenti&raquo;. Erano capaci di creare un sogno, come Garibaldi che torna dopo quasi quindici anni da esule e trova quattromila persone ad accoglierlo a Genova; oppure di <strong>fondare &laquo;una &ldquo;religione degli italiani&rdquo;&raquo;<\/strong> come Mazzini. Un liberale messianico, oggi massacrato dal revisionismo <em>&agrave; la page<\/em>. &laquo;I fatti vanno posti sempre nel contesto della loro epoca&raquo; avverte Mari, non letti a posteriori con occhiali deformanti. &laquo;I giovani di oggi non saranno &ldquo;risorgimentali&rdquo; ma <strong>quella carica emotiva &egrave; ancora disponibile<\/strong>, solo, deve trovare un sogno da seguire&raquo;. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 30enne bustocco Alessandro Mari ha pubblicato con Feltrinelli il suo romanzo-fiume, ambientato all&#8217;alba del riscatto italiano. 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