{"id":1296129,"date":"2021-01-15T10:56:56","date_gmt":"2021-01-15T09:56:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.varesenews.it\/?p=1296129"},"modified":"2021-01-15T10:56:56","modified_gmt":"2021-01-15T09:56:56","slug":"ragazzi-cercano-un-senso-insegnanti-dobbiamo-premiare-sforzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2021\/01\/ragazzi-cercano-un-senso-insegnanti-dobbiamo-premiare-sforzo\/1296129\/","title":{"rendered":"I ragazzi cercano un senso, noi insegnanti dobbiamo premiare ogni sforzo"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00abMeglio uscire tutti vivi e vegeti sul piano psicologico che compromessi ma con il programma finito\u00bb (Daniele Novara)<\/em><\/p>\n<p>Io scelgo di salvare i miei ragazzi perch\u00e9 \u201cogni mio allievo \u00e8 un volto, non un voto\u201d.<br \/>\nMi sembrava gi\u00e0 assurdo, in tempi normali, considerarsi dei buoni insegnanti solo perch\u00e9 si finiva il programma mentre si perdevano i ragazzi. Vero che ci sono allievi, come ci sono sempre stati, che ne approfitteranno, quelli a cui la scuola ha prestato fin troppa attenzione (non certo per bont\u00e0 educativa ma per timore di incorrere in ricorsi e denunce), dimenticandosi per\u00f2 di quelli \u201cbravi\u201d: gli appassionati, i responsabili, i volenterosi, quelli che danno valore alla scuola e alla propria formazione, quelli che si appassionano e si emozionano per una lezione su Manzoni, per il don Chisciotte di Miguel de Cervantes, per Shakespeare o Pr\u00e9vert, per le gesta di Carlo Magno, per un bilancio di una azienda ben riuscito, per un dipinto analizzato in classe, per una equazione finalmente risolta&#8230;<\/p>\n<p>Quelli che normalmente sono anche i pi\u00f9 sensibili, quelli che ne risentono di pi\u00f9 quando non riescono a dimostrare il proprio valore o quando, pur mostrandolo, non sono compresi.<br \/>\nIn questo momento di scrutini di primo quadrimestre in tempo di covid, preme occuparmi di pi\u00f9 di questa ultima categoria di studenti, che poi sono la stragrande maggioranza.<br \/>\nNon voglio guardare a coloro che gi\u00e0 non facevano niente\u2026ma a coloro che hanno sempre lavorato e che ora non ce la fanno pi\u00f9. Occorre preoccuparci di sostenere, aiutare quelli \u201csani\u201d perch\u00e9 sono loro la speranza concreta del nostro futuro e sono loro che possono divenire prezioso aiuto per i compagni \u201cindietro\u201d.Ai nostri ragazzi \u00e8 stata tolta loro la felicit\u00e0 e tutte quelle esperienze che la generano: niente carezze, niente abbracci, niente baci, niente amici, niente ragazza\/o, niente nonni, niente sport, niente ballo, niente canto, niente teatro, niente musica, niente feste, niente viaggi, niente stage all\u2019estero&#8230;<br \/>\nCome si fa a studiare, a restare attenti e motivati in questa situazione?<br \/>\nDarei un premio ai tanti studenti che, nonostante tutto, stanno reggendo. Ma si sa che anche i migliori prima o poi scoppiano. E scoppieranno se saremo anche noi docenti a farli scoppiare con le nostre pochezze di fronte a qualcosa di molto pi\u00f9 grande che dovremo affrontare insieme.<\/p>\n<p><em>\u201cI ragazzi subiscono la chiusura in casa, la sospensione delle attivit\u00e0 sociali, dello sport, delle attivit\u00e0 ricreative; subiscono l\u2019isolamento con molta rabbia, tensione, con un dolore interno che non possono esprimere ma che noi tecnici conosciamo bene, oltre ad essere stato ampiamente registrato da varie ricerche scientifiche\u201d. (Daniele Novara)<br \/>\n<\/em><br \/>\nIn questi scrutini invito pertanto, noi docenti, a premiare ogni sforzo.<br \/>\nEsaltiamo il bello e il buono che stanno mostrando e non mettiamo davanti sempre e solo i loro difetti, le mancanze, le imperfezioni. Se lo meritano, soprattutto in questo difficile contesto.<br \/>\nPersonalmente esprimer\u00f2 voto contrario, ogni qualvolta avvertir\u00f2 che mancher\u00e0 questa attenzione alla valorizzazione del buono e del bello costruito dagli allievi in questa difficile situazione.<br \/>\n\u201cNon tocca a noi dominare tutte le maree del mondo, il nostro compito \u00e8 di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo.\u201d (J.R.R. TOLKIEN)<br \/>\nTra docenti, dobbiamo aiutarci a ricordare che siamo uomini-donne e perci\u00f2 \u201cimperfetti\u201d e su questa scia, dobbiamo mettere in risalto le cose belle, per incoraggiarci a vicenda.<br \/>\nLa perfezione non \u00e8 di questo mondo ma questo mondo va incoraggiato ugualmente.<br \/>\nLa perfezione non \u00e8 dei nostri allievi ma i nostri allievi vanno incoraggiati ugualmente.<\/p>\n<p><em>\u201cIl pi\u00f9 grande errore che si pu\u00f2 fare nella vita, \u00e8 quello di avere sempre paura di farne uno\u201d diceva Elbert Hubbard.<br \/>\n<\/em><br \/>\nLa realt\u00e0 per\u00f2 ci raggiunge sempre. E la realt\u00e0 \u00e8 che se ad un certo punto, ci muoviamo nella direzione sbagliata, possiamo anche aver fatto miracoli ma l\u2019attenzione degli altri andr\u00e0 sempre su quella strada sbagliata. Puoi anche fare mille cose belle ma il rischio di esser giudicati solo per quella cosa sbagliata, \u00e8 l\u2019errore pi\u00f9 comune.<br \/>\nLa scuola non ne \u00e8 indenne e occorre ricordarci che nemmeno noi docenti, ne siamo indenni.<br \/>\nQuanti giudizi \u201csommari\u201d, affrettati o di puro tecnicismo aritmetico ricevono i nostri allievi, dimenticando che \u201cvalutare\u201d non \u00e8 semplicemente \u201cmisurare\u201d?<br \/>\nLa psicologia ci dice che quando critichiamo con durezza, lo facciamo perch\u00e9, in quelle fragilit\u00e0 ci rispecchiamo e ci fa troppo male vederle in noi.<br \/>\nQualcun altro afferma che giudichiamo quasi con inconscia soddisfazione, perch\u00e9 ci portiamo dietro l\u2019illusione che, abbassando gli altri, innalziamo noi stessi.<br \/>\nO forse semplicemente perch\u00e9 fatichiamo accettare che \u201csiamo fatti male\u201d: nessuno \u00e8 perfetto e dobbiamo accettare con serenit\u00e0 le nostre e altrui imperfezioni.<br \/>\nPensavo a tutto questo un po\u2019 di giorni fa, mentre ascoltavo una conferenza di quel mitico professore di storia che \u00e8 Alessandro Barbero (ascoltarlo, inevitabilmente mi porta a fare un confronto coi miei prof di storia avuti nel mio percorso scolastico, sigh!), su \u201cLe origini della comunicazione aziendale: gli ordini religiosi del Medioevo\u201d.<br \/>\nSoprattutto perch\u00e9 spiega, con grande chiarezza, l\u2019inizio del movimento francescano e l\u2019esigenza di far trapelare un\u2019immagine assolutamente perfetta di san Francesco: raccontare la sua fragilit\u00e0, i suoi errori, dire che anche Francesco sbagliava e si arrabbiava come tutti gli esseri umani, si temeva che potesse compromettere la sua \u201cgrandezza\u201d.<\/p>\n<p>La paura di non apparire perfetti \u00e8 insita nell\u2019uomo ma riusciremo a star bene con noi stessi e far star bene gli altri che incontriamo nella vita, anche professionale a scuola, quando non chiederemo a noi stessi e ai nostri allievi di essere perfetti ma di mostrarsi veri e sinceri e che sapremo apprezzarli ed amarli, anche e nonostante i difetti.<br \/>\nEcco perch\u00e9 desidero mettere a verbale questa dichiarazione spontanea che accompagna i miei giudizi e che vorrei tanto potesse aiutare voi colleghi nell\u2019esprimere i vostri.<br \/>\nCertamente la mia valutazione far\u00e0 distinzione tra chi non ha svolto i lavori assegnati, chi non ha mostrato alcun interesse, impegno e partecipazione (s\u00ec, anch\u2019io ho allievi che non riesco ad appassionare e ad affascinare, con le mie lezioni, nonostante ce la metta tutta) ma per tutti gli altri che hanno lavorato, che si sono impegnati ed hanno dato il meglio di s\u00e9, pur in queste terribili condizioni, non star\u00f2 l\u00ec certo a \u201cmisurare\u201d con bilancino: \u201cs\u00ec, per\u00f2 ha sbadigliato forte\u2026 s\u00ec, per\u00f2 \u00e8 sempre in silenzio\u2026 s\u00ec per\u00f2 parla troppo\u2026 s\u00ec per\u00f2 non sta zitto un attimo\u2026 s\u00ec per\u00f2 non partecipa mai\u2026s\u00ec per\u00f2 ha la telecamera che va e viene\u2026s\u00ec per\u00f2 hai i fratelli che disturbano durante la DAD\u2026\u201d<br \/>\nCi preoccupiamo cos\u00ec tanto di metter voti e di far rispettare assurdi \u201cregolamenti didattici\u201d (che non arrivano a cogliere che ci sono allievi che vivono in cinque, in case da 60-80mq e che non possono avere una stanza tutta per loro per la DAD) che non riusciamo ad accorgerci delle situazioni drammatiche che diversi ragazzi stanno vivendo e talvolta, anche sapendolo, c\u2019\u00e8 chi dice \u201cnon me ne frega niente, io devo fare il programma e devo metter i voti.\u201d (parole testuali, raccolte nelle assurde chat di whatsapp).<\/p>\n<p><em>\u201cRendiamo grazie a Dio per le persone che hanno fatto in modo che il peso di questa situazione risultasse pi\u00f9 sopportabile\u201d (papa Francesco)<\/em><br \/>\nIo voglio essere tra queste e non tra quelle che ti danno la mazzata finale, proprio perch\u00e9 sono un \u201cprofessionista\u201d della educazione e non della semplice \u201cistruzione\u201d.<br \/>\nSappiamo tutti che non basta \u201csapere\u201d per \u201csaper trasmettere\u201d agli altri quel sapere:<em> \u201cPer insegnare la matematica a Pierino, occorre sapere la matematica e, al contempo, occorre conoscere Pierino (D. Rousseau)<\/em><br \/>\ne, aggiungo io, anche amare e valorizzare quel Pierino.<\/p>\n<p>Pensare che il nostro lavoro possa avere la stessa qualit\u00e0 indipendentemente da come vada la nostra vita, \u00e8 pura follia. Pretendiamo che gli altri ci capiscano, allora perch\u00e9 non possiamo, anche noi, capire i ragazzi e quello che stanno passando? Eccone un assaggio, tra ci\u00f2 che mi hanno scritto in un compito assegnato:<br \/>\n\u201cho perso persone importanti per la mia vita e ora non sono pi\u00f9 capace di credere nella vita. Non so nemmeno pi\u00f9 chi sono, n\u00e9 quello che voglio. \u00c8 come se la mia vita non avesse pi\u00f9 senso\u201d (S.S. 15 anni, dallo scritto \u201cnon ci salviamo, se non insieme\u201d)<br \/>\n\u201cmi alzavo dal letto, mi collegavo. Sentivo professori assegnare compiti, fissare date delle verifiche. Raramente ho sentito un sincero \u00ab<em>come state, ragazzi?\u00bb<\/em>\u00a0dopodich\u00e9 chiudevo il computer e realizzavo che ero sola\u201d (G.C., 16 anni, dallo scritto \u201cnon ci salviamo, se non insieme\u201d)<\/p>\n<p>Abbiamo capito che non si pu\u00f2 fare lezione come se fossimo in presenza e quindi non si possono fare valutazioni come se fossimo in presenza. \u00c8 una situazione straordinaria che forse, se sapremo coglierne le opportunit\u00e0, pu\u00f2 portare, finalmente, a quella svolta che la scuola italiana meriterebbe: l\u2019abbandono del tecnicismo, della burocratizzazione e della medicalizzazione, per favorire un ritorno all\u2019Eros dell\u2019insegnamento, alla passione, che \u00e8 il vero motore dell\u2019apprendimento.<\/p>\n<p><em>\u201cL\u2019apprendimento, lo dice Platone, avviene per via erotica. Noi stessi abbiamo studiato volentieri le materie dei professori di cui eravamo innamorati e abbiamo tralasciato quelli di cui non avevamo alcun interesse.<\/em><br \/>\n<em>A scuola \u00e8 importante saper appassionare perch\u00e9 gli adolescenti vivono l\u2019et\u00e0 per cui l\u2019unica cosa che conta \u00e8 l\u2019amore, e se gli adolescenti si occupano dell\u2019amore bisogna andare l\u00e0 a cercarli. Attirarli a livello emotivo significa trovare la breccia per passare poi al livello intellettuale. Se invece si scarta la dimensione emotiva, sentimentale, affettiva allora non si arriva neppure alle loro teste\u201d (Umberto Galimberti)<br \/>\n<\/em><br \/>\nE per far innamorare i nostri allievi, dobbiamo gi\u00e0 esserlo noi. Dobbiamo noi, per primi, amare quello che facciamo e soprattutto coloro con i quali lo facciamo. Aiutiamoci dunque, sosteniamoci reciprocamente perch\u00e9 siamo tutti sulla stessa barca:<br \/>\n<em>\u201cNon ci salviamo, se non insieme\u201d (\u201cFratelli tutti\u201d, Papa Francesco)<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Luigi Rutigliani<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Salvare l&#8217;immagine della scuola o salvare gli alunni?&#8221;, si chiede Luigi Rutigliani, professore nella scuola superiore a Gallarate<\/p>\n","protected":false},"author":46,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,90],"tags":[223],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>I ragazzi cercano un senso, noi insegnanti dobbiamo premiare ogni sforzo<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"&quot;Salvare l&#039;immagine della scuola o salvare gli alunni?&quot;, 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