{"id":141786,"date":"2010-07-28T00:00:00","date_gmt":"2010-07-28T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2010-07-28T00:00:00","modified_gmt":"2010-07-28T00:00:00","slug":"novantasei-anni-fa-le-prime-cannonate-della-grande-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2010\/07\/novantasei-anni-fa-le-prime-cannonate-della-grande-guerra\/141786\/","title":{"rendered":"Novantasei anni fa le prime cannonate della Grande Guerra"},"content":{"rendered":"<p>Oggi, 28 luglio 2010, ricorre il<strong> 96esimo anniversario dei primi colpi di cannone della Grande Guerra<\/strong>, la prima guerra mondiale che per quattro anni avrebbe insanguinato l&#8217;Europa in misura mai vista in precedenza. Piovvero attraverso il Danubio, in direzione di Belgrado: fu l&#8217;<strong>Austria-Ungheria<\/strong> asburgica infatti a compiere il passo fatale, con l&#8217;intenzione di farla finita con la spina nel fianco rappresentata dalla Serbia, la quale agitava le popolazioni slave della Bosnia contro il governo imperial-regio di Vienna. L&#8217;occasione fu data dall&#8217;assassinio a <strong>Sarajevo<\/strong> dell&#8217;erede al trono asburgico, <strong>Francesco Ferdinando<\/strong>, il poco amato nipote dell&#8217;anziano imperatore-re Francesco Giuseppe. Dopo un primo tentativo andato a vuoto, i colpi di pistola dello studente <strong>Gavrilo Princip<\/strong>, assoldato e armato dalla societ&agrave; segreta <em>Crna Ruka<\/em> (Mano Nera), ben introdotta nel governo e nei servizi segreti di Belgrado, uccisero Francesco Ferdinando e sua moglie, la contessa Sofia Chotek. <strong>Pi&ugrave; altri nove milioni di soldati<\/strong> che sarebbero morti prematuramente nei successivi quattro anni, senza contare sei milioni di civili travolti dal disastro.<\/p>\n<p>La dichiarazione di guerra austroungarica contro la Serbia giunse il 28 luglio 1914 dopo giorni di tensione e un ultimatum volutamente inaccettabile per il governo di Belgrado, stilato dal ministro degli esteri di Vienna, Berchtold. Alle spalle della decisione asburgica di agire militarmente, la<strong> &quot;carta bianca&quot; stoltamente data dall&#8217;alleato, il Kaiser tedesco Guglielmo II<\/strong>, un sovrano immaturo e impulsivo tenuto in pugno dal suo Stato maggiore (che a guerra perduta se ne sarebbe disfatto senza troppe cerimonie). A rendere tragico l&#8217;avvio del conflitto fu l&#8217;ostinata convinzione dei circoli militari e di governo tedeschi di dover agire prima possibile contro la duplice minaccia dell&#8217;alleanza franco-russa, la cui forza armata cresceva di anno in anno, e l&#8217;assoluta rigidit&agrave; dei meccanismi di mobilitazione di masse enormi di uomini, impossibili da fermare una volta avviati. <\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" height=\"200\" border=\"1\" align=\"left\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200910\/img_5324tempiocivicograndeguerra.jpg\" \/>All&#8217;epoca la Polonia non esisteva, divisa fra Russia, Germania e Austria, la Francia rivendicava la restituzione dell&#8217;Alsazia-Lorena da parte tedesca. Nel <strong>turbinio di dichiarazioni di guerra<\/strong> avviato dalla Germania contro Francia e Russia, e con il coinvolgimento riluttante della Gran Bretagna quando il Belgio fu invaso dall&#8217;armata tedesca d&#8217;occidente diretta ad accerchiare il grosso dell&#8217;eserito francese, l&#8217;Italia, tecnicamente alleata di Germania e Austria-Ungheria, rest&ograve; dapprima neutrale. La sua partecipazione, dall&#8217;aprile 1915, colpevolmente quando gi&agrave; si conosceva il prezzo della guerra moderna, sarebbe stata un&#8217;enorme tragedia, con la &quot;conquista&quot; (al tavolo della pace) di Trentino, Sudtirolo, Venezia Giulia e Istria <strong>al prezzo di almeno 650.000 morti<\/strong>, umilianti disfatte (Caporetto) e drammatiche battaglie difensive (Montello, Asiago) in cui rifulse il valore dei soldati. <strong>Atroci furono le perdite umane per i paesi coinvolti:<\/strong> la Francia, il pi&ugrave; popoloso paese d&#8217;Europa fino all&#8217;Ottocento, non si &egrave; ripresa fino al Duemila dalla perdita di 1,3 milioni di uomini giovani e validi; la Germania ne perse 1,7 senza che ci&ograve; le impedisse di riprovarci una seconda volta, con esiti ancora pi&ugrave; disastrosi; anche il Regno Unito con i suoi Dominion e l&#8217;India sub&igrave; quasi un milione di perdite in battaglie passate alla storia nel segno dell&#8217;orrore come la Somme o Passchendaele. Senza citare le sofferenze immani della <strong>Russia<\/strong> (2,5 milioni di morti militari, milioni di prigionieri e il crollo del fronte interno), la Serbia infine schiacciata e occupata dopo eroica resistenza, l&#8217;Impero Ottomano che sacrific&ograve; a Gallipoli, in Iraq e in Palestina i suoi uomini migliori contro i britannici.<br \/>\nA rendere insopportabilmente pesanti le perdite fu <strong>una concomitanza di fattori sociali e tecnologici<\/strong>: la guerra scoppi&ograve; nel peggior momento possibile. Eserciti composti da milioni di uomini si scontrarono in campo aperto con armi che favorivano una stretta difensiva (fucileria a ripetizione, mitragliatrici, filo spinato, artiglieria a tiro rapido, filo spinato), quando ancora l&#8217;aviazione, padrona della guerra moderna, era in fasce, e i carri armati erano appena un&#8217;idea in cerca di primo impiego. Ne risult&ograve; la famigerata guerra di trincea.<\/p>\n<p><strong>Poco importa oggi ricordare che vinsero, diciamo cos&igrave;, &quot;i buoni&quot;<\/strong>, le democrazie di allora, che facevano fucilare a centinaia per diserzione o codardia i propri uomini, spesso contadini, quasi tutti reclutati obbligatoriamente. Alcuni feroci crimini di guerra tedeschi preannunciavano gli orrori della seconda guerra mondiale; il <strong>genocidio degli armeni<\/strong> (un milione e mezzo di vittime, tutti civili) perpetrato dal governo ottomano fra l&#8217;Anatolia e la Siria ebbe conseguenze permanenti e irreversibili, ancora non riconosciute ufficialmente.<br \/>\n<strong>Tremende furono poi le conseguenze politiche<\/strong> di quattro anni di guerra che avevano messo un&#8217;arma in mano a ogni europeo e diffuso il culto della violenza e dell&#8217;assassinio come soluzione di ogni problema. La Russia croll&ograve; preda della Rivoluzione bolscevica, un immenso equivoco in cui casc&ograve; la sinistra rivoluzionaria europea, restandovi invischiata per decenni (ne paga ancora oggi il prezzo). La Germania sconfitta, ma non travolta, <strong>invent&ograve; il mito della &quot;pugnalata alla schiena&quot;<\/strong> da parte di socialisti ed ebrei, una falsit&agrave; assoluta su cui <strong>Adolf Hitler<\/strong>, reduce della Grande Guerra, avrebbe costruito il suo satanico potere. In Italia, la violenza di massa apr&igrave; le porte al <strong>fascismo<\/strong>, regime non ancora metabolizzato del tutto a due generazioni dalla sua caduta. Le democrazie occidentali di Francia e Gran Bretagna, indebolite, si sarebbero esposte alla vendetta degli sconfitti.<br \/>\nLa Grande Guerra fu insomma <strong>un vero suicidio di massa per l&#8217;Europa<\/strong>, fino al 1914 &quot;padrona del mondo&quot;. Un colpo di campana a morto per ogni cannonata sparata non basterebbe ad estinguerne i lutti.<br type=\"_moz\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l&#8217;attacco austroungarico alla Serbia dopo l&#8217;assassinio a Sarajevo dell&#8217;erede al trono di Vienna, Francesco Ferdinando, si apriva un conflitto che avrebbe ingoiato le vite di quasi dieci milioni di uomini e aperto le porte ai regimi pi\u00f9 crudeli della storia<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[218,219],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Novantasei anni fa le prime cannonate della Grande Guerra<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Con l&#039;attacco austroungarico alla Serbia dopo l&#039;assassinio a Sarajevo 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