{"id":1445867,"date":"2022-04-04T07:00:09","date_gmt":"2022-04-04T05:00:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.varesenews.it\/?p=1445867"},"modified":"2022-04-04T07:39:50","modified_gmt":"2022-04-04T05:39:50","slug":"tre-famiglie-dallucraina-comabbio-le-nostre-storie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2022\/04\/tre-famiglie-dallucraina-comabbio-le-nostre-storie\/1445867\/","title":{"rendered":"\u201cArrivati a Comabbio con la guerra negli occhi&#8221;, tutto il paese li accoglie. Ecco le loro storie"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 sera, ti addormenti nel tuo letto, sotto il tetto di casa tua, accanto a te la tua famiglia. All&#8217;alba ti sveglia il telefono, dall&#8217;altra parte una persona ti avverte che \u00e8 cominciata la guerra. All&#8217;inizio non vuoi crederci, ma presto i boati delle esplosioni non lasciano dubbi. Il posto che ami non \u00e8 pi\u00f9 sicuro, devi andartene. Parti per il confine, passi la dogana, ma tuo marito non pu\u00f2 raggiungerti, deve restare a combattere. Resti da sola, in una mano tieni il piccolo palmo di tuo figlio, dall&#8217;altra le poche cose che hai potuto portar via. Non c&#8217;\u00e8 altro da fare che continuare il viaggio. La destinazione \u00e8 lontana, ha un nome che forse non hai mai neppure sentito. Nel cuore resta la speranza di riuscire prima o poi a ritornare e riabbracciare chi \u00e8 dovuto rimanere.<\/p>\n<p><strong>Da marzo il paese di Comabbio ospita tre gruppi di rifugiati provenienti dall&#8217;Ucraina<\/strong>. Tre famiglie, tre vicende diverse, ma tutte accumunate dalla guerra e dal dolore di essersi dovuti lasciare alle spalle una vita che sembra ormai lontanissima. Venerd\u00ec 1 aprile mamme, ragazzi e bambini hanno incontrato un giornalista di VareseNews nella casa che li ha ospitati per raccontare il viaggio che hanno affrontato. Queste sono le loro storie.<\/p>\n<h3>In fuga da Charkiv, la storia di\u00a0Maryna e\u00a0Hanna<\/h3>\n<div class=\"photo-inside-post\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" fetchpriority=\"low\" width=\"610\" height=\"431\" src=\"https:\/\/staging.varesenews.it\/photogallery_new\/images\/2022\/04\/rifugiati-ucraina-comabbio-1291300.610x431.jpg\" alt=\"rifugiati ucraina comabbio\"><\/div>\n<p>A\u00a0<strong>Charkiv<\/strong> \u00e8 il 23 febbraio, un mercoled\u00ec mattina come tanti altri. <strong>Maryna<\/strong> \u00e8 a casa sua e sta finendo di preparare suo figlio di dieci anni per la scuola. I notiziari parlano di truppe russe vicino al confine. Non ci sono novit\u00e0, ma mentre percorre le vie della sua citt\u00e0, Maryna si accorge che qualcosa \u00e8 cambiato. Lungo le strade ci sono gi\u00e0 gruppi di militari ucraini in divisa. Nell&#8217;aria c&#8217;\u00e8 tensione, ma la situazione \u00e8 ancora tranquilla, non c&#8217;\u00e8 motivo di preoccuparsi troppo. \u00abNessuno &#8211; racconta Maryna &#8211; si sarebbe aspettato che a breve sarebbe scoppiata la guerra\u00bb. <strong>Il giorno dopo, il 24 febbraio, cominciano gli scontri<\/strong>. Appena se ne rende conto, Maryna prende suo figlio e insieme alla sorella Polina e a sua madre si rifugia in cantina.<\/p>\n<p><strong>Maryna e la sua famiglia trascorrono i giorni successivi nello scantinato, ma presto la situazione diventa troppo pericolosa e decidono che \u00e8 arrivato il momento di scappare<\/strong>. Il 2 marzo si recano alla stazione. La famiglia di Maryna \u00e8 appena salita sul treno, quando le bombe cominciano a cadere sulla citt\u00e0. \u00abAbbiamo avuto paura &#8211; ricorda Maryna &#8211; di non riuscire ad allontanarci in tempo dalla citt\u00e0\u00bb. Il treno riesce per\u00f2 ad allontanarsi da Charkiv e raggiunge la stazione di Leopoli (vicino al confine con la Polonia). Il gruppo di Maryna non si ferma e continua a viaggiare fino a raggiungere l&#8217;Ungheria. Qui trovano accoglienza in un centro buddhista e alcuni giorni pi\u00f9 tardi riescono finalmente a salire a bordo di un volo diretto per l&#8217;Italia. \u00abI bambini erano terrorizzati &#8211; racconta Maryna -. Per tutto il viaggio hanno pregato di riuscire a salvarsi. Sono riusciti a calmarsi solo una volta arrivati in Ungheria. L&#8217;esperienza li ha per\u00f2 segnati a fondo. Quando hanno sentito i tuoni del temporale di questi giorni, i pi\u00f9 piccoli sono sobbalzati, temevano che le bombe li avessero seguiti fin qui\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ora Marina, suo figlio e sua sorella sono al sicuro a Comabbio<\/strong>, dove hanno trovato accoglienza nella casa di una famiglia del paese. In Ucraina si trova ancora il marito di Maryna, suo fratello, i genitori e i nonni malati, che non sarebbero riusciti ad affrontare il viaggio. \u00abAnche da qui &#8211; aggiunge Marina &#8211; ogni tanto riusciamo a metterci in contatto con i nostri famigliari in Ucraina per sapere se stanno bene\u00bb.<\/p>\n<p>Con lo stesso gruppo \u00e8 arrivata in Italia anche <strong>Hanna<\/strong>: la moglie del fratello di Maryna. Hanna ha una casa in un paese vicino a\u00a0Kharkiv. Non \u00e8 ancora sorto il sole quando il 24 febbraio una telefonata la sveglia all&#8217;alba. \u00c8 la madre, che la avvisa dell&#8217;inizio della guerra. \u00ab<strong>Non ho voluto crederci<\/strong> &#8211; racconta Hanna &#8211;<strong>, finch\u00e9 dalla finestra non ho sentito l&#8217;esplosione di una bomba<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Hanna si precipita subito a chiudere l&#8217;indispensabile in valigia. Poco dopo \u00e8 pronta a partire. <strong>Suo figlio di appena otto anni \u00e8 pronto ad andarsene, in mano stringe il suo peluche preferito<\/strong>. Insieme escono di casa, passano a prendere la madre e si dirigono verso il centro di\u00a0Kharkiv. Qui Hanna e la sua famiglia trascorrono i giorni successivi nascosti in un grande scantinato insieme ad altre 20 persone, dormendo per terra e uscendo solo per trovare lo stretto necessario per sopravvivere.<\/p>\n<p>Dopo sei giorni all&#8217;interno del rifugio, Hanna esce per fare provviste e si dirige verso il negozio. La vetrina si affaccia su uno spiazzo, i gestori lasciano entrare solo cinque persone alla volta, e davanti all&#8217;ingresso si forma una lunga coda. <strong>Hanna sta aspettando il proprio turno, quando un missile si schianta nel piazzale<\/strong>. Una scheggia si libera nell&#8217;esplosione. Colpisce un ragazzo in fila dritto in testa, proprio di fronte ai suoi familiari. I negozianti fanno subito entrare tutti nell&#8217;edificio. Il ragazzo ferito cade in preda alle convulsioni e la sorella lo tiene tra le mani, cercando di fare tutto il possibile in attesa che arrivino i soccorsi. L&#8217;allarme passa e Hanna ritorna al rifugio. \u00c8 arrivato il momento di andarsene.<\/p>\n<p>Il gruppo di Maryna e Hanna \u00e8 arrivato in Italia grazie a <strong>Valentino<\/strong>, il compagno della figlia di <strong>Barbara<\/strong>: una volontaria dell&#8217;<strong>associazione Bambini di Cernobyl<\/strong> e tra coloro che si sono attivati per trovare una nuova casa per i rifugiati ucraini a Comabbio.<\/p>\n<h3>Una notte sotto le bombe, la storia di Anna e Yuliia<\/h3>\n<div class=\"photo-inside-post\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" fetchpriority=\"low\" width=\"610\" height=\"431\" src=\"https:\/\/staging.varesenews.it\/photogallery_new\/images\/2022\/04\/rifugiati-ucraina-comabbio-1291299.610x431.jpg\" alt=\"rifugiati ucraina comabbio\"><\/div>\n<p><strong>Anna<\/strong> \u00e8 la mamma di una bambina di nove anni; <strong>Yuliia<\/strong>\u00a0lavorava come pasticcera, ha due figlie di 16 e otto anni. Arrivano da\u00a0Charkiv e quando all&#8217;alba del 24 febbraio hanno saputo dell&#8217;invasione, anche per loro la prima reazione \u00e8 stata di incredulit\u00e0. \u00abStavamo ancora dormendo &#8211; ricorda Julia &#8211; quando un&#8217;amica ci ha chiamato per avvisarci dell&#8217;inizio degli scontri. Nessuno di noi avrebbe mai immaginato di ritrovarsi in mezzo a una guerra\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 il 3 marzo, Yuliia \u00e8 in casa quando all&#8217;improvviso sente gli aerei da guerra sfrecciare nel cielo<\/strong>. Senza pensarci due volte, prende le sue figlie e si nasconde nella cantina. I bombardamenti con l&#8217;oscurit\u00e0 non si fermano, la famiglia passa la notte nell&#8217;angoscia, i bambini terrorizzati delle esplosioni. Il giorno dopo Yuliia e Anna decidono di partire.<\/p>\n<p>Il 4 marzo, a mezzogiorno, il gruppo di Yuliia e di Anna sono alla stazione di\u00a0Charkiv. L&#8217;obiettivo \u00e8 prendere il primo treno disponibile, non importa dove sia diretto, basta che sia lontano da dove si trovano adesso. Sulla banchina regna il caos. <strong>Ognuna delle tantissime persone in fuga riesce a pensare solo alla salvezza di s\u00e9 e dei propri cari, schiacciati in mezzo a una folla che sgomita per trovare un posto a bordo dei vagoni<\/strong>. Yuliia e Anna devono aspettare per ore, finch\u00e9 alle 18 riescono a salire su un treno, senza neppure conoscerne la destinazione. A bordo lo spazio \u00e8 pochissimo, durante il viaggio Anna, Yuliia e le loro figlie devono condividere un singolo scompartimento insieme ad altre 15 persone.<\/p>\n<p>Finalmente le due famiglie arrivano a Leopoli, dove trovano ospitalit\u00e0 a casa dei genitori dell&#8217;ex marito di Anna. L&#8217;accoglienza non \u00e8 affatto calorosa, e poco dopo le due madri decidono di andarsene nuovamente. La destinazione questa volta \u00e8 la Moldavia, dove vivono altri loro parenti. Giunti alla meta nel Paese vicino, Julia e Ania riescono ad assicurarsi un passaggio a bordo di un bus di un&#8217;azienda di trasporti moldava diretto verso l&#8217;Italia. <strong>L&#8217;Odissea delle due famiglie si conclude dopo sette giorni di peripezie con l&#8217;arrivo a Comabbio<\/strong>. Qui Yuliia, Anna e le loro figlie hanno trovato ospitalit\u00e0 nella casa di villeggiatura di una coppia residente a Milano.<\/p>\n<h3>Dall&#8217;Ucraina a Comabbio grazie alla nonna, la storia di\u00a0Svetlana e\u00a0Yuliia<\/h3>\n<div class=\"photo-inside-post\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" fetchpriority=\"low\" width=\"610\" height=\"431\" src=\"https:\/\/staging.varesenews.it\/photogallery_new\/images\/2022\/04\/rifugiati-ucraina-comabbio-1291302.610x431.jpg\" alt=\"rifugiati ucraina comabbio\"><\/div>\n<p><strong>Svetlana<\/strong> con sua figlia <strong>Katryna<\/strong> e il piccolo <strong>Sasha<\/strong> sono arrivati in Italia grazie alla nonna <strong>Alina<\/strong>, che da anni vive in Italia. Insieme a loro, sono arrivati a Comabbio anche <strong>Yuliia<\/strong> e suo figlio <strong>Sasha<\/strong> di 17 anni. La madre di Sasha (il pi\u00f9 grande) ha voluto portare il figlio con s\u00e9 lontano dalla guerra, per evitare che il giorno del suo diciottesimo compleanno si ritrovasse al fronte con un fucile in mano a causa della legge marziale (in Ucraina ogni uomo abile dai 18 ai 60 anni deve fare la propria parte nella difesa del Paese). I due pap\u00e0 si trovano infatti ancora in Ucraina. Non avendo ricevuto la giusta preparazione, non hanno preso parte ai combattimenti, ma devono comunque contribuire alla difesa, aiutando il resto delle forze in campo.<\/p>\n<p>Svetlana e Yuliia vivono insieme alle loro famiglie a Lutsk, vicino al confine con la Bielorussia. Alle 6 del mattino del 24 febbraio vengono a sapere che l&#8217;invasione russa \u00e8 cominciata.\u00a0 \u00abAll&#8217;inizio &#8211; raccontano &#8211; non volevamo partire. Speravamo che tutto sarebbe finito in fretta e che la situazione si sarebbe risolta\u00bb. Nella notte dell&#8217;11 marzo, le bombe cadono sulla base aerea militare vicina. Svetlana e Yuliia si rifugiano subito in cantina insieme alla famiglia. Rimangono nascoste per alcuni giorni, ma alla fine decidono di scappare. Il gruppo comincia il suo viaggio verso il confine con la Polonia, dove si riunisce con il <a href=\"https:\/\/www.varesenews.it\/2022\/03\/comabbio-tre-furgoni-aiuti-partenza-lucraina\/1439142\/\">convoglio partito da Comabbio<\/a> per portare aiuti alla popolazione Ucraina e condurre il gruppo di rifugiati al sicuro.<\/p>\n<p><div class=\"photo-inside-post\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" fetchpriority=\"low\" width=\"610\" height=\"431\" src=\"https:\/\/staging.varesenews.it\/photogallery_new\/images\/2022\/04\/rifugiati-ucraina-comabbio-1291298.610x431.jpg\" alt=\"rifugiati ucraina comabbio\"><\/div><br \/>\n<em>Katryna, giovanissima pallavolista, nella sua uniforme<\/em><\/p>\n<h3>\u00abArrivate con la guerra negli occhi\u00bb, il racconto di chi ha accolto<\/h3>\n<div class=\"photo-inside-post\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" fetchpriority=\"low\" width=\"610\" height=\"431\" src=\"https:\/\/staging.varesenews.it\/photogallery_new\/images\/2022\/04\/rifugiati-ucraina-comabbio-1291301.610x431.jpg\" alt=\"rifugiati ucraina comabbio\"><\/div>\n<p><strong>Al loro arrivo a Comabbio, mamme, ragazzi e bambini hanno trovato una comunit\u00e0 a braccia spalancate<\/strong>. Il paese ha messo in moto una grande rete di assistenza che ha coinvolto le istituzioni, le associazioni (in particolare l&#8217;<strong>associazione Bambini di Cernobyl<\/strong> e gli<strong>\u00a0Amici della Scala Santa<\/strong>), medici, oltre a tantissimi volontari che hanno cercato in ogni modo di dare una mano.<\/p>\n<p>Tra coloro che pi\u00f9 sono stati vicini ai rifugiati ci sono <strong>Barbara<\/strong>, <strong>Elena<\/strong> e <strong>Paola<\/strong>, che insieme hanno aiutato le famiglie appena arrivate a trovare una sistemazione e a sbrigare tutte le pratiche burocratiche. \u00abOra &#8211; raccontano &#8211; le donne e i piccoli sono gi\u00e0 pi\u00f9 sollevati, Yuliia nei giorni scorsi ci ha addirittura preparato una torta. Il giorno in cui sono arrivati, per\u00f2, avevano la guerra negli occhi. Stare al loro fianco in quei momenti \u00e8 stata un&#8217;esperienza intensa anche per noi. Alcune persone spesso ci chiedono &#8220;perch\u00e9 fate tutto questo?&#8221;. La risposta viene dal cuore. La solidariet\u00e0 alla fine ripaga sempre\u00bb.<\/p>\n<p>Per aiutare le famiglie ucraine arrivate a Comabbio, l&#8217;<strong>associazione Amici della Scala Santa<\/strong> ha lanciato una <strong>raccolta fondi<\/strong>. L&#8217;intero ricavato sar\u00e0 distribuito alle madri, in modo da offrirle un minimo di autonomia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dire addio alle persone e ai luoghi che ami per scappare lontano, in una terra di cui forse hai solo sentito parlare. Dietro alla guerra c&#8217;\u00e8 soprattutto questo. 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