{"id":145783,"date":"2010-06-14T00:00:00","date_gmt":"2010-06-14T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2010-06-14T00:00:00","modified_gmt":"2010-06-14T00:00:00","slug":"via-paal-il-programma-completo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2010\/06\/via-paal-il-programma-completo\/145783\/","title":{"rendered":"Via Paal, il programma completo"},"content":{"rendered":"<div><b>&quot;Via Paal. Lo spettacolo dei bambini&quot; V edizione, 16-19 giugno<\/p>\n<p>\nMercoled&igrave; 16 giugno &#8211; Ore 21.30<\/b><\/div>\n<div><b>Anfiteatro esterno del MA*GA <\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><b><i>Ribolle<\/i><\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left\" align=\"left\"><i>Operetta per bolle di <\/i><i>sapone senza parole<\/i><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div>una creazione di <b>Renzo Lovisolo<\/b><b> e <span>Michelangelo Ricci<\/span><\/b><\/div>\n<div>con <b>Simona Baldeschi, Maria Grazia Fiore, Maurizio Muzzi<\/b><\/div>\n<div>musiche originali di <b>Claudia Campolongo<\/b><span> e di autori classici&nbsp;<\/span><\/div>\n<div>pianista <b>Mirko Carosella<\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><i>Ribolle<\/i> &egrave; un viaggio tra e con bolle di sapone, bolle d&#8217;ogni forma e dimensione, da quelle giganti a quelle piccolissime, da quelle che nascono dalle semplici mani nude e da un soffio a quelle generate da complesse procedure o da attrezzature improbabili.<\/div>\n<div>Un racconto visivo e musicale che trasporta chi vi assiste in un mondo dalla consistenza incerta, dalle forme instabili, ora geometriche, ora danzanti; bolle multiformi, dal carattere imprevedibile, a tratti addomesticabili e docili sino a momenti di incontenibile sfuggevolezza. Si entra cos&igrave; in un mondo di bolle dalle sembianze umane o di sogno, che nel loro volteggiare, fermarsi, resistere o sparire, raccontano episodi di vita reale e di favola, in un succedersi di quadri, pantomime e <i>gags <\/i>che mettono lo spettatore in una sorta di sospensione temporale, di incanto primordiale. Uno spettacolo che attraversa con le abilit&agrave; dei suoi attori, sorprese magiche, immagini di rara bellezza, musica e poesia.<\/div>\n<div><i>Ribolle <\/i>si snoda in un racconto semplice e diretto, dove i tre attori inscenano con la mediazione delle loro bolle, lo svolgersi delle loro esperienze di vita, andando a toccare i momenti giocosi dell&#8217;infanzia, la competenza ed i virtuosismi dati dall&#8217;apprendimento scolastico, sino ad attraversare le crisi dell&#8217;et&agrave; adulta e delle responsabilit&agrave; per approdare infine, ad una rinnovata felicit&agrave; fanciullesca. Lo spettacolo, costruisce la sua cifra stilistica e la sua originalit&agrave; facendo proprie le tecniche della pantomima classica del teatro danza e dell&#8217;esibizione circense, sempre seguendo il gioco e la dimensione teatrale, dove le bolle, assolute protagoniste, nella loro fragilit&agrave; e caducit&agrave; si fanno oggetto d&#8217;incanto e di mediazione fantastica, portatrici solide del dispiegarsi della storia e del suo filo narrativo.<\/div>\n<div align=\"left\">&nbsp;<\/div>\n<div align=\"left\">fascia di et&agrave;<b> per tutti<\/b><\/div>\n<div>tecnica utilizzata <b>mista (pantomima, teatro danza, bolle di sapone)<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">durata <b>70 minuti<\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><u>In caso di maltempo lo spettacolo si terr&agrave; al Teatro Condominio Vittorio Gassman<\/u><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>Gioved&igrave; 17 giugno<\/b><\/div>\n<div><b>Ore 14.15 &#8211; TEATRO DEL POPOLO<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>Fontemaggiore &#8211; Teatro Stabile d&#8217;innovazione<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b><i>Mammapap&agrave;<\/i><\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><b>PRIMA NAZIONALE<\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>testo elaborazione collettiva<\/div>\n<div>con <b>Stefano Cipiciani, Caterina Fiocchetti<\/b><\/div>\n<div>musiche e arrangiamenti <b>Giuseppe Barbaro<\/b><\/div>\n<div>luci <b>Pedro Pablo, Pulido Robles<\/b><\/div>\n<div>scenografia <b>Stefano Cipiciani<\/b><\/div>\n<div>assistente alla regia <b>Nicol Martini<\/b><\/div>\n<div>regia <b>Stefano Cipiciani<\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Cosa fanno i vostri genitori quando voi non ci siete, quando siete a scuola la mattina, o a danza, o in piscina?<\/div>\n<div>Cosa sognano a letto la sera, cosa si dicono la mattina, mentre voi ancora dormite?<\/div>\n<div>Perch&eacute; litigano?<\/div>\n<div>E soprattutto, sono sempre stati cos&igrave;? O sono stati anche loro bambini?<\/div>\n<div>Chiss&agrave; se lo ricordano ancora&hellip;<\/div>\n<div>Due buffi Mammapap&agrave; vi condurranno nella loro strana casa e vi racconteranno una storia, la loro storia, la storia dei loro vizi e delle loro virt&ugrave;, dei loro ricordi e dei loro sogni, dei loro balocchi e dei loro profumi&hellip;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>fascia di et&agrave; <b>dai 4 anni<\/b><\/div>\n<div>tecnica utilizzata <b>teatro d&rsquo;attore<\/b><\/div>\n<div>durata <b>50 minuti<\/b><\/div>\n<div align=\"center\">&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><b>Ore 15.30 &#8211; TEATRO CONDOMINIO VITTORIO GASSMAN<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>L&rsquo;arboreto &#8211; Teatro Dimora di Mondaino e Serra Teatro<\/p>\n<p><\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b><i>Volare a tutti i costi,&nbsp;forse<\/i><\/b><\/div>\n<div align=\"left\">&nbsp;<\/div>\n<div align=\"left\">di <b>Stefano Bisulli e Nicoletta Fabbri<\/b><br \/>\ncon <b>Nicoletta Fabbri e Pier Paolo Paolizzi<\/b> <br \/>\nmusiche originali, editing audio <b>Marco Mantovani<\/b><br \/>\nrealizzazione costumi <b>Grazia Divincenzo<\/b><br \/>\nfoto di scena Federica Giorgetti<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div>La collana <i>Incontri da favola<\/i> &egrave; dedicata alle favole d&rsquo;autore e a tutti gli autori, i poeti, gli animali e gli uomini che hanno bisogno di scrivere e di ascoltare delle favole. La collana accoglie favole di oggi, da leggere e da guardare, per i bambini e gli adulti, insieme.<\/div>\n<div>Fra queste ne abbiamo individuate tre, che hanno in comune&nbsp;il rapporto inscindibile fra il racconto per parole e il racconto per immagini, quasi che l&rsquo;uno non esista senza l&rsquo;altro.<\/div>\n<div>Marco Campana, ne <i>Il seme pensieroso, <\/i>illustra con un filtro poetico un seme che, attraverso il dubbio, esprime la necessit&agrave; dell&rsquo;adesione totale al proprio percorso di vita. Ne <i>La favola del pesce cambiato, <\/i>Emma Dante e Gianluigi Toccafondo raccontano il mistero della nascita fra parole dipinte, pensieri sbilenchi, pesci e piscine deformati da curve, tinte e colori. Marco Baliani in <i>Mary Sconta e la gallinella evasa<\/i> (di prossima pubblicazione con le illustrazioni di Stefano Ricci), attinge alla realt&agrave; e la tradisce, immaginando l&rsquo;incontro con una gallina scappata da una fabbrica inquietante dove si sente gridare giorno e notte.<\/div>\n<div>Senza snaturarne la struttura, attraverso una ricerca formale sulle possibilit&agrave; espressive della lettura e dell&rsquo;illustrazione, in<i> Volare a tutti i costi,<\/i><span> forse le tre favole confluiscono idealmente in un unico racconto che si dipana lungo il filo della vita, dalla nascita all&rsquo;et&agrave; adulta. Dal furore e dalla grinta di un pesciolino che vuole farcela, <i>a tutti i costi!, <\/i>passando per una gallina che si trova di fronte alla scoperta della libert&agrave;, <i>che vuol dire volare?, <\/i>finoalle perle di saggezza di un seme pensieroso,<i> forse.<\/i><\/span><\/div>\n<div>Le illustrazioni che accompagnano i racconti, nello spettacolo vengono manipolate e proiettate in scena attraverso una modalit&agrave; che consente all&rsquo;attrice di interagire con la partitura visiva attraverso riprese <i>live<\/i>, in un allestimento dove i dispositivi audio e video sono parte integrante della scenografia.<\/div>\n<div>Tra una fiaba e l&rsquo;altra un singolare e buffo macchinista, nonostante la sua evidente inadeguatezza, riesce ogni volta a superare le difficolt&agrave; e portare a termine il riallestimento del set.<\/div>\n<div align=\"left\">&nbsp;<br \/>\n<i>dai libri di Emma Dante, Gianluigi Toccafondo, Marco Baliani, Marco Campana della collana <\/i>Incontri da favola<i> (L&#8217;arboreto Edizioni)<\/i><i><\/p>\n<p><\/i><\/div>\n<div align=\"left\">fascia di et&agrave;<b> dai 7 anni<\/b><\/div>\n<div>tecnica utilizzata <b>teatro d&rsquo;attore<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">durata <b>50 minuti<\/b><\/div>\n<div><b>Ore 17.00 &#8211; TEATRO NUOVO<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>Teatro Telaio<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b><i>Abbaiare alle nuvole<\/i><\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 14.2pt 0pt 0cm\">regia <b>Angelo Facchetti<\/b><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 14.2pt 0pt 0cm\">drammaturgia <b>Angelo Facchetti<\/b><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 14.2pt 0pt 0cm\">con <b>Andrea Baldassarri<\/b> e <b>Francesca Franz&egrave;<\/b><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 14.2pt 0pt 0cm\">scenografia ideata da <b>Angelo Facchetti<\/b>, realizzata da <b>Gabriele Zamboni, Marcello Marchetti <\/b>e<b> Avio Brancato<\/b><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 14.2pt 0pt 0cm\">scenotecnica <b>Gabriele Zamboni<\/b><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 14.2pt 0pt 0cm\">costumi realizzati da <b>Cecilia Pedretti<\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 14.2pt 0pt 0cm\">Un cane, ma forse &egrave; solo un giovane uomo, che all&#8217;improvviso si trova catapultato nel bel mezzo della vita, la sua vita, e deve cercare qualcosa da fare, in questa vita. Trovare un posto dove stare, qualcosa da mangiare, qualcuno da amare, dimostrare a se stesso e agli altri di sapersela cavare da solo, di sapere fare qualcosa&#8230;s&igrave;, ma cosa?!<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 14.2pt 0pt 0cm\">Venuto al mondo uscendo da una placenta di <i>cellophane<\/i>, il cane-ragazzino si trova all&#8217;improvviso a dover imparare a vivere; gli fa da maestro un corvo che se ne sta arrampicato su una sedia alta da dove osserva le sue mosse. Nelle favole, si sa, i corvi son sempre un po&#8217; saccenti ed anche il nostro non sfugge a questo ruolo, ma &egrave; lui che d&agrave; al cagnolino gli strumenti per comunicare, gli insegna a parlare e a leggere, gli diventa amico condividendo con lui giochi ed esperienze, sogni e fantasie. Per crescere bisogna vincere paure e timidezze, uscire dal guscio protettivo in cui ci si rinchiude; qualche tentativo del cagnolino fallisce, &egrave; naturale, ma la volont&agrave; di mettersi in cammino c&#8217;&egrave; e bisogna tentare.<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 14.2pt 0pt 0cm\">In sottofondo la luce di una casetta, che si accende lontana, dona speranza di trovare la propria via nel mondo.<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 14.2pt 0pt 0cm\">&nbsp;<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 14.2pt 0pt 0cm\">&nbsp;<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 14.2pt 0pt 0cm\">fascia di et&agrave; <b>dagli 8 anni<\/b><\/div>\n<div>tecnica utilizzata <b>teatro d&rsquo;attore<\/b><\/div>\n<div>durata <b>60 minuti<\/b><\/div>\n<div><b>Ore 18.30 &#8211; TEATRO DEL POPOLO<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>Fondazione Emergency<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b><i>Stupidorisiko<\/i><\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b><i>Per una geografia di guerra<\/i><\/b><\/div>\n<div align=\"left\">&nbsp;<\/div>\n<div align=\"left\">testo e&nbsp;regia <b>Patrizia Pasqui<\/b><br \/>\ninterprete <b>Mario Spallino<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/div>\n<div align=\"left\">&nbsp;<\/div>\n<div>&Egrave; possibile raccontare una geografia di guerra?&nbsp;Una geografia, cio&egrave;, dove non contano i confini, il fiume pi&ugrave; lungo, la vetta pi&ugrave; alta, ma ci&ograve; che conta &egrave; ad esempio una linea, la &ldquo;linea degli Ossari&rdquo;, che ha attraversato l&rsquo;Europa e lungo la quale milioni di persone hanno perso la vita a causa di una guerra.<\/div>\n<div>Pu&ograve; la geografia essere la causa di una guerra?&nbsp;Guernica &egrave; solo il titolo di un quadro? Pu&ograve; una nazione civilizzata essere capace di un olocausto?<\/div>\n<div>Pu&ograve; una guerra collegare Sud America, Africa e Sud Est Asiatico?<\/div>\n<div>Cosa nascondeva un&nbsp;muro che ha diviso l&rsquo;Europa per quarantacinque anni?<\/div>\n<div>Pu&ograve; esistere un <i>marine<\/i> che parla toscano?&nbsp;<\/div>\n<div>E il cinema, che c&rsquo;entra con tutto questo?<\/div>\n<div>Il racconto teatrale parte dalla Prima Guerra Mondiale e arriva alle guerre dei giorni nostri, attraverso&nbsp;episodi -tutti storicamente documentati-&nbsp;emblematici della guerra. Essi si susseguono in modo cronologico e sono intervallati dalla storia di un <i>marine<\/i>, che parla toscano, e che rappresenta il soldato di&nbsp;oggi.<\/div>\n<div>Scopo dello spettacolo &egrave; raccontare in forma semplice e chiara &ndash; e, perch&eacute; no, anche ironica &#8211; alcuni aspetti e alcuni accadimenti della guerra e della sua tragicit&agrave; che spesso sono dimenticati o ignorati.<\/div>\n<div>Tutto questo per valorizzare e divulgare l&rsquo;impegno di Emergency contro la guerra.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div align=\"left\">fascia d&#8217;et&agrave; <b>12-14 anni<\/b><br \/>\ntecnica utilizzata <b>teatro d&rsquo;attore &ndash; narrazione<\/b><\/div>\n<div>durata <b>60 minuti<\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><b>Ore 21.30 &#8211; TEATRO CONDOMINIO VITTORIO GASSMAN<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">&nbsp;<\/div>\n<div align=\"left\"><span style=\"font-size: 12pt\"><strong>Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti<\/strong><\/span><\/div>\n<div align=\"left\">&nbsp;<\/div>\n<div align=\"left\"><b><i>Il grande racconto<\/i><\/b><\/div>\n<div align=\"left\">da una narrazione di <b>Tonino Guerra<\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>testo e regia <b>Bruno Stori<\/b><\/div>\n<div>con <b>Stefano Jotti<\/b><\/div>\n<div>collaborazione<b>Marco Baliani<\/b><\/div>\n<div>musiche <b>Alessandro Nidi<\/b><\/div>\n<div>costumi <b>Evelina Barilli<\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Tonino Guerra ci ha regalato un piccolo tesoro: la sua voce custodita in una cassetta della durata di un&rsquo;ora in cui racconta, a modo suo, per quanto si ricorda, l&rsquo;Odissea. Tonino ci ha fornito anche un&rsquo;efficace struttura drammaturgica: il racconto che lui fa del poema lo ha sentito a sua volta raccontare da un vecchio alla stazione di Bagnacavallo mentre aspettava il treno per tornare a casa.<\/div>\n<div>Ascoltare il vecchio lo incanta; Tonino perde il treno e per tornare alla sua Itaca dovr&agrave; affrontare il periglio di altri treni, orari, coincidenze, corriere e una lunga camminata.<\/div>\n<div>Una vera e propria Odissea.<\/div>\n<div>Ascoltare la voce di Guerra registrata ha incantato anche noi, egli conosce naturalmente i segreti dell&rsquo;affabulazione.<\/div>\n<div>La trasposizione teatrale de <i>Il grande racconto<\/i> &egrave; costruita sulla figura di un personaggio, Rico, gi&agrave; incontrato in <i>Racconto Orientale<\/i> (spettacolo del Teatro delle Briciole dedicato a Tonino Guerra &#8211; 1990): era lo sciocco, anzi lo scemo, il bambino nel corpo dell&rsquo;adulto, semplice ma inafferrabile, follemente lucido ma imprevedibile.<\/div>\n<div>E cos&igrave; Rico racconta al pubblico <i>&ldquo;di quella volta che and&ograve; a Bagnacavallo a prendere i canarini che si era incantato a sentire un signore con una voce bella che raccontava una storia cos&igrave; vecchia ma cos&igrave; vecchia che non c&rsquo;era ancora Ges&ugrave; Bambino e c&rsquo;us ciameva l&rsquo;Odissea&hellip;&rdquo;<\/i><\/div>\n<div>Rico, tra il ricordo delle parole del signore alla stazione e le sue riflessioni personali, racconta e mentre racconta si eccita, si spaventa, si illanguidisce, non ricorda pi&ugrave;, si commuove, tiene per&nbsp;&ldquo;Lulisse&rdquo;, come lo chiama lui, ma lo sgrida anche: <i>&ldquo;Mo che cosa c&rsquo;&egrave; andato a fare da Polifemo? Poteva mica andare a casa sua che c&rsquo;erano dei guai anche l&agrave;?!&rdquo;<\/i><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 12pt\">Il sole tramonta e anche per Rico &egrave; ora di tornare dalla sua &lsquo;ma: <i>&ldquo;Per&ograve; si sta bene qui a mangiare una mela, bere un bicchiere d&rsquo;acqua e raccontarsi queste storiette: di tutte le cose questa &egrave; quella che pi&ugrave; mi sta a cuore&rdquo;.<\/i>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Bruno Stori<\/span><\/div>\n<div><i><span style=\"font-size: 12pt\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/span><\/i><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>fascia d&#8217;et&agrave; <b>dagli 8 anni<\/b><\/div>\n<div>tecnica utilizzata <b>teatro d&rsquo;attore<\/b><\/div>\n<div>durata <b>60 minuti<\/b><\/div>\n<div><b>Venerd&igrave; 18 giugno<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>Ore 9.30 &#8211; TEATRO NUOVO<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>La Citt&agrave;<\/b><b> del Teatro &#8211; Fondazione Sipario Toscana<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b><i>Gioco!<\/i><\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><i><span style=\"font-size: 12pt; font-weight: normal\">liberamente ispirato al racconto <\/span><\/i><span style=\"font-size: 12pt; font-weight: normal\">La palla e la bambola<i>&nbsp;che non &egrave; ancora stato scritto<\/i><\/span><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div align=\"left\"><span style=\"font-size: 12pt; font-weight: normal\">di <\/span><strong><span style=\"font-size: 12pt\">Fabrizio Cassanelli e Guido Castiglia<\/span><\/strong><\/div>\n<div>regia <b>Fabrizio Cassanelli<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><span style=\"font-size: 12pt; font-weight: normal\">con<\/span><strong><span style=\"font-size: 12pt\">Chiara Pistoia e Federico Raffaelli<\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"left\"><span style=\"font-size: 12pt; font-weight: normal\">voce narrante <\/span><span style=\"font-size: 12pt\"><strong>Letizia Pardi<\/strong><\/span><\/div>\n<div align=\"left\"><span style=\"font-size: 12pt; font-weight: normal\">video <\/span><strong><span style=\"font-size: 12pt\">Valentina Grig&ograve;<\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"left\"><span style=\"font-size: 12pt; font-weight: normal\">musiche originali <\/span><strong><span style=\"font-size: 12pt\">Sergio Taglioni<\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"left\"><span style=\"font-size: 12pt; font-weight: normal\">luci <\/span><strong><span style=\"font-size: 12pt\">Maurizio Coroni<\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"left\"><span style=\"font-size: 12pt; font-weight: normal\">realizzazione scene <\/span><strong><span style=\"font-size: 12pt\">Luigi Di Giorno<\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"left\"><span style=\"font-size: 12pt; font-weight: normal\">costumi <\/span><strong><span style=\"font-size: 12pt\">Brunella Mongiardo<\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"left\"><span style=\"font-size: 12pt; font-weight: normal\">realizzazione bambola <\/span><strong><span style=\"font-size: 12pt\">Valerio Cioni<\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"left\"><span style=\"font-size: 12pt; font-weight: normal\">reportage fotografico <\/span><strong><span style=\"font-size: 12pt\">Andrea Bastogi<\/span><\/strong><\/div>\n<div align=\"left\">&nbsp;<\/div>\n<div>Consulenza Pedagogica di Roberto Farn&egrave; &#8211; Direttore Dipartimento Scienze dell&rsquo;Educazione, Universit&agrave; di Bologna, Metodologie e tecniche del gioco e dell&#8217;animazione.&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><b>Chiara gioca<\/b><\/div>\n<div>Gioca col suo corpo, con lo spazio, con la musica, con le parole e con un mondo rotondo, un mondo senza spigoli, un mondo fatto di sogni, serenit&agrave; e qualche paura: Chiara gioca con la sua fantasia e con la genuinit&agrave; dell&rsquo;animo infantile. Chiara s&rsquo;innamora della palla. Palle grandi. Piccole, colorate.<\/div>\n<div>Gioca con ironia, con comicit&agrave; e con poesia.<\/div>\n<div>Chiara gioca con gli occhi di una bambola; gioca ad essere una bambola.<\/div>\n<div>Bambola e palla, leggerezza e poeticit&agrave;, sono gli elementi di questo &ldquo;<i>gioco&rdquo;<\/i>, in cui riconoscersi, sorridere e meravigliarsi.<\/div>\n<div><i>Gioco!<\/i> &egrave; uno spettacolo che stimola la fantasia in un inarrestabile susseguirsi di immagini. La palla e la bambola, gli emblemi universali del gioco, sono il binomio fantastico di questa storia. Un binomio comune, conosciuto da ogni bambino. La prima rappresenta tutto ci&ograve; che &egrave; vitale,&nbsp;la seconda tutto ci&ograve; che appartiene al simbolico. Con la palla prende vita una modalit&agrave; del giocare che libera l&rsquo;energia, cos&igrave; che il bambino&nbsp;pu&ograve;&nbsp;correre, scatenarsi, interagire con il mondo circostante e&nbsp;scoprirlo.<\/div>\n<div>L&rsquo;incontro con la bambola, miniatura della persona, produce una variazione nella quale oltre al piacere del movimento entrano in campo le storie, la riflessione, i pensieri, i giochi di parole, di ruolo e la produzione di immagini fantastiche: &ldquo;facciamo finta che io ero&hellip;&rdquo;. Molti linguaggi (danza, parola, immagine, musica) entrano in questa&nbsp;creazione che si alimenta della capacit&agrave; dell&rsquo;infanzia di fare ipotesi e produrre visioni. Tenuto insieme da una trama leggera, a tratti comica, <i>Gioco!<\/i>si propone come una struttura dinamica che permette un&rsquo;azione costruttiva ed inventiva in cui il bambino riacquista il ruolo di protagonista <span>assoluto ed &egrave; invitato a giocare per imparare a vedere le cose del mondo, non solo cos&igrave; come sono, ma anche per come potrebbero essere. <\/span><\/div>\n<div align=\"left\">&nbsp;<\/div>\n<div align=\"left\"><span style=\"font-size: 12pt; font-weight: normal\">fascia di et&agrave;<\/span><strong><span style=\"font-size: 12pt\">dai 4 agli 8 anni<\/span><\/strong><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 12pt; font-weight: normal\">tecnica utilizzata <\/span><strong><span style=\"font-size: 12pt\">teatro d&rsquo;attore, danza e video<\/span><\/strong><\/div>\n<div>durata <b>60 minuti<\/b><\/div>\n<div><b>Ore 11.00 &#8211; TEATRO CONDOMINIO VITTORIO GASSMAN<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>I Teatrini<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b><i>Il sentiero del lupo<\/i><\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><i>liberamente tratto da Cappuccetto Rosso<\/i><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>PRIMA NAZIONALE<\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div align=\"left\">di <b>Giovanna Facciolo<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">con <b>Raffaele Ausiello e Tonia Garante<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">scene <b>Massimo Staich e Monica Costigliola<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">costumi <b>Annalisa Ciaramella<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">disegno luci <b>Luigi Biondi<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">suono <b>Daniele Chessa<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">tecnici luci e audio <b>Paco Summonte e Gioacchino Somma<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">foto di scena Pino Miraglia<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Un lupo ingannatore che cerca di sedurre una bambina, per divorarla. Un bosco. Un intrigo. Di rami, di sentieri, di pensieri strani, ambigui. Come la nonna, che non &egrave; quella di sempre, come la bimba, che non si sente quella di sempre, come quel lupo&hellip;. Solo, nel bosco. Cos&igrave; suadente, ma insidioso nello stesso tempo, e che anche se non c&rsquo;&egrave;, ti senti il suo sguardo addosso.<\/div>\n<div>Una storia antica quella di Cappuccetto Rosso, che viene da lontano e fa il giro del mondo adattandosi alle differenti culture, ma che conserva, all&rsquo;interno di molteplici aspetti, lo stesso messaggio di fondo: il pericolo sempre in agguato di violenze contro l&rsquo;infanzia.<\/div>\n<div>Una storia antica e popolare, che ci parla di seduzione, aggressione e violazione rivolte all&rsquo;infanzia, di confini oltraggiati e di mondi traditi. Un aspetto doloroso e inquietante, che ci riporta a guardare nei nostri giorni, all&rsquo;infanzia e ai suoi &ldquo;lupi&rdquo;.<\/div>\n<div>Vogliamo ripercorrere questa favola, forse la pi&ugrave; inquietante ma la pi&ugrave; richiesta e raccontata nell&rsquo;infanzia di tutti, attingendo oltre che a Perrault e ai fratelli Grimm, anche e soprattutto alle radici pi&ugrave; popolari che hanno attraversato l&rsquo;Europa e i suoi confini, ritrovando nella protagonista quella forza salvifica che la liberer&agrave; dal lupo.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div align=\"left\"><span style=\"font-size: 12pt; font-weight: normal\">fascia di et&agrave;<\/span><strong><span style=\"font-size: 12pt\">dagli 8&nbsp;anni<\/span><\/strong><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 12pt; font-weight: normal\">tecnica utilizzata <\/span><strong><span style=\"font-size: 12pt\">teatro d&rsquo;attore <\/span><\/strong><\/div>\n<div>durata <b>60 minuti<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>Ore 15.00 &#8211; TEATRO DEL POPOLO<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>Teatro del Buratto &#8211; Teatro Stabile d&#8217;innovazione<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b><i>la Lavapaure<\/i><\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 22.6pt 0pt 0cm\" align=\"left\">&nbsp;<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 22.6pt 0pt 0cm\" align=\"left\">testo<b> <span>Mario Bianchi e Renata Coluccini<\/span><\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 22.6pt 0pt 0cm\" align=\"left\">regia<b> <span>Renata Coluccini <\/span><\/b>in collaborazione con<b> Marco Di Stefano<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 22.6pt 0pt 0cm\" align=\"left\">scena <b>Marco Muzzolon<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 22.6pt 0pt 0cm\" align=\"left\">costumi<b> Mirella Salvischiani<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 22.6pt 0pt 0cm\" align=\"left\">in scena<b> <span>Elisa Canfora, Renata Coluccini, Stefano Panzeri<\/span><\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 22.6pt 0pt 0cm\" align=\"left\">direttore di produzione<b> Franco Spadavecchia<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 22.6pt 0pt 0cm\" align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div>Il topo ha paura del gatto, il gatto del cane, il cane del lupo, il lupo della mamma che veglia il suo bambino, la mamma ha paura dell&rsquo;uomo nero, l&rsquo;uomo nero dell&rsquo;uomo bianco, l&rsquo;uomo bianco dell&rsquo;uomo nero&hellip;<\/div>\n<div>Il fratellino ha paura del buio che sta arrivando, la sorellina che mamma e pap&agrave; non tornino&hellip;<\/div>\n<div>Ma gi&ugrave; in fondo c&rsquo;&egrave; una luce, forse &egrave; una casa, la luce fa meno paura del buio, ma se nella casa c&rsquo;&egrave; una strega?<\/div>\n<div>E se invece di una strega ci fosse una donna che lava via le paure?<\/div>\n<div>Sarebbe bellissimo che come lo sporco la paura potesse andare via con l&rsquo;acqua.<\/div>\n<div>Ma tu, hai mai provato la paura, quella vera, che non mangi e non dormi pi&ugrave;? Che il cuore sta per scoppiare e la bocca non riesce ad urlare? Che ti entra dentro e la porti ovunque vai?<\/div>\n<div>Da dove entra la paura, dalla testa, dalle orecchie, dagli occhi? E poi dove sta? Qual &egrave; la geografia della paura?<\/div>\n<div>E quando hai paura cosa fai? Bevi un bicchiere d&rsquo;acqua? Metti la testa sotto il cuscino? Strizzi gli occhi? Urli? Stai in silenzio? Canti una canzone pensi alla nonna?<\/div>\n<div>Sarebbe proprio bellissimo che come lo sporco la paura potesse andare via con l&rsquo;acqua.<\/div>\n<div>Esiste una donna che conosce un&rsquo;erba, <i>erba lavandaia <\/i>o <i>siderite<\/i> o <i>stregonia<\/i>. Lei prende quest&rsquo;erba la fa bollire e poi ti lava, ma solo nei giorni senza la r, e sempre con un movimento all&rsquo;ingi&ugrave; e se c&rsquo;&egrave; la paura l&rsquo;acqua diventa soda, fa una ragnatela.<\/div>\n<div>Esistono ancora oggi, in alcune zone della Toscana, donne che lavano la paura e lo fanno a grandi e piccini.<\/div>\n<div>Lo spettacolo prende spunto dall&rsquo;esistenza di queste &ldquo;maghe&rdquo; per mettere in scena storie di paure archetipe, attuali o indotte, perch&eacute; &egrave; importante riconoscerle, valutarle e infine lavarle via.<\/div>\n<div>Due fratelli con il loro fardello di paure incontrano la lavapaure, e in questo incontro le paure prendono corpo in storie antiche e moderne, si materializzano e diventando &ldquo;cose&rdquo;, si possono finalmente gettare via.<\/div>\n<div>La paura che si alimenta del nostro silenzio e della nostra solitudine va comunicata e riconosciuta come emozione guida, intuizione che ci porta a prevenire o a affrontare il pericolo.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div align=\"left\"><span style=\"font-size: 12pt; font-weight: normal\">fascia di et&agrave;<\/span><strong><span style=\"font-size: 12pt\">dai 6 ai 10 anni<\/span><\/strong><\/div>\n<div><span style=\"font-size: 12pt; font-weight: normal\">tecnica utilizzata <\/span><strong><span style=\"font-size: 12pt\">teatro d&rsquo;attore <\/span><\/strong><\/div>\n<div>durata <b>55 minuti<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>Ore 17.00 &#8211; TEATRO CONDOMINIO VITTORIO GASSMAN<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>NAUTAI teatro\/Teatro del Canguro<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b><i>CORE <\/i><\/b><\/div>\n<div><b><i>dal mito di Demetra e Persefone alla nascita delle stagioni&hellip;<\/i><\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>PRIMA NAZIONALE<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div style=\"text-indent: -177pt; margin: 0cm 0cm 0pt 177pt\">interpreti <b>Miriam Bardini, Gigi Tapella, Martina Raccanelli, Domenico Desiderio Pinto<\/b><\/div>\n<div style=\"text-indent: -177pt; margin: 0cm 0cm 0pt 177pt\">autore <b>Miriam Bardini, Gigi Tapella<\/b> in collaborazione con <b>Martina Raccanelli<\/b><\/div>\n<div>regia <b>Gigi Tapella<\/b><\/div>\n<div>ideazione luci <b>Giovanni Garbo<\/b><\/div>\n<div>costumi <b>Patrizia Caggiati<\/b><\/div>\n<div style=\"text-indent: -177pt; margin: 0cm 0cm 0pt 177pt\">scenografie <b>Nautai teatro<\/b> realizzate da <b>Paolino Romanini<\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Un tempo sulla Terra c&rsquo;era una sola stagione: l&rsquo;estate.<\/div>\n<div>Un tempo sulla Terra c&rsquo;erano una Madre e una Figlia che si amavano tantissimo.<\/div>\n<div>Ma un giorno Core disse con voce decisa &ldquo;andr&ograve; da sola a raccogliere le viole&rdquo;.<\/div>\n<div>Il prato era pieno fiori e in mezzo a tutti spiccava uno splendido narciso. Core stese ambo le mani verso quel fiore come verso un tesoro, allora la terra si spalanc&ograve;, si apr&igrave; una voragine, ne balz&ograve; fuori il Dio degli Inferi e la rap&igrave;.<\/div>\n<div>Gli uomini e la terra erano come una famiglia in cui l&rsquo;armonia veniva garantita da un profondo rispetto, dalla venerazione e dal timore per la Natura, per la Madre Terra.<\/div>\n<div>Come nel mito che riguarda Demetra e Persefone, cos&igrave; oggi, questo corso viene interrotto, il desiderio di un dio scatena la fine di questo equilibrio.<\/div>\n<div>Senza le cure della Madre Terra, cessa la fertilit&agrave; e gli uomini sono costretti a confrontarsi con tempi di carestia e morte.<\/div>\n<div>Alla fine si creer&agrave; un nuovo equilibrio certo e l&rsquo;umanit&agrave; dovr&agrave; fare i conti con fasi altalenanti che torneranno a susseguirsi ciclicamente. L&rsquo;umanit&agrave; dovr&agrave; sforzarsi e faticare per sopravvivere, dovr&agrave; comprendere che ad un momento di felicit&agrave; ne corrisponde forzatamente uno di dolore e che per una nascita &egrave; necessaria una previa morte.<\/div>\n<div>Senza rappresentarlo veramente, ma piuttosto suggerendone la magia e il surrealismo che ne caratterizzano gli ambienti, lo spettacolo vuole mettere in risalto il rapporto metaforico tra il circo e il mondo. Sar&agrave; questo l&rsquo;ambiente della storia di una famiglia che si ritrova a rivivere la tragica sorte della scomparsa di Persefone per opera di un Mago di fama Internazionale.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>fascia di et&agrave; <b>dai 6 anni <\/b><\/div>\n<div>tecnica utilizzata<b> teatro d&rsquo;attore-narrazione<\/b><\/div>\n<div>durata <b>60 minuti<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>Ore 18.30 &#8211; MA*GA<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>Cooperativa Attivamente <\/b><b>&#8211; Residenza Teatrale Torre Rotonda<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>Teatro Sociale di Como<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b><i>Tutti i colori del buio<\/i><\/b><\/div>\n<div align=\"left\">&nbsp;<\/div>\n<div align=\"left\">di <b>Mario Bianchi<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">con <b>Gianni Franceschini, Stefano Bresciani, Elena Chiaravalli, Stefano Dragone, Stefano Panzeri<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">regia <b>Jacopo Boschini<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">scenografia <b>Alice Asinari<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">musiche <b>Raoul Moretti<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">&nbsp;<\/div>\n<div align=\"left\">&nbsp;<\/div>\n<div>Un vecchio pittore ed il suo badante, vivono chiusi in casa. Il pittore &egrave; famoso, apprezzato dalla gente per le sue madonne e i suoi paesaggi cos&igrave; intensi e reali.<\/div>\n<div>Il suo badante &egrave; servizievole. Lo segue con pazienza a volte con rassegnazione.<\/div>\n<div>Quando il pittore, stimolato da un suo vecchio allievo, decide di uscire finalmente di casa si accorge che il mondo &egrave; profondamente cambiato e che lui non riesce pi&ugrave; a dipingere. I colori, i paesaggi, persino gli uomini, non sono pi&ugrave; gli stessi; la gente per cui dipingeva non lo capisce pi&ugrave;, lui non capisce pi&ugrave; l&#8217;umanit&agrave; che lo circonda. Persino il suo badante ad un certo momento non lo sopporta pi&ugrave; e vuole lasciarlo.<\/div>\n<div>Il suo vecchio allievo pieno di speranze per il futuro &egrave; profondamente disilluso davanti ad un potere sciocco e stupido. Il vecchio pittore decide allora di conoscere tutti i colori del buio, non prima di aver affidato le sue residue speranze ad un bambino.<\/div>\n<div>&Egrave; ancora possibile rappresentare la bellezza, ovvero &egrave; ancora possibile la bellezza in un mondo come il nostro, votato alla superficialit&agrave; e al solo profitto?<\/div>\n<div>Attraverso la metafora della pittura lo spettacolo si interroga sul ruolo dell&#8217;intellettuale nella nostra societ&agrave; e sui cambiamenti avvenuti nella coscienza della societ&agrave; contemporanea<b>.<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span><\/b><i>Mario Bianchi<\/i><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div align=\"left\">&nbsp;<\/div>\n<div align=\"left\">&nbsp;<\/div>\n<div align=\"left\">fascia di et&agrave; <b>dai 14 anni<\/b><\/div>\n<div>tecnica utilizzata <b>teatro d&rsquo;attore<\/b><\/div>\n<div>durata <b>60 minuti<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>Ore 21.30 &ndash; Piazza Libert&agrave;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>Compagnia Walter Broggini<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b><i>Pir&ugrave; e la vendetta di Teodoro<\/i><\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><span style=\"letter-spacing: -0.3pt\">creazione, allestimento e animazione <b>Walter Broggini<\/b><\/span><\/div>\n<div><span style=\"letter-spacing: -0.3pt\">burattini e scenografie <b>Walter Broggini e Elide Bolognini<\/b>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span><\/div>\n<div><span style=\"letter-spacing: -0.3pt\">costumi <b>Elide Bolognini<\/b><\/span><\/div>\n<div><span style=\"letter-spacing: -0.3pt\">baracca <b>Eugenio Tiziani<\/b>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/span><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><i>Pir&ugrave; e la vendetta di Teodoro<\/i> &eacute; il quarto&nbsp;episodio della saga di Pir&ugrave;.<\/div>\n<div>Pir&ugrave; &egrave; svelto ed eloquente pi&ugrave; di Gioppino, ma ne prende il senso di ruvida giustizia ed i metodi spicci; &egrave; energico&nbsp;e risoluto pi&ugrave; di Fagiolino; coraggioso pi&ugrave; di Pulcinella.<\/div>\n<div>Le avventure di Pir&ugrave; si rivolgono a tutti,&nbsp;grandi e piccoli, con storie semplici capaci di divertire e anche di far riflettere il pubblico di ogni et&agrave;. Storie presentate sempre con leggerezza e ironia, nel registro della commedia e della comicit&agrave;, in un gioco che chiede la partecipazione attenta e misurata del pubblico.<\/div>\n<div>Il malvagio Cavalier Teodoro,&nbsp;aiutato dal suo sgherro Capitano Bob&ograve;,&nbsp;riesce a fuggire dal carcere in cui &egrave; stato rinchiuso. Teodoro vuole ad ogni costo tornare sul trono di Mezzotacco e al contempo vendicarsi di Pir&ugrave;, che anni prima l&rsquo;aveva&nbsp;consegnato alla giustizia mettendo fine alla sua tirannia. Per tornare re e consumare la sua vendetta il Cavaliere &eacute; disposto a tutto e ricorre ai servigi di Brighella, brigante senza scrupoli. Il popolo di Mezzotacco, allarmato dalla fuga di Teodoro chiede aiuto a Pir&ugrave;, che si mette sulle tracce del Cavaliere e del Capitano. Nella caccia ai fuggiaschi Pir&ugrave; dovr&agrave; per&ograve; guardarsi dalle trame e dai pericoli portati da Brighella, mosso dal denaro promessogli da Teodoro. La storia ha ovviamente il classico lieto fine e dopo sfide e fatiche vedr&agrave; la meritata affermazione dell&rsquo;eroe.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div align=\"left\">fascia di et&agrave; <b>dai 5 anni (per tutti)<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">tecnica utilizzata <b>burattini a guanto in baracca<\/b><\/div>\n<div>durata <b>60 minuti<\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><b>ingresso libero<\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><u>In caso di maltempo lo spettacolo si terr&agrave; nel foyer del Teatro Condominio Vittorio Gassman<\/u><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>Ore 21.30 &#8211; TEATRO DEL POPOLO<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>Carrozzeria Orfeo \/ Centro RAT<\/b><b>&#8211;<\/b><b>Teatro dell&rsquo;Acquario&nbsp; <\/b><\/div>\n<div><b>in collaborazione con Questa Nave <\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b><i>Sul Confine<\/i><\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>drammaturgia <b>Gabriele Di Luca<\/b><\/div>\n<div>regia <b>Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi<\/b><\/div>\n<div>con la collaborazione di <b>Roberto Capaldo e Luisa Supino<\/b><\/div>\n<div>interpreti <b>Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi<\/b><\/div>\n<div>musiche Originali <b>Massimiliano Setti<\/b><\/div>\n<div>luci <b>Diego Sacchi<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>Spettacolo vincitore del Premio Tuttoteatro.com &ldquo;Dante Cappelletti&rdquo;&nbsp;2008<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><i>&nbsp;&ldquo;&hellip;lo vedi quell&rsquo;albero? Le radici sono immerse nel fiume, eppure il tronco &egrave; secco. Morto e vivo nello stesso istante pensai quando lo vidi. Come me ora, che sono vivo e allo stesso tempo, forse&hellip;&rdquo;<\/i><\/div>\n<div align=\"left\">&nbsp;<\/div>\n<div>Buio. Due uomini si risvegliano in un luogo sconosciuto. Non si conoscono, ma forse si sono gi&agrave; visti prima. Qualcosa nei loro occhi li unisce nel profondo. Chi li ha portati l&igrave;? Come ci sono arrivati? E perch&eacute; insieme? Sono soldati, che in quella di terra di nessuno ai quali si unisce ben presto un terzo misterioso compagno, finiscono per cercare se stessi e il senso dell&rsquo;esistere. Il loro destino &egrave; profondamente legato all&rsquo;immagine di un fiume che scorre in mezzo al deserto e trascina con s&eacute; gli orrori della guerra, i segreti dell&rsquo;esercito e la tragedia dell&rsquo;uranio impoverito.<\/div>\n<div>Il presente &egrave; onirico e i ricordi diventano il momento pi&ugrave; concreto per ricostruire un passato perduto.<\/div>\n<div>Sono &ldquo;sul confine&rdquo;: luogo di scelta e di passaggio che separa vita e morte, verit&agrave; e menzogna, ricordi da espiare, sofferenza e lampi di confidenza umana.<\/div>\n<div>La drammaturgia procede per frammenti, alternando alla narrazione, astrazione ed evocazione. I numerosi <i>flash-back<\/i> si mescolano all&rsquo;azione andando a ritroso nel tempo, fino ad arrivare ai ricordi pi&ugrave; lontani, alla vita prima dell&rsquo;arruolamento: un lavoro tranquillo, l&rsquo;amore, la famiglia, ma anche le frustrazioni, le delusioni, il desiderio di riscatto.<\/div>\n<div>Ragazzi scontenti che hanno trovato la propria motivazione esistenziale in qualcosa di pi&ugrave; grande di loro, un&rsquo;ideale. Ma poi la guerra, la sua tragica normalit&agrave; e il senso di colpa che opprime l&rsquo;animo come nel caso di uno dei tre protagonisti che racconta di una donna suicidatasi vicino al fiume, davanti ai suoi occhi per paura di essere violentata. Una colpa che infetta la sua mente e lo ridesta alla vita solo attraverso il ricordo di quel fiume che lento scorreva sulle sponde vicino a quel cespuglio, a quel coltello, a quell&rsquo;unico episodio di condivisione della violenza in un immaginario desueto, acquiforme e naturalistico. L&rsquo;unica falda di umanit&agrave; in un paesaggio storno di emozioni e di veridicit&agrave;.<\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div>fascia di et&agrave; <b>dai <\/b><b>14 anni<\/b><\/div>\n<div>tecnica utilizzata <b>teatro d&rsquo;attore, teatro danza<\/b><\/div>\n<div>durata <b>55 minuti<\/b><\/div>\n<div><b>Sabato 19 giugno<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>Ore 10.00 &#8211; RIDOTTO DEL TEATRO CONDOMINIO VITTORIO GASSMAN<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>Franny&amp;Zooey<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b><i>Viene buio Viene luce<\/i><\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Prenotazione obbligatoria<\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>PRIMA NAZIONALE<\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>di e con <b>Rascia Darwish e Eleonora Ribis\/Mario Pola<\/b><\/div>\n<div>collaborazione alla drammaturgia<b> Federica Iacobelli<\/b><\/div>\n<div>cura del suono <b>Marco Canali<\/b><\/div>\n<div>scenografia e luci <b>Gianfranco Carta<\/b><\/div>\n<div>costumi <b>Ketti Parente <\/b><\/div>\n<div>oggetti in legno <b>Fratelli Plozzer<\/b><\/div>\n<div>foto Marco Caselli Nirmal<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><b>Finalista Premio Scenario Infanzia 2008<\/b><\/div>\n<div><b>Selezionato per il progetto REACT! del Festival Santarcangelo dei Teatri<\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><i>Vassilissa la bella<\/i>&egrave; una fiaba tradizionale russa che porta in s&eacute; il buio e la luce, la morte e la vita, le ossa dei morti e il corpo di chi vive. &Egrave; una fiaba di immagini forti e di suoni. <i>Viene buio viene luce<\/i> &egrave; uno spettacolo che porta in scena un luogo preciso: la casa della strega Baba Jaga, il territorio oscuro della fiaba che la protagonista, Vassilissa, deve affrontare.<\/div>\n<div>In una notte buia a casa di Vassilissa la matrigna spegne il fuoco e la costringe ad andare dalla Baba Jaga, la terribile strega padrona del fuoco. Di lei si racconta che mangi gli uomini. Vassilissa affronta il pericolo e entra. La strega promette di darle il fuoco soltanto se riuscir&agrave; a superare due prove altrimenti avr&agrave; lo stesso destino degli altri. Le due prove sono impossibili, ma Vassilissa ha con s&eacute; una bambola, il dono lasciatole dalla mamma in punto di morte. Grazie a questo aiuto magico Vassilissa ottiene il fuoco.<\/div>\n<div>Abbiamo scelto questo storia affascinati dalla Baba Yaga una creatura magica, potente, paurosa, multiforme. Padrona del fuoco, del buio, della luce. Governa tre cavalieri: uno porta il giorno, uno il tramonto, l&rsquo;ultimo la notte e custodisce molti segreti. Il pi&ugrave; oscuro &egrave; nascosto tra le stoffe e gli abiti che riempiono la sua casa. Baba Yaga custodisce infatti nella sua casa gli echi, le memorie, il passato e il ricordo dei morti.<\/div>\n<div>E la casa della Baba Yaga &egrave; un luogo fisico, ma soprattutto uno spazio sonoro perch&eacute; lo spettacolo pone chi guarda in un&rsquo;ottica di grande attenzione al suono. La narrazione &egrave; scandita da un susseguirsi di atmosfere sonore e gli elementi magici della fiaba sono realizzati proprio con l&rsquo;utilizzo del suono. Dal suono reale a quello modificato, dalla stereofonia al movimento il suono accompagna tutta la storia. Perch&eacute; ci sembrava che solo una materia intangibile ma fortissima come il suono potesse raccontare l&rsquo;impalpabilit&agrave; della memoria e del ricordo.&nbsp;L&rsquo;aspetto pi&ugrave; delicato e al tempo stesso pi&ugrave; potente di questa storia.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>fascia d&rsquo;et&agrave; <b>dai 6 anni<\/b><\/div>\n<div>tecnica utilizzata <b>teatro d&rsquo;attore<\/b><\/div>\n<div>durata <b>50 minuti circa<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>Ore 10.00 &#8211; ASILO NIDO GIOCABIMBO<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>Teatro Laboratorio Mangiafuoco<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b><i>Ins&ugrave; <\/i><\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Prenotazione obbligatoria<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>di e con <b>Paola Bassani e Laura Valli<\/b><\/div>\n<div>regia <b>Cinzia Delorenzi<\/b><\/div>\n<div>musiche <b>Roberto Barbieri e Cascinara<\/b><\/div>\n<div>tecnico audio-luci <b>Massimo Vitali<\/b><\/div>\n<div>in collaborazione con <b>L&rsquo;orto delle arti <\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Affascinati dal racconto di Andersen <i>Mignolina<\/i> bambina fiore, archetipo di culture anche molto lontane fra loro, nello spettacolo affrontiamo con i bambini pi&ugrave; piccoli il tema della nascita,&nbsp;della crescita e della ricerca di identit&agrave;.<\/div>\n<div>Una giardiniera strega\/maga muove la luna e il sole,&nbsp;d&agrave; vita agli animali che abitano la sua casa e, nel suo giardino speciale in cui ci sono fiori, lucciole, farfalle, bruchi, rane, coccinelle e qualche volta&hellip;bambini, aiuta a crescere la bambina fiore.<\/div>\n<div>Il percorso &egrave; scandito da un racconto sottile: una drammaturgia soprattutto per immagini in cui fantastico e quotidiano, si intrecciano procedendo per libere associazioni; la parola &egrave; semplice, musica e silenzio evocano ed accompagnano i gesti.<\/div>\n<div>Un&rsquo;attrice\/danzatrice e un&rsquo;animatrice cercano gesti essenziali, azioni primarie, immagini (con burattini e ombre) semplici concedendo spazio al respiro, all&rsquo;azione e alla pausa, allo svelare e al nascondere, al guardare e al sentire.<\/div>\n<div>Crescere, appropriarsi dello spazio provando, acquisire consapevolezza del corpo con emozione, trovare un equilibrio?<\/div>\n<div>Abbiamo cercato un diverso punto di vista che abbraccia l&rsquo;intero e coglie il particolare. E lo coglie, come fanno i bambini, in modo preciso, quasi avulso dal contesto, importante in s&eacute;: il nuovo da conoscere, il conosciuto da confermare, ed entrambi per giocare significati diversi.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>fascia d&rsquo;et&agrave; <b>dai 12 mesi a 3 anni <\/b><\/div>\n<div>tecnica utilizzata <b>tecnica mista (teatro d&rsquo;attore, teatro danza, burattini, ombre)<\/b><\/div>\n<div>durata <b><span style=\"layout-grid-mode: line\">30 minuti<\/span><\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>Spettacolo in collaborazione con ASILO NIDO GIOCABIMBO <\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>Ore 11.30 &#8211; TEATRO DEL POPOLO<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>Teatrino dell&#8217;Erba Matta<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b><i>I Musicanti di Brema<\/i><\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>di <b>Daniele Debernardi <\/b><\/div>\n<div>con<b> Daniele Debernardi e Anna Damonte<\/b><\/div>\n<div>scene <b>Luigi Paletti<\/b><\/div>\n<div>pupazzi <b>Rosalba Marsala<\/b><\/div>\n<div>costumi <b>Lorella Lionella<\/b><\/div>\n<div>musiche <b>Daniele Debernardi<\/b><\/div>\n<div>arrangiamenti <b>Riccardo Zegna, Fabio Biale<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div>C&rsquo;era una volta un vecchio asino che aveva lavorato sodo per tutta la vita. Ormai stanco non sopportava pi&ugrave; i lavori pesanti per questo il suo padrone aveva deciso di relegarlo in un angolo<\/div>\n<div>della stalla.<\/div>\n<div>L&rsquo;asino per&ograve; non voleva trascorrere cos&igrave; gli ultimi anni della sua vita. Decise di andarsene a Brema&hellip;lungo il suo viaggio incontra altri tre amici, il gallo, il cane e la gatta che lo accompagnano nel suo viaggio.<\/div>\n<div>&Egrave; una storia di anziani che cercano una rivincita, un&rsquo;ultima occasione per dimostrare il proprio valore.<\/div>\n<div>Un viaggio immaginario, per raccontare in modo fantastico il nostro presente e i nostri possibili futuri, diventa l&rsquo;oggetto di un suggestivo racconto per trasmettere alle nuove generazioni il fascino della scoperta, della speranza, della solidariet&agrave; e della giustizia, il senso del viaggio e il valore dell&rsquo;amicizia.<\/div>\n<div>Le musiche tutte originali sono suonate e interpretate da musicisti di fama nazionale: Riccardo Zegna, Johanna Rimmel, Fabio Biale, Federico Perrone e Sergio Babboni.<\/div>\n<div>Lo spettacolo diventa anche l&rsquo;occasione per un originale percorso didattico per imparare a conoscere gli strumenti e i diversi generi musicali che saranno citati nello spettacolo.<\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">fascia di et&agrave; <b>dai 4 anni<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">tecnica utilizzata <b>mista (attore, oggetti, pupazzi, musicisti)<\/b><\/div>\n<div>durata<b> 60 minuti<\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>Ore 14.00 &#8211; RIDOTTO DEL TEATRO CONDOMINIO VITTORIO GASSMAN<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>Franny&amp;Zooey<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b><i>Viene buio Viene luce<\/i><\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Prenotazione obbligatoria<\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>PRIMA NAZIONALE<\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>di e con <b>Rascia Darwish e Eleonora Ribis\/Mario Pola<\/b><\/div>\n<div>collaborazione alla drammaturgia<b> Federica Iacobelli<\/b><\/div>\n<div>cura del suono <b>Marco Canali<\/b><\/div>\n<div>scenografia e luci <b>Gianfranco Carta<\/b><\/div>\n<div>costumi <b>Ketti Parente <\/b><\/div>\n<div>oggetti in legno <b>Fratelli Plozzer<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><b>Finalista Premio Scenario Infanzia 2008<\/b><\/div>\n<div><b>Selezionato per il progetto REACT! del Festival Santarcangelo dei teatri<\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><i>Vassilissa la bella<\/i>&egrave; una fiaba tradizionale russa che porta in s&eacute; il buio e la luce, la morte e la vita, le ossa dei morti e il corpo di chi vive. &Egrave; una fiaba di immagini forti e di suoni. <i>Viene buio viene luce<\/i> &egrave; uno spettacolo che porta in scena un luogo preciso: la casa della strega Baba Jaga, il territorio oscuro della fiaba che la protagonista, Vassilissa, deve affrontare.<\/div>\n<div>In una notte buia a casa di Vassilissa la matrigna spegne il fuoco e la costringe ad andare dalla Baba Jaga, la terribile strega padrona del fuoco. Di lei si racconta che mangi gli uomini. Vassilissa affronta il pericolo e entra. La strega promette di darle il fuoco soltanto se riuscir&agrave; a superare due prove altrimenti avr&agrave; lo stesso destino degli altri. Le due prove sono impossibili, ma Vassilissa ha con s&eacute; una bambola, il dono lasciatole dalla mamma in punto di morte. Grazie a questo aiuto magico Vassilissa ottiene il fuoco.<\/div>\n<div>Abbiamo scelto questo storia affascinati dalla Baba Yaga una creatura magica, potente, paurosa, multiforme. Padrona del fuoco, del buio, della luce. Governa tre cavalieri: uno porta il giorno, uno il tramonto, l&rsquo;ultimo la notte e custodisce molti segreti. Il pi&ugrave; oscuro &egrave; nascosto tra le stoffe e gli abiti che riempiono la sua casa. Baba Yaga custodisce infatti nella sua casa gli echi, le memorie, il passato e il ricordo dei morti.<\/div>\n<div>E la casa della Baba Yaga &egrave; un luogo fisico, ma soprattutto uno spazio sonoro perch&eacute; lo spettacolo pone chi guarda in un&rsquo;ottica di grande attenzione al suono. La narrazione &egrave; scandita da un susseguirsi di atmosfere sonore e gli elementi magici della fiaba sono realizzati proprio con l&rsquo;utilizzo del suono. Dal suono reale a quello modificato, dalla stereofonia al movimento il suono accompagna tutta la storia. Perch&eacute; ci sembrava che solo una materia intangibile ma fortissima come il suono potesse raccontare l&rsquo;impalpabilit&agrave; della memoria e del ricordo.&nbsp;L&rsquo;aspetto pi&ugrave; delicato e al tempo stesso pi&ugrave; potente di questa storia.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>fascia d&rsquo;et&agrave; <b>dai 6 anni<\/b><\/div>\n<div>tecnica utilizzata <b>teatro d&rsquo;attore<\/b><\/div>\n<div>durata <b>50 minuti circa<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>Ore 15.30 &#8211; TEATRO CONDOMINIO VITTORIO GASSMAN<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>La luna nel letto <\/b><\/div>\n<div>in coproduzione con <b>Il carro di Jan<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b><i>La bella addormentata<\/i><\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><i>I sogni di Rosaspina<\/i><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 6pt\">regia e scene &nbsp;<b>Michelangelo Campanale<\/b> &nbsp; <br \/>\ndrammaturgia&nbsp; <b>Katia Scarimbolo<\/b>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; <br \/>\ncon&nbsp;<b>Filomena De Leo,&nbsp; Daniele Lasorsa, Raffaella Giancipoli,&nbsp;Bruno Soriato, Annabella Tedone<\/b>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br \/>\ndirettore tecnico&nbsp;&nbsp;<b>Sebastiano Cascione<\/b> &nbsp; <\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 6pt\">&nbsp;<\/div>\n<div style=\"line-height: normal\"><span style=\"font-size: 12pt\">&Egrave; bello, prima di addormentarsi, giocare sotto le coperte e con i cuscini, raccontarsi delle storie, fino a quando gli occhi stanchi non vedono pi&ugrave; le pareti della stanza, ma&hellip;.<\/span><\/div>\n<div style=\"line-height: normal\"><span style=\"font-size: 12pt\">Intorno al grande letto il tempo all&rsquo;improvviso si sospende, la magia del sogno entra dolcemente nella scena, annulla i confini tra il racconto e la realt&agrave; e ci accompagna, in un vortice di immagini, risate ed emozioni, nei sogni della Bella Addormentata.<\/span><\/div>\n<div style=\"line-height: normal\"><span style=\"font-size: 12pt\">Lo spettacolo nasce dieci anni di esperienza diretta con i bambini, attraverso il gioco, l&rsquo;animazione teatrale e le letture animate. Abbiamo esplorato l&rsquo;immaginario infantile, la dimensione fantastica attraverso la quale i bambini si relazionano al mondo. Abbiamo giocato a sognare ad occhi chiusi e ad occhi aperti e il sogno dei bambini ha portato noi, inconsapevoli, a riscoprire la fiaba di Rosaspina.&nbsp;<\/span><\/div>\n<div>Con i bambini ci siam detti:<i> &ldquo;allora Rosaspina sogna per cento anni? E come sono i suoi sogni? come trascorrono cento anni di sogni?&rdquo;<\/i><\/div>\n<div>Lo spettacolo &egrave; una prima piccola risposta ad un interrogativo cos&igrave; grande.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div align=\"left\">et&agrave; consigliata <b>dai 6 anni<\/b><br \/>\ntecnica utilizzata <b>teatro d&#8217;attore<\/b>&nbsp;<\/div>\n<div align=\"left\">durata spettacolo <b>50 minuti<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>Ore 17.00 &#8211; TEATRO DEL POPOLO<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>Jogijo &#8211; Compagnia internazionale italo-portoghese-catalana<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b><i>U, Due, Tr&ecirc;s<\/i><\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><b>PRIMA NAZIONALE<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">&nbsp;<\/div>\n<div align=\"left\">autore <b>Gerard Guix<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">regia <b>Jogijo<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">interpreti <b>Gerard Guix, Stefano Panzeri, Rui Pedro Cardoso e Jordi Arqu&eacute;s<\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>I tre protagonisti (un italiano, un portoghese e un catalano) si ritrovano in uno spazio non connotato, una trincea\/cortile, seguendo le indicazioni date ad ognuno di essi da un drammaturgo-<i>deus ex machina<\/i>; fuori dallo spazio d&#8217;azione marcato da un semplice nastro<\/div>\n<div>telato, un pericolo, una costante minaccia. I tre attendono nuovi ordini e iniziano a conoscersi, a confrontarsi, a condividere il poco che hanno con s&eacute; (pane, acqua e una moneta), narrano il loro passato, la nostalgia di casa e inaugurano un dialogo che presto abbatte la barriera linguistica (ognuno parla solo la sua lingua madre); ma i nuovi ordini che il drammaturgo\/manovratore fa arrivare nella trincea\/cortile, ordini che non si possono ignorare, creano dinamiche sempre pi&ugrave; dure e portano la situazione sino alle estreme conseguenze, in un gioco perverso che sfiora la morte.<\/div>\n<div>Alla fine la trincea diventa cortile, il gioco finisce e chiss&agrave;&#8230; domani il catalano potrebbe essere italiano, il portoghese tedesco, e cos&igrave; via&#8230;. la guerra &egrave; un gioco e il gioco spesso era &quot;alla guerra&quot;.<\/div>\n<div align=\"left\">&nbsp;<\/div>\n<div align=\"left\">&nbsp;<\/div>\n<div align=\"left\">fascia d&rsquo;et&agrave; <b>dai 12 anni <\/b><\/div>\n<div align=\"left\">tecnica utilizzata <b>teatro d&rsquo;attore in lingua<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">durata <b>60 minuti<\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><b>Ore 21.30 &ndash;Parata da Piazza Libert&agrave; a Palazzo Broletto <\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>Michele Cafaggi e Claudio Cremonesi<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">con la collaborazione e partecipazione di <b>Davide Fossati<\/b> e <b>Davide Baldi<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b><i>Scherzo in Si Be-Bolle <\/i><\/b><\/div>\n<div align=\"left\"><b><i>Spettacolo di bolle di sapone e clownerie <\/i><\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&Egrave; il teatro di strada -con due maestri dell&rsquo;arte circense- il protagonista dello spettacolo conclusivo della quinta edizione di Via Paal.<\/div>\n<div>Michele Cafaggi e Claudio Cremonesi possiedono una poetica complementare, capace di compenetrarsi.<\/div>\n<div><i>&ldquo;La mia arte &egrave; liberare con una bolla di sapone i sorrisi dei bambini&rdquo;, <\/i>dice il primo. &nbsp;<i>&ldquo;Sono il saltimbanco dell&#8217;anima mia&rdquo;,<\/i> il secondo.<\/div>\n<div>Ma quale spettacolo riusciranno a costruire insieme, i due, per la chiusura del Festival?<\/div>\n<div>L&rsquo;impresa promette scintille e Cafaggi e Cremonesi non saranno soli nella loro avventura artistica.<\/div>\n<div>Bambini e ragazzi &ndash;per un&rsquo;intera settimana occupati in &nbsp;aboratori di formazione con i due artisti-&nbsp;metteranno a servizio le loro idee, la loro creativit&agrave;, e dalla tecnica dei loro maestri nascer&agrave; il definitivo invito a sperimentare &ldquo;l&rsquo;arte della strada&rdquo; e a esibirsi in uno vero e proprio spettacolo, canto del cigno del Festival. Momento clou: una parata da Piazza Libert&agrave;, che porter&agrave; nel cortile di Palazzo Broletto questa carovana &ldquo;allargata&rdquo; di acrobati, giocolieri, clown.<\/div>\n<div>Gallarate vivr&agrave; per una&nbsp;notte la magia di atmosfere felliniane. Il divertimento &egrave; assicurato!<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><i>Michele Cafaggi &egrave; mimo, clown e giocoliere. Ha sviluppato teatralmente la tecnica delle bolle di sapone giganti. Ha studiato con <\/i>Jango Edwards, Quelli di Grock, Philippe Gaulier, Marcel Marceau, Philippe Radice<i>, presso <\/i>L&rsquo;Ecole Nazionale du cirque Fratellini, la Scuola di Arti Circensi della Sala Fontana e la Lega Italiana di Improvvisazione Teatrale.<\/div>\n<div><i>Claudio Cremonesi studia arti circensi specializzandosi come acrobata, giocoliere, clown, equilibrista. Si &egrave; esibito nelle piazze, nei teatri, nei circhi, nelle scuole, nei maggiori festival. Ha lavorato per il cinema, la tv, la pubblicit&agrave;. Ha insegnato acrobatica, giocoleria e arti circensi.<\/i><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>fascia d&rsquo;et&agrave; <b>per tutti<\/b><\/div>\n<div align=\"left\">tecnica utilizzata <b>teatro d&rsquo;attore, bolle di sapone,<\/b><b> giocoleria, equilibrismo, clownerie, acrobatica<\/b><\/div>\n<div>durata <b>80 minuti circa<\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><b>ingresso libero<\/b><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><u>In caso di maltempo lo spettacolo si terr&agrave; del Teatro del Popolo<\/u><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div style=\"border-bottom: windowtext 1pt solid; border-left: windowtext 1pt solid; padding-bottom: 1pt; padding-left: 4pt; padding-right: 4pt; border-top: windowtext 1pt solid; border-right: windowtext 1pt solid; padding-top: 1pt\">\n<div style=\"border-bottom: medium none; border-left: medium none; padding-bottom: 0cm; padding-left: 0cm; padding-right: 0cm; border-top: medium none; border-right: medium none; padding-top: 0cm\"><b>EVENTI COLLATERALI:<\/b><\/div>\n<\/div>\n<div><b>&nbsp;<\/b><\/div>\n<div><a name=\"OLE_LINK1\"><b>&nbsp;<\/b><\/a><\/div>\n<div align=\"left\"><span><b><span>Dall&rsquo;8 al 19 giugno presso Palestra Scuola Elementare Dante (Via Seprio)<\/span><\/b><\/span><\/div>\n<div align=\"left\"><span><b>&nbsp;<\/b><\/span><\/div>\n<div align=\"left\"><span><b><i><span>Alla ricerca della propria destrezza<\/span><\/i><\/b><\/span><\/div>\n<div align=\"left\"><span><b><i><span>giocoleria, equilibrismo, clownerie, acrobatica<\/span><\/i><\/b><\/span><\/div>\n<div align=\"left\"><span><b>&nbsp;<\/b><\/span><\/div>\n<div align=\"left\"><span><b><span>Laboratorio per ragazzi dagli 11 ai 16 anni<br \/>\n<\/span><\/b><\/span><span><span>a cura di<b> Claudio Cremonesi<\/b><\/span><\/span><\/div>\n<div align=\"left\"><span><b>&nbsp;<\/b><\/span><\/div>\n<div><span><b>&nbsp;<\/b><\/span><\/div>\n<div><span><span>Quest&rsquo;anno, a via Paal,&nbsp;un laboratorio &ndash;condotto da un artista internazionale, di grande caratura-&nbsp;dar&agrave; la possibilit&agrave; ai giovani iscritti di sperimentare &ndash;con seriet&agrave;- le tecniche di base della giocoleria, l&rsquo;equilibrismo, la <i>clownerie<\/i> e l&rsquo;acrobatica ed esibirsi in un vero e proprio spettacolo&nbsp;che chiuder&agrave; il festival.<\/span><\/span><\/div>\n<div><span><span>La giocoleria, esercizio sia fisico che mentale, aiuta <\/span><\/span><span><span>a lavorare sulla pazienza, sul ritmo, sullo spazio, sull&rsquo;interazione. Sul gesto tecnico eclatante che, all&rsquo;apparenza improvvisato e flamboyant, cela una lungo allenamento.<\/span><\/span><\/div>\n<div><span><span>Dunque imparare le tecniche del clown significa fare un viaggio introspettivo. Apprendere una disciplina e una logica ferrea, nello stesso tempo capace di aprirsi all&rsquo;improvvisazione che non ti aspetti. Alla base: la disponibilit&agrave; a fare i conti con il proprio imbarazzo, con la scoperta del proprio lato comico, agnizione non sempre comoda che pure &egrave; una fonte d&rsquo;ispirazione irresistibile. <\/span><\/span><\/div>\n<div><span><span>Il corso ha l&#8217;obiettivo di trasmettere delle &quot;abilit&agrave;&quot; alle quali l&#8217;uomo si &egrave; dedicato fin dalla notte dei tempi. <\/span><\/span><\/div>\n<div><span><span>Abilit&agrave; utilizzate per sorprendere, divertire, per conoscere se stessi, per intrattenere e fare spettacolo, cio&egrave; per giocare. <\/span><\/span><\/div>\n<div><span><span>Un corso per portare i partecipanti a muoversi su terreni insoliti, dove &egrave; necessario trovare la giusta coordinazione, equilibrio e collaborazione fra cor<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si apre la settimana del teatro per ragazzi: oltre ai laboratori, tanti spettacoli al Popolo, al Condominio, ma anche nelle strade della citt\u00e0 e al 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