{"id":148118,"date":"2014-04-01T00:00:00","date_gmt":"2014-04-01T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2014-04-01T00:00:00","modified_gmt":"2014-04-01T00:00:00","slug":"varese-aprile-1944-quando-la-morte-pioveva-dal-cielo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2014\/04\/varese-aprile-1944-quando-la-morte-pioveva-dal-cielo\/148118\/","title":{"rendered":"Varese, aprile 1944: quando la morte pioveva dal cielo"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Oggi, primo aprile 2014, &egrave; il 70esimo anniversario del primo bombardamento angloamericano contro Varese. <\/strong><\/em><strong><\/p>\n<p>Entrambe le incursioni che colpirono Varese nel mese di aprile 1944, uccidendovi un centinaio di persone, avvennero di domenica<\/strong>, anche per evitare una strage di operai nella fabbrica presa di mira, l&#8217;Aermacchi. Se gli obiettivi militari nell&#8217;Italia occupata dai nazisti restavano tali, infatti, la popolazione come tale non era pi&ugrave; considerata nemica dagli Alleati; ci&ograve; non imped&igrave; loro di trucidare migliaia di persone a suon di bombardamenti, anche molto tempo dopo l&#8217;armistizio dell&#8217;8 settembre 1943. <\/p>\n<p><em>&#8211; Il quadro strategico<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"1\" hspace=\"5\" alt=\"\" vspace=\"5\" align=\"left\" width=\"300\" height=\"203\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201005\/varese_bombardata_8.jpg\" \/>I due attacchi sulla citt&agrave; avvenero in una fase particolarmente intensa della guerra aerea in cui l&#8217;intera forza delle aviazioni britannica ed americana si scagliava contro la potenza nazista. Nei cieli della Germania era in vigore con il piano Pointblank per schiacciare attraverso una guerra d&#8217;attrito il restante potere aereo della Luftwaffe e ridurre al lumicino la produzione di benzina avio, in Italia con l&#8217;<strong>operazione Strangle<\/strong> si mirava all&#8217;interdizione delle comunicazioni della Wehrmacht in vista della ripresa offensiva da Anzio e da Cassino in direzione di Roma &#8211; qualunque ferrovia, stazione, ponte, strada in direzione nord-sud, isolato o in mezzo a citt&agrave;, era un obiettivo. Poi, c&#8217;erano le <strong>fabbriche<\/strong>: a Varese quella dell&#8217;<strong>Aermacchi<\/strong>, che produsse <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Macchi_M.C.205\">alcuni tra i migliori caccia della guerra<\/a>, come il Veltro, in numeri penosamente inadeguati, fra mille difficolt&agrave; di approvvigionamento e l&#8217;ostilit&agrave; delle stesse maestranze, stanche del conflitto e desiderose di pane, pace e libert&agrave;. Varese era dunque un obiettivo non secondario, e tuttavia fin l&igrave; non era stata seriamente molestata: molti erano gli sfollati nella zona dal Milanese.<\/p>\n<p><em>&#8211; Il primo bombardamento<\/em><\/p>\n<p><strong>Fu nella notte tra l&rsquo;uno (sabato) e il due aprile (domenica) del 1944 che i varesini conobbero il terrore che veniva dal cielo, la pioggia di morte<\/strong> vomitata dai ventri dei bombardieri della RAF britannica. Inevitabilmente, nel buio dell&#8217;oscuramento totale e in tempi ben lontani dai &quot;bombardamenti chirurgici&quot; della propaganda d&#8217;oggi, la maggior parte delle bombe e degli spezzoni incendiari lansciati da aerei che volavano ad almeno 4000 metri per sfuggire alla <em>flak<\/em> (artiglieria contraerea) colp&igrave; soprattutto <strong>Masnago<\/strong>, dove aveva sede la Aermacchi, ma singoli ordigni finirono fuori zona di lancio anche di parecchio. Gli stabilmenti restarono <strong>quasi indenni<\/strong> nel primo attacco: non cos&igrave; le case e le vite di molti. In capo a 40 minuti il rione era una scena d&#8217;incubo, fra il rombo degli incendi e le grida d&#8217;aiuto dei feriti. <br \/>\nA Varese centro furono colpite varie vie principali, fino a via Staurenghi, via Sanvito Silvestro, Sant&rsquo;Antonio alla Brunella, al carcere dei Miogni e viale Aguggiari; a Masnago il vecchio cimitero, la portineria di villa Bolchini, i parchi del Seminario e di villa Tosi, casa Bianchi, il monumento ai Caduti, il campo sportivo e la pista ciclistica; bombe e spezzoni caddero nelle campagne di Casciago, Casbeno, Velate, San Fermo e alle Bettole (Ippodromo).<\/p>\n<p><em>&#8211; Le vittime<\/em><\/p>\n<p>Alla fine <strong>morirono diciassette persone<\/strong>, e ci si dovette pure considerare &quot;fortunati&quot; date le circostanze.<br \/>\nEcco l&rsquo;elenco delle vittime: Ing. Vincenzo Ricci (maggiore dell&#8217;aeronautica di Sal&ograve;, ucciso con tutta la sua famiglia a villa Bolchini), Lucia Pasini Ricci, Franca Ricci, Anna Maria Ricci, Maurizio Ricci, Ercole Bianchi-Bertuccia, Aldo Bianchi-Bertuccia, Giovanni Campiotti (altra famiglia distrutta, si salv&ograve; solo la bimba pi&ugrave; piccola), Carolina Cadario Campiotti, Luigia Campiotti, Cesira Campiotti, Annunciata Lanella, Edilio Colombo, Giordano Uslenghi, Severino Bosoni, Andrea Galli. Per ultimo, tre giorni dopo mor&igrave; il 21enne operaio intagliatore Orazio Frasca.<\/p>\n<p><em>&#8211; Il secondo attacco aereo: tocca agli americani<\/em><\/p>\n<p><strong>Il primo bombardamento risult&ograve; per gli Alleati un fallimento:<\/strong> l&#8217;obiettivo, l&#8217;Aermacchi, era ancora <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"1\" hspace=\"5\" alt=\"\" vspace=\"5\" align=\"right\" width=\"300\" height=\"203\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201005\/varese_bombardata_9.jpg\" \/>in piedi. Laddove i britannici avevano fatto cilecca di notte, gli americani, stufi di quei fastidiosi caccia veloci con cui i pochi assi dell&#8217;Aeronautica Repubblicana (i Visconti, i Gorrini) li molestavano da Malpensa e Cameri, provarono con il loro sistema: bombardamento diurno &quot;di precisione&quot; affidato alle <strong>Fortezze Volanti<\/strong>, gli affidabili, capienti e robustissimi <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Boeing_B-17_Flying_Fortress\">B-17<\/a>. Fu cos&igrave; che <strong>domenica 30 aprile<\/strong>, &ldquo;poco prima di mezzogiorno&rdquo;, riportano le cronache, che Varese ud&igrave; nuovamente il rombo degli aerei alleati, il fischio terribile delle bombe e le esplosioni. <strong>Stavolta la Aermacchi fu colpita duramente (fermando definitivamente la gi&agrave; scarsa produzione di velivoli)<\/strong>, come il vicino colle Campigli e, di nuovo, i Miogni; fuori bersaglio finirono alcuni ordigni che caddero nel rione Cantoreggio (dove l&#8217;intera famiglia Baratelli, mamma incinta, pap&agrave; e due bambini, rest&ograve; uccisa in aperta campagna mentre fuggiva in preda al terrore), a Schirannetta (sotto una cui cascina rest&ograve; un&#8217;altra famiglia di cinque persone) e sull&rsquo;edificio che ospitava il Laboratorio provinciale d&rsquo;Igiene. <strong>Stavolta morirono ben 81 persone:<\/strong> molte nel parco circostante l&#8217;ospedale militare del Colle Campigli. Tragicamente, il direttore aveva chiesto qualche tempo prima di poter ridipingere in bella evidenza la croce rossa visibile dagli aerei (che per convenzione avrebbero rispettato l&#8217;ospedale, o almeno ci avrebbero provato) ma<strong> gli fu negato<\/strong> dalle autori&agrave; repubblichine perch&egrave; la croce avrebbe potuto fare da punto di riferimento al nemico in relazione alle officine Macchi! L&#8217;ospedale &quot;mimetizzato&quot; fin&igrave; cos&igrave; sotto le bombe.<\/p>\n<p><em>&#8211; Un triste rosario di morte<\/em><\/p>\n<p>Questo l&#8217;elenco delle vittime riportato dalla stampa locale dell&#8217;epoca: <br \/>\nMazzola Carla di Ambrogio; Nicolini Rina in Mazzola; Brusa Giuseppina in Galli; Galli Fiorangelo; Pirla Angela; Ambrosini Paola in Mentasti; Mentasti Ambrogio Paolo; Luminati Isa fu Pietro; Gozzi Iolanda; Macchi Fortunata; Bianchi Bruna in Boggio; Pittaluga prof. Augusto; Ceriotti Valentino; Lucetti Maria in Brunetti; Macchi Carlo; Maroni Giromina in Macchi; De Noni Maria in Ferdinando; Meda Fiora in Castiglioni; Alioli Carlo di Pietro; Villa Luisa ved. Pino, Coso Leone; De Grandi Marinka; Breda Guido; Baliano Ines; Daverio Guido; Montalbetti Cesarina; Gozzi Giuseppe; Cappa Giovanni; Talamona Ernesta; Simonelli Adele; Tosi Giselda; Molinari Angelo; Frascarolo Tersilla; Falchi Elena; Gavina Italia maritata Falchi; Gulci G&igrave;useppina; Pittaluga Marta; Cappa Anna Maria; Pellegrini Luigi; Faravelli Iside in Baratelli; Baratelli Ernesto di Biagio; Baratelli Biagio; Dalcieri Nelda; Baratelli Erminio; Cavalieri Luciano; ed altri sei non identificati. <br \/>\nFra i degenti dell&rsquo;ospedale militare di Colle Campigli e fra il personale perirono: Arieni Pasquale; Celano Antonio; Pozzi Renato; Giunta Giovanni; Bonizzoni Antonio; Bellini Giovanni; Morosi Giuseppe; Bernuzzi Felice; Bianchi Filippo; Gregori Marino; Esposito Nicola; Baruzzo Severino; Mazzola Giovanni; Laudicina Giuseppe; e tre altri non identificati. <br \/>\nUn triste <em>body count<\/em> cui si aggiunsero nei giorni seguenti Emma Bollini, Antonio Carraro, Vittoria Furlan in Carraro, Cleofe Macchi e Maria Gioletti; e ancora Antonio Tizzani, Aldo Marino, Maurilio Appiani ed Ermellina Campagnoni. Domenica Rinauri, Aldina Merciari e Leonardo Rizzo morirono per le ferite. Il ritrovamento del corpo del soldato Antonio Dalla Fiore di Castiglione Olona port&ograve; il totale a 81 vittime.<br \/>\nCome dopo il primo bombardamento i <strong>funerali<\/strong>, celebrati in San Vittore dal prevosto mons. Proserpio, furono solenni e videro una commossa partecipazione di popolo. Incongruo e alla nostra sensibilit&agrave; offensivo, ma figlio del suo tempo il tributo dei militari fascisti, <strong>i pugnali sguainati<\/strong> al passaggio del corteo delle vittime con parenti e amici, come pronti a un&#8217;improbabile vendetta contro l&#8217;onnipotenza dei vincitori annunciati, dei nuovi padroni dell&#8217;Italia di domani. Intorno, <strong>un&#8217;intera citt&agrave; segnata dalle lacrime e dal sangue<\/strong>, da dolori mai sanati. E se oggi si ricorda ancora la Liberazione del 1945 &egrave; prima di tutto perch&egrave; essa segn&ograve; la fine di questi orrori e pose termine al regime di chi aveva voluto la guerra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Furono quasi cento le vittime nei due attacchi aerei alleati mirati a distruggere l&#8217;Aermacchi di Masnago; &#8220;fallito&#8221; il primo, gli americani colpirono di giorno tre settimane dopo<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18,2],"tags":[12917,2652],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Varese, aprile 1944: quando la morte pioveva dal cielo<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Furono quasi cento le vittime nei due attacchi aerei alleati mirati a distruggere l&#039;Aermacchi di Masnago; 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