{"id":148162,"date":"2010-05-17T00:00:00","date_gmt":"2010-05-17T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2010-05-17T00:00:00","modified_gmt":"2010-05-17T00:00:00","slug":"dove-non-puo-la-speranza-puo-la-solidarieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2010\/05\/dove-non-puo-la-speranza-puo-la-solidarieta\/148162\/","title":{"rendered":"Dove non pu\u00f2 la speranza, pu\u00f2 la solidariet\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"267\" alt=\"Una camera dell'hospice di Varese\" hspace=\"5\" width=\"200\" align=\"left\" vspace=\"5\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201001\/stanza.jpg\" \/><strong>Hospice<\/strong>. Il solo suono mette a disagio. Fa paura aprire quella porta. Ti aspetti disperazione, angoscia. Poi, ti fai coraggio. Ed entri. <strong>E scopri che non c&#8217;&egrave; nulla<\/strong>, ma proprio nulla che giustifichi quel senso di smarrimento che provi. Le voci sono allegre. <strong>Si muovono figure sorridenti, indaffarate ma serene.<\/strong> In cucina, nei corridoi, sul balcone&nbsp;si incontrano pazienti che fanno colazione insieme a qualche parente o alle infermiere. <br \/>\nNulla, dicevamo, fa pensare che sia un reparto da cui&nbsp;difficilmente si esce.<\/p>\n<p>Da febbraio, l&#8217;ospedale di Circolo ha completato la sua offerta di cure palliative, quelle terapie che pur non guarendo, permettono di vivere in maniera dignitosa, trovando il giusto equilibrio per affrontare la fine della vita. &laquo; La nostra societ&agrave; ha cancellato il concetto della morte &#8211; spiega il responsabile <strong>del reparto il dottor Salvatore&nbsp;Cuffari<\/strong> &#8211; Siamo tutti giovani, belli, forti e non c&#8217;&egrave; spazio per i perdenti. La medicina diventa la ricetta magica, come l&#8217;elisir di lunga vita e i medici sono chiamati a guarire, a renderci immortali. Ma non &egrave; voltando lo sguardo che si cancella la morte. Quando arriva, ti senti perso perch&egrave; sai che in questa societ&agrave; non c&#8217;&egrave; pi&ugrave; posto per te. Ecco a cosa serve un reparto come questo: a farti capire che non sei solo, che non devi nasconderti, che non hai perso. Quando uno affronta la morte ha paura del dolore e, soprattutto,&nbsp;della solitudine: all&#8217;hospice trova le medicine esatte per risolvere questi due drammi. La terapia del dolore da una parte e l&#8217;accoglienza dall&#8217;altro&raquo;.<\/p>\n<p>Ed &egrave; proprio in un reparto come questo che si riscopre il senso dell&#8217;assistenza, dell&#8217;accoglienza che &quot;include&quot; : &laquo; Nel nostro reparto le persone vengono a morire &#8211; racconta <strong>Valeria, la caposala <\/strong>&#8211; Noi li assecondiamo nei loro desideri. Hanno mentalit&agrave; diverse, credo diversi e noi siamo qui ad accoglierli come loro ci chiedono. Una volta stabilito il contatto diventa tutto semplice: li aiutiamo a prepararsi alla morte, cercando di risolvere le questioni rimaste in sospeso, completando le opere incompiute, raccontando cosa avverr&agrave; momento per momento sino all&#8217;ultimo.&nbsp;Il primo passo &egrave; la cura del dolore, poi arriva il resto: l&#8217;aspetto fisico, i rapporti umani, i piccoli desideri&raquo;.<\/p>\n<p>La parola morte viene sdoganata: &laquo; Di solito sono i famigliari a mettere i paletti pi&ugrave; stretti &#8211; commenta <strong>Massimiliano, infermiere impegnato nell&#8217;assistenza domiciliare <\/strong>&#8211; Si chiama &quot;la congiura del silenzio&quot; e crea quell&#8217;omert&agrave; che falsa ogni rapporto. Noi raccontiamo sempre la verit&agrave; e questo ci permette di ottenere la fiducia dei&nbsp;pazienti che si sentono finalmente liberi di esprimersi. Noi dobbiamo farci carico della quantit&agrave; di emozioni che pulsano dentro: di solito i famigliari ci scaricano addosso tutte le tensioni. Ma noi siamo qui proprio per loro, per aiutarli a comprendere. Ad accettare. <strong>Poi c&#8217;&egrave; chi capisce e c&#8217;&egrave; chi non ammette: l&#8217;irrazionale non &egrave; mai gestibile fino in fondo&raquo;.<br \/>\n<\/strong><br \/>\nChi entra all&#8217;hospice, in genere passa dal terrore dell&#8217;abbandono alla riscoperta di una nuova dimensione di vita, fatta di piccole cose quotidiane. Ma c&#8217;&egrave; anche chi non accetta, chi non si arrende: &laquo; Dipende molto dall&#8217;et&agrave;, dalle ambizioni, dalle aspirazioni, dalla qualit&agrave; della vita vissuta &#8211; svela Massimiliano &#8211; questa &egrave; un&#8217;esperienza incredibile, che mi aiuta a vivere la mia vita con maggior consapevolezza. Non &egrave; importante come si muore ma come si vive&#8230;&raquo;.<\/p>\n<p>Parole ma anche cure, medicinali per alleviare il dolore: &laquo; Noi ricoveriamo solo malati terminali oncologici &#8211; spiega Valeria &#8211; ci sono tumori devastanti che alla fine portano alla perdita di conoscenza naturalmente ed altre forme progressive dove la sopportazione del dolore cresce a mano a mano. Il nostro compito &egrave; quello di assicurare una qualit&agrave; di vita dignitosa: abbiamo assistito alla ripresa di&nbsp;malati in punto di morte che hanno riacquistato la voglia di vivere&raquo;.<\/p>\n<p>Un reparto diverso da tutti gli altri: qui non si guarisce, non si cura la malattia, ma si assiste la persona, si tutela la&nbsp;dignit&agrave;: &laquo; La terapia del dolore &egrave; una conquista relativamente recente della medicina &#8211; spiega il dottor Cuffari &#8211; e questo perch&egrave; la nostra societ&agrave; ha perso di vista il concetto della morte e della sconfitta. Le cure palliative servono a ridare dignit&agrave; alla morte. Vivere a contatto con questi malati permette anche a noi di recuperare un approccio di vita pi&ugrave; positivo e ottimista. Certo, non &egrave; facile e anche noi operatori siamo chiamati a sostenere un percorso anche psicologico costante. <strong>Noi siamo preparati ad assistere pazienti di ogni tipo, anche i bambini<\/strong>. Pu&ograve; sembrare drammatico, invece &egrave; una grande conquista culturale. Chi muore deve avere quel rispetto e quell&#8217;attenzione che la societ&agrave; come la nostra non riconoscono pi&ugrave;. Con l&#8217;apertura di questi 10 posti letto abbiamo chiuso il cerchio delle cure palliative. <strong>Ora dobbiamo aiutare la gente a capire&#8230;<\/strong>&raquo;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dieci posti letto completano da febbraio le cure palliative per i malati senza pi\u00f9 cura. 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