{"id":152434,"date":"2010-03-22T00:00:00","date_gmt":"2010-03-22T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2010-03-22T00:00:00","modified_gmt":"2010-03-22T00:00:00","slug":"la-scienza-pensa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2010\/03\/la-scienza-pensa\/152434\/","title":{"rendered":"La scienza pensa?"},"content":{"rendered":"<p><em>Da Galileo a Carlo Cattaneo passando per Kant e gli insegnamenti dei boscaioli. Era dedicata alla scienza e al pensiero filosofico la prolusione del professor Fabio Minazzi in occasione dell&#8217;apertura del dodicesimo anno accademico dell&#8217;Universit&agrave; dell&#8217;Insubria della quale pubblichiamo una sintesi.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: left; \">La prolusione &egrave;&nbsp;consacrata ad illustrare l&rsquo;attualit&agrave;, scientifica e civile, del razionalismo critico. Questo movimento di pensiero, pur essendo presente in modo decisivo e strategico nella storia della modernit&agrave;, presenta, tuttavia, uno svolgimento carsico che rende assai difficile la piena comprensione della sua attualit&agrave; teoretica e civile. L&rsquo;immagine contemporanea della razionalit&agrave; riduce infatti sistematicamente quest&rsquo;ultima alla sua dimensione meramente&nbsp;<i>algoritmico-calcolistica<\/i>. Questa immagine della ragione umana &egrave; attualmente cos&igrave; diffusa, pervasiva ed egemone da essere presente e largamente condivisa anche in orientamenti di pensiero radicalmente antitetici e, persino, opposti (come quelli inaugurati da Heidegger e Wittgenstein, per fare due esempi emblematici). Occorre quindi risalire alle radici di questa immagine che si spiega soprattutto all&rsquo;interno di una dicotomia caricaturale che ha opposto, sempre pi&ugrave;, perlomeno nel corso degli ultimi secoli, la&nbsp;<i>dimensione conoscitiva<\/i>&nbsp;a quella&nbsp;<i>della libert&agrave; e della speranza<\/i>.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; \"><font size=\"3\">Se si guarda alla storia occidentale da un punto di vista di &ldquo;lungo periodo&rdquo; risulta tuttavia pi&ugrave; agevole scavalcare il &ldquo;senso comune&rdquo; filosofico contemporaneo che concerne la tradizionale immagine della ragione umana, per risalire alla lezione del&nbsp;<i>razionalismo critico<\/i>&nbsp;inaugurato da Immanuel Kant nel corso della seconda met&agrave; del Settecento. Prendendo le mosse dall&rsquo;immagine plastica ed articolata della razionalit&agrave; delineata da Kant &ndash; che, non a caso, distingueva nettamente tra il piano del&nbsp;<i>Verstand<\/i>&nbsp;(intelletto) rispetto a quello della&nbsp;<i>Vernunft<\/i>&nbsp;(ragione) &ndash; &egrave; cos&igrave; possibile comprendere il pieno valore euristico della dimensione della&nbsp;<i>trascendentalit&agrave;<\/i>&nbsp;la quale inaugura una nuova impostazione filosofica, basata su un razionalismo critico coerente ed articolato. Prendendo le mosse dal concetto kantiano di trascendentalit&agrave; &egrave; infatti possibile comprendere sia la specifica tradizione di pensiero entro la quale si &egrave; innestata, innovativamente, la proposta del razionalismo critico delineato da Kant scaturita dalla tradizione aristotelica della tarda scolastica (con particolare riferimento alla corrente del neo-realismo medievale), sia gli sviluppi pi&ugrave; fecondi di questa impostazione che trovano nella lezione della fenomenologia di Husserl e nella filosofia analitica i propri risultati pi&ugrave; maturi e fecondi.<\/font><\/div>\n<div style=\"text-align: left; \"><font size=\"3\">Sulla base del nuovo orizzonte di pensiero inaugurato dal trascendentalismo kantiano, liberato peraltro dalle sue aporie e dalle sue varie sclerosi, &egrave;&nbsp; cos&igrave;&nbsp;possibile ricollegarsi anche alla grande tradizione del razionalismo critico italiano, sviluppato sia da pensatori dell&rsquo;Ottocento come Giacomo Leopardi, Gian Domenico Romagnosi e Carlo Cattaneo, sia da quei filosofi (come, per esempio: Antonio Banfi, Giulio Preti e Ludovico Geymonat) che nel Novecento hanno dato vita alla breve, ma intensa, stagione del neoilluminismo. Merito specifico di questa tradizione di pensiero &egrave; stato proprio quello di ripensare l&rsquo;<i>oggettivit&agrave;<\/i>&nbsp;della conoscenza scientifica ponendola in relazione, diretta e feconda, col problema del&nbsp;<i>cambiamento concettuale<\/i>&nbsp;tipico del sapere scientifico.<\/font><\/div>\n<div style=\"text-align: left; \"><font size=\"3\">In questa prospettiva, attualmente sviluppata, creativamente, a livello internazionale, da alcuni vari gruppi di ricerca presenti sia in Europa, sia nelle Americhe, &egrave;&nbsp;allora possibile ricomprendere criticamente il profondo nesso che sempre connette la conoscenza umana con la dimensione della riflessione morale:&nbsp;<i>sapere<\/i>&nbsp;e&nbsp;<i>morale<\/i>&nbsp;trovano infatti un loro punto di riferimento privilegiato proprio nella dimensione&nbsp;<i>escatologica<\/i>&nbsp;che supera criticamente il chiasmo reificante oggi prodotto da una cultura che si basa, prevalentemente, su una dicotomia caricaturale, in base alla quale la conoscenza &egrave; sistematicamente contrapposta alla moralit&agrave;. Al contrario, facendo propria una tricotomia critica &egrave; invece possibile intrecciare il&nbsp;<i>sapere<\/i>&nbsp;con la&nbsp;<i>morale<\/i>, individuando proprio nella&nbsp;<i>speranza<\/i>&nbsp;la chiave di volta di una relazione dinamica finalizzata a difendere un progressivo e vario&nbsp;<i>incivilimento<\/i>&nbsp;delle differenti societ&agrave; umane.<\/font><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sintesi della prolusione del professor Fabio Minazzi in occasione dell&#8217;apertura dell&#8217;anno accademico dell&#8217;Insubria<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15,22],"tags":[6988,638,502],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>La scienza pensa?<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La 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