{"id":163330,"date":"2009-11-20T00:00:00","date_gmt":"2009-11-20T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2009-11-20T00:00:00","modified_gmt":"2009-11-20T00:00:00","slug":"poveri-ma-belli-viva-la-recessione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2009\/11\/poveri-ma-belli-viva-la-recessione\/163330\/","title":{"rendered":"Poveri ma belli. Viva la recessione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Un pensiero fuori dal coro<\/strong>, se non rivoluzionario. &Egrave; quello di <strong>Maurizio Pallante<\/strong>, fondatore del <strong>Movimento per la Decrescita Felice<\/strong> e gi&agrave; consigliere del ministero dell&#8217;Ambiente, ospite gioved&igrave; sera della libreria Boragno di Busto Arsizio per presentare il suo ultimo saggio, <strong>&quot;La Felicit&agrave; sostenibile&quot;<\/strong>, edito da Rizzoli. <br \/>\nUn volumetto agile ma denso di contenuti, che fa appello ad una visione completamente differente da quella cui siamo abituato su concetti come crescita o recessione. In breve: per Pallante, l&#8217;ideologia della crescita e del Pil come indicatore unico del benessere di una nazione &egrave; un male in s&egrave;, <strong>un falso mito<\/strong>: la decrescita invece pu&ograve;, nonostante sembri un controsenso in termini, essere felice. Purch&egrave; si seguano <strong>tre ben precisi pilastri<\/strong>: un cambiamento degli stili di vita; l&#8217;adozione di moderne <strong>tecnologie<\/strong> che consentano il massimo risparmio di energia, di emissioni e di produzione di rifiuti; un&#8217;azione pressante sulla politica, a tutti i livelli, perch&egrave; accompagni e favorisca queste pratiche nell&#8217;interesse generale.<\/p>\n<p>Non si tratta banalmente di tornare all&#8217;epoca delle caverne, come certa facile propaganda bolla ogni idea ambientalista. Il pensiero di Pallante &egrave; complesso, ma alla base ha il riconoscimento, esplicitato dall&#8217;autore nell&#8217;incontro con il pubblico, che la civilt&agrave; globale fondata sui valori economici &quot;occidentali&quot; &egrave; alla vigilia di <strong>una svolta epocale<\/strong>. Il cambiamento in corso sarebbe pari a quello tra il Medioevo e il Rinascimento. E c&#8217;&egrave; da credere che non sar&agrave; meno sofferto, e ricco di contenuti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"300\" alt=\"\" hspace=\"5\" width=\"192\" align=\"left\" vspace=\"5\" border=\"1\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200911\/la_felicita_sostenibile.jpg\" \/>Alla riflessione sui temi dell&#8217;ambiente e dell&#8217;uomo, dell&#8217;energia e delle risorse, a un ambientalismo che &egrave;, dichiaratamente, a base <strong>non etica ma scientifica<\/strong>, Pallante, classe 1947, &egrave; giunto dagli anni Settanta quando il Club di Roma e persone lungimiranti come il dirigente Fiat Aurelio Peccei <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Club_di_Roma\">preannunciavano<\/a> i limiti della crescita. Invano sbeffeggiati prima della presnte crisi, avevano invece centrato il problema, con estrema lucidit&agrave;. La crescita, per definizione, <strong>non pu&ograve; proseguire in eterno<\/strong>, nemmeno cambiando continuamente il paradigma di riferimento. Le risorse sono limitate, &egrave; noto: gi&agrave; oggi scarseggiano rame, e prossimamente petrolio &#8211; il considdetto <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Peak_oil\"><em>peak oil<\/em><\/a>, l&#8217;esaurimento di met&agrave; delle risorse note agevolmente estraibili, sarebbe vicino, se non gi&agrave; raggiunto.<br \/>\nTutto ci&ograve; induce a rivedere i comportamenti e le convinzioni standard. A partire ad esempio dall&#8217;equivalenza tra <strong>beni e merci. Due concetti diversissim<\/strong>i per Pallante e seguaci. <strong>Il bene &egrave; qualcosa che serve, &egrave; utile, o piace; la merce &egrave; ci&ograve; che va acquistato con denaro <\/strong>per essere goduto. Non tutte le merci sono beni; e soprattutto, non tutti i beni sono merci. Ci sono prodotti di scarsa utilit&agrave;; e le amicizie, o l&#8217;amore, non si comprano al mercato. &quot;Tagliare&quot; le merci che non sono beni&nbsp; non implica rinunce o privazioni, sostiene Pallante. E fa calare, sissignori, il &quot;dannato&quot; Pil. <br \/>\n<strong>&quot;Sii laudato, mi&#8217; Signore, per nostra sorella recessione&quot;<\/strong> arriva a scrivere ironicamente l&#8217;autore, cogliendo nella crisi attuale l&#8217;opportunit&agrave; di cambiare corso. Lo fa dando fiducia alla tecnologia antisprechi, su tutte quella per il <strong>riscaldamento domestico<\/strong> che con le opportune coibentazioni e ristrutturazioni (che darebbero lavoro a moltissimi) consente risparmi sul combustibile a partire dai due terzi di quanto oggi si spende ed emette in atmosfera. Esistono addirittura &quot;abitazioni passive&quot; talmente ben isolate da mantenere all&#8217;interno venti gradi se fuori ce ne sono venti sottozero, in pratica senza impianti di riscaldamento. Difficile da credere, ma &egrave; cos&igrave;.<\/p>\n<p><strong>&laquo;La decrescit&agrave; &egrave; volontaria, mentre la crisi, la recessione, la subiamo&raquo;<\/strong> argomenta Pallante. L<strong>a crisi &egrave; di sovrapproduzione di merci, non solo finanziaria<\/strong> come si cerca di dare a bere: <strong>&egrave; il modello economico che &egrave; sballato<\/strong>, e porter&agrave; sempre a questo tipo di crisi, tanto pi&ugrave; gravi in quanto l&#8217;economia globale &egrave; ormai un blocco compatto. Come si fa, si chiede, in questo quadro a proporre un rilancio della crescita tramite incentivi per auto che incolonnate rendono invivibili le zone urbane, e per l&#8217;edilizia che ha divorato ogni spazio verde delle stesse mentre <strong>nella sola Milano ci sono trenta grattacieli Pirelli di uffici vuoti?<\/strong> Se per l&#8217;auto, di cui siamo tutti schiavi, il discorso &egrave; difficilissimo e implica trasporti e tempi di vita e lavoro rivoluzionati, per l&#8217;edilizia la soluzione &egrave; semplice e drastica: blocco totale. <strong>Non si costruisce se non dove prima si &egrave; demolito<\/strong>, oppure si ristruttura, propone Pallante. Non saranno felici i proprietari di terreni edificabili. Una sfida alla politica, di destra <strong>e di sinistra<\/strong>, visto che almeno la vesione maggioritaria di quest&#8217;ultima non propone che una variante &quot;solidale&quot; del modello standard comunque incentrato sull&#8217;ideologia della crescita.<\/p>\n<p>Cambiando ambito, la filosofia della Decrescita Felice mira al <strong>&quot;saper fare&quot; individuale<\/strong>, a fare da s&egrave; tutta una serie di cose che oggi si comprano, per fretta&nbsp; nella convinzione di non saperle produrre da s&egrave;. A partire dalle piccole cose, come il pane. <strong>Togliere al mercato per dare a s&egrave; stessi:<\/strong> tempo, denaro, convinzione di sapersela cavare. Anche adottando strategie come l&#8217;adesione ai Gruppi di Acquisto Solidale (Gas) che consentono un risparmio notevole sulla spesa.<\/p>\n<p>E se l&#8217;opinione, detto ci&ograve;, restasse quella che in fondo <strong>sono solo belle parole<\/strong>, e che tutto ci&ograve; che abbiamo &egrave; frutto dell&#8217;economia &quot;a rotta di collo&quot; degli ultimi centocinquant&#8217;anni, un&#8217;ultima riflessione di Pallante potr&agrave; essere utile. Negli Stati Uniti, dove sembrano emergere segnali autorevoli di cambiamento, a partire dalla stessa Casa Bianca, <strong>oltre il 50% della popolazione fa uso regolare di psicofarmaci<\/strong>, e si cerca di imporli anche ai bambini. &Egrave; questa la felicit&agrave; portata dalla crescita? E quanto tempo ci resta per noi stessi quando siamo costretti a lavorare come schiavi, senza altro scopo nella vita fino ad abbandonare i nostri figli per gran parte della giornata, per procurarci merci che non ci servono, ma ci tengono legati al sistema?<br type=\"_moz\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre tutti imprecano contro la crisi, c&#8217;\u00e8 chi vi coglie l&#8217;opportunit\u00e0 di un cambiamento epocale: \u00e8 Maurizio Pallante, autore de &#8220;La felicit\u00e0 sostenibile&#8221; e fondatore del Movimento per la Decrescita Felice<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,18],"tags":[],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Poveri ma belli. 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