{"id":168839,"date":"2009-09-22T00:00:00","date_gmt":"2009-09-22T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2009-09-22T00:00:00","modified_gmt":"2009-09-22T00:00:00","slug":"le-mie-giornate-a-guardare-negli-occhi-il-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2009\/09\/le-mie-giornate-a-guardare-negli-occhi-il-male\/168839\/","title":{"rendered":"Le mie giornate a guardare negli occhi il male"},"content":{"rendered":"<div><em>Pubblichiamo il racconto di un medico che spiega le sue giornate, le felicit&agrave; e lo sconforto di persone che vincono e perdono contro il cancro<\/em><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><strong>Vorrei avere la capacit&agrave; di parlare del mio lavoro di medico oncologo <\/strong>e delle persone con cui mi rapporto ogni giorno senza la facile retorica con cui spesso &egrave; facile permeare i racconti che riguardano chi si ammala di tumore. <strong>Faccio sempre fatica a leggere gli epitaffi scritti per chi &egrave; passato attraverso il &ldquo;male del secolo&rdquo; o &egrave; morto per &ldquo;la malattia incurabile&rdquo;<\/strong>. Senza nominarla, per paura che possa in qualche modo contagiarci o per timore che venga evocata dalle profondit&agrave; ove giace sopita.<\/div>\n<div><strong>Eppure il cancro ha numeri sempre alti, da cui, per&ograve;, si guarisce sempre di pi&ugrave;.<\/strong><\/div>\n<div>Pi&ugrave; che dell&rsquo;aspetto malattia vorrei scrivere di quello che rappresenta, del percorso che insieme si compie toccando ogni tappa, vivendo la luce e la notte dei momenti che si susseguono e dando ad essi il nome che gli spetta.<\/div>\n<div>Il nome della diagnosi, per cominciare, quello che pi&ugrave; spaventa e che d&rsquo;un tratto scompiglia il quotidiano di chi ne viene coinvolto. Ho visto reazioni diverse, che parlano del carattere che ciascuno porta con s&eacute;: rabbia, desolazione, abbandono, lotta, razionalit&agrave;, protezione, negazione, fuga. Poi il momento delle cure, con le difficolt&agrave; e le speranza che camminano a braccetto. Mi colpisce sempre la dignit&agrave; di alcune persone nel vivere questa esperienza, nel sentirsi feriti, affaticati, infastiditi dal sottofondo di nausea, ma sempre con la forza di guardarmi negli occhi e chiedere quale sar&agrave; il prossimo passo. <strong>Tra i tanti volti ricordo quello di Marcofabio<\/strong>, giovane ricercatore, che prima di affrontare una terapia chiedeva con ironia sottile e con fiducia quale fossero i farmaci che &ldquo;Panoramix&rdquo; stava preparando&hellip; <strong>O quello di Amer<\/strong>, che mentre spiegavo gli effetti collaterali mi diceva di piantarla e di non sprecare il fiato, perch&eacute; gli stavo ripetendo le stesse frasi della volta precedente, e se ne andava via in fretta e scocciato, salvo poi mandare un messaggio al dottore &ldquo;gobbo&rdquo; quando la sua Fiorentina provava a fare lo sgambetto alla mia Juventus&hellip;<\/div>\n<div><strong>O la capacit&agrave; di Annalisa di raccontarmi le ricette che le sue amiche le preparavano <\/strong>quando, a causa delle cure, la sua bocca poteva mangiare solo cibi frullati e dai sapori non troppo decisi.<\/div>\n<div>Sono tutte esperienze in cui sommessamente mi sento coinvolto, e da cui cerco di trarre qualche insegnamento sia per la vita, sia per la capacit&agrave; di diventare un medico pi&ugrave; capace di leggere le situazioni. Ho imparato che prendersi cura del proprio paziente &egrave; prima di tutto saper effettuare le scelte migliori e scientificamente valide dal punto di vista medico, ma anche saper guardare alla interezza della persona che ho davanti, saper leggere le richieste che mi esplicita nelle forme pi&ugrave; disparate, pi&ugrave; o meno razionalmente o consciamente. <strong>Sapere per esempio capire cosa si nasconde dietro alla ansia che fa alzare la pressione ogni volta che entra nell&rsquo;ambulatorio<\/strong>, saper intavolare un discorso chiaro e preciso sulla malattia, senza cadere negli estremi della protezione e delle mezze verit&agrave; da un lato o della fredda comunicazione di diagnosi e prognosi dall&rsquo;altro. E&rsquo; un compito difficile, che spesso prendiamo sottogamba, travolti dalla quantit&agrave; di lavoro o burocrazia (talvolta mi riscopro, in una visita, ad aver guardato molto di pi&ugrave; il computer che non la persona che ho davanti!).<\/div>\n<div>Nello specifico dei tumori che curo, pi&ugrave; frequenti tra gli uomini, mi trovo talora a guardare con stupore le donne che stanno accanto ai loro mariti o ex compagni. Sono coinvolte dal percorso senza esserne il protagonista, premurose e sensibili senza che queste attenzioni vengano riconosciute dal partner, perch&eacute; &egrave; normale essere pi&ugrave; introspettivi o nervosi quando si sta male per le terapie.&nbsp;<\/div>\n<div>Le ultime tappe che si percorrono sono quelle dei controlli, che portano con s&eacute; l&rsquo;esito delle cure e la scelta di continuare con le visite periodiche o di avviare nuovi trattamenti. Nella asetticit&agrave; dell&rsquo;ambiente ospedale, il referto dell&rsquo;esame o il riscontro del controllo sono uno dei momenti pi&ugrave; pregni di attesa, la cui intensit&agrave; emotiva &egrave; tamponata dalle mura della stanza di visita. Giustamente, mi dico, non ci si deve lasciare trasportare da quanto sta passando il paziente, anche per non perdere la &ldquo;freddezza&rdquo; nell&rsquo;operare le scelte mediche migliori per lui. Talora per&ograve;, almeno nel pensiero, ci si sente parte del percorso fatto e si &egrave; accanto alla persona nello <strong>stringersi in un abbraccio per la notizia di una ripresa della malattia o nel festeggiare l&rsquo;esito negativo di un esame che conferma la scomparsa del tumore. <\/strong><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Paolo Bossi<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un oncologo racconta la diagnosi, la cura, il rapporto coi pazienti affetti da tumore e che lottano per la vita. \u201cEppure il cancro ha numeri sempre alti, da cui, per\u00f2, si guarisce sempre di pi\u00f9\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24,2],"tags":[20327,19061],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Le 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