{"id":171461,"date":"2009-08-10T00:00:00","date_gmt":"2009-08-10T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2009-08-10T00:00:00","modified_gmt":"2009-08-10T00:00:00","slug":"inventivita-una-soluzione-per-l-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2009\/08\/inventivita-una-soluzione-per-l-italia\/171461\/","title":{"rendered":"Inventivit\u00e0 : una soluzione per l\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\">La soluzione della gran parte dei problemi che affliggono il nostro Paese non discende solo dall&rsquo;innovazione, quanto piuttosto dalla conservazione immaginifica. Nelle righe seguenti cercher&ograve; di argomentare in modo adeguato le mie opinioni, con l&rsquo;obiettivo di trasformarle in dati di fatto che possano rappresentare un significativo punto di partenza per ogni futura discussione e confronto.<br \/>\nL&rsquo;avvio del processo dal quale trarre spunto per costruire un percorso argomentativo coerente, non pu&ograve; che essere l&rsquo;attuale grave difficolt&agrave; economico-finanziaria che attanaglia il mondo intero.<br \/>\nInfatti la crisi alla quale stiamo assistendo non &egrave; solo congiunturale e conseguente ad un temporaneo arrestarsi della crescita; &egrave; invece, a mio avviso, il vero appannarsi di un sistema economico globale che sta trascinandosi dietro la fine di uno stile di vita, di un complesso di valori e di un modello di relazioni sociali fondato sulla competitivit&agrave; esasperata ( individualismo privo di individualit&agrave;), sull&rsquo;avidit&agrave;, sull&rsquo;assenza di etica, sugli squilibri tra generazione di ricchezza e livelli di consumo, sul differenziale tra produzione e distribuzione del reddito, sul debito e sullo spreco dissennato delle risorse.<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\">Da questa crisi non si potr&agrave; quindi uscire con il tradizionale binomio crescita indiscriminata-coesione sociale, basata sul passato modello rivisitato, ma occorrer&agrave; cambiare paradigma e presentarsi di fronte a consumatori sempre pi&ugrave; esigenti ed insoddisfatti, con prodotti e servizi, realizzati in modo differente e pi&ugrave; &ldquo;rispettoso&rdquo; ed in grado di offrire non solo qualit&agrave; superiore, ma anche valore, confort, design, affidabilit&agrave;, gratificazione, benessere, bellezza e sostenibilit&agrave; ambientale e sociale.<br \/>\nPer ottenere risultati che invertano il precedente percorso e consentano un nuovo accumulo di <strong>ricchezza reale e non cartaceo\/finanziaria<\/strong>, a livello globale, si dovranno favorire politiche dei redditi che equiparino in modo equo impegno lavorativo e produttivit&agrave; e siano in grado di ridurre la forbice sociale e le crescenti disuguaglianze che il modello di globalizzazione finanziaria ha creato.<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\">Non pi&ugrave; solo consumo continuativo ed individualizzato pertanto, ma soddisfazione, gratificazione e soprattutto &ldquo;fruizione delle emozionalit&agrave;&rdquo;, in un contesto di mercato che dovr&agrave; fare i conti con un ambito sociale molto pi&ugrave; preparato e disposto all&rsquo;acquisto principalmente di ci&ograve; che pu&ograve; contribuire a migliorare la qualit&agrave; della vita, delle relazioni interpersonali e di comunit&agrave;, all&rsquo;interno di un rinnovato desiderio di collettivit&agrave; e di partecipazione attiva anche alla realizzazione di ci&ograve; che si consumer&agrave;.<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\">Per questa ragione le aziende dovranno dedicarsi alla ricerca e realizzazione di&nbsp;&ldquo;beni frendly&rdquo;, in grado di soddisfare le nuove aspettative di consumatori pi&ugrave; consapevoli e preparati che vogliono pi&ugrave; equit&agrave; e veder crescere non pi&ugrave; solo i consumi individuali, ma anche le esigenze e le aspettative collettive, non solo di transazione, ma prioritariamente di relazione, in un contesto dove sia possibile programmare e coordinare la dinamica conflittuale di consumi pubblici e privati, in un nuovo scenario di inclusione.<br \/>\nNei mercati aperti e saturi, di conseguenza, stanno prevalendo quei Paesi e territori che sono in grado di accrescere la competitivit&agrave; con la ricerca e lo sviluppo di nuovi materiali,&nbsp;manufatti, servizi ed applicazioni, semplificate e qualificate, facili da utilizzare, belle e gradevoli da possedere e da godere in un contorno sociale allargato.<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\">Tutto questo sembrerebbe essere una &ldquo;campana a morte&rdquo; per il nostro Paese che in tutte le statistiche manifesta un cronico ritardo in tutti quei settori nei quali prevalgono la ricerca, l&rsquo;innovazione, l&rsquo;ITC e la creativit&agrave; applicata.<br \/>\nPer poter fare innovazione metodologica e continuativa, infatti, occorre un grande mercato in sviluppo, essere un Paese giovane e competitivo, avere sistemi scolastici e formativi di eccellenza, saper attrarre capitali, disporre di un tessuto produttivo, distributivo e logistico, fatto di grandi aziende, con risorse e strutture dedicate alla ricerca e sviluppo e\/o un rilevante apparato militare\/industriale.<br \/>\nNoi purtroppo siamo un Paese di anziani collaborativi e consociativi che premia chi nella dinamica sociale e scolastica ha &ldquo;relazioni familistiche&rdquo;, con un sistema infrastrutturale superato e caotico e con un apparato produttivo fatto soprattutto, al di l&agrave; di alcune migliaia di medie aziende che hanno le loro radici nei distretti, di micro e piccole imprese che &ldquo;tentano&rdquo;, non &ldquo;<strong>fanno rete<\/strong>&rdquo;, non ricevono cross-fertilitation e raramente si focalizzano su progetti dedicati.<br \/>\nSocialmente alimentiamo disillusione, disorientamento e disgregazione che traggono spunto dal nostro passato, dal tradizionalismo e dal conservatorismo trasformista, dalla rendita e dal conformismo; non c&rsquo;&egrave; devianza e rottura che sono sinonimo di creativit&agrave; ed innovazione e manifestano una ribellione nel rapporto unicit&agrave;\/pluralit&agrave;, necessit&agrave;\/probabilit&agrave;, continuit&agrave;\/cesura e globalit&agrave;\/incrementalit&agrave;.<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\">Ecco pertanto che ci rimane un&rsquo;unica via che transita e non pu&ograve; che attingere all&rsquo;immaginazione ed al rapporto rischio\/opportunit&agrave;; in Italia non ci resta che far affidamento sull&rsquo;inventivit&agrave; che &egrave; recupero della nostra storia migliore, gusto per la tradizione\/conservazione e trasferimento di saperi confinali, elaborati, modificati ed organizzati nel futuro.<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\">Inventivit&agrave; che si alimenta di immaginazione, creativit&agrave; soggettiva ed esperienziale e punta a realizzare prodotti di prezzo non elevato, manufatti di ridotte dimensioni, ma ad alto valore simbolico e larga diffusione, reinterpretando (come negli anni cinquanta) alcuni componenti avanzati che altri realizzano, inserendo in essi per&ograve; quel plus di design, bellezza, funzionalit&agrave; e gusto che sa renderli inimitabili e desiderabili.<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\">Il nostro apparato produttivo deve essere in grado &nbsp;non solo di ridurre gli occupati nelle funzioni routinarie (saper fare) ed aumentare gli addetti nelle nuove attivit&agrave; strategiche: dal sapere di pi&ugrave;, al saper comunicare, al saper far fare che implicano design, network di commercializzazione, valorizzazione di una cultura e di un bello diffuso, ma anche, vista la dimensione ridotta delle imprese, di integrare i processi per contrarre tempi ed ottimizzare le risorse.<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\">Ricorrendo alle teorizzazioni di <strong>Richard Florida <\/strong>che dichiara che per affermare la creativit&agrave; occorrono le tre &laquo;T&raquo; di tolleranza, tecnologia e talento, delle quali Noi italiani non saremmo ricchi,&nbsp;possiamo parafrasarle sostenendo invece che per far crescere l&rsquo;inventivit&agrave; occorrono le tre T di territorio, tipicit&agrave; e tenacia che sono una caratteristica distintiva del Nostro Paese.<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\">Un primo ambito applicativo non pu&ograve; che essere quello che punta sul &ldquo;bello&rdquo;, infatti la qualit&agrave; estetica e la sua fruibilit&agrave; sono oggi e lo saranno ancora di pi&ugrave; domani, il vero &ldquo;plus&rdquo; al quale ricorrere&nbsp;per risvegliare l&rsquo;interesse di consumatori distratti da angosce e paure; non pi&ugrave; quindi tanti prodotti anonimi e banali, a riempire case, &nbsp;vite senza immaginazione e luoghi pubblici degradati e maltenuti, ma pochi manufatti, belli e sfavillanti che si condividono anche socialmente (oggetti, edifici, piazze,luoghi pubblici e paesaggi) con gratificazioni individuali e benefici collettivi.<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\">Nell&rsquo;economia della conoscenza &egrave; sorprendente che in troppi si dimentichino che la conoscenza si alimenta con l&rsquo;apprendimento e che soprattutto l&rsquo;apprendimento sequenziale ha a che fare con esperienza e tradizione, tutte risorse delle quali il Nostro Paese non &egrave; certo privo e che possono essere l&rsquo;opportunit&agrave; per creare il nostro specifico nuovo modello di progresso e crescita, fondato sulla filiera del &ldquo;Made in Italy&rdquo; che integra con le tecnologie, la tradizione, i migliori e l&rsquo;intero apparato economico.<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\">Se facciamo riferimento alle tre &laquo;T&raquo; italiche, il territorio con la sua unicit&agrave; e tipicit&agrave;, frutto della tenacia che ebbero i nostri antenati nel plasmarlo e nel tramandarcelo &egrave; il pi&ugrave; significativo esempio di inventivit&agrave; conservativa; &egrave; infatti sul territorio che ruota una delle principali opportunit&agrave; di crescita del futuro : il turismo !<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\">Il <strong>turismo<\/strong>, &nbsp;la gestione del <strong>tempo libero <\/strong>e l&rsquo;edonismo che vede nella cura di se stessi e nel benessere diffuso degli aspetti portanti, sono attivit&agrave; ad alto valore che per il Nostro Paese significano anche allargare il discorso al &ldquo;Made in Italy&rdquo;, al savoir-vivre, alla gastronomia, alla moda, al design ed alla realizzazione di tutti i macchinari legati a quelle produzioni (le quattro A di Marco Fortis : Alimentare, Abbigliamento, Arredo ed Attrezzature meccaniche).<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\">Al turismo si lega la tipicit&agrave;, ovvero la particolare ed unica bellezza del nostro paesaggio e dei nostri beni artistici e culturali; cos&igrave; abbondanti, ma spesso troppo trascurati, poco valorizzati, privi di un sistema di governance, non integrati in infrastrutture tecnologiche e gestiti in modo poco professionale ed occasionale (ecco la ragione del fatto che pur possedendo quasi i due terzi del patrimonio artistico mondiale, negli ultimi anni abbiamo perso oltre sette milioni di viaggiatori e stiamo scivolando sempre pi&ugrave; in basso nella classifica dei paesi pi&ugrave; attrattivi e visitati).<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\"><strong>Conservazione e recupero <\/strong>per&ograve; non debbono significare staticit&agrave; ed immobilismo, riproposizione ripetitiva di manufatti, prodotti e processi tecnologicamente superati, ma al contrario interazione e trasferimento di saperi che con l&rsquo;impegno immaginifico e l&rsquo;ingegno di centinaia di migliaia di artigiani e lavoratori della conoscenza, debbono essere il punto di ripartenza di una nuova inventivit&agrave; che ha le sue fondamenta nelle&nbsp;cinque &laquo;A&raquo; di: &nbsp;Attrattivit&agrave;, Accessibilit&agrave;, Accoglienza, Antiquarialit&agrave; ed Aggregazione nel territorio e del paesaggio.<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\">E&lsquo; questa pertanto la sfida che ci attende, fare del nostro passato e della nostra storia il volano del nostro futuro, con l&rsquo;impiego dell&rsquo;inventivit&agrave; che sa&nbsp;giustapporre ed integrare all&rsquo;interno della nostra tradizione di bello, buono, fruibile e gradevole, quanto di innovativo altri sanno realizzare strutturalmente, su componenti, prodotti ed attivit&agrave; che noi sappiamo immaginare meglio e collocare all&rsquo;interno di percorsi dove recupero, conservazione ed inventivit&agrave; si integrano e divengono il punto di forza per poter cogliere le nuove opportunit&agrave; di uno sviluppo equilibrato, etico e sostenibile.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da questa crisi non si potr\u00e0 uscire con il tradizionale binomio crescita indiscriminata-coesione sociale, basata sul passato modello rivisitato, ma occorrer\u00e0 cambiare paradigma. 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