{"id":175613,"date":"2009-06-15T00:00:00","date_gmt":"2009-06-15T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2009-06-15T00:00:00","modified_gmt":"2009-06-15T00:00:00","slug":"alla-base-dei-commenti-c-e-un-forte-deficit-di-informazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2009\/06\/alla-base-dei-commenti-c-e-un-forte-deficit-di-informazione\/175613\/","title":{"rendered":"&#8220;Alla base dei commenti c&#8217;\u00e8 un forte deficit di informazione&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Sergio Moia, segretario dela Cisl varesina,&nbsp;risponde ai commenti dell&#8217;articolo <strong><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www3.varesenews.it\/italia\/articolo.php?id=144181\">&quot;Ministro, basta&nbsp; con i respingimenti&quot;.<\/a><\/strong><\/p>\n<div>\n_______________<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"254\" alt=\"\" hspace=\"5\" width=\"300\" align=\"left\" vspace=\"5\" border=\"1\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200812\/anolf.jpg\" \/>La materia dell&#8217;immigrazione e quella dell&#8217;accoglienza dei rifugiati suscita molta passione. Prova ne sono i numerosi commenti alla pubblicazione del documento consegnato da<strong> Cgil-Cisl-Uil <\/strong>e altre associazioni <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www3.varesenews.it\/italia\/articolo.php?id=144181\"><strong>nell&#8217;incontro con il prefetto del 12 giugno<\/strong><\/a>.<\/div>\n<div>Spesso per&ograve; i giudizi espressi, soprattutto quelli negativi, scontano una scarsa conoscenza del fenomeno che pur vogliono giudicare e questo mi spinge a cercare di approfondire il punto di vista di chi ha consegnato quel documento.<\/div>\n<div>Innanzi tutto occorre non fare confusione tra chi viene in Italia per richiedere asilo politico e chi invece ci viene per motivi economici. I primi arrivano prevalentemente con le &ldquo;carrette del mare&rdquo;. Per questa via sono arrivati in <strong>Italia 153.756 <\/strong>stranieri negli ultimi 7 anni, con il picco massimo nel <strong>2008<\/strong> (36.951). Nel 2008 circa <strong>31.000 hanno <\/strong>fatto domanda di asilo e per la met&agrave; &egrave; stata ritenuta fondata. Si &egrave; cio&egrave; valutato che il loro caso merita di essere considerato. Per tutti gli altri si procede al respingimento, in conformit&agrave; con il diritto internazionale. <strong>(foto: Sergio Moia, il secondo da sinistra, durante una riunione dell&#8217;Anolf- Cisl)<\/strong><\/div>\n<div>Non c&#8217;&egrave; invece rispetto del diritto internazionale quando il respingimento &egrave; collettivo, quando non consente cio&egrave; agli stranieri che ne hanno l&#8217;intenzione di presentare la domanda di asilo. Ed &egrave; appunto questo che viene contestato al governo in riferimento ai respingimenti attuali. La contestazione non viene ovviamente dalle associazioni che hanno firmato il documento al prefetto, viene dall&#8217;ONU. Noi ci siamo limitati a chiedere al governo come ritiene compatibili questi respingimenti con&nbsp;le convenzioni internazionali, che l&#8217;Italia ha liberamente sottoscritto, non ritenendo accettabile la &ldquo;foglia di fico&rdquo; della distinzione bizantina tra acque internazionali e nazionali, n&eacute; la circostanza che il &ldquo;lavoro sporco&rdquo; sia stato appaltato alla Libia. In sostanza chiediamo come il governo possa dar seguito alla <u>libera scelta<\/u> dello stato italiano di accogliere i richiedenti asilo e insieme di chiudere la porta d&#8217;ingresso usata dalla stragrande maggioranza di loro, senza nel contempo aprirne altre.<\/div>\n<div>E&#8217; chiaro che l&#8217;accoglienza comporta degli oneri ed &egrave; giusto che lo stato italiano chieda un coinvolgimento maggiore dell&#8217;Unione Europea. Tuttavia va anche riconosciuto che oggi l&#8217;Italia ospita il numero minore di rifugiati tra i grandi paesi europei (1 ogni 1500 abitanti, contro 7 su 1000 abitanti di Germania e Svezia),&nbsp;che l&#8217;Europa mette a disposizione un fondo specifico per i rifugiati (FER), a cui ricorre anche l&#8217;Italia, che gli impegni internazionali che vengono assunti, vanno comunque rispettati.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Per quanto riguarda gli stranieri che vengono in Italia per motivi economici le questioni e i ragionamenti sono altri. Nel documento al prefetto parliamo della clandestinit&agrave; come &ldquo;pedaggio&rdquo; che l&#8217;immigrato deve pagare se vuol trovare un lavoro in Italia. A cosa ci riferiamo? Al fatto che in Italia non si pu&ograve; venire regolarmente per cercare lavoro. Ci&ograve; fu previsto fino al 2000 dalla legge conosciuta come Turco-Napolitano, ma&nbsp;poi fu abolito dalla Bossi-Fini, per la quale lo straniero <u>va assunto all&#8217;estero<\/u>. Poich&eacute;, come &egrave; ovvio, nessuno lo fa (e chi ci ha provato, spesso poi ci ha rinunciato per la burocrazia esorbitante ed i tempi inaccettabili), la modalit&agrave; prevalente di ingresso degli stranieri alla ricerca di lavoro &egrave; irregolare, ma &ldquo;legale&rdquo;: entrare in Italia con un visto turistico, della durata di tre mesi. Chi trova lavoro in questi tre mesi per&ograve;, non si vede poi riconosciuto il permesso relativo, perch&eacute; la legge non lo consente e quindi diventa irregolare. Chi trova lavoro dopo i tre mesi diventa irregolare (leggi &ldquo;clandestino&rdquo;) prima ancora di aver trovato il lavoro. Quindi la grande maggioranza degli stranieri che vengono in Italia per lavorare sa (ci&ograve; che conosce&nbsp;molto bene anche il governo italiano) che &egrave; inevitabile un periodo di lavoro nero e permanenza illegale, prima che, tramite una sanatoria o una &ldquo;legge flussi&rdquo;, si regolarizzi la sua posizione. Pi&ugrave; dei due terzi degli immigrati entrati dal 2002 (anno di introduzione della Bossi-Fini) e che oggi sono regolari (c.a. 1.800.000), hanno seguito quel percorso. Con l&#8217;attuale legislazione la &ldquo;clandestinit&agrave;&rdquo; &egrave; quindi un passaggio necessario nel percorso di ingresso per ottenere un lavoro regolare nel nostro paese e quindi esister&agrave; sempre una percentuale &ldquo;necessaria&rdquo; di clandestini per far funzionare la politica migratoria italiana, che pure &egrave; iper-regolata e non senza regole, come asserito da alcuni commenti (Marco e altri).<\/div>\n<div>Stanti cos&igrave; le cose, parecchie delle osservazioni sui clandestini contenute nei commenti&nbsp;sono prive di fondamento, perch&eacute; la clandestinit&agrave; non &egrave; la scelta di una parte di immigrati, che si oppone alla regolarit&agrave; degli altri, quanto uno stato necessario nel normale percorso di ingresso di un immigrato nel nostro paese, finch&eacute; permarr&agrave; l&#8217;attuale legislazione.<\/div>\n<div>Sempre pi&ugrave; spesso poi, a causa della crisi, lo stato di clandestinit&agrave; diventa anche uno stato di &ldquo;ritorno&rdquo; dell&#8217;immigrato, quando perde il posto di lavoro. In questo caso la legge gli concede un permesso per la ricerca di un nuovo lavoro di sei mesi (la legge dice testualmente &ldquo;almeno sei mesi&rdquo;, ma le questure e recentemente il Ministero degli interni interpretano, non si sa perch&eacute;,&nbsp;&ldquo;al massimo sei mesi&rdquo;). Se l&#8217;immigrato non trova lavoro in questi sei mesi, perde il titolo di soggiorno e riceve il &ldquo;foglio di via&rdquo;, non importa se risiede in Italia da 1, 5, 10 anni, se &egrave; single o ha famiglia, o magari anche figli nati in Italia. Non importa neanche (e questa &egrave; la cosa pi&ugrave; assurda) se abbia un reddito garantito dagli ammortizzatori sociali (disoccupazione o mobilit&agrave;). Dopo sei mesi out!<\/div>\n<div>E&#8217; chiaro ed &egrave; ovvio che non se ne vanno, e tutti gli addetti ai lavori lo sanno, in primo luogo il governo. Tutti per&ograve; fanno finta di non vedere, perch&eacute;, se accettassero di farlo, dovrebbero convenire che la Bossi-Fini si sta trasformando nella principale fabbrica di clandestini e questo &egrave; difficile da accettare per chi l&#8217;ha sottoscritta!<\/div>\n<div>Infatti, anche se l&#8217;immigrato dopo sei mesi, non avendo trovato lavoro e avendo ricevuto il foglio di via, resta in Italia e trova un nuovo lavoro, non lo pu&ograve; pi&ugrave; fare regolarmente, la legge non gli consente pi&ugrave; nessun sistema di &ldquo;recupero&rdquo; e quindi diventa necessario il lavoro nero e la clandestinit&agrave;, aspettando la prima sanatoria futura.<\/div>\n<div>In questi mesi sono decine di migliaia gli immigrati che ricadono nella clandestinit&agrave; dopo anni di permanenza e lavoro regolare, solo perch&eacute; per i partiti di governo riformare la Bossi-Fini sembra un tab&ugrave;.<\/div>\n<div>Tuttavia oggi anche i bambini sanno che siamo in presenza della crisi pi&ugrave; grave degli ultimi 70 anni e che la caduta produttiva di questi mesi durer&agrave; almeno un anno, se non di pi&ugrave;. Che senso ha mantenere il permesso di ricerca occupazione fermo a sei mesi in questa situazione e poi dire che non vogliamo i &ldquo;clandestini&rdquo;?<\/div>\n<div>Che senso ha l&#8217;affermazione del presidente del consiglio che nessuno sar&agrave; lasciato solo in questa crisi?<\/div>\n<div>Sono queste le domande che abbiano fatto al prefetto, perch&eacute; le trasmetta al governo &#8230; sempre che abbia la volont&agrave; e l&#8217;attenzione per rispondere.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><strong>Post scriptum<\/strong><\/div>\n<div>Tocco, fuori testo, una questioncina a margine.<\/div>\n<div>Una delle posizioni presenti nel dibattito politico sulla politica migratoria &egrave; quella della preferenza a portare aiuto agli immigrati dei paesi poveri a casa loro, piuttosto che di ospitarli nel nostro paese. E&#8217; una posizione molto sponsorizzata dalla Lega Nord, che in alcuni commenti ho visto trasformata &ldquo;pelosamente&rdquo; in &ldquo;<strong>aiutateLI a casa loro<\/strong>&rdquo;.<\/div>\n<div>Se il paese &egrave; in guerra permanente, come la Somalia, questa posizione si commenta da sola, visto che qualche anno fa gli italiani, e non solo loro, se la sono letteralmente data a gambe levate, dopo aver tentato un timido intervento sotto l&#8217;egida <strong>dell&#8217;ONU<\/strong>. Se invece ci si riferisce ai paesi poveri che non sono in uno stato di belligeranza (anche se di solito i richiedenti asilo arrivano da l&igrave;), dove il contributo che arriva dall&#8217;Italia potrebbe essere di tipo economico, occorre notare che, in pi&ugrave; sedi internazionali, i paesi occidentali si sono impegnati a portare gli aiuti ai paesi poveri allo 0,7% del PIL entro il 2010. Ci&ograve; fu ribadito anche al G8 di Genova del 2005, presieduto dall&#8217;attuale Presidente del consiglio italiano, che allora si impegn&ograve; addirittura a fare uno sforzo aggiuntivo per l&#8217;Africa. A due anni dalla scadenza di quell&#8217;impegno, nel 2008, l&#8217;Italia ha stanziato lo 0.16 % del PIL e, con la finanziaria di fine anno, lo ha ridotto del 50% per il 2009. E, nonostante tutto questo, Berlusconi propone (con quale credibilit&agrave;?) di rimettere al centro un impegno analogo nel G8 de l&#8217;Aquila.<\/div>\n<div>&nbsp;<br \/>\n<strong>Sergio Moia<br \/>\nSegretario Cisl Varese<\/strong><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sergio Moia, della segreteria provinciale della Cisl, fa un&#8217;analisi dei commenti all&#8217;articolo &#8220;Ministro, basta  con i respingimenti&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[20254,143,2494,2069],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>&quot;Alla base dei commenti c&#039;\u00e8 un forte deficit di informazione&quot;<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Sergio Moia, della segreteria provinciale della Cisl, fa 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