{"id":180128,"date":"2009-04-29T00:00:00","date_gmt":"2009-04-29T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2009-04-29T00:00:00","modified_gmt":"2009-04-29T00:00:00","slug":"gabriel-de-mortillet-lo-scopritore-parigino-di-golasecca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2009\/04\/gabriel-de-mortillet-lo-scopritore-parigino-di-golasecca\/180128\/","title":{"rendered":"Gabriel de Mortillet, lo &#8220;scopritore&#8221; parigino di Golasecca"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"\"><span style=\"\">Gabriel de Mortillet, chi era costui? Un legame sottile unisce questo studioso parigino e il nostro territorio, in particolare la zona di Golasecca: Mortillet, uno dei padri degli studi preistorici in Europa, fu <img decoding=\"async\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" border=\"1\" align=\"left\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200904\/Gabriel_de_mortillet.jpg\" alt=\"\" style=\"width: 174px; height: 240px;\" \/>infatti <strong>il primo ad indagare la zona del Monsorino di Golasecca<\/strong> e a mettere in relazione le grandi pietre con la cultura celtica dell&rsquo;et&agrave; del Ferro. Pose dunque le basi per gli studi su quella che fu poi chiamata, appunto, &quot;cultura di Golasecca&quot;. La figura dello studioso sar&agrave; al centro di una conferenza venerd&igrave; 1 maggio alle 20.30 alla <\/span><span style=\"\">Sala Polivalente &ldquo;Albino Calletti&rdquo;, nel parco comunale &ldquo;Giovanni Sibilia&rdquo; di Castelletto Sopra Ticino. Relatrice sar&agrave; la<\/span><span style=\"\"> dottoressa Veronica Cicolani: si &egrave; laureata all&rsquo;<i style=\"\">Universit&agrave; di Bologna<\/i> (sede di Ravenna) in Conservazione dei Beni Culturali (indirizzo archeologico) ed ha poi proseguito brillantemente gli studi nell&rsquo;ambito dell&rsquo;archeologia protostorica con una borsa di studio all&rsquo;<i style=\"\">Ecole Normale Sup&eacute;rieure (ULM)<\/i> di Parigi. Dopo aver tenuto anche alcuni corsi all&rsquo;<i style=\"\">Universit&agrave; di Tours<\/i>, sta completando presso la stessa sede la sua tesi di dottorato sui ritrovamenti di reperti golasecchiani in contesti protostorici transalpini.<\/span><span style=\"\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"\"><span style=\"\">La dottoressa Cicolani collabora anche con il <i style=\"\">MAN &#8211; Mus&eacute;e d&rsquo;Arch&eacute;ologie Nationale (Mus&eacute;e des Antiquit&eacute;s nationales) di Saint-Germain-en-Laye<\/i> presso Parigi, in particolare nella cura di una grande mostra sul ruolo europeo della cultura di Golasecca (<i style=\"\">Passeurs des Alpes. <\/i><\/span><i style=\"\"><span lang=\"FR\" style=\"\">La culture de Golasecca dans le circuit europ&eacute;en des &eacute;changes -VIIIe-Ve s. av. <\/span><\/i><i style=\"\"><span style=\"\">J.-C.<\/span><\/i><span style=\"\">) la cui inaugurazione &egrave; prevista per il <span style=\"\">&nbsp;<\/span>24 novembre 2009. Nella sua relazione richiamer&agrave; il <b style=\"\">rapporto che lega la cultura di Golasecca al museo parigino<\/b> soprattutto attraverso <\/span><span style=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"170\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" height=\"154\" border=\"1\" align=\"left\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200904\/Monsorino.jpeg\" alt=\"\" \/><\/span><span style=\"\">l&rsquo;opera di uno dei suoi padri, <b style=\"\">Gabriel de Mortillet (Meylan 1821 &#8211; Saint-Germain-en-Laye 1898)<\/b>, primo sistematizzatore della cronologia preistorica europea. Questi fu esule in Italia a seguito del suo esilio dalla Francia per la partecipazione ai moti del 1848, conobbe l&rsquo;ambiente dei primi studiosi italiani di preistoria (in particolar modo Bartolomeo Gastaldi a Torino e Giovanni Capellini a Bologna) e contribu&igrave; alla nascita delle discipline preistoriche nel nostro paese. Poco prima del suo rientro in Francia (1864) esegu&igrave; alcune ricerche e scavi presso Golasecca sulle orme dell&rsquo;abate Giani: in questa occasione (1865) <b style=\"\">indag&ograve; e rilev&ograve; i primi circoli di pietre del Monsorino di Golasecca<\/b> (da lui citato come loc. Malvai presso Sesto&nbsp;Calende), riconoscendone il carattere di tombe attribuibili a Celti della prima et&agrave; del Ferro e dandone anche una immediata notizia su una rivista d&rsquo;attualit&agrave; tipica dell&rsquo;epoca, il &ldquo;Magasin Pittoresque&rdquo;, in riposta ad un critica avanzata da H. Martin sui monumenti megalitici celtici in Europa. Attraverso diversi canali e collezioni e soprattutto grazie agli scavi effettuati nel mese di giugno del 1873 da Alexandre Bertrand a Galiasco, grazie all&rsquo;aiuto di Paolo Guazzoni braccio destro di P. Castelfranco, il materiale della cultura di Golasecca continu&ograve; ad essere raccolto nel XIX secolo al <i style=\"\">Mus&eacute;e des Antiquit&eacute;s nationales<\/i>, che oggi vanta una consistente raccolta, poco esposta al pubblico e destinata ad essere valorizzata proprio nella prossima mostra. Fu in effetti il riconoscimento del carattere &ldquo;celtico&rdquo; della cultura da parte di Gabriel de Mortillet e difesa anche da Alexandre Bertrand direttore dell&rsquo;odierno Museo d&rsquo;Archeologia nazionale di Saint-Germain-en-Laye che stimol&ograve; l&rsquo;attenzione costante del museo parigino ai ritrovamenti, anche per l&rsquo;interesse nazionale verso la problematica delle origini dei Celti. Oggi una pi&ugrave; articolata visione delle dinamiche della protostoria europea restituisce un ruolo ancora pi&ugrave; importante alla cultura di Golasecca, che si configura anche nella prospettiva dei ricercatori francesi<span style=\"\">&nbsp; <\/span>come uno dei mediatori di quel<span style=\"\">&nbsp; <\/span>processo di interrelazione tra le culture mediterranee e le popolazioni dell&rsquo;Europa centro-occidentale che ha costituito le prime basi della costruzione della cultura europea.<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><b style=\"\"><span style=\"\">Per informazioni:<o:p><\/o:p><\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"\">Anna Maria Locarno, tel: 335.7603449<o:p><\/o:p><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"\"><o:p>&nbsp;<\/o:p><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;Ottocento fu tra i primi a studiare le testimonianze archeologiche della cultura celtica sulle rive del Ticino<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,3,25],"tags":[3656,457],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Gabriel de Mortillet, lo &quot;scopritore&quot; 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