{"id":203245,"date":"2008-12-27T00:00:00","date_gmt":"2008-12-27T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2008-12-27T00:00:00","modified_gmt":"2008-12-27T00:00:00","slug":"natale-da-missionari-fra-gli-ultimi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2008\/12\/natale-da-missionari-fra-gli-ultimi\/203245\/","title":{"rendered":"Natale da missionari fra gli ultimi"},"content":{"rendered":"<p><em><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Pubblichiamo un lettera di fratello <strong>Lucio Beninati<\/strong>, <\/font><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">missionario laico del Pime di Busto Arsizio, attivo a favore dei bambini di strada di Dacca, la capitale del Bangladesh. Nasce come lettera privata, non intesa alla pubblicazione, ma il suo valore \u00e8 significativo.\u00a0Di Lucio Varesenews si era gi\u00e0 occupata in passato, quando ci raccont\u00f2 <a href=\"\/busto\/articolo.php?id=21165\">la sua esperienza nelle favelas di San Paolo del Brasile<\/a>, sempre a contatto con i giovani pi\u00f9 sfortunati. La sua valga come testimonianza del Natale missionario dei tanti italiani (fra cui non pochi anche dalla nostra provincia)\u00a0sparsi per il mondo a combattere la buona battaglia dell&#8217;istruzione, dell&#8217;integrazione sociale, del sostegno all&#8217;umanit\u00e0 sofferente e della lotta alle iniquit\u00e0.<\/font><\/em><\/p>\n<p><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Vi sto scrivendo questi pensieri dalla mia casetta. Vivo ancora in una baracca, questa volta al piano superiore di un \u201cbuilding\u201d di bamb\u00f9. Ho fatto il trasloco lo scorso luglio, al mio ritorno dalle vacanze italiane quando decidetti di fare un \u201cpasso in avanti\u201d verso una maggior solidariet\u00e0, prossimit\u00e0, con i piu&#8217; poveri. Anche qui abito in una stanza n\u00e8 costruita n\u00e8 progettata da me (non credo che il cemento sia sempre a servizio del Vangelo, anzi&#8230; a volte l\u2019uso che noi uomini di chiesa ne facciamo offende gli impoveriti) e di cui non sono proprietario. <strong>Voglio essere uno qualunque<\/strong>, il pi\u00f9 possibile vicino a loro (per quello che mi\u00a0\u00e8 concesso di sopportare, resistere&#8230; la mia battaglia con topi e cimici di letto continua senza tregua).<\/p>\n<p><strong>Credo che vivere a livello dei pi\u00f9 piccoli<\/strong>, nel loro stile, ci rende pi\u00f9 comprensibili, riduce al massimo le diffidenze, ci\u00a0mette nelle loro mani;\u00a0\u00e8 un abbandono disarmante che genera fiducia e facilita i rapporti, il dialogo. Ecco, questa mia \u201cstrana\u201d chiamata missionaria non mi porta a costruire n\u00e8 Ospedali, n\u00e8 Chiese, n\u00e8 Scuole e neanche Case&#8230; (uso le <i>loro<\/i> case) ma produce dialogo!!! E\u2019 questo\u00a0\u00e8 il\u00a0 tipo di\u00a0 missione\u00a0al quale\u00a0mi sono sentito chiamato da sempre.\u00a0\u00c8 il dialogo pratico del gomito a gomito tra le inevitabili domande della vita, senza togliere niente alla discussione intellettuale, teorica, che pure ha un ruolo importante, ma di cui io non\u00a0mi sento parte. <\/p>\n<p>E confesso che recentemente in questa mia presenza-dialogo mi sono sentito ancora piu incoraggiato quando, due mesi fa, la piu alta rappresentanza\u00a0 Italiana in Bangladesh, la nostra Ambasciatrice, signora <strong>Itala Occhi<\/strong>,\u00a0\u00e8 venuta a trovarmi fino alla mia casetta.\u00a0\u00c8 stata per noi tutti della barracopoli una grande gioia avere questa signora con noi tutto il pomeriggio, lei che cos\u00ec simpaticamente aveva portato per i nostri bimbi biscotti fatti a casa sua. Con molta disinvoltura i nostri bimbi si sono esibiti d\u2019innanzi a lei con canti, danze, poesie e filastrocche senza fine. Questa gentile signora si\u00a0\u00e8 fatta cos\u00ec prossima anche ai nostri bimbi di strada quando, lo scorso 5 di dicembre, ha voluto servire con noi i circa 300 bimbi di strada durante la specialissima festa organizzata insieme alla Commissione interreligiosa nel maestoso compound del tempio Buddista.<script><\/script> <\/p>\n<p>Questa festa\u00a0\u00e8 stata comunque qualcosa di tanto speciale per ciascuno di noi. Una cosa forse unica nella storia di questo Paese: <strong>Musulmani, Hindu, Buddisti e Cristiani si riuniscono insieme<\/strong>, lato a lato per chinarsi a servire i bimbi tra i piu esclusi di questo affollatissimo paese. Tutta la festa si\u00a0\u00e8 svolta in un clima fraterno e di servizio a partire dall\u2019accoglienza dei bambini ai quali &#8211; venendo direttamente dalla strada &#8211; veniva offerta loro la possibilit\u00e0 di fare una doccia e ricevere vestiti nuovi. Poi, dopo l\u2019allegra colazione, vi\u00a0\u00e8 stata l\u2019apertura ufficiale della Festa: un momento di presentazione di ciascuno e <strong>una preghiera a Dio (fatta nello stile di ciascuna religione presente)<\/strong> affinch\u00e8 ci accompagnasse tutta la giornata. Cos\u00ec si\u00a0\u00e8 dato il via alle attivit\u00e0 ricreative nel campo: giochi all\u2019aperto, gare, musica per ballare e per chi voleva colori e fogli per disegnare. Tra le attrazioni c\u2019era pure una banda di musicanti locali che ha accompagnato i momenti pi\u00f9 importanti con musiche gioiose. Anche il\u00a0 pranzo\u00a0\u00e8 stato ben preparato e curato con saporitissimo cibo servito dai volontari del centro buddista. La festa si\u00a0\u00e8 conclusa con un finale eccitante: tutti i partecipanti hanno assistito dal cortile il volo di tre piccole mongolfiere casalinghe a cui erano attaccati striscioni con gli slogan della\u00a0 festa.<\/p>\n<p>La vita del qua e ora tra i piu esclusi, i\u00a0nessuno, mi prende tutto il cuore, non mi da molta\u00a0 tregua per fare altro; <strong>a volte sono come mangiato dalle situazioni fino al rischioso punto di\u00a0scomparire.<\/strong> Sperimento la loro &#8216;nullit\u00e0&#8217;, mi porto dentro con me la vita, le storie, le pene di tanta gente, moltissimi bambini, questi \u201cmale-detti\u201d (secondo le persone di \u201cbene\u201d) che quotidianamente incrocio nel mio lavoro in strada. La\u00a0 loro vita cosi frequentemente mi porta come se d\u2019innanzi a quella misera stalla di Betlemme, ai piedi di quel Bimbo, anche lui cosi tanto rifiutato. <strong>Come si fa a rifiutare un bimbo?<\/strong> Possa quest&#8217;anno il 25 di dicembre il Bambinello Ges\u00f9, adagiato li nella stalla, richiamare alla nostra memoria tanti piccoli \u201cbambinelli Ges\u00f9\u201d cosi rifiutati in tutto il mondo, anche nella nostra opulenta Europa\u00a0dove tra i governi piu repressivi e razzisti c\u2019\u00e8 perfino chi spinge perche si abbiano le impronte digitali dei bambini piu esclusi: i nomadi. Guai per\u00f2 se questo bimbo posato l\u00e0 nella mangiatoia oltre ad aprire i nostri occhi non ci stimolasse alla speranza. L\u2019annuncio degli Angeli deve essere lieta notizia per me, per te, per ciascuno di noi,\u00a0 indicarci i Cieli e la Terra nuova che giunge a noi proprio attraverso quel\u00a0 piccolo e\u00a0 umile bimbo, servo per amore, servo per mostrarci il mondo nuovo.<script><\/script> <\/p>\n<p>Nel lavoro che la nostra associazione svolge tra i bambini di\u00a0 strada ogni volta che si presentano ostacoli, blocchi dettati da preconcetti, antiche pratiche, dicerie culturali o dall\u2019andazzo comune ci\u00a0 ripetiamo, come uno slogan: \u201cNOI VOGLIAMO COSTRUIRE UN NUOVO BANGLADESH, <strong>un nuovo Bangladesh\u00a0\u00e8 possibile!!!\u201d<br \/><\/strong>Personalmente\u00a0 credo che ci\u00f2 gi\u00e0 stia accadendo. Sono segni, piccole sementi di questo NUOVO\u00a0 Bangladesh che\u00a0\u00e8 in mezzo a noi. Non\u00a0\u00e8 forse proprio per il fatto che questo atipico gruppo (persone di differenti religioni, professioni, eta\u2019 e tutti volontari)\u00a0 di lavoro esista, che gi\u00e0 i germogli di una nuova umanit\u00e0 rinascano?\u00a0\u00c8 interessante vedere come si stupisce la gente\u00a0 quando viene a sapere delle caratteristiche della nostra Associazione, dove chi vi lavora deve pure dare un contributo economico; a qualcuno sembra che incontrando noi abbia incontrato quasi&#8230; degli extraterrestri.<\/p>\n<p><\/font><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Seppure in mezzo a tanta oscurit\u00e0 e sofferenza\u00a0 in cui vive questo Paese dove\u00a0la vita vale cosi poco, ed\u00a0\u00e8 cosi facile perderla,\u00a0sono tante le manifestazioni di bene a cui presenziamo quotidianamente. Quante volte negli ospedali governativi, i medici, attratti dal nostro servizio disinteressato si sono lasciati coinvolgere in questa gara di solidariet\u00e0 verso i bimbi di strada che portiamo da loro, fino al punto di offrire tutta la terapia di tasca loro. Qui normalmente chi\u00a0\u00e8 povero, non potendosi permettere le medicine, l&#8217;operazione, la degenza, rimane senza cure mediche. Cos\u00ec\u00a0\u00e8 capitato a Sagid un bimbo cieco di otto anni messo sulla strada a mendicare; i medici hanno voluto offrire tutto gratuitamente a lui che aveva le cataratte ad entrambi gli occhi; perfino gli hanno donato i cristallini. S\u00ec, <strong>il bene\u00a0\u00e8 contagioso<\/strong>, come quando nella grande stazione Nazionale degli Autobus di Dhaka alcuni mesi fa trovammo una bimba di 13 anni, Lipy, stesa a terra sul marciapiede. Era svenuta, sporca, macchie di sangue tra le gambe, bavava dalla bocca, aveva due catene a ciascun piede. Bench\u00e8 fossero tanti i passanti in quel luogo, per paura di grattacapi, nessuno osava avvicinarsi a questo minuto corpicino, frutto di una violenza di adulti. Perfino lo staff di ONLUS deputate alla cura dei bimbi di strada non si avvicinavano a lei. Lo fecero i nostri volontari che accovacciati tentarono vanamente di farla riprendere. Il loro piccolo gesto apr\u00ec gli occhi a tanti che questa volta si affollarono attorno\u00a0 alla bimba pronti ad offrire questo e quello; si azion\u00f2 una catena di solidariet\u00e0. <strong>Perfino la polizia<\/strong> ci offr\u00ec di accompagnarla in\u00a0 ospedale con la camionetta.<script><\/script> <\/p>\n<p>La settimana scorsa poi me ne\u00a0\u00e8 successa una, UNICA\u00a0 nella mia vita. Ero andato dall\u2019Otorino dell\u2019ospedale Governativo per una brutta infezione alla mia gola; il dr Mamun si\u00a0\u00e8 preso cosi tanto cura di me che\u00a0\u00e8 andato lui stesso a comprarmi le medicine e poi mi ha fatto accompagnare dal suo autista in macchina fino alla mia\u00a0 baracca. Al mio stupore mi ha risposto: <strong>\u201cTu ti prendi cosi tanto cura dei nostri bimbi, non\u00a0\u00e8 per noi un dovere prenderci cura di te?\u201d<\/strong> Una solidariet\u00e0 contagiosa, un medico Musulmano stimolato a servire&#8230; che bell&#8217;insegnamento per quei medici\u00a0 in\u00a0 Italia che stanno smarrendo questo contatto umano.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Ecco qui, ora concludo questa mia lunghissima lettera di Natale, pregate la Madre di Dio per noi, perch\u00e8 questo nostro Paese prossimo alle elezioni politiche (a fine mese), dopo circa due anni di governo provvisorio e controllato dai militari, possa ritrovare la democrazia.\u00a0<br \/>Buon Natale di Gesu\u2019 in ciascuno di noi!<\/font><\/p>\n<p><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\"><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un Natale &#8220;diverso&#8221;, quello di chi serve il prossimo in terre lontane: l&#8217;esempio di Lucio fra i poverissimi 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