{"id":230008,"date":"2007-09-29T00:00:00","date_gmt":"2007-09-29T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2007-09-29T00:00:00","modified_gmt":"2007-09-29T00:00:00","slug":"l-amichevole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2007\/09\/l-amichevole\/230008\/","title":{"rendered":"L&#8217;amichevole"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><b><span style=\"FONT-FAMILY: Arial\">L\u2019ultimo fine settimana a Mostar \u00e8 stato animato<\/span><\/b><span style=\"FONT-FAMILY: Arial\">. Sono arrivati i volontari che lavorano con me nel nord della Bosnia e abbiamo avuto una guida tutta nostra, per gli interi due giorni. Oltre a farci da cicerone, \u017divko ci ha anche ospitato a casa sua. A posteriori, mi domando come abbia fatto a sopportare cinque occidentali farfalloni, smaniosi di mettere una spunta al ponte cittadino nella loro lunga lista dei monumenti visitati. Includo anche il sottoscritto nel gruppo dei farfalloni perch\u00e9, dopo tanto equilibrio politicamente corretto, ho deciso di spegnere il cervello per quarantotto ore, trasformandomi in turista con macchina fotografica allegata.<\/span><span style=\"FONT-FAMILY: Arial\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p \/>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"FONT-FAMILY: Arial\">Delle molte persone che passano per il Centro di Volontariato dove lavoro<b>, \u017divko \u00e8 stata una di quelle che pi\u00f9 mi ha incuriosito<\/b>, sin dall\u2019inizio. Ricordo la prima volta che lo incontrai; quando seppe che ero italiano, e torinese, proruppe in alcune espressioni piemontesi da fascia protetta, concludendo poi con il classico \u201cdu purun bagnat l \u00f6li\u201d. Di stucco davanti a questo ragazzotto croato di un metro e novanta e ai suoi rudimenti di piemontese, non ebbi nemmeno il tempo di chiedergli come facesse a conoscere quelle espressioni, che inizi\u00f2 a parlarmi della sua vita e, immancabilmente, della guerra. Di madre croata di Sarajevo, e con un padre fuggito in Germania con un&#8217;altra donna, <b>\u017divko nasce e cresce nella stessa Sarajevo, fino allo scoppio della guerra<\/b>. Quando la situazione peggiora, scappa con la madre a Mostar, prima di trovare riparo in un campo d\u2019accoglienza a Grude. Grazie all\u2019attivit\u00e0 di un\u2019associazione italiana di volontariato, viene in Italia due volte durante i frangenti pi\u00f9 tragici della follia bosniaca. Ospite di una famiglia di un paesino alle porte di Torino, rimane in Italia per un periodo complessivo di quasi sei mesi. Tempo sufficiente per imparare i primi rudimenti di piemontese e acquistare confidenza con l\u2019italiano. Forse \u00e8 per l\u2019innocenza con cui parla, forse per <b>il trasporto con cui descrive l\u2019Italia e Torino<\/b>, luoghi, a suo dire, esotici e pacifici a cui gli \u00e8 stato consentito di accedere, ma \u017divko mi risulta simpatico. \u201cA Torino ci sono tante cose da fare. C\u2019\u00e8 lavoro e si vive bene, non come qui\u201d. Per sommi capi, sono questi i suoi commenti. Parole che mi fanno riflettere su come si possano avere prospettive differenti.<\/span><span style=\"FONT-FAMILY: Arial\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p \/>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><b><span style=\"FONT-FAMILY: Arial\">Il calcio \u00e8 spesso un argomento d\u2019incontro<\/span><\/b><span style=\"FONT-FAMILY: Arial\">, specialmente fra uomini, e \u017divko non fa eccezione. Rapidamente emerge la sua passione per il calcio. Il suo soggiorno a Torino lo ha trasformato in un appassionato tifoso granata, con tanto di astio, per quelli che lui stesso definisce i \u201c<i>gobbi<\/i>\u201d. Come tutte le persone alle prese con una lingua straniera, \u017divko non sa ancora in che contesto si usano determinate espressioni. Ascoltando i suoi commenti sul calcio, me lo immagino in qualche Bar Sport, circondato da un popolo di tifosi infervorati, che si esprimono in un italiano ben distante dall\u2019Accademia della Crusca. <b>Non so se sono stati i sei mesi italiani a dare a \u017divko questo gesticolare senza freni<\/b>, ma le sue braccia si muovono senza sosta nell\u2019aria, arrivando a grossi cerchi concentrici quando racconta del suo sogno di un\u2019amichevole fra Torino Calcio e<span style=\"mso-spacerun: yes\">\u00a0 <\/span>Zrinjski Mostar, la squadra croata della citt\u00e0.\u00a0<\/span><span style=\"FONT-FAMILY: Arial\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p \/>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"FONT-FAMILY: Arial\">Il fine settimana a Mostar \u00e8 stato ugualmente ricco di <b>commenti e scambi di pareri tecnici sul calcio italiano<\/b>, con \u017divko impegnato a presentarmi l\u2019intera biografia dei giocatori croati che hanno militato nel campionato italiano. Nel pomeriggio di sabato, dopo l\u2019arrivo degli ultimi volontari ritardatari, l\u2019allegra comitiva ha lasciato la casa di \u017divko per dirigersi verso lo Stari Most. La nostra guida vive al sesto piano di uno dei tanti scatoloni di cemento che compongono quel grande alveare che \u00e8 il centro cittadino della zona croata. Per raggiungere il ponte dalla zona croata, bisogna attraversare il lungo viale cittadino, considerato il confine invisibile fra i due mondi. Io e \u017divko, a capo della nostra allegra combriccola, iniziamo a camminare ancora immersi nei nostri discorsi calcistici. Durante il cammino, l\u2019umore di \u017divko comincia a cambiare. Avvicinandosi alla zona del ponte, il nostro cicerone mostra chiari segni di disagio. Ai suoi commenti sul calcio catenacciaro, iniziano ad alternarsi frasi di scherno e critiche sulla condizione in cui versa questa altra parte della citt\u00e0. Come gi\u00e0 successo in altre situazioni, \u017divko dimostra una certa incapacit\u00e0 nella scelta del registro linguistico da utilizzare in italiano, perlomeno questa \u00e8 la consolazione che do a me stesso quando sento le sue parole. \u201cGuarda tutto \u00e8 sporco qui\u201d, mi dice abbandonando il precedente interesse per la difesa a uomo. \u201cMa non sanno usare i cestini questi\u201d, continua mentre ci avviciniamo al ponte. Evito di fargli notare che anche il suo lato della citt\u00e0 non brilla per ordine e pulizia. Le sue parole si riempiono via via di impropri rivolti al degrado della citt\u00e0, attribuibile, a suo parere, alla negligenza degli abitanti. Asserisco con un quasi impercettibile movimento della testa, alle considerazioni sulla sporcizia che monta nelle vie della citt\u00e0, e al degrado di molti edifici. <b>Rimango dell\u2019opinione che non ci sia grande differenza fra le due parti della citt\u00e0<\/b>. Caotiche, sporche e vissute in egual maniera. \u017divko lentamente fa emergere il suo lato intransigente, chiuso e forse un po\u2019 provinciale.\u00a0<\/span><span style=\"FONT-FAMILY: Arial\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p \/>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"FONT-FAMILY: Arial\">Il sopraggiungere di Maja, attardatasi di qualche metro con gli altri volontari, mi toglie da una situazione che poteva divenire imbarazzante. Dall\u2019italiano, torniamo all\u2019inglese e ascoltiamo le lamentele dell\u2019affamata Maja che non ha ancora pranzato. Decidiamo di fermarci per uno spuntino veloce non appena raggiunto il ponte. Ci sono molti bar e ristoranti nella zona, ne troveremo uno per il nostro chiassoso gruppo. Entrati nell\u2019area pedonale, dove l\u2019asfalto lascia strada ad un <b>pavimento di pietroni affogati nel cemento<\/b>, e i condomini socialisti sono sostituiti da tipiche abitazioni a un piano, in legno e pietra, Maja si ricorda di un locale dove era stata alcune settimane prima. \u00c8 uno dei tanti ristoranti con vista sulla Neretva e sul ponte vecchio. Data l\u2019ora, <b>ci sono pochi turisti<\/b> e riusciamo a sederci in uno dei punti pi\u00f9 belli del terrazzo: a picco sul fiume. \u017divko si siede accanato a me e ricomincia a parlarmi in italiano. Poich\u00e9 nessun altro nel gruppo parla italiano, la lingua diventa per lui una sorta di strumento di esclusione, e inizio a capire che lo fa quando vuole parlarmi di qualcosa senza coinvolgere gli altri. Immancabilemnte ricominciano le sue esternazioni sui musulmani. \u201cChiss\u00e0 che schifo ci daranno da mangiare\u201d \u00e8 la sua frase di esordio. Inizio a essere stanco di questi commenti, ma faccio buon viso a cattivo gioco. Non rispondo, nell\u2019attesa che le sue esternazioni terminino quanto prima. Il picco lo raggiunge quando uno dei volontari versa il caff\u00e8 sulla tovaglia. Con ghigno beffardo, mi guarda ed esclama: \u201cDopo chiss\u00e0 quanti mesi, ora dovranno cambiare la tovaglia; o magari la girano solo al contrario, sperando che la macchia di caff\u00e8 versato non dia troppo negli occhi\u201d.\u00a0<\/span><span style=\"FONT-FAMILY: Arial\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p \/><span style=\"FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: Arial; mso-fareast-font-family: \">Non so se <b>essere infastidito o dispiaciuto per l\u2019acidit\u00e0 dei suoi commenti<\/b>. \u017divko rappresenta le nuove generazioni, coloro che dovrebbero cominciare a voltare pagine, e guardare a un futuro di integrazione e convivenza pacifica. Tuttavia, la situazione \u00e8 ben lontana dalla ritrovata stabilit\u00e0. L\u2019odio, o anche solo la diffidenza, emergono alla prima occasione. Fra una tazza di caff\u00e8 versata e un ennesimo commento di \u017divko, il nostro spuntino termina velocemente. <b>Pronti a fare i turisti in questo sabato assolato<\/b>, mi alzo dal tavolo con la convinzione che, un\u2019amichevole con il Torino Calcio, rimanga un evento pi\u00f9 sicuro del derby di campionato fra Zrinjski e Velez.<\/span> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ottava puntata del diario di Michele Cimmino, in Bosnia Erzegovina con il Servizio Volontario Europeo<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>L&#039;amichevole<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"L&#039;ottava puntata del diario di Michele Cimmino, in Bosnia Erzegovina con 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