{"id":255085,"date":"2006-04-26T00:00:00","date_gmt":"2006-04-26T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2006-04-26T00:00:00","modified_gmt":"2006-04-26T00:00:00","slug":"chernobyl-cosa-c-e-nell-aria-20-anni-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2006\/04\/chernobyl-cosa-c-e-nell-aria-20-anni-dopo\/255085\/","title":{"rendered":"Chernobyl, cosa c&#8217;\u00e8 nell&#8217;aria 20 anni dopo"},"content":{"rendered":"<p><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\"><a href=\"\/immagini_articoli\/200604\/radioattivita.jpg\"><img decoding=\"async\" hspace=\"3\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200604\/chernobyl_12995.jpg\" align=\"left\" vspace=\"3\" border=\"0\" \/><\/a>Chernobyl, in certi punti d&#8217;Europa, \u00e8 un problema ancora oggi, dopo vent&#8217;anni. Il cesio 137, il pi\u00f9 duraturo degli elementi radioattivi sprigionati dall&#8217;incidente, ha difatti una &quot;durata di vita&quot;\u00a0di decine d&#8217;anni e, se nella maggior parte del continente l&#8217;elemento \u00e8 gi\u00e0 tornato ai livelli di prima dell&#8217;incidente, ci sono ancora diversi punti d&#8217;Europa in cui il llivello di attenzione \u00e8 ancora alto. Un monitoraggio coordinato dal Centro di Ricerche di Ispra: per questo n<\/font><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">e parliamo con Marc De Cort, responsabile del <a href=\"http:\/\/rem.jrc.cec.eu.int\/\" target=\"_blank\">Gruppo di ricerca REM (Radioactivity Enviromental Monitoring)<\/a> che fa parte dell\u2019unit\u00e0 Trasport and air quality unit all\u2019istituto IES (Istituto per l\u2019ambiente e la sostenibilit\u00e0) del centro europeo di ricerche. <\/p>\n<p><strong>Quali sono, se ci sono, a vent\u2019anni di distanza, gli effetti di Chernobyl? <br \/><\/strong>\u00abNell\u2019Unione Europea i livelli sono tornati alla normalit\u00e0, ma ci sono ancora dei dati da cui si pu\u00f2 ancora vedere che c\u2019\u00e8 stato un incidente come Chernobyl. In particolare lo si nota in quello che noi chiamamo\u201cSeminatural food\u201d, i cibi naturali che vengono raccolti e lavorati dall\u2019uomo prima di venire distribuiti. <br \/>Per esempio, i funghi cresciuti in luoghi dove c\u2019\u00e8 stato un forte deposito di cesio 137 all\u2019epoca dell\u2019incidente possono contenere ancora una concentrazione alta di quest\u2019elemento. E anche gli animali che li mangiano o mangiano muschi ad altra concentrazione di cesio, come i cinghiali ad esempio, possono avere livelli di cesio al di sopra della norma. Anche le renne scandinave, che mangiano muschi con affinit\u00e0 per il cesio, vengono ancora monitorate, su richiesta delle autorit\u00e0 di quei paesi. In generale, i depositi maggiori erano e sono in Russia, in Ucraina, nella parte centrale della Scandinavia e in Austria: i miotivi per cui l\u2019area \u00e8 cos\u00ec frastagliata \u00e8 che il rilascio radioattivo \u00e8 durato 10 giorni, durante i quali il tempo e i venti sono cambiati pi\u00f9 volte: la nube \u00e8 cos\u00ec andata in diverse direzioni, prima verso la Scandinavia, poi verso sud in Austria.\u00a0 Per questo in Scandinavia il monitoraggio \u00e8 ancora continuo per\u00a0gli animali selvatici, e anche in Inghilterra vengono monitorate le pecore, perch\u00e9 in alcune regioni i prati sono ancora contaminati di cesio 137\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quale \u00e8 l&#8217;elemento radioattivo che si \u00e8 sprigionato, che effetti ha e quanto ce n&#8217;\u00e8 ancora in giro?<br \/><\/strong>\u00abSono stati diversi gli elementi radioattivi sprigionati, ma il cesio \u00e8 quello dall\u2019effetto pi\u00f9 vasto. All\u2019inizio del rilascio si sono rilevati anche stronzio e plutonio, ma si tratta di elementi con una natura tale che i livelli di rischio non sono andati oltre i 100-200 chilometri oltre la centrale. Il cesio invece \u00e8 pi\u00f9 volatile: anche se lo Iodio, per esempio, \u00e8 molto volatile e un tasso alto di quest\u2019elemento si \u00e8 rilevato pi\u00f9 o meno in tutta Europa, ma comincia a deperire dopo 8 giorni, mentre il cesio ha vita di 30 anni, dpodich\u00e9 diminuisce del 50%. Il che significa che dopo sessant\u2019anni ci sar\u00e0 ancora in giro il 25% di quello che \u00e8 stato sprigionato. Per\u00f2 c\u2019\u00e8 da sottolineare che \u00e8 per la nostra catena alimentare i problemi sono gi\u00e0 finiti, quello che arriva nelle nostre borse ha ormai livelli di radioattivit\u00e0 simili a quelli di prima di Chernobyl. E per dare un\u2019informazione completa, ci sono molti cibi che non hanno mai sorpassato i 600 becquerel per chilogrammo, cio\u00e8 il limite massimo secondo le norme europee. Certo, abbiamo trovato alcuni livelli pi\u00f9 alti per il latte, solo per\u00f2 nel periodo subito dopo l\u2019incidente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quanto ha inciso e incide da noi un incidente accaduto migliaia di chilometri pi\u00f9 in l\u00e0?<br \/><\/strong>\u00abQuell\u2019incidente ha influenzato i tassi di radioattivit\u00e0 in alcuni luoghi d\u2019Italia, soprattutto per iodio e cesio, ma non posso essere pi\u00f9 certo della situazione, non essendo al corrente delle contromisure adottate dalle autorit\u00e0. Di iodio sicuramente ne \u00e8 stato trovato un po\u2019 ovunque, ma come ho anticipato, bastava aspettare un paio di mesi e tutto sarebbe tornato come prima. Per il cesio la questione \u00e8 diversa, ma come dicevo il tasso dipende anche dalla contromisure adottate\u00bb<\/p>\n<p><strong>Quali contromisure erano possibili?<br \/><\/strong>\u00abPer esempio, dare da mangiare alle mucche qualcosa di diverso rispetto all\u2019erba di un prato ad alto tasso di cesio. Alcune amministrazioni l\u2019hanno imposto\u00bb <\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 cambiato lo studio sulla sicurezza ambientale dopo quell&#8217;incidente?<br \/><\/strong>\u00abIl monitoraggio della radioattivit\u00e0 c\u2019era anche prima dell\u2019incidente, ma certamente dopo \u00e8 stato raffinato\u00a0\u00a0<a href=\"\/immagini_articoli\/200604\/radioattivita.jpg\" target=\"_blank\"><strong><font size=\"2\">(vedi la cartina realizzata dal ccr con i dati raccolti)<\/font><\/strong><\/a>: un grande sforzo \u00e8 stato compiuto per prepararsi ad un incidente, e le autorit\u00e0 hanno preso misure per migliorare o installare la rete di monitoraggio automatico. Si tratta di detettori (cio\u00e8 apparecchi rilevatori, ndr) di radiazioni che misurano continuamente radioattivit\u00e0 di aria e ambiente, e trasmettono valori che lo inviano ad una database centrale a livello nazionale. Quando una nube radioattiva passa da un territorio che ha un detettore, scatta l\u2019allarme e l\u2019autorit\u00e0 viene subito informata. Noi raccogliamo, a livello UE, tutti i dati provenienti delle reti nazionali, e ogni giorno siamo in grado di monitorare la situazione delle radiazioni nell\u2019Unione. Inoltre, acquisiamo anche i dati che ci fornisce la Russia e altri paesi: in tutto i paesi coinvolti nel progetto EURDEP (european radiological data exchange platform) sono 30. Questo \u00e8 lo sforzo per essere informati il pi\u00f9 presto possibile per prendere misure pi\u00f9 veloci e pi\u00f9 aromoniche.<br \/>Dopo Chernobyl \u00e8 stato creato anche un sistema di emergenze di informazioni, l\u2019ECURIE (European Community Urgent Radiological Information Exchange). Questo sistema \u00e8 obbligatorio: le autorit\u00e0 competenti devono segnalare se nel loro territorio c\u2019\u00e8 aumento di radio attivit\u00e0 che necessit\u00e0 di una contromisura con un messaggio codificato, una specie di \u201csos\u201d specifico, informa gli altri paesi dell\u2019unione dei dati essenziali, come il luogo in cui \u00e8 avvenuto l\u2019incidente e il tasso di radioattivit\u00e0, che cos\u00ec diventa noto subito a tutti i pesi dell\u2019Unione. Poi, le reazioni sono demandate singolarmente ad ogni stato coinvolto, anche se ci sono accordi tra nazioni, per organizzare l\u2019aiuto in caso di emergenza. Infine ab<font face=\"Courier New\" size=\"2\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\" size=\"3\">biamo creato un\u00a0sistema, chiamato Ensemble,\u00a0composto da una rete di una ventina di centri meteorologici nell&#8217; UE, ma anche in America (Stati Uniti, Canada) e Asia (Giappone, Korea del Sud), per scambiare e statisticamente confrontare le previsioni sulla dispersione atmosferica della radioattivit\u00e0 in caso di emergenza nucleare e che, in altre parole, verifica dove sta andando la nube radioattiva in caso di incidente\u00bb.<br \/><\/font><\/font><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutta Europa monitorata per verificare a che livello \u00e8 ancora il cesio 137, con qualche buona notizia. 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