{"id":266195,"date":"2003-02-25T00:00:00","date_gmt":"2003-02-25T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2003-02-25T00:00:00","modified_gmt":"2003-02-25T00:00:00","slug":"sotto-e-sopra-la-strada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2003\/02\/sotto-e-sopra-la-strada\/266195\/","title":{"rendered":"Sotto e sopra la strada"},"content":{"rendered":"<table height=\"120\" cellspacing=\"6\" cellpadding=\"0\" width=\"99%\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"100%\" height=\"1\"><font face=\"Arial\" color=\"#ff0000\" size=\"2\"><i>di Luca Gricinella<\/i><\/font> <\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"3\">Durante la notte nelle zone popolari di Bucarest i cumuli di rifiuti si trasformano in fal\u00f2 maleodoranti mentre frotte di cani randagi abbaiano alle macchine e alle persone in transito. Oggi, 14 agosto 2000, lasciamo questa metropoli di cemento dall&#8217;aspetto polveroso e dai marciapiedi invasi da cocomeri in vendita a circa 300 \u00a3 l&#8217;uno. Lo stesso termometro che durante l&#8217;inverno scende venti gradi sotto lo zero, ora ne segna trentacinque, cos\u00ec sull&#8217;asfalto rimangono le tracce del nostro passaggio. In poco pi\u00f9 di due settimane, tramite la Fundatia Parada, i miei cinque compagni di viaggio e io abbiamo conosciuto gli effetti di scelte povere: nel paese dove lo stipendio medio supera appena i cento dollari, troppi genitori hanno deciso di tenere alcuni figli e abbandonarne altri o semplicemente di disfarsene. Raggiunti i diciotto anni, i ragazzi, a norma di legge, vengono cacciati dagli orfanotrofi e buttati in strada; molti scappano prima e, per lo pi\u00f9, arrivano nella capitale. Nove anni fa, Miloud Oukili, ventottenne clown franco-algerino, ha deciso di fermarsi qui per aiutare i ragazzi che vivono sulla strada. Insegnando loro l&#8217;arte della clownerie, e con la condizione di non drogarsi pi\u00f9 con la colla, molti ce l&#8217;hanno fatta e ora vivono negli appartamenti sociali, sono tornati dai loro genitori o si sono creati una vita autonoma: il motto di Parada \u00e8 &quot;Un naso rosso contro l&#8217;indifferenza&quot;. Emil, ventuno anni, assistente sociale della fondazione, parla bene italiano, e sar\u00e0 un punto di riferimento importante per entrare in contatto anche con i gruppi che vivono ancora nei sotterranei, a ridosso delle condutture fognarie. Lui \u00e8 uno dei responsabili del caravan, furgoncino che tutte le notti si ferma in due o tre zone per portare da mangiare minestra e pane, ed eventualmente, per distribuire medicinali. Rafael, ventunenne, oltre a vivere in un appartamento sociale, riceve un piccolo stipendio da Parada perch\u00e9 comincia ad avere delle responsabilit\u00e0 educative. Anche lui sar\u00e0 un tramite fondamentale per le traduzioni, la fiducia, e l&#8217;esperienza di undici anni sulla strada.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"3\"><b>Centro di giorno<br \/><\/b>Nella sede della fondazione, il &quot;centro di giorno&quot;, ogni mattina i ragazzi, ex sulla strada e no, si ritrovano per svolgere gli allenamenti da giocolieri, per disegnare, per partecipare al laboratorio teatrale, per apprendere le nozioni basilari di matematica e lettere, o semplicemente per chiacchierare. Miloud in questi giorni non c&#8217;\u00e8, non si sa bene quando dovrebbe arrivare, ma il centro \u00e8 affollato perch\u00e9 i ragazzi sanno che acquistando buona disciplina e costanza di allenamento, prima o poi faranno parte di un gruppo che si esibir\u00e0 temporaneamente all&#8217;estero. Il loro amico francese infatti decider\u00e0 chi portare con s\u00e9 in una delle frequenti tourn\u00e9e in Italia, Francia e Germania. Proprio durante l&#8217;ultimo carnevale, nella zona di Venezia, abbiamo passato qualche giorno a contatto con Miloud e una quindicina di ragazzi romeni che, ospitati in famiglie italiane, lo hanno accompagnato. In quei giorni abbiamo iniziato a girare un video-documentario e la prima sera Miloud ci ha detto che per realizzare qualcosa di veramente utile saremmo dovuti andare in Romania. Eccoci qua. Emil vorrebbe portare alcuni di noi da Alex, un ragazzo che vive in strada con la sua famiglia. Rafael va a Dristor e ci chiede chi lo vuole accompagnare. Ci separiamo, andiamo.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"3\"><b>Alex\u00a0<\/b><br \/>Alex vive in uno spiazzo all&#8217;aperto pieno di sterpaglie e rifiuti ma delimitato da un muro e un cancello fatiscente. Questa \u00e8 la sua casa, non vuole andarsene, ha paura di perderla, anche perch\u00e9 lavando la macchina di un signore arabo che abita nelle vicinanze, guadagna qualcosa. Quando piove forte va nel sottoscala del palazzo di fronte, oppure si ripara sotto un telo di plastica. Qui vivono anche Ionutz, otto anni, e sua madre, ma loro ogni tanto riescono a essere ospitati dalle suore. La signora ha quarantanove anni, suo marito \u00e8 morto cinque anni fa e lei ha avuto una crisi depressiva; avevano una casa, ma c&#8217;\u00e8 chi ha approfittato delle sue condizioni precarie per farle firmare un contratto di cessione gratuita, cos\u00ec la donna e suo figlio si sono ritrovati in strada. Mentre parliamo seduti intorno ai materassi dove dormono, lei sembra rassegnata, stanca, ma Ionutz \u00e8 sveglio, allegro, vivace. Alex ci mostra orgoglioso le colorate immagini religiose che ha disegnato sui muri del suo spazio vitale. Ci lasciamo con una promessa: cucinare per loro un piatto italiano.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"3\"><b>Dristor\u00a0<\/b><br \/>L&#8217;appartamento in cui sono ospitato insieme coi miei compagni di viaggio fa parte di un quartiere popolare in cui si vive molto negli spiazzi sotto casa. Il palazzo (bloc) dista cinque minuti a piedi dalla fermata del metro Dristor. Qui, di fianco a un McDonald&#8217;s, si \u00e8 stanziato un gruppo di ragazzi di strada, i pi\u00f9 piccoli. Rafael \u00e8 con me, i ragazzi mi circondano, sembrano felici, cantano mentre il loro compagno Mele suona un&#8217;armonica a bocca. Alcuni sono davvero magri e piccoli, chi dimostra nove anni in realt\u00e0 ne ha quindici. Le loro labbra sono macchiate del grigio della colla liquida che continuano a respirare dagli inseparabili sacchetti. Quando capito vicino a uno di questi, l&#8217;odore \u00e8 forte, come quei solventi tossici utili per sciogliere proprio le colle potenti. Mele, con il suo dignitoso inglese, e Tockio, chiedendo la traduzione di Rafael, parlano di Ges\u00f9 come se raccontassero la favola di Pinocchio ripetuta a memoria, augurano buona fortuna a me e tutta la mia famiglia, non mollano la stretta di mano. Non tutti si sono avvicinati, qualcuno \u00e8 rimasto sdraiato per terra, altri sono in attesa di ricevere un avanzo dai tavolini esterni del McDonald&#8217;s o giocano con i loro cani. Il gruppo \u00e8 tutto maschile e la gerarchia \u00e8 vincolata all&#8217;et\u00e0: i pi\u00f9 grandi possono prendere a calci i pi\u00f9 piccoli. Dormire \u00e8 un problema per tutti, perch\u00e9 chi vive in strada durante la notte deve stare attento che non gli succeda niente, quando invece sorge il sole pu\u00f2 dedicare qualche ora al sonno. Comunque i ragazzi sono vivaci, cercano in tutti i modi di comunicare con lo straniero: prometto a Mele di spedirgli dall&#8217;Italia un&#8217;armonica pi\u00f9 grande, e me ne vado convinto di tornare a trovarli. Arrivato a casa so da Daniele che il giorno prima ha promesso ai ragazzi di comprare un pallone per giocare a calcio con loro.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"3\"><b>Brancoveanu\u00a0<\/b><br \/>Non siamo sicuri di poter andare a trovare anche i ragazzi di Brancoveanu: Emil dice che sono i pi\u00f9 grandi e che ultimamente sono incazzati con Miloud per divergenze sugli aiuti apportati loro. Quando ci capita di incontrare qualcuno di questo gruppo al centro di giorno, non sembra n\u00e9 pericoloso n\u00e9 violento. Mia \u00e8 tornata con loro da poco, prima sembrava una delle ragazze con pi\u00f9 chances di uscita, ora ha ripreso a drogarsi. Da lei, che avevamo gi\u00e0 conosciuto in Italia, riceviamo un invito per andare a trovarla a Brancoveanu; nel frattempo Emil ci confida che con lui i ragazzi in fin dei conti sono tranquilli, quindi prima o poi andremo anche noi. L&#8217;occasione si presenta una sera con il caravan: l&#8217;et\u00e0 media di ragazzi e ragazze \u00e8 ventitr\u00e9 anni, durante le presentazioni sono tutti gentili, sotto la tettoia qualcuno \u00e8 sdraiato in terra, altri guardano la televisione (sono riusciti ad attaccarsi alla corrente elettrica). Una ragazza molto bella, dai tratti stranamente sudamericani, ha in braccio suo figlio di sei mesi, quando arriver\u00e0 l&#8217;inverno sar\u00e0 un problema. Anche lei parla italiano perch\u00e9 in passato ha partecipato a qualche tourn\u00e9e. Uno dei miei compagni di viaggio, Manuel, continua a giocare con una bambina di tredici anni che in realt\u00e0 ne dimostra nove: il giorno dopo verremo a sapere che si prostituisce. Il capo del gruppo \u00e8 davvero incazzato, la zuppa portata dal caravan non gli piace, \u00e8 &quot;sempre la stessa&quot;, e qualche minuto dopo &quot;invita&quot; Manuel ad assaggiarne un mestolo pieno per fargli capire quanto faccia schifo. Suo fratello, Iulian, \u00e8 pi\u00f9 tranquillo, con la sua ragazza ci raccontano del loro bambino: anche se \u00e8 stato affidato a una signora, ogni tanto possono andarlo a trovare.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"3\"><b>Victoriei\u00a0<\/b><br \/>Nei sotterranei di uno dei tanti palazzi di Bucarest mai finiti di costruire, vivono in piccole stanze, quelle che dovevano essere le cantine, due gruppi di ragazzi. Le pareti sono occupate da donne nude, idoli dei teen-agers, e candele appese che emettono una luce fioca. Qui ci sono i letti, tutto ha la parvenza di una vera e propria stanza. I ragazzi sono ospitali, sorridenti, ascoltano la radio e ci fanno accomodare seduti sui loro materassi. Nel dirigerci da una stanza all&#8217;altra c&#8217;\u00e8 buio pesto, Rafael mi prende per mano, lui conosce la strada; l&#8217;odore di escrementi \u00e8 forte. Dopo aver fatto due battute sul calcio, d&#8217;altronde agli europei appena trascorsi si \u00e8 giocata Italia-Romania, torniamo in superficie, cos\u00ec i ragazzi riempiranno le loro pentole con la minestra del caravan. Ci invitano a tornare di giorno per chiacchierare, andare al parco e, se vogliamo, fare delle riprese, e delle foto. Il caravan riparte e si dirige verso la stazione.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"3\"><b>Gara de Nord\u00a0<\/b><br \/>Emil ci ha detto che i ragazzi di Gara de Nord sono i pi\u00f9 sporchi e i pi\u00f9 numerosi. Accostiamo con il pulmino in un parcheggio di pullman dove ci sono due ragazze, una di loro va a cercare gli altri del gruppo. Restiamo qui mezz&#8217;ora, circa trenta persone vengono a prendere da mangiare e, per la prima volta, vedo la dottoressa distribuire molti medicinali. Qualcuno parla un buon inglese, quindi si riesce a discutere serenamente della difficolt\u00e0 di trovare lavoro. I cani randagi in mezzo alla strada sono veramente tanti, e c&#8217;\u00e8 una forte atmosfera di desolazione nella via, dove passa una macchina ogni cinque minuti. Una prostituta che non fa parte del gruppo si avvicina per chiedere dei medicinali e, appena capisce che noi siamo italiani, ci tiene a presentarsi. Subito si vuole assicurare del fatto che non mi drogo con la colla, poi comincia a parlare di Milano ma non capisco bene il suo misto di romeno, inglese, e italiano. Abbiamo visto solo una piccola parte del gruppo, anche loro si sono dimostrati felici di conoscere dei coetanei stranieri.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"3\"><b>Pasajul Unirii\u00a0<\/b><br \/>Un altro caravan: all&#8217;imbrunire scendiamo a piedi in un sottopassaggio dove le macchine arrivano a tutta velocit\u00e0 e il marciapiede \u00e8 praticamente inesistente. Dopo trecento metri, sotto, fra le corsie opposte, si sviluppa uno spartitraffico, qui c&#8217;\u00e8 una porticina. Uno dei ragazzi apre con la chiave e accende la luce (anche loro sono riusciti ad attaccarsi alla corrente): qualche letto, e un piccolo ventilatore, lo rendono orgoglioso della sua stanza dove si concentra un inquinamento pauroso. Mentre risaliamo il ragazzo cammina tranquillamente di fianco al marciapiede senza preoccuparsi delle macchine che sfrecciano suonando i clacson.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"3\"><b>Una festa, la partita\u00a0<\/b><br \/>Miloud \u00e8 tornato e a casa sua, poco prima che parta di nuovo, si festeggia il diciottesimo compleanno di Marius. Sulla musica dei Vama Veche, gruppo rock romeno molto conosciuto, autore di una cover di Hotel California, trasformata in Hotel Cismigiu, i ragazzi cantano e ballano. Non riusciamo a convincerli che quella canzone non \u00e8 opera dei loro idoli locali, ma di un gruppo statunitense. Miloud ci confider\u00e0 che \u00e8 raro vedere tutte queste persone di Parada nel suo appartamento. Siamo alla vigilia della partita di calcio con il gruppo di Dristor, con loro siamo entrati in confidenza e molti cominciano ad affezionarsi; Mele, che ha solo nove anni meno di me, mi dice, non per la prima volta, che sar\u00f2 un buon padre e rinnova i saluti alla mia famiglia. L&#8217;arbitro \u00e8 Rafael, gli piace fischiare urlando &quot;off side&quot;, cos\u00ec si gioca un po&#8217; a singhiozzo: Mele, Tockio, Marian e i loro compagni non abbandonano il sacchetto di colla neanche durante la partita. Nonostante questo i ragazzi corrono pi\u00f9 di noi, qualcuno gioca bene, ma la nostra squadra assortita di romeni, italiani e due giornalisti tedeschi, Nina e Hannes, vince ai rigori meritandosi la bottiglia di Coca Cola calda che era in palio. Subito dopo i ragazzi si tuffano nello stagnante lago artificiale del parco, come loro abitudine. Quando ci separiamo Mele \u00e8 triste, vuole che Rafael ci traduca una frase: &quot;oggi ho sentito il vostro cuore, vi ringrazio, non dimenticher\u00f2&#8230;&quot; Piangendo, ci regala un fumetto in romeno e questo \u00e8 il primo momento in cui imbarazzo e tristezza sono palpabili in tutto il nostro gruppo.<\/font><\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"3\"><b>Partenza\u00a0<\/b><br \/>Dopo aver festeggiato con i ragazzi dell&#8217;appartamento due compleanni in due giorni, partiamo. Ci siamo affezionati a molte persone qui a Bucuresti, nella mia cronaca ho tralasciato i furti, e altri episodi spiacevoli che comunque non intaccano il ricordo intenso di questo viaggio nella realt\u00e0 sotterranea della capitale di un paese povero. Dopo due settimane incontriamo Miloud, \u00e8 qui in Italia per delle conferenze, lo raggiungiamo a Bassano del Grappa: sembra (quando si \u00e8 fuori Bucarest non si possono ricevere notizie chiare perch\u00e9 la capitale romena \u00e8 una citt\u00e0 che va vissuta in diretta) che la polizia abbia compiuto dei raid, e alcuni ragazzi di Dristor ora sono in prigione, dove all&#8217;ordine del giorno ci sono botte e violenza sessuale. Sorte meno amara per i ragazzi di Pasajul Unirii: la loro stanza \u00e8 andata a fuoco.<\/font> <\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"100%\" height=\"21\">\n<p align=\"right\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"100%\" height=\"21\">\n<p align=\"right\"><font face=\"Arial\" color=\"#ff0000\" size=\"2\"><br \/><\/font><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;esperienza di un gruppo di ragazzi italiani a Bucarest<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Sotto e sopra la strada<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"L&#039;esperienza di un gruppo di ragazzi italiani a Bucarest\" \/>\n<meta name=\"robots\" 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