{"id":270000,"date":"2005-10-27T00:00:00","date_gmt":"2005-10-27T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2005-10-27T00:00:00","modified_gmt":"2005-10-27T00:00:00","slug":"un-impero-di-legno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2005\/10\/un-impero-di-legno\/270000\/","title":{"rendered":"Un impero di legno"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\"><img decoding=\"async\" hspace=\"3\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200510\/mongolfiera.jpg\" align=\"right\" vspace=\"3\" border=\"0\" \/>I mobili in scatola sono stati inventati per caso. L&#8217;uomo a cui va attribuito il merito &#8211; o il demerito &#8211; \u00e8 <strong>Gillis Lundgren<\/strong>, un giovane designer svedese che lavorava per un piccolo fabbricante di mobili. Lundgren ha ottenuto molti successi: ha fondato lo studio di progettazione che ha inventato una libreria chiamata Billy e un divano chiamato Klippan. Ma la rivoluzione \u00e8 cominciata parecchio tempo fa.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Accadde <strong>nel 1956 ad <a href=\"http:\/\/www.almhult.se\/\" target=\"_blank\">\u00c0lmhuIt<\/a><\/strong>, una remota cittadina agricola perennemente coperta di neve della contea di Sm\u00e0land, nel sud della Svezia, Lundgren si trovava accanto a un&#8217;auto con un collega e si rese conto che il massiccio tavolo di legno che aveva davanti non sarebbe mai entrato nel portabagagli. A quel punto pronunci\u00f2 la frase che avrebbe cambiato una cultura: &quot;Oddio, ci toccher\u00e0 smontare le gambe e<span style=\"mso-spacerun: yes\">\u00a0 <\/span>metterle sotto&quot;.<span style=\"mso-spacerun: yes\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Smontare quelle gambe non permetteva solo di far entrare il tavolo in auto. L&#8217;inscatolamento dei mobili, elevato allo status<span style=\"mso-spacerun: yes\">\u00a0<\/span>di filosofia onnicomprensiva, ha cominciato presto a fare miracoli. Ha eliminato il costo del trasporto di enormi quantit\u00e0 di aria quando un prodotto veniva trasferito dalla fabbrica al negozio. In modo quasi furtivo, ha spostato uno dei compiti che costavano pi\u00f9 tempo e denaro, quello di montare i pezzi, dal venditore al compratore.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Arredare una casa diventava facile e il<span style=\"mso-spacerun: yes\">\u00a0<\/span>datore di lavoro di Lundgren, il figlio di<span style=\"mso-spacerun: yes\">\u00a0 <\/span>un agricoltore locale chiamato Ingvar Kamprad, era destinato a diventare l&#8217;uomo pi\u00f9 ricco del mondo e a sfilare pi\u00f9 di undici miliardi di euro all&#8217;anno dai portafogli degli abitanti di 31 paesi.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\"><img decoding=\"async\" hspace=\"3\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200510\/carrelli.jpg\" align=\"left\" vspace=\"3\" border=\"0\" \/>L&#8217;inscatolamento ha reso i mobili estremamente economici: hanno perso il valore sentimentale che avevano e che tramandavano da una generazione all&#8217;altra, e sono diventati qualcosa di transitorio e fugace. Tanto che in un umido sabato di qualche tempo fa, nell&#8217;affollatissimo centro Ikea di Brent Park, nel nord di Londra, una giovane coppia ha potuto scambiarsi le seguenti frasi davanti a un comodino Lack: &quot;Costa solo otto sterline&quot;. &quot;Ma non ne abbiamo bisogno&quot;. &quot;Sono solo otto sterline!&quot; &quot;Ma non&#8230; D&#8217;accordo, d&#8217;accordo. Come vuoi tu&quot;.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"Arial\"><br \/><strong>Conservare la radici<\/strong><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">In primavera la strada che porta ad \u00c0lmhuit attraversa campi coperti di neve, dove cataste di legna sono ammucchiate con una precisione tipicamente svedese. Secondo un entusiastico opuscolo pubblicato dal consiglio comunale, la cittadina offre &quot;jazz, caccia e danza moderna&quot;. \u00c8 un posto strano per essere la culla della rivoluzione dell&#8217;arredamento domestico, e ancora pi\u00f9 strano \u00e8 che l&#8217;impero globale di Ikea sia ancora gestito da un anonimo complesso di edifici alla periferia della citt\u00e0, vicino alla ferrovia. &quot;\u00c8 importante conservare le proprie radici&quot;, spiega l&#8217;amministratore delegato Anders Dahivig.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"213\" hspace=\"3\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200510\/ingresso.jpg\" width=\"277\" align=\"right\" vspace=\"3\" border=\"0\" \/>Partendo da qui, nell&#8217;arco di 60 anni Ikea ha gradualmente conquistato l&#8217;Europa, l&#8217;America settentrionale, l&#8217;Australia e adesso anche la Russia e la Cina. All\u2019inizio aveva un unico negozio ad \u00c0lmhuit, ma oggi l&#8217;azienda possiede 186 punti vendita e ha 76mila dipendenti -anche se Ikea preferisce parlare di &quot;risorse umane&quot;.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Si \u00e8 detto spesso che Ikea ha rivoluzionato la nostra vita e si \u00e8 detto altrettanto spesso che il suo servizio clienti fa schifo, che gli ingorghi davanti ai negozi sono intollerabili e che le istruzioni per montare i mobili sono a volte indecifrabili. La amiamo e la odiamo, ci fidiamo di lei e la critichiamo &#8211; quasi non fosse un negozio, ma qualcosa di molto pi\u00f9 coinvolgente dal punto di vista emotivo: una squadra di calcio, la chiesa o il governo.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Quantificare la diffusione di Ikea nel mondo fa girare la testa. L&#8217;anno scorso i suoi negozi sono stati visitati da 310 milioni di persone. Secondo alcune stime, in Gran Bretagna le persone che visitano i centri Ikea il sabato sono il doppio di quelle che vanno in chiesa. Si calcola che il 10 per cento degli europei attualmente in vita sia stato concepito in un letto Ikea.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Alla fine di agosto l&#8217;azienda aprir\u00e0 nuovi punti vendita ad Amsterdam, Lisbona, Mosca, Kazan (la capitale dell&#8217;ex repubblica sovietica del Tatarstan), Siviglia, Manriheim, Napoli, Minneapolis, Filadelfia e New York. Il secondo punto vendita Ikea in Cina, quello di Shanghai, \u00e8 stato inaugurato l&#8217;anno scorso, e il primo giorno \u00e8 stato visitato da 80mila persone.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"Arial\"><br \/><strong>Zelo missionario<\/strong><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Questo porta la porzione di globo coperta dai punti vendita Ikea a 3.979.600 metri quadrati. La filiale di <strong>Kungens Kurva, a Stoccolma<\/strong>, \u00e8 la pi\u00f9 grande del mondo: occupa 55.200 metri quadrati, l&#8217;equivalente di otto stadi olimpici. Queste cifre si riferiscono solo ai negozi al dettaglio e non comprendono i dieci milioni di metri cubi di depositi che la societ\u00e0 possiede in posti come ShahAlam in Malesia, Perryville nel Marylande Peterborough in Gran Bretagna.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Ikea ha impostato il suo progetto di dominio del mondo con zelo missionario. Nel 1976 <strong>Kamprad <\/strong>ha racchiuso il suo pensiero in un iperbolico saggio intitolato II testamento di un commerciante di mobili, in cui esprime il &quot;sacro erede&quot; di Ikea e il suo messaggio evangelico sulla necessit\u00e0 di salvezza. &quot;\u00c8 nostro dovere espanderci &quot;, scrive. &quot;Coloro che non possono o non vogliono unirsi a noi vanno compatiti. Quello che vogliamo fare possiamo farlo insieme, e lo faremo. Ci aspetta un glorioso futuro!&quot;.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">La sensazione che Ikea sia qualcosa di pi\u00f9 di un&#8217;impresa capitalistica di grande successo &#8211; e che sia pi\u00f9 simile a una setta, anche se adora il legno di pino naturale e le chiavi Allen &#8211; si fa strada appena si arriva ad \u00c0lmhuit.<span style=\"mso-spacerun: yes\">\u00a0 <\/span>&quot;Quando sono arrivato qui ho avuto la sensazione di essere diventato una persona completa&quot;, spiega con gli occhi che brillano Peter Keerberg, il capo del laboratorio che produce il catalogo Ikea. Sono arrivato agli stabilimenti poco dopo le nove di mattina nel bel mezzo del fika, una pausa caff\u00e8 meticolosamente programmata. Molti dei dipendenti erano gi\u00e0 al lavoro da due ore. Keerberg culla tra le mani la sua tazza di caff\u00e8 e osserva con orgoglio i suoi eleganti impiegati: &quot;Vogliamo rendere la vita migliore a molte persone&quot;. E aveva l&#8217;aria di crederci sul serio. L&#8217;anno scorso sono state stampate e distribuite oltre <strong>130 milioni di copie del catalogo <img decoding=\"async\" hspace=\"3\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200510\/catalogo.jpg\" align=\"right\" vspace=\"3\" border=\"0\" \/>Ikea<\/strong>, molte pi\u00f9 di quelle della Bibbia. Il catalogo \u00e8 la principale arma di propaganda dell&#8217;azienda e offre a tutti l&#8217;inebriante illusione che la propria caotica casa possa essere trasformata in un ordinato paradiso svedese semplicemente aggiungendo un tavolo Ingo qui, uno sgabello Oddvar l\u00ec e magari una poltrona Klackbo vicino al caminetto, proprio accanto ai due graziosi bambini scandinavi che giocano a dama. Ma \u00e8 una promessa che non pu\u00f2 essere mantenuta fino in fondo. Il perch\u00e9 lo si capisce quando ci si addentra negli studi di \u00c0lmhuit dove viene realizzato il catalogo, un enorme spazio che assomiglia a un set cinematografico, in cui circa 40 operai sono impegnati a sistemare finti soffitti e muri per creare stanze adatte alle fotografie, e a dipingere sfondi di colline coperte di neve su teli di mussola da appendere dietro alle finestre finte.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\"><strong>Karen Lundberg<\/strong>, che si occupa del catalogo, si aggira tra gli studi per controllare le scenografie. &quot;La cucina deve essere piena di gioia!&quot;, dice a un certo punto, ma non sta sorridendo. Finalmente \u00e8 tutto chiaro: i mobili Ikea sembrano meravigliosi perch\u00e9 la stanza \u00e8 stata costruita esclusivamente per farli sembrare meravigliosi. Accanto agli studi ci sono varie stanze piene di oggetti che servono a creare questo effetto: migliaia di libri tutti verdi, rossi o azzurri per far s\u00ec che le librerie siano in sintonia con i tappeti e le coperture dei divani letto.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Come almeno una delle altre grandi religioni del mondo, quella di Ikea \u00e8 nata in una capanna. Era di due soli metri quadrati, del tipo usato per i bidoni del latte, e il giovane Kamprad la scelse come base della sua nascente attivit\u00e0 di consegna di fiammiferi, accendini e calze di<span style=\"mso-spacerun: yes\">\u00a0<\/span>nylon ordinati per corrispondenza dagli abitanti della contea di Sm\u00e0land.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Per risparmiare si faceva dare un passaggio dai camion che trasportavano il latte. Ancora oggi la contea e una zona rocciosa e battuta dal vento, che genera nei suoi abitanti quell&#8217;austerit\u00e0 e quel senso pratico che Ikea ha dimise in tutto il mondo: si dice che negli anni novanta l&#8217;azienda abbia immesso sul mercato una linea di cornici fabbricate interamente con gli scarti di gomma della Volvo.<\/p>\n<p><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"Arial\"><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"Arial\"><strong>Mucche e sveglie<\/strong><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Una grande preoccupazione &#8211; quella del valore morale del lavoro &#8211; sembra aver tormentato Kamprad fin dalla giovinezza. Questa ossessione trova espressione soprattutto nel mito fondante dell&#8217;azienda, una bizzarra storia che ad \u00c0lmhuit molti impiegati potrebbero recitare a memoria, riportata in un numero recente della newsletter interna Readme. La storia \u00e8 ambientata nella fattoria del padre di Kamprad, che si chiamava Elmtaryd, nella parrocchia di Agunnaryd &#8211; da cui derivano la &quot;e&quot; e la &quot;a&quot; che seguono le iniziali di Kamprad per formare il nome Ikea &#8211; e il tono, tipico delle comunicazioni interne dell&#8217;azienda, \u00e8 quello di una favola morale per bambini: &quot;Da giovane Ingvar Kamprad era pigro e non voleva alzarsi dal letto per mungere le mucche della fattoria di suo padre. &#8216;Brutto dormiglione! Non combinerai mai niente di buono!&#8217;, diceva suo padre. Ma un giorno, per il suo compleanno, Ingvar ricevette una sveglia.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">\u201cDa oggi comincer\u00f2 una nuova vita\u201d, decise. Regol\u00f2 la sveglia alle sei meno venti e stacc\u00f2 il bottone che serviva per spegnerla.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Quando scrisse il <i>testamento di un commerciante<\/i> di mobili, la visione di Kamprad si era ormai delineata. Si era fatta pi\u00f9 evangelica e, potremmo dire, pi\u00f9 inquietante. \u201cSi possono fare tante cose in dieci minuti\u201d, scrive. \u201cUna volta passati, dieci minuti sono andati per sempre. Dividi la tua vita in blocchi di dieci minuti e dedica una parte minima ad attivit\u00e0 prive di significato\u201d. Questa etica della crescita individuale pervade tutta l\u2019azienda. Durante un\u2019intervista in una grande sala, improvvisamente i dipendenti si sono riuniti al centro della stanza e hanno cominciato a fare stretching. La donna che stavo intervistando ha guardato il suo orologio: \u201cSono le 15.30, l\u2019ora della pausa per la ginnastica\u201d.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">A pranzo ho chiesto a una designer se tutti i dipendenti dell\u2019azienda erano energici e laboriosi come sembravano. \u201c\u00c8 chiaro che anche qui ci sono persone un po\u2019 pigre, come ovunque\u201d, mi ha risposto. \u201cMa non sono\u2026\u201d. A quel punto si \u00e8 fermata, come se non trovasse la parola giusta. In realt\u00e0 si stava chiedendo se quello che voleva dire suonava offensivo. \u201cNon sono svedesi\u201d, ha concluso.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\"><strong><img decoding=\"async\" hspace=\"3\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200510\/kamprad2.jpg\" align=\"left\" vspace=\"3\" border=\"0\" \/>Kamprad, 78 anni,<\/strong> ha ormai affidato il controllo quotidiano dell\u2019azienda ad altri, ma il suo carattere ossessivo e la sua zelante frugalit\u00e0 sono penetrati in ogni angolo di Ikea. Tutti sanno che gli alti dirigenti volano da un paese all\u2019altro in Europa con compagnie a basso costo e pernottano in alberghi economici.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Si dice che quando Kamprad consuma una bibita nel frigo dell\u2019albergo va subito nel pi\u00f9 vicino supermercato per sostituirla a poco prezzo. <\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">\u201cSpendere denaro inutilmente \u00e8 una malattia\u201d, spiega G\u00f6ran Nilsson, fino a poco tempo fa il responsabile di Ikea per la Gran Bretagna, che ho incontrato nel nuovo centro di distribuzione di Peterborough.\u201dSe in un albergo mi mettessero in conto qualcosa di inutile, mi creerebbe un conflitto interiore\u201d.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">La crociata morale di Ikea si estende anche ai consumatori. Che ci piaccia o no, l\u2019azienda vuole insegnarci il valore del duro e onesto lavoro. Il montaggio fai da te, in questa ottica, \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 di un modo per ridurre i costi: \u00e8 uno strumento di evangelizzazione, concepito per farci sudare e crescere come persone (e se quando arriviamo a casa ci accorgiamo che nella scatola manca qualche pezzo, la sfida \u00e8 ancora pi\u00f9 grande).<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Nei ristorante Ikea inglesi c\u2019\u00e8 un cartello con la scritta \u201cPerch\u00e9 devo sparecchiare la tavola?\u201d. La risposta che segue accenna al risparmio sui costi, ma \u00e8 evidente che dietro c\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 insistente e moralistico. \u201cIkea \u00e8 un posto dove non puoi stare con le mani in tasca\u201d, spiega Nilsson. \u201cDevi essere attivo\u201d.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">\u00a0<\/font><\/p>\n<p><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\"><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\"><strong>L\u2019estetica della societ\u00e0<\/strong><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\"><img decoding=\"async\" hspace=\"3\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200510\/magazzino.jpg\" align=\"right\" vspace=\"3\" border=\"0\" \/>La strada per la realizzazione dell\u2019individuo tracciata da Ikea non lascia scelta. Hanno tecniche molto sottili per incoraggiare la collaborazione\u201d spiega Joe Kerr, capo del dipartimento di studi storici e critici del Royal college of art. \u201cE seguendola si diventa evangelisti di Ikea. Pensiamo, per esempio alle tecniche usate dalla polizia negli interrogatori. Uno dei sistemi per spezzare la resistenza di una persona \u00e8 costringerla a parlare in una lingua non sua. Dopo aver chiesto un Egg McMuffin o uno di quei mobili Ikea dal nome ridicolo, siete come creta nelle loro mani\u201d.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Kerr fa parte del nutrito gruppo dei critici di Ikea, che considerano un errore la nostra arrendevolezza all\u2019estetica della societ\u00e0: \u201cQualcuno dice: \u2018Be\u2019, almeno hanno alzato il pessimo livello dell\u2019arredamento nelle case inglesi? Ma io penso che abbiano anche abbassato il livello dell\u2019arredamento in molte altre case. Persone dotate di buon gusto finiscono per accettare qualcosa di abbastanza moderno e gradevole. C\u2019\u00e8 sicuramente di peggio, ma c\u2019\u00e8 anche di meglio\u201d.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">\u00c8 molto difficile scegliere il proprio percorso in un negozio Ikea, sottrarsi al flusso degli altri clienti per prendere le poche scorciatoie tra un reparto e l\u2019altro. In altri negozi si pu\u00f2 andare direttamente dove si vuole, ma da Ikea si \u00e8 obbligati a vedere tutto.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Questo principio \u00e8 applicato in modo intransigente, come si \u00e8 visto nella disputa tra l\u2019azienda e il vice primo ministro britannico John Prescott. La strategia di Ikea prevede l\u2019apertura di negozi in grandi spazi alla periferia della citt\u00e0, e quando Prescott ha suggerito di frammentarli \u2013 di aprire negozi pi\u00f9 piccoli e centrali, che vendessero per esempio solo lampade e cucine \u2013 i suoi dirigenti si sono opposti con decisione. Non si rendeva conto Prescott che Ikea ha principi sacri e inviolabili? \u201cNon apriremo mai negozi pi\u00f9 piccoli\u201d, spiega Nilsson. \u201cNoi vogliamo una vita quotidiana migliore per tutti. \u00c8 la vita nel suo insieme e non pu\u00f2 essere frammentata\u201d.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">\u00a0<\/font><\/p>\n<p><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\"><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\"><strong>Persone mediocri<\/strong><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Nella filosofia di Kamprad c\u2019\u00e8 un altro caposaldo: l\u2019insistenza sul fatto che \u00e8 normale commettere errori. \u201cSolo chi dorme non sbaglia mai\u201d scrive Kamprad. \u201cFare errori \u00e8 una prerogativa delle persone attive. Solo le persone mediocri negano i loro errori e sprecano tempo per giustificarsi\u201d. Questo approccio ha aspetti affascinanti. Si dice che in passato Kamprad abbia scritto personalmente ai suoi dipendenti per scusarsi di alcuni errori commessi \u2013 un obiettivo non raggiunto, l\u2019errata modifica di una linea di prodotti. Ai suoi rivali sembrava una buffonata . Ma molto pi\u00f9 tardi, negli anni novanta, quando sulla stampa svedese si \u00e8 cominciato a parlare delle simpatie naziste del giovane Kamprad, l\u2019idea che commettere errori fosse accettabile ha salvato Ikea dal disastro.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">\u201cAbbiamo un sistema preciso\u201d, dice Maria Vinka, una degli undici designer interni di Ikea, mentre cerca di spiegare la diabolica e complessa logica con cui l\u2019azienda decide il nome dei prodotti. \u201cPer i bagni usiamo i nomi dei laghi norvegesi. Le cucine sono ragazzi e le camere da letto ragazze. I letti sono citt\u00e0 svedesi. Una signora \u00e8 incaricata di proporre i nuovi nomi, dopo essersi assicurata che non significano niente di brutto nelle altre lingue. Ma non sempre funziona Abbiamo chiamato un letto con un nome che in tedesco significa \u2018bella scopata\u2019\u201d.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Vinka, 31 anni, \u00e8 relativamente nuova a \u00c4lmhult. Non ha ancora raggiunto la notoriet\u00e0 di alcuni dei vecchi designer di Ikea e non riesce ad abituarsi al fatto che i suoi modelli appaiono nei programmi televisivi. \u201cC\u2019\u00e8 un programma <i>La fabbrica delle celebrit\u00e0, <\/i>che usa solo prodotti Ikea. Mi viene da dire: Guarda! Il mio bagno! Che bello!\u201d. Indica una mensola dove sono esposti alcuni prodotti di gomma per il bagno che ha disegnato lei \u2013 un portasapone, un portaspazzolino e una misteriosa molletta di metallo attaccata a un piccolo anello di gomma arancione, che non si capisce a cosa serva. \u201cQuesta serie si chiama M\u00e5llen\u201d, spiega. \u201ccredo sia un lago norvegese\u201d.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">La molletta M\u00e5llen in s\u00e9 \u00e8 piuttosto insignificante, ma \u00e8 emblematica della mentalit\u00e0 Ikea: l\u2019azienda decide quello di cui avete bisogno prima ancora che vi rendiate conto di averne bisogno. \u201cLa molletta serve ad appendere le riviste in bagno\u201d, spiega Vinka. \u201cOggi \u00e8 uno degli articoli della serie M\u00e5llen che si vende di pi\u00f9. Non vorr\u00e0 mica appoggiare le riviste per terra, no? Rischiano di sporcarsi e bagnarsi\u201d.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Probabilmente non vi \u00e8 mai passato per la testa di appendere le riviste in bagno, ma Ikea ha deciso che lo farete. E la cosa pi\u00f9 geniale e spaventosa \u00e8 che appena vedrete una fila di riviste appese in uno dei bagni in esposizione da Ikea, appese a una molletta M\u00e5llen, ci vorr\u00e0 una volont\u00e0 di ferro per non pensare che le riviste del vostro bagno, ora che ci riflettete, sono disorganizzate in modo vergognoso. E cos\u00ec penserete di comprare una molletta M\u00e5llen. A questo punto entra in gioco la tattica commerciale di Ikea: tre mollette costano solo un euro e mezzo, cos\u00ec poco che non vale neanche la pena di perdere tempo a pensarci, soprattutto se avete fatto molta strada per arrivare fin l\u00ec.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">\u00a0<\/font><\/p>\n<p><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\"><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\"><strong>Acquisti non programmati<\/strong><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">In realt\u00e0 non siete andati da Ikea con un bisogno da soddisfare. Siete entrati nel negozio e avete scoperto sia il bisogno sia il mezzo per soddisfarlo. Siete andati l\u00ec per cercare un divano e siete usciti con un divano e un carrello pieno di acquisti non programmati. Il sociologo Theodor Adorno definiva il fenomeno \u2018bisogno indotto\u2019e lo considerava uno dei mezzi principali con cui il capitalismo perpetua se stesso, dando contemporaneamente l\u2019illusione di offrire una scelta personalizzata. Lo disprezzava, lo considerava uno strumento di sottomissione e di sfruttamento. Ovviamente nel suo bagno le riviste erano in gran disordine.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">La cosa pi\u00f9 strana del dominio del pianeta da parte di Ikea \u00e8 che all\u2019inizio gli affari andavano male. Nel 1965 la societ\u00e0 apr\u00ec il suo negozio a Stoccolma, uno spazio di tentaduemila metri quadrati poco pi\u00f9 piccolo dei suoi attuali punti vendita ma enorme per gli standard dell\u2019epoca. Per sottolineare l\u2019evento Kamprad fece erigere due insegne sulla facciata, una al neon e una che ondeggiava al vento. Cinque anni dopo un colpo di vento si abbatt\u00e9 sull\u2019insegna ondeggiante mandandola a sbattere contro quella al neon. Nel giro di poche ore l\u2019intero edificio era stato devastato dalle fiamme.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Ma l\u2019incendio and\u00f2 solo a complicare un problema che tormentava Kamprad fin dall\u2019inizio: i commercianti di mobili svedesi, seccati per i prezzi stracciati di Ikea, avevano cominciato a boicottare i fornitori che trattavano con lui. Ikea aveva reagito creando una rete segreta per procurarsi legno e tessuti. \u201cI fornitori facevano le consegne di notte per evitare di farsi vedere\u201d, ricorda Lars G\u00f6ran Petersson, che lavora all\u2019Ikea da 34 anni ed \u00e8 uno dei migliori amici di Kamprad.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Tuttavia il sistema di forniture segreto si rivel\u00f2 insufficiente e Kamprad decise di andare in Polonia, dove oltre a comprare legno cominci\u00f2 ad acquisire quel gusto per la vodka che lo avrebbe reso un alcolista (il problema, ha fatto sapere di recente, \u00e8 sotto controllo ma non \u00e8 stato eliminato del tutto)<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">\u201cCos\u00ec Ingvar riusc\u00ec a trasformare un problema in una potenzialit\u00e0\u201d, prosegue Petersson. \u201cA volte mi chiedo: cosa sarebbe successo se Ikea non avesse avuto problemi in Svezia? Ancora oggi, Ingvar si preoccupa solo quando non abbiamo alcun problema\u201d.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Ferito dall\u2019accoglienza ostile che aveva ricevuto in Svezia, e consapevole dei rischi che correva la sua azienda, Kamprad decise di creare una struttura organizzativa di una grande complessit\u00e0 e segretezza. Oggi il gruppo Ikea \u00e8 di propriet\u00e0 della Stitching Ingka foundation, un ente benefico con sede nei Paesi bassi. Una societ\u00e0 separata, l\u2019Inter Ikea System, dispone dei diritti di propriet\u00e0 intellettuale di Ikea \u2013 la sua concezione, il marchio e il design dei prodotti. In questa organizzazione labirintica l\u2019Inter Ikea System concede al gruppo Ikea le licenze per fabbricare e vendere i prodotti. \u201cIl grosso problema \u00e8 capire chi possiede l\u2019Inter Ikea System\u201d, spiega <strong>Stellan Bj\u00f6rk<\/strong>, un giornalista svedese che nel 1998 ha scritto un libro, mai tradotto, in cui descrive la straordinaria impenetrabilit\u00e0 dell\u2019organizzazione di Ikea e come riesce a evadere le tasse. \u201cA quanto pare \u00e8 di propriet\u00e0 di varie fondazioni e societ\u00e0 offshore\u201d, conclude Bj\u00f6rk \u2013 alcune con sede nei carabi \u2013 attraverso le quali la famiglia controlla\u201d. La ragione ufficiale di questi misteri \u00e8 impedire che Ikea sia divisa dopo la morte di Kamprad e garantire la sopravvivenza a lungo termine dell\u2019azienda.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">\u00a0<\/font><\/p>\n<p><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\"><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\"><strong>Posizioni chiave.<\/strong><\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Non \u00e8 quindi previsto un aumento della trasparenza di Ikea. Ingvar si \u00e8 assicurato la prosecuzione della sua opera affidando ai tre figli Peter, Jonas e Mathias le posizioni chiave nell\u2019azienda per prepararli alla successione. I dirigenti di Ikea per\u00f2 hanno smentito la voce che sia una sorta di prova per vedere quale dei figli sia pi\u00f9 degno di ereditare l\u2019impero.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">L\u2019atmosfera di segretezza che circonda la societ\u00e0 rende impossibile confermare le voci che hanno cominciato a circolare un mese fa, secondo cui Kamprad sarebbe pi\u00f9 ricco di Bill Gates &#8211; e quindi l\u2019uomo pi\u00f9 ricco del mondo, con un patrimonio personale di 48 miliardi di euro.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Kamprad non vuole parlarne: rifiuta di concedere interviste e oggi vive quasi come un recluso con la seconda moglie Margaretha a Losanna in Svizzera, per motivi fiscali. (\u201cDiciamo che non \u00e8 perch\u00e9 gli piacciono le Alpi\u201d ha commentato un dipendente Ikea).<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Dopo le difficolt\u00e0 iniziali \u00e8 arrivato il successo. Lo stile pratico ed essenziale di Ikea ha cominciato a conquistare prima la Svezia e poi l\u2019Europa. La fama dei prezzi stracciati dei mobili ha cominciato a diffondersi in tutto il mondo. Se un rivale lanciava un prodotto simile a prezzi pi\u00f9 bassi Ikea reagiva immediatamente ideando una seconda versione del prodotto ancora pi\u00f9 semplice ed economica.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Si potrebbe pensare che il profitto di Ikea sui singoli pezzi venduti sia quindi molto basso. Non \u00e8 cos\u00ec: il 18 per cento del prezzo di un prodotto medio Ikea \u00e8 profitto netto, una cifra che lascia a bocca aperta gli economisti.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Se i pezzi mancanti e il pessimo servizio clienti spiegano il rapporto di amore e odio che ci lega a Ikea, \u00e8 pi\u00f9 difficile cogliere l\u2019altra faccia della medaglia. Dopo aver passato alcuni giorni ad \u00c4lmhult ho ancora il dubbio di non aver capito l\u2019aspetto principale. Ma leggendo i testi semireligiosi di Kamprad e osservando i dipendenti dell\u2019azienda al lavoro, una cosa salta agli occhi. Possiamo amare oppure odiare Ikea e possiamo provare entrambi i sentimenti contemporaneamente. L\u2019unica certezza \u00e8 che Ikea ci ama. Non \u00e8 un amore incondizionato: dobbiamo guadagnarcelo comprando e assemblando i suoi mobili. Ma Ikea ci ama con un\u2019intensit\u00e0 che a volte pu\u00f2 spiazzare. E ha grandi progetti per il nostro futuro insieme.<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un articolo del 2004 di Oliver Burkeman del quotidiano britannico The Guardian racconta la storia del popolare magazzino<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Un impero di legno<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Un articolo del 2004 di Oliver Burkeman del quotidiano britannico The Guardian racconta la storia del popolare magazzino\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"noindex, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" 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