{"id":273297,"date":"2005-07-31T00:00:00","date_gmt":"2005-07-31T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2005-07-31T00:00:00","modified_gmt":"2005-07-31T00:00:00","slug":"un-posto-al-sole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2005\/07\/un-posto-al-sole\/273297\/","title":{"rendered":"Un posto al sole"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Ormai \u00e8 <strong>passata pi\u00f9 di una settimana<\/strong> dal mio arrivo ad Addis ma mi sembra che sia passato molto pi\u00f9 tempo. Le attivit\u00e0 e le cose da fare sono cos\u00ec numerose che mi sembra di aver gi\u00e0 vissuto qui tantissimo. \u00c8 il momento di descrivere le cose principali e le prime impressioni sul mio nuovo habitat.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><span style=\"mso-spacerun: yes\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">LA CASA. \u00c8 decisamente bella. Piccola ma accogliente e soprattutto molto africana. Non siamo (io, la tutor del progetto e il mio collega Giovanni) esattamente in centro anche perch\u00e9 la citt\u00e0 \u00e8 enorme ma abbiamo un giardinetto davanti casa, un gatto, una cagnolina che ha appena partorito quattro cuccioli. <strong>L\u2019interno \u00e8 di fango<\/strong>, verniciato con un colore ocra molto bello che rende la casa veramente accogliente. L\u2019arredamento \u00e8 integralmente<span style=\"mso-spacerun: yes\">\u00a0 <\/span>etnico, il bagno \u00e8 cadente (diciamo che si sono dimenticati di mettere le piastrelle), la cucina \u00e8 piccola, ma da un paio di giorni un po\u2019 pi\u00f9<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">occidentale visto che abbiamo trovato la bombola del gas (per i primi giorno ci siamo accontentati di una specie di contenitore di latta in cui mettevamo del carbone). Io e <strong>Giovanni<\/strong> viviamo in una stanzetta con un letto a castello, un paio di mensole, una mini scrivania e una cartina dell\u2019Etiopia\u2026i vestiti sono \u201cadagiati\u201d per terra. <strong>Sara,<\/strong> la tutor, invece ha la sua cameretta che \u00e8 un po\u2019 meno spartana visto che \u00e8 abitata stabilmente da lei ormai da quasi due anni. La cosa veramente bella \u00e8 che la nostra casa \u00e8 costantemente i<strong>nvasa da gente<\/strong>, in prevalenza etiopi che vengono a scroccare la cena o lo stereo per ascoltare l\u2019orrendo pop amarico che qui spopola. Tra queste persone ci sono due ragazze, Jodith e Shitai, che vivono ormai stabilmente sui divani della sala da due mesi. Merah e Mus\u00e8, due ragazzi di vent\u2019anni che sono in vacanza da scuola, si accontentano invece di venirci a trovare quasi tutti i giorni e spesso si fermano a dormire facendo un casino indegno. La media di gente a cena si aggira <strong>sempre sulla decina di persone<\/strong>\u2026immaginatevi cosa possa voler dire cucinare per dieci persone con un fornello alimentato a carbone&#8230;Comunque \u00e8 eccezionale perch\u00e9 tutti sono simpatici e soprattutto \u00e8 molto facile, anche troppo, riuscire ad entrare in contatto con la cultura locale. <\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">ADDIS ABEBA. L\u2019impatto \u00e8 stato veramente brutto: una <strong>citt\u00e0 molto caotica<\/strong>, molto povera e soprattutto estremamente sporca. L\u2019inquinamento si avverte tranquillamente e non c\u2019\u00e8 bisogno di soffermarsi sugli scarichi della macchine o sulla situazione delle strade per rendersi conto dello schifo che c\u2019\u00e8 in giro. Girandola in questi giorni mi sono reso conto per\u00f2 che ci sono delle cose molto belle ed affascinanti. Anzitutto <strong>\u00e8 bellissima la conformazione geografica<\/strong> della citt\u00e0: considerando che siamo a 2700 metri sul livello del mare dovete immaginarvi continui saliscendi, slam e quartieri degradati che si arrampicano sulle colline e che si alternano a palazzi moderni piuttosto squallidi. I monumenti da vedere sono praticamente inesistenti ma il colpo d\u2019occhio \u00e8 quanto meno interessante. Abbiamo gi\u00e0 pi\u00f9 volte assaggiato l\u2019ottimo caff\u00e8 locale ed il th\u00e8, oltre la pasticceria. La citt\u00e0 pullula di bar pi\u00f9 o meno curati e caratteristici. Tanta gente che chiede l\u2019elemosina e tantissimi ragazzi e bambini che puliscono scarpe sui marciapiedi. Abbiamo avuto la nostra prima esperienza in un locale notturno tipico di Addis. Vengono chiamati Asmari Bet e sono dei locali stretti, con luce soffusa, arredati con artigianato locale. La gente si dispone lungo le pareti seduti e attende da bere. L\u2019intrattenimento \u00e8 lasciato a un uomo che suona uno strumento locale e ad una donna che balla passando di fronte ai presenti intonando canzoni e strofe in amarico con cui sostanzialmente prendono per i fondelli il pubblico. Il divertimento \u00e8 per chi capisce l\u2019amarico. Noi sostanzialmente <strong>eravamo l\u00ec per garantire divertimento agli altri<\/strong>. <\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">I PROGETTI. Il giorno dopo il nostro arrivo siamo subito andati a <strong>visitare il carcere di Addis Alem<\/strong>, una cittadina che si trova a 70 km dalla capitale e che si raggiunge percorrendo una strada impervia ma immersa nella vegetazione pi\u00f9 rigogliosa. Laghi, colline, banani, eucalipti, acacie, una scimmia e tantissime mucche, capre, asini e muli. Il carcere \u00e8 stato un luogo sconvolgente da scoprire, non tanto per il fatto di vedere <strong>800 persone dormire in quattro camerate<\/strong>, senza bagno interno, ma per l\u2019atmosfera di collaborazione e serenit\u00e0 che si respira all\u2019interno della struttura. Immaginatevi una palizzata come barriera d\u2019uscita, due torrette di vedetta con altrettanti guardiani mezzi addormentati. All\u2019interno si sta cercando di far decollare una attivit\u00e0 generatrice di reddito: produzione di coperte ricamate e tessuti da vendere (molto belli, ve l\u2019assicuro). Tutti coloro che sanno gi\u00e0 lavorare si mettono a disposizione degli altri per insegnare loro il mestiere.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Il secondo giorno invece siamo stati <strong>a Wolisso<\/strong>, una paese a 150 km da Addis a visitare un progetto di microcredito che riguarda 30 donne del paese. C\u2019\u00e8 stata la distribuzione del primo credito ed abbiamo visitato la capanna di una di queste donne che produce arak\u00e8, un distillato simile alla grappa, abbastanza buono. Un po\u2019 di disgusto c\u2019\u00e8 stato nel momento in cui abbiamo visto la procedura di preparazione (non sto a descriverla, meglio per voi). <strong>Le donne<\/strong> del progetto sembrano comunque veramente tutte in gamba e testimoniano una volta di pi\u00f9 il ruolo fondamentale che la donna riveste nella cultura africana, anche dal punto di vista del sostentamento economico delle famiglie. Per il resto siamo ancora <strong>in fase di studio dei progetti<\/strong>. Sicuramente mi toccher\u00e0 seguire le carceri, ma ne sono ben contento.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Il CLIMA. Scordatevi il caldo asfissiante degli altopiani: qui siamo <strong>in piena stagione delle piogge<\/strong>. La temperatura \u00e8 abbastanza costante e si sta in giro con felpa e pantaloni lunghi leggeri. Questo clima dovrebbe durare fino alla fine di settembre e poi comincer\u00e0 il gran caldo di giorno ed il freddo di notte. Ovviamente questa pioggia sta rendendo <strong>tutto molto verde e rigoglioso<\/strong>. Il sole non dura mai pi\u00f9 di una mezza giornata ma tutti ci assicurano che \u00e8 meglio cos\u00ec\u2026vedremo.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">IL CIBO. <strong>Caff\u00e8 e th\u00e8 <\/strong>ottimi, <strong>pasticceria<\/strong> oltre le aspettative. Il grosso problema \u00e8 la <strong>njera<\/strong>: si tratta di una specie di pane che si ottiene da una radice e che ha la consistenza della gomma e forma schiacciata e rotonda. Si dice che uno straniero a cui era stata portata l\u2019abbia utilizzata per pulirsi le mani pensando fosse un tovagliolo. Il sapore non \u00e8 inizialmente sgradevole, ma dopo un po\u2019 provoca un po\u2019 di acidit\u00e0. Gli etiopi mangiano la njera con qualsiasi cosa (dalla pasta alla carne, alla verdura). I condimenti che si utilizzano (wot, shir\u00f2, ecc\u2026), a base di carne o di legumi sono buoni e spesso molto speziati o piccanti. E\u2019 comunque una <strong>cucina da sperimentare.<\/strong>\u00a0Ci sono anche <strong>tre tipi di birra chiara<\/strong> (meta, castel e dashen): a parte l\u2019ultima, sono da provare.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">L\u2019ATMOSFERA. Sicuramente <strong>un\u2019Africa molto diversa<\/strong> da quella che conoscevo, lo Zambia. Si respirano forte <strong>i suoni e i profumi<\/strong> e i colori tipici <strong>delle regioni arabe<\/strong>. <\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Presto <strong>cominciano i campi<\/strong> organizzati per ragazzi che provengono dall\u2019Italia. Si cercher\u00e0 di dare assistenza ad orfani attraverso animazione e assistenza sanitaria a malati terminali di AIDS. Per adesso direi che \u00e8 anche troppo. Un\u2019ultima cosa: non ho resistito alla tentazione\u2026<strong>i miei capelli <\/strong><span style=\"FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: \"><strong>sono gi\u00e0 carichi di tante treccine<\/strong> e credo muteranno spesso aspetto e consistenza.<\/span> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seconda puntata del diario di Matteo Astuti, volontario ad Addis Abeba: si parla di cibo, atmosfere africane, locali notturni e treccine<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Un posto al sole<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Seconda puntata del diario di Matteo Astuti, volontario ad Addis Abeba: si parla di cibo, atmosfere africane, locali notturni e treccine\" 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