{"id":277375,"date":"2005-04-22T00:00:00","date_gmt":"2005-04-22T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2005-04-22T00:00:00","modified_gmt":"2005-04-22T00:00:00","slug":"busto-e-gli-immigrati-una-convivenza-non-facile-ma-necessaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2005\/04\/busto-e-gli-immigrati-una-convivenza-non-facile-ma-necessaria\/277375\/","title":{"rendered":"Busto e gli immigrati, una convivenza non facile ma necessaria"},"content":{"rendered":"<div style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"WIDTH: 250px; HEIGHT: 170px\" height=\"170\" hspace=\"3\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200503\/sanatoria.jpg\" width=\"250\" align=\"left\" vspace=\"3\" border=\"0\" \/>Busto Arsizio \u00e8 una citt\u00e0 di oltre 75.000 abitanti, non trascurabile dunque, ma molti dei suoi abitanti rimangono <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">&quot;invisibili&quot;<\/span> e balzano agli onori delle cronache solo quando vengono coinvolti in episodi di criminalit\u00e0, altrimenti passano sotto silenzio, come se non esistessero affatto. Parliamo dei <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">3000 e pi\u00f9<\/span> immigrati regolari (sui 40.000 registrati in tutta la provincia di Varese) che a Busto vivono o lavorano, insieme ai clandestini, valutabili forse, con molta approssimazione, e per difetto, ad un migliaio. Per conoscere meglio questa realt\u00e0 &quot;sotterranea&quot; e sfuggente ci siamo rivolti a <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">Vittorio Di Mattei<\/span>, responsable di <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">Anolf<\/span> (Associazione Nazionale Oltre le Frontiere), presidente dell&#8217;associazione <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">Sir John<\/span> e pioniere dell&#8217;insegnamento dell&#8217;italiano agli stranieri, e <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">Jacques Amani<\/span>, ivoriano d&#8217;orgine, italiano d&#8217;adozione e responsabile dell&#8217;ufficio immigrazione presso la <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">Cgil<\/span> provinciale.<br \/><\/font><\/div>\n<p><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\">Innanzitutto, l&#8217;<span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">origine<\/span> degli immigrati, cui l&#8217;etichetta generica di <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">&quot;extracomunitario&quot;<\/span> male si adatta, potendo essere benissimo applicata al Presidente degli Stati Uniti o ad un ticinese di Mendrisio. \u00abAl momento la comunit\u00e0 pi\u00f9 forte rimane quella <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">marocchina<\/span>\u00bb afferma Vittorio Di Mattei; ma gi\u00e0 al secondo posto c&#8217;\u00e8 una sorpresa, gli ucraini, anzi le <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">ucraine<\/span>. \u00abMolte donne vengono dall&#8217;Est, in particolare dall&#8217;Ucraina e dalla Moldavia, qualcuna anche dalla Russia, per fare da <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">badanti<\/span> o da <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">colf<\/span>, in concorrenza con le <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">sudamericane<\/span>, ecuadoregne o peruviane\u00bb. Vi \u00e8 poi una comunit\u00e0 al limite dell&#8217;invisibilit\u00e0 come quella <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">cinese<\/span>, laboriosa e discreta fino alla segretezza. \u00abSono numerosi, ma <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">rimangono per lo pi\u00f9 tra loro<\/span>, impiegati in una miriade di attivit\u00e0 in proprio, dai laboratori tessili e di pelletteria ai ristoranti\u00bb. Vi \u00e8 poi la comunit\u00e0 <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">albanese<\/span>, che riceve un costante ricambio dalla madrepatria, mentre una comunit\u00e0 &quot;storica&quot; come quella <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">eritrea <\/span>si deve ormai considerare pienamente integrata a Busto. Tra le <span style=\"FONT-STYLE: italic\">new entry<\/span> della multicolore societ\u00e0 immigrata cittadina si segnala infine la crescita dell&#8217;elemento <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">pachistano<\/span>. <\/p>\n<p>Quanto al lavoro svolto, mentre dei cinesi, delle ucraine e delle sudamericane si \u00e8 gi\u00e0 detto, gli altri immigrati trovano spesso impiego nell&#8217;<span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">industria<\/span> (africani, immigrati dal mondo islamico) e, in modo crescente, nei <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">servizi<\/span> e particolarmente nei trasporti, dove un numero crescente di <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">camionisti<\/span> sono extracomunitari, spesso <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">irregolari <\/span>costretti a turni massacranti, il che spiega certe tragedie della strada. Anche <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">trovare casa<\/span>, per gli immigrati, \u00e8 un problema: <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">nessuno vuole affittare loro<\/span> una casa, come cent&#8217;anni fa non la si voleva affittare ai veneti e cinquant&#8217;anni fa ai meridionali; da qui il ricorso a stabili abbandonati, in condizioni spesso degradanti. A detta di Di Mattei gli immigrati non sono oggetto di un aperto rifiuto o di ostilit\u00e0 da parte dei bustocchi, che semmai fanno poco o nulla per <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">venire loro incontro<\/span>, come testimonia anche la mancata apertura di uno <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">sportello immigrati<\/span> da parte del Comune. \u00abIntanto noi dell&#8217;Anolf, per il pomeriggio del <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">1\u00b0 maggio<\/span>, organizziamo nella nostra sede di via Cairoli 7, presso la Cisl, una <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">Festa del Lavoro per gli immigrati<\/span>: chi vorr\u00e0 intervenire sar\u00e0 il benvenuto\u00bb conclude Di Mattei.<\/p>\n<p>Sulla qualit\u00e0 del <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">lavoro<\/span> extracomunitario a Busto il discorso non sembra distanziarsi da quello valido per l&#8217;intera provincia: <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">il problema non \u00e8 l&#8217;immigrato, ma la disonest\u00e0 di alcuni datori di lavoro italiani<\/span>. La situazione non \u00e8 certo rosea e lo conferma <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">Jacques Amani<\/span> della Cgil provinciale. \u00abIl problema chiave \u00e8 la <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">regolarizzazione<\/span>\u00bb dice Amani, ivoriano, da sei anni in Italia. \u00abQuando c&#8217;\u00e8 stata l&#8217;ultima sanatoria qui in Provincia si sono contati ben <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">26<\/span> datori di lavoro italiani che <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">in cambio di denaro <\/span>avevano finto di assumere clandestini in attesa di regolarizzazione (possibile solo dietro l&#8217;esistenza di un rapporto di lavoro, ndr)<span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">\u00a0<\/span>\u00bb. L&#8217;assurdo, dunque: <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">chi ha denaro ne estorce a chi non ne ha<\/span>. \u00abA parit\u00e0 di mansione, poi, l&#8217;immigrato viene pagato in media <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">il 34% in meno<\/span> di un italiano. Si sfrutta l&#8217;<span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">ignoranza<\/span>, sia essa della lingua, per chi \u00e8 da poco arrivato, o dei diritti e delle leggi\u00bb. Ma il vero <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">grido di dolore<\/span> che arriva dal sindacato a nome dei lavoratori immigrati \u00e8 dato dall&#8217;incrocio perverso tra la <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">legge Bossi-Fini<\/span> sull&#8217;immigrazione e la <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">legge 30 <\/span>sul mercato del lavoro. \u00abLa combinazione di queste due leggi <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">favorisce la clandestinit\u00e0<\/span>, perch\u00e8 da un lato la Bossi-Fini impone di avere un regolare <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">contratto di lavoro<\/span> come condizione del rinnovo del permesso di soggiorno, dall&#8217;altro la legge 30 consente micro-contratti ormai anche a giornata. Risultato: le questure impazziscono di lavoro, il <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">caos<\/span> \u00e8 totale, molti permessi non vengono rinnovati andanndo ad ampliare l&#8217;esercito dei clandestini\u00bb. Si crea cos\u00ec una massa di <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">schiavi<\/span> invisibili e senza diritti su cui lucrano <span style=\"FONT-WEIGHT: bold\">caporali<\/span> e pseudo datori di lavoro.<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ne parlano Vittorio Di Mattei, responsabile di Sir John e Anolf-Cisl, e Jacques Amani dell&#8217;ufficio immigrazione della Cgil provinciale<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Busto e gli immigrati, una convivenza non facile ma necessaria<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Ne parlano Vittorio Di Mattei, responsabile di Sir John e Anolf-Cisl, e Jacques Amani dell&#039;ufficio immigrazione della Cgil 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