{"id":278441,"date":"2005-03-30T00:00:00","date_gmt":"2005-03-30T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2005-03-30T00:00:00","modified_gmt":"2005-03-30T00:00:00","slug":"sanita-i-candidati-scoprono-le-carte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2005\/03\/sanita-i-candidati-scoprono-le-carte\/278441\/","title":{"rendered":"Sanit\u00e0, i candidati scoprono le carte"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"FONT-FAMILY: Arial; mso-bidi-font-size: 10.0pt\"><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" hspace=\"3\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200503\/tavolo_19877.JPG\" align=\"left\" vspace=\"3\" border=\"0\" \/>Cominciamo oggi una miniserie di Forum con i candidati alle elezioni regionali, sui principali temi &quot;caldi&quot; della politica regionale: sanit\u00e0, ambiente, economia, cultura. A dare il via alla serie forse \u00e8 l&#8217;argomento pi\u00f9 spinoso: la <strong>sanit\u00e0<\/strong>. <\/p>\n<p>A parlarne abbiamo chiamato <strong>Giovanni Martina<\/strong>, consigliere regionale in carica per Rifondazione Comunista, <strong>Roberto Martegani<\/strong>, medico e candidato indipendente per An, <strong>Antonello Colombo<\/strong> Capolista UDC e a lungo sindaco di Solbiate Olona e <strong>Giuseppe Adamoli<\/strong>, consigliere regionale in carica per la Margherita e uno dei principali rappresentanti della lista l&#8217;Ulivo per Sarfatti.<br \/>Per loro, come per i candidati invitati ai forum che seguiranno, alcune domande specifiche sull&#8217;argomento, ma anche qualche domanda pi\u00f9 generale, da cui partiamo per questa intervista &quot;collettiva&quot;. <\/p>\n<p><em><strong>Quanto si pu\u00f2 essere felici in Lombardia?<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>Giovanni Martina (foto):<\/strong> \u00abRitengo si possa essere per lo meno pi\u00f9 di <img decoding=\"async\" hspace=\"3\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200503\/martina3.jpg\" align=\"right\" vspace=\"3\" border=\"0\" \/>oggi. Ho girato molto la provincia in questa campagna elettorale, ho visto molta gente che mi ha fatto sapere che sta peggio di una volta, che \u00e8 meno felice di ieri. La verit\u00e0 \u00e8 che felici in Lombardia si pu\u00f2 esserlo solo con un&#8217;altra politica. Basta pensare all&#8217;inquinamento, oppure ai pendolari, o quel che concerne lo stato sociale con questo governo regionale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Roberto Martegani: <\/strong>\u00abQuello della maggiore felicit\u00e0 per tutti \u00e8 un concetto fondamentale che va perseguito. E senza dubbio negli elementi che rendono felice una persona c\u2019\u00e8 anche un ambiente sano. La Lombardia non pu\u00f2 per\u00f2 essere paragonata al Trentino Alto Adige: le nostre eccellenze tecnologiche e economiche si scontrano con la qualit\u00e0 della vita. Il ruolo di &quot;Locomotiva&quot; della Lombardia non fermarsi\u00bb<\/p>\n<p><strong><img decoding=\"async\" hspace=\"3\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200503\/colombo.jpg\" align=\"left\" vspace=\"3\" border=\"0\" \/>Antonello Colombo (foto)<\/strong>: \u00abLa domanda \u00e8 molto pi\u00f9 profonda di quello che pu\u00f2 sembrare. Io sono stato assessore e poi Sindaco di Solbiate Olona per molti anni e mi sono reso conto che il bisogno di felicit\u00e0 \u00e8 cresciuto di pari passo con lo status sociale: pi\u00f9 diventavano ricchi pi\u00f9 avevano la sensazione di infelicit\u00e0. Penso perci\u00f2 che la soluzione per portare la felicit\u00e0 vada ricercata non solo nelle infrastrutture ma anche in un sistema economico e sociale che dia il giusto valore alle cose\u00bb <\/p>\n<p><strong>Giuseppe Adamoli: <\/strong>\u00abInnanzitutto si pu\u00f2 essere pi\u00f9 felici dappertutto. Ma per arrivare a questo \u00e8 importante, per esempio, migliorare la coesione sociale. Noi abbiamo vissuto epoche dove la coesione sociale aveva una soglia pi\u00f9 alta di oggi: non una assenza di conflittualit\u00e0, ma conflittualit\u00e0 in soglia minima. Ora invece c\u2019\u00e8 una rissosit\u00e0 e una conflittualit\u00e0 indecente e lo stesso Presidente del Consiglio fa la sua parte: mai c&#8217;\u00e8 stato capo del governo meno unitivo di questo. Quando divide il mondo tra chi \u00e8 con lui e chi \u00e8 contro di lui non fa altro che dividere\u00bb. <\/p>\n<p><em><strong>Quali sono le vostre tre priorit\u00e0?<br \/><\/strong><br \/><\/em><strong>Giovanni Martina<\/strong>: \u00abLa prima \u00e8 senza dubbio il lavoro: e a questo gli esempi che ho avuto modo di sentire in questi giorni di vite rovinate dalla mancanza di lavoro. La seconda \u00e8 quella di riavvicinare i servizi sanitari alla gente, perch\u00e9 \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 difficile accedere a tali servizi, mentre c\u2019\u00e8 un vero e proprio bisogno di rispondere alla necessit\u00e0 di salute delle persone\u00bb. Il terzo \u00e8 quello di risolvere il pendolarismo, anche ribaltando la proporzione che vede adesso per l\u201985% i pendolari spostarsi in auto\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Roberto Martegani<\/strong>: \u00abAnche se siamo all&#8217;opposto del ventaglio <img decoding=\"async\" hspace=\"3\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200503\/martegani2.jpg\" align=\"right\" vspace=\"3\" border=\"0\" \/>politico, curiosamente le mie priorit\u00e0 sono identiche a quelle di Martina. Innanzitutto perch\u00e9 il lavoro nobilita le persone ed \u00e8 una priorit\u00e0 per essere sereni. La seconda riguarda la Sanit\u00e0, di cui mi preoccupa una zona grigia importante, quella del rapporto tra base e servizi sanitari. Il terzo anche per me riguarda i trasporti, per i quali \u00e8 necessario anche trovare soluzioni per la mobilit\u00e0 su strada compatibili con il rispetto dell&#8217;ambiente\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Giuseppe Adamoli<\/strong>: \u00abPer quanto riguarda il lavoro, io dico s\u00ec alla flessibilit\u00e0 e no alla precariet\u00e0. Per quanto riguarda la sanit\u00e0, c\u2019\u00e8 da dire che la legge 328 non \u00e8 stata attuata e i servizi socio assistenziali del territorio ancora la titano: e questa mi sembra la cosa pi\u00f9 importante. Infine mi preoccupa la salvaguardia del territorio e dei suoi abitanti, inteso non solo in senso ambientalista ma pi\u00f9 vasto: questo \u00e8 il bene per me importante da difendere\u00bb <\/p>\n<p><strong>Antonello Colombo<\/strong>: \u00abTra le mie priorit\u00e0 in primo piano c\u2019\u00e8 il lavoro, ma subito dopo la sanit\u00e0: riconosco infatti il lavoro svolto dall&#8217;amministrazione per l&#8217;eccellenza della sanit\u00e0, l&#8217;impegno prossimo dovr\u00e0 essere quello di migliorare il livello intermedio. E poi sono la tutela del territorio: una parola che comprende tutto: ambiente, viabilit\u00e0, la casa\u00bb <\/p>\n<p><font face=\"arial,helvetica,sans-serif\"><\/p>\n<p><strong><em>La riforma Formigoni ha piantato un cuneo sul ruolo dell&#8217;Asl, che e&#8217; diventato semplicemente un controllore e in fondo uno scatolone vuoto, suscitando un scacco di polemiche sul &quot;modello lombardo&quot; della sanit\u00e0, verso cui si punta il dito anche per il rapporto pubblico\/privato. Ma cosa funziona davvero e cosa no? E poi: la Lombardia \u00e8 davvero polo di eccellenza? E infine: cosa pensate della &quot;grande opera&quot; sanitaria di qui, il nuovo ospedale di Varese?<\/em> <\/strong><\/p>\n<p><\/font><\/p>\n<p><strong>Antonello Colombo<\/strong>: \u00abNon vedo negativamente l&#8217;ingresso del privato nella sanit\u00e0. Una volta privato significava dire &quot;struttura d\u2019eccellenza che si possono permettere solo i ricchi&quot;. Ma se ci sono strutture private che garantiscono un&#8217;eccellenza e possono essere utilizzate da un maggior numero di persone, ben vengano. L\u2019unico punto importante e che il sostegno a queste strutture non deve precludere l&#8217;attivit\u00e0 delle strutture pubbliche, che devono avere la possibilit\u00e0 di crescere. Sono d\u2019accordo anche nel dire che l&#8217;Asl \u00e8 stata svuotata delle sue competenze: ricordo quando gli amministratori pubblici discutevano nei consigli ussl la politica dell&#8217;ussl stessa: era un modo, importante, per restare in contatto col territorio. Ora questo contatto si \u00e8 completamente perso. Per quanto riguarda l&#8217;ospedale di Varese, confesso di averne seguito poco le vicende: spero per\u00f2 che la struttura abbia fina da subito una sua precisa fisionomia, senn\u00f2 rischia di essere del nuovo denaro pubblico sperperato\u00bb. <\/p>\n<p><strong><img decoding=\"async\" hspace=\"3\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200503\/adamoli2.jpg\" align=\"left\" vspace=\"3\" border=\"0\" \/>Giuseppe Adamoli<\/strong>: \u00abNon sono mai stato contrario all&#8217;immissione di dosi di privato nella sanit\u00e0. Per\u00f2 gli accreditamenti che sono stati accordati in questi anni non hanno avuto logica pubblica, sono stati dati attraverso forza contrattuale del singolo richiedente. E questo non \u00e8 giusto, perch\u00e9 il privato deve essere accreditato solo se si muove con la logica del pubblico: \u00e8 troppo facile &quot;fare il privato&quot; con i soldi pubblici. Per quanto riguarda l\u2019ospedale di Varese, io non sono mai stato d&#8217;accordo con l\u2019idea di realizzare il nuovo monoblocco all\u2019interno del vecchio ospedale: mi \u00e8 sempre sembrato pi\u00f9 logico prevederlo nelle strutture dell\u2019ospedale psichiatrico, dove ora c\u2019\u00e8 l\u2019attivit\u00e0 didattica della facolt\u00e0 di medicina, per rendere pi\u00f9 facile l\u2019integrazione tra le due realt\u00e0, quella ospedaliera e quella universitaria. La vicenda dell&#8217;ospedale richiama per\u00f2 un problema generale: quello della funzione monocratica del direttore generale, che pu\u00f2 decidere fregandosene bellamente di tutti gli altri: e questi \u00e8 stato un grande problema negli ultimi anni. Infine, che ci siano delle eccellenze nella sanit\u00e0 lombarda \u00e8 fuori discussione. Non \u00e8 certo una cosa che contestiamo: quello che contestiamo \u00e8 la direzione che prendono queste eccellenze. E&#8217; un sistema che va gestito\u00bb.<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Roberto Martegani<\/strong>: \u00abIo lavoro da vent&#8217;anni nella sanit\u00e0 pubblica (prima al servizio tossico dipendenze dell\u2019Ussl di Tradate, poi come coordinatore dei medici di base sempre a Tradate e ora infettivologo all\u2019ospedale di Circolo, n.d.r.) e perci\u00f2 le mie risposte risentono inevitabilmente di questa esperienza. Posso dire senza dubbio che noi operatori abbiamo cercato di fare del nostro meglio per essere competitivi nei confronti del privato. Le eccellenze c&#8217;erano gi\u00e0 prima e con il privato sono solo aumentate: ma \u00e8 importante che ci sia un discorso di collaborazione tra queste realt\u00e0, dando accreditamenti solo a centri privati importanti che siano veri punti di riferimento. Il rapporto con il privato, infatti, pu\u00f2 essere anche molto produttivo: quando lavoravo nel servizio per le tossicodipendenze, ero costantemente in contatto con strutture private &#8211; perlopi\u00f9 onlus &#8211; e insieme abbiamo dato molto per risolvere il problema\u00bb. L\u2019ospedale di Varese ha problemi pi\u00f9 che altro geografici: per la sua posizione la struttura diventa un collettore di persone provenienti da tutte le parti specialmente dal nord della provincia. C\u2019\u00e8 da segnalare per\u00f2 che il continuo &quot;valzer dei direttori&quot; \u00e8 un gran problema per chi lavora l\u00ec \u2013 me compreso &#8211; \u00e8 importante infatti che queste persone possano lavorare per pi\u00f9 anni nello stesso posto, con mandati pi\u00f9 lunghi, perch\u00e9 ad ogni cambio sentiamo proprio venir meno le direttive generali\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Giovanni Martina<\/strong>: \u00abPer quanto possa stupirvi, nemmeno noi di Rifondazione siamo contro il privato: il problema per\u00f2 \u00e8 capire come l&#8217;attivit\u00e0 dei privati \u00e8 finanziata con i fondi della collettivit\u00e0. Per rendere tutto il sistema di riforma sanitaria regionale funzionale al rapporto pubblico\/privato la legge 31 ha completamente svuotato le Asl, cio\u00e8 il rapporto del territorio. E questo, invece, non \u00e8 affatto un bene. Inoltre, un sistema del genere non aiuta l\u2019attivit\u00e0 di prevenzione, se privati guadagnano CURANDO la gente, invece che prevenendo. La politica della Regione \u00e8 assolutamente troppo sbilanciata verso il privato: Luino, Cittiglio, Somma Lombardo sono ospedali che stanno svuotando fino a far perdere completamente agli utenti la fiducia in questi e a riversarli sull&#8217;ospedale di Varese. A Varese invece costruiscono un nuovo ospedale: ma qual \u00e8 il bisogno di salute, in base a a quali ricerche lo stanno costruendo? E stanno dando contemporaneamente delle funzioni a Cittiglio e a Luino? Io dico di no. Anche perch\u00e8 la clinica Le Terrazze di Cunardo (che si occupa di riabilitazione) sta aumentando a dismisura, anche grazie alle scelte della Regione, malgrado una volta il polo riabilitativo fosse all&#8217;ospedale di Luino, mentre sta nascendo la Fondazione Borghi (che si occupa di geriatria, e possiede anche una piccola sala operatoria).La verit\u00e0 \u00e8 che il sistema sanitario lombardo era tra i migliori nel mondo prima di Formigoni, e lo \u00e8 ancora. Ma non so per quanto\u00bb.<em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Quale dev&#8217;essere il rapporto con l&#8217;universit\u00e0 in campo sanitario?<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>Giovanni Martina<\/strong>: \u00abLa ricerca \u00e8 fondamentale, ma non deve sopraffare l&#8217;attivit\u00e0 ospedaliera. Le due cose si devono incontrare ma una non deve fagocitare l&#8217;altra\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Roberto Martegani<\/strong>: \u00abLa ricerca \u00e8 una peculiarit\u00e0 dell&#8217;Universit\u00e0, e la didattica deve entrare anche in ospedale, dove medici ospedalieri possono implementare il bagaglio culturale dello specializzando con insegnamenti derivanti dalla pratica\u00bb. <strong><\/p>\n<p>Giuseppe Adamoli<\/strong>: \u00abIn un ospedale che ha anche l&#8217;Universit\u00e0, ricerca e didattica son grande risorsa e nell&#8217;integrazione nel nuovo monoblocco dell&#8217;ospedale la convivenza proficua \u00e8 primo obiettivo da perseguire. Si tratta di due comunit\u00e0 che devono vivere una accanto all&#8217;altra, in maniera utile e proficua per tutti\u00bb <strong><\/p>\n<p>Antonello Colombo<\/strong>: \u00abIl problema della ricerca non sta nella questione logistica: il problema pi\u00f9 difficile \u00e8 quello finanziario. Se non ci sono i fondi, non si pu\u00f2 fare ricerca. Per quest ritengo che sia necessario reperirli\u00a0con una collaborazione con il privato. Bisogna rendere appetibile al privato un elemento nel settore della ricerca\u00bb. <\/p>\n<p><em><strong>Infine: qual \u00e8 il vostro sogno, personale e politico?<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>Giovanni Martina<\/strong>: Io sono arrivato a Varese nel 1970: il mio sogno, arrivando da un paese del sud, era di poter costruire un progetto di vita. Io ce l&#8217;ho fatta, e vorrei che tanta altra gente che \u00e8 emigrata come me da un altro paese possa arrivare a metterlo in pratica\u00bb <\/p>\n<p><strong>Roberto Martegani<\/strong>: \u00abVorrei cercare di aiutare, con il mio contributo, la societ\u00e0. Perch\u00e8 i miei due figli possano vivere in una societ\u00e0 migliore, come mio padre ha fatto per me. Insomma, ho una tradizione di famiglia da continuare&#8230;\u00bb <\/p>\n<p><strong>Giuseppe Adamoli<\/strong>: \u00abVorrei un bipolarismo pi\u00f9 maturo e virtuoso di quello, sgangherato, che abbiamo avuto fino ad oggi. Un bipolarismo che sia in grado di essere alternativo nei progetti ma rispettoso nella quotidianit\u00e0\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Antonello Colombo<\/strong>: \u00abIo ho due sogni. Uno da amministratore: vorrei far s\u00ec che tutte le famiglie possano sopravvivere agevolmente e possano avare servizi su cui contare. Il secondo \u00e8 pi\u00f9 generale: vorrei che la politica tornasse ad essere un &quot;vestito&quot; per le persone, non un &quot;di pi\u00f9&quot; non necessario. E vorrei, per aiutare questa cosa che ci fosse pi\u00f9 contatto tra le persone e chi amministra la cosa pubblica\u00bb <\/p>\n<p><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/font><\/span><span style=\"FONT-FAMILY: Arial\"><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A parlarne al nostro tavolo Giovanni Martina, Roberto Martegani, Giuseppe Adamoli, Antonello Colombo<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Sanit\u00e0, i candidati scoprono le carte<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"A parlarne al nostro tavolo Giovanni Martina, Roberto Martegani, Giuseppe Adamoli, Antonello Colombo\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"noindex, follow, max-snippet:-1, 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