{"id":29800,"date":"2014-08-07T00:00:00","date_gmt":"2014-08-07T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2014-08-07T00:00:00","modified_gmt":"2014-08-07T00:00:00","slug":"il-lavoro-umanitario-di-greta-e-vanessa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2014\/08\/il-lavoro-umanitario-di-greta-e-vanessa\/29800\/","title":{"rendered":"Il lavoro umanitario di Greta e Vanessa"},"content":{"rendered":"<p>&ldquo;Dietro al lavoro umanitario, c&rsquo;&egrave; anche un lavoro di attivismo nato da tempo e che continua attraverso una rete di amicizie e conoscenze coltivate con attivisti siriani, che continuer&agrave; nonostante l&rsquo;impegno anche a livello umanitario. La persona &egrave; persona a prescindere dalle sue idee e tutti saranno rispettati e chiunque in stato bisognoso, soprattutto i minori, ricever&agrave; gli aiuti&rdquo;.<\/p>\n<div>Era il maggio del 2014 quando <strong>Greta, Vanessa e Roberto Andervill<\/strong> scrivevano queste riflessioni dopo le prime missioni sul campo in Siria. <strong>Il loro progetto di assistenza sanitaria Horryaty aveva preso il via da poco ed era stato presentato il 2 aprile<\/strong> dello stesso anno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201408\/tmax600x480_2319010089_progetto.jpg\" width=\"640\" height=\"388\" vspace=\"20\" hspace=\"5\" align=\"left\" alt=\"\" \/><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><strong>Obiettivi del Progetto<\/strong> (come si legge dalla<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/assmedicainSiria\" target=\"_blank\"> pagina Facebook ufficiale<\/a>)<\/div>\n<div>In collaborazione con il personale medico presente sul posto si &egrave; deciso di attivarsi al fine di perseguire due specifici obiettivi :&nbsp;<\/div>\n<div>1. Attivare un corso base di primo soccorso e rifornire alcune aree di kit di emergenza di Primo Soccorso corredati di tutto il materiale occorrente.<\/div>\n<div>2. Garantire ai pazienti malati di patologie croniche di accedere alle giuste terapie rispettando i tempi, dosi e qualit&agrave; dei farmaci.&nbsp;<\/div>\n<div>Il nostro Progetto si compone cos&igrave; di due parti distinte che verranno portate avanti sia in maniera separata e sia in parallelo, a seconda delle esigenze contingenti in loco.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201408\/tmax600x480_222478004_gretavanessa.jpg\" width=\"640\" height=\"427\" vspace=\"20\" hspace=\"5\" align=\"left\" alt=\"\" \/><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><strong>I fondatori<\/strong><\/div>\n<div>Sono proprio Greta, Vanessa e Roberto a dar vita al progetto.&nbsp;<\/div>\n<div><strong>Vanessa Marzullo<\/strong> ha 21 anni e vive a Brembate. Studia Mediazione Linguistica e Culturale, e dal 2012 si dedica alla Siria, dalla diffusione di notizie tramite blog e social networks all&#8217;organizzazione di manifestazioni ed eventi in sostegno del popolo siriano in rivolta. Questo culmina nell&rsquo;organizzazione e nella nascita del Progetto &ldquo;Assistenza Sanitaria in Siria&rdquo;.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><strong>Greta Ramelli<\/strong> ha 20 anni e vive a Gavirate. &Egrave; studentessa di Scienze Infermieristiche. Diplomata al liceo linguistico Rosetum dove ha studiato inglese, spagnolo e tedesco. Volontaria presso Organizzazione Internazionale di Soccorso, operatrice pronto soccorso trasporto infermi e nel settore emergenza (livello operativo). Nel maggio 2011 trascorre 4 mesi in Zambia nelle zone di Chipata e Chikowa lavorando come volontaria presso 3 centri nutrizionali per malati di AIDS, incluso alcune settimane presso le missioni dei padri comboniani. Nel dicembre 2012 ha trascorso tre settimane a Calcutta, India, dove ha svolto volontariato presso la struttura Kalighat delle suore missionarie della carit&agrave; e ha visitato progetti di assistenza alla popolazione indiana presente negli slums. Attualmente si occupa principalmente di Siria, sia per quanto riguarda l&#8217;accoglienza profughi insieme ad altri volontari, sia per attivismo e per aiuti umanitari. Al momento collabora con il Comitato S.O.S. Siria di Varese, l&rsquo;Associazione delle Comunit&agrave; Arabe Siriane e IPSIA Varese nel progetto &ldquo;Assistenza Sanitaria in Siria&rdquo;.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><strong>Roberto Andervill<\/strong> ha 47 anni e vive in provincia di Varese. Dal 1998 a oggi nell&rsquo;organico di IPSIA Varese, l&rsquo;OnG delle Acli che si occupa di cooperazione e volontariato all&rsquo;estero. Dall&rsquo;estate del 2006 comincia il suo attivismo per la Palestina. Compie 4 missioni in Cisgiordania fino al 2010 e nell&rsquo;Aprile 2012 &egrave; a Gaza. A cavallo tra il 2010 e il 2011 tramite IPSIA Varese del quale in quel periodo era Presidente, organizza e realizza assieme agli altri soci di IPSIA la costruzione di unit&agrave; igieniche nell&rsquo;area mercatale di Aledjo, in Benin. Dal 2011, dopo lo scoppio della Rivoluzione, comincia a interessarsi alla Siria. Ma &egrave; nel 2014 che comincia il suo attivismo a favore della Rivoluzione antigovernativa, con la partecipazione alla missione di sopralluogo nell&rsquo;area rurale di Idleb dalla quale nasce il Progetto &ldquo;Horriaty &ndash; Assistenza Sanitaria in Siria&rdquo;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201408\/tmax600x480_2703919707_progetto5.jpg\" width=\"640\" height=\"480\" vspace=\"20\" hspace=\"5\" align=\"left\" alt=\"\" \/><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><strong>Le attivit&agrave;<\/strong><\/div>\n<div>Tra aprile e maggio ci sono state due missioni in Siria per consegnare materiale sanitario.<strong> I volontari del progetto Horryaty sono molto meticolosi<\/strong> e pubblicano i dettagli di ogni loro azione. Portano sul campo prodotti che gli sono stati affidati da organizzazioni umanitarie italiane e il resto lo acquistano in Turchia per poi consegnarlo in varie zone del <strong>Governatorato di Idlib<\/strong>.&nbsp;<\/div>\n<div>Vanessa in quei giorni si appunta alcuni pensieri. <strong>Il 6 aprile &egrave; a Homs<\/strong> &nbsp;e scrive: la citt&agrave; &ldquo;assediata perde i suoi fiori pi&ugrave; belli, ancora una volta. Troppi pensieri&#8230; e non &egrave; facile metterli in ordine, modellarli e chiuderli in parole. Ma vorrei che le persone sapessero dare peso e valore a parole come &#8216;sacrificio&#8217;, &#8216;eroe&#8217;, &#8216;memoria&#8217; &#8211; perch&egrave;, se fossero in grado di farlo, allora tutti saprebbero i vostri nomi, i vostri volti, la vostra et&agrave; e la vostra storia&rdquo;.<\/div>\n<div><strong>Il 22 aprile &egrave; a Douma<\/strong> e cerca di far passare alcune emozioni legate anche alla disperata ricerca di vita quotidiana per una popolazione stremata dalla guerra. &ldquo;Mi ha detto che non ci sono pi&ugrave; librerie nella sua zona, per&ograve;&#8230; due persone lavorano instancabilmente per mettere in funzione una biblioteca. Vogliono dare la possibilit&agrave; alla gente di continuare a leggere, pur non potendo permettersi di spendere soldi nel &#8216;di pi&ugrave;&#8217; di un libro &#8211; perch&eacute; qui siamo a Douma assediata e riuscire a comprare il cibo per la cena &egrave; gi&agrave; un miracolo. Ma alla gente serve un modo per fuggire dall&#8217;assedio, ne hanno bisogno&#8230; e allora una biblioteca diventa un piccolo paradiso.<\/div>\n<div>Le due persone che hanno cominciato l&#8217;impresa sono le sue sorelle.<\/div>\n<div>Due donne, due ragazze che hanno pi&ugrave; o meno la mia et&agrave;.<\/div>\n<div>Quanta bellezza nella tua Resistenza&rdquo;.&nbsp;<\/div>\n<div><strong>Vanessa scrive ancora l&rsquo;11 giugno dalla citt&agrave; assediata.<\/strong>&nbsp;<\/div>\n<div>&ldquo;Avr&ograve; nella testa il pensiero di quella donna che si &egrave; fermata per strada e ha allungato la mano per raccoglier qualcosa da terra, per poi metterla in borsa veloce. Non dir&ograve; nemmeno cosa fosse quella cosa perch&eacute; me me ne vergogno, me ne vergogno tanto, ma io, lei non dovrebbe, non dovrebbe vergognarsene.<\/div>\n<div>Ma a che servirebbe dirle che ha pi&ugrave; dignit&agrave; di tutti noi messi assieme, se poi non pu&ograve; metter nulla nei piatti dei suoi bambini?<\/div>\n<div>L&#8217;esercito e le bombe, l&#8217;assedio, la fame&#8230; la fame. La fame.<\/div>\n<div>Li fanno morire di fame, quando non li squarciano con una bomba.<\/div>\n<div>Non so se ha molto senso ci&ograve; che scrivo, ma giuro che mi tremano le mani e ti penser&ograve; appena sveglia e mentre esco di casa e nell&#8217;ora di pranzo mi si chiuder&agrave; lo stomaco, e non servir&agrave; a nulla ma ti penser&ograve;&rdquo;.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>Il gruppo di sostegno al progetto, quando le ragazze tornano in Italia, si attiva ancora di pi&ugrave; con un fiorire di iniziative culturali e politiche anche per raccogliere fondi. Vengono organizzate cene, mostre, cineforum, incontri in attesa di poter ripartire.<\/div>\n<div><strong>A fine luglio il nuovo viaggio<\/strong> che porta le ragazze nella zona di Aleppo. <strong><a href=\"http:\/\/www3.varesenews.it\/varese\/volontarie-rapite-in-siria-una-e-di-gavirate-294173.html\">Ora si resta con il fiato sospeso aspettando di conoscere cosa sia successo in quella notte del 31 luglio <\/a><\/strong>e dove siano le ragazze. L&rsquo;ultimo segnale pubblico arriva ancora una volta da Facebook con Greta che ha pubblicato una foto di un fotografo siriano che ritrae un giovane che &egrave; assorto nel guardare le rovine della citt&agrave; bombardata.&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I luoghi<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201408\/mappa.jpg\" width=\"640\" height=\"410\" vspace=\"25\" hspace=\"5\" border=\"1\" align=\"left\" alt=\"\" \/><br type=\"_moz\" \/><br \/>\n<\/strong><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div><strong>Il 10 gennaio Vanessa scriveva:<\/strong> &ldquo;La storia della vostra giovane vita e della vostra ingiusta morte. La storia di come, dopo quasi due anni di assedio, avete tentato ancora una volta di uscire da quella che in passato era la vostra citt&agrave;, mentre ora &egrave; una prigione circondata da un esercito.<\/div>\n<div>La nostra bella e coraggiosa #Homs. La nostra distrutta, stuprata, ferita e affamata Homs<\/div>\n<div>&#8230; ma la gente non lo sa il valore di quelle parole.<\/div>\n<div>E non sapr&agrave; i vostri nomi.<\/div>\n<div>Non sapr&agrave; di come avete manifestato all&#8217;inizio e come avete preso le armi dopo, dopo aver visto l&#8217;orrore dei crimini del regime. Di come avete deciso di restare anche quando la situazione precipitava, per difendere le vostre case, i luoghi in cui siete cresciuti e che vi hanno fatto crescere.<\/div>\n<div>Non sapr&agrave; che siete morti, eroi, per la speranza di vivere, per un p&ograve; di farina&#8230; i bambini sotto assedio andranno a dormire affamati anche oggi.<\/div>\n<div>Fame di pane e di giustizia&rdquo;.<\/p>\n<p><strong>Alcune pagine Facebook <\/strong>per conoscere le attivit&agrave; per la Siria<br \/>\n&#8211; <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/assmedicainSiria\" target=\"_blank\">Assistenza sanitaria in Siria Horryaty<\/a><br \/>\n&#8211; <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/SolidarietaalpopoloSiriano\" target=\"_blank\">Solidariet&agrave; al popolo siriano<\/a><br \/>\n&#8211; <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/ilcuoreinsiria?ref=stream\" target=\"_blank\">Il cuore in Siria<\/a><br \/>\n&#8211; <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pages\/Comunit%C3%A0-Siriana-di-Varese-%D8%AA%D9%86%D8%B3%D9%8A%D9%82%D9%8A%D8%A9-%DA%A4%D9%80%D8%A7%D8%B1%D9%8A%D8%B2%D9%8A\/130441070396214\" target=\"_blank\">Comunit&agrave; siriana di Varese<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La militanza in solidariet\u00e0 con il popolo siriano e poi la nascita del progetto Horryaty che le avrebbe portate a lavorare in Siria. 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