{"id":31433,"date":"2014-07-08T00:00:00","date_gmt":"2014-07-08T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2014-07-08T00:00:00","modified_gmt":"2014-07-08T00:00:00","slug":"non-dimentichiamo-il-campo-sinti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2014\/07\/non-dimentichiamo-il-campo-sinti\/31433\/","title":{"rendered":"&#8220;Non dimentichiamo il campo sinti&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Un gruppo di volontari, con Acli, scout Agesci e Aval, da tempo segue le famiglie e in particolare bambini e bambine del campo sinti di Gallarate, l&#8217;area attrezzata che accoglie persone di cultura sinti, italiani e residenti a Gallarate ormai da decenni. Riceviamo e pubblichiamo la lettera indirizzata all&#8217;amministrazione comunale, alla parrocchia e alla comunit&agrave; di Cedrate, il quartiere pi&ugrave; vicino al campo di via Lazzaretto<\/em><\/p>\n<p>\nAlan, Alexandra, Andrea, Angel, Christian, Dylan, Denis, Dennis, Donna, Eddy, Ellison, Emily, Ezechiele, Glenda, Jenny, Michael , Megan, Molly, Rayan, Ruht, Sabrina, Sedric ,&hellip;.. &nbsp;<br \/>\nI  Nostri amici del campo.<br \/>\nCedrate 1 luglio 2014<br \/>\n<strong><br \/>\nLettera  aperta  alla comunit&agrave; di Cedrate,  alla Parrocchia di Cedrate,  al Sig. Sindaco di Gallarate,  ai Servizi sociali del Comune di Gallarate.<\/strong><\/p>\n<p>Da alcuni anni ci stiamo interessando ai bisogni delle famiglie del campo di via Lazzaretto 50, a Cedrate. <br \/>\nSi tratta di numerose famiglie, un centinaio di Persone, con molti minori ed alcuni anziani. Sono famiglie Sinti, di storia nomade ma residenti a Gallarate ormai da molti decenni e da pi&ugrave; generazioni. <br \/>\nSono state collocate in via Lazzaretto alcuni anni fa, su iniziativa della Amministrazione Comunale, spostate dal precedente luogo in zona Madonna in Campagna.  <br \/>\nQui, ora, il campo &egrave; dislocato dopo la piccola zona industriale, oltre i primi campi coltivati, ai bordi della autostrada, a ridosso delle opere di contenimento del torrente Arno.  <strong>&#8211;  Lontano da tutto e da tutti rischiano di essere dimenticati ed invisibili per i cittadini, le comunit&agrave;, la Parrocchia, il Comune.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"250\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" height=\"201\" border=\"1\" align=\"left\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201407\/via_lazzaretto_gallarate_campo_sinti.jpg\" \/>La &ldquo;strada&rdquo; che vi conduce, pur servendo una stazione dell&rsquo;acquedotto comunale e le opere idriche della val d&rsquo;Arno, sembra non venga mai percorsa se non da chi si reca al campo.  &#8211; <strong> Un chilometro sconnesso di profonde buche degno di un safari<\/strong> (nella foto) costituisce ogni giorno un ostacolo per recarsi a scuola e in citt&agrave;, per qualsiasi evenienza ed urgenza e per l&rsquo; eventuale passaggio di mezzi di soccorso. <br \/>\n<strong>Da pi&ugrave; di un paio di anni, come volontari * (Volontari a titolo personale, volontari Acli, Agesci, Aval), seguiamo con un nostro piccolo aiuto i percorsi scolastici dei bambini delle elementari e delle medie<\/strong>. &#8211;  Grazie anche alla amministrazione Comunale che ci ha concesso di collocare all&rsquo;interno del campo &ldquo;un&rsquo;aula&rdquo; prefabbricata (noleggiata grazie ad un progetto finanziato dalla Fondazione Acli &#8211; La Sorgente di Solidariet&agrave; Sociale ONLUS).<br \/>\nSi partiva purtroppo da alcune difficolt&agrave; ed episodi di abbandono, anche questi &ldquo;invisibili&rdquo;:<br \/>\n&bull;\tChi segnala le eventuali mancate iscrizioni? (in mancanza di iscrizione nessuna scuola ha in carico il ragazzo, le verifiche incrociate delle varie competenze non sembrano sempre essere sufficienti)<br \/>\n&bull;\tChi interviene per sollecitare la frequenza e vigilare affinch&eacute; sia davvero conseguito il diritto\/obbligo scolastico? <br \/>\n<strong>Eppure anche per questi ragazzi, per ciascuno di loro, dovremmo poter garantire un&rsquo;adeguata istruzione, l&rsquo;inserimento sociale, l&rsquo;apertura delle comunit&agrave; e dei cittadini ad una relazione positiva con loro.<\/strong><br \/>\nEvitiamo per favore, almeno per ora, di introdurre in questo avvicinarsi a loro,  valutazioni sociali, giudizi e pregiudizi ed evitiamo anche di collocarci dalla parte di chi &egrave; certo delle proprie ragioni e si chiude dietro alla richiesta di rispetto delle regole. La cultura e la condizione sociale, le difficolt&agrave; delle famiglie Sinti e nomadi derivano da centinaia di anni di rifiuto, di segregazione, di reciproca diffidenza e lontananza. <br \/>\nIl percorso che pu&ograve; condurre queste famiglie, queste persone, questi ragazzi ad una maggiore integrazione sociale, a una maggiore competenza culturale, ad una formazione utile all&rsquo;inserimento lavorativo, ad una loro condizione pi&ugrave; consapevole, non pu&ograve; che essere &ldquo;in prospettiva&rdquo; e crediamo debba muovere principalmente da Noi. Dalla comunit&agrave; locale, dal quartiere, dall&rsquo;oratorio e dalla parrocchia, dalle istituzioni e dai servizi comunali.<\/p>\n<p>L&rsquo;alternativa, umanamente inaccettabile, &egrave; quella di accontentarsi di mantenere questa distanza reciproca, di continuare a lasciare questi ragazzi in un percorso di difficolt&agrave;, in un &ldquo;destino&rdquo; separato e limitante. Purch&eacute; magari lontano, isolato, oltre i bordi della citt&agrave; e del quartiere. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore e facilmente &ldquo;giudicabile&rdquo; ed ignorabile. &#8211; Sono forse io il custode di mio fratello? <br \/>\n<strong>Noi crediamo che un percorso positivo sia possibile. Soprattutto crediamo in questi bambini, in questi ragazzi.<\/strong>  O per lo meno crediamo che sia necessario dare loro una chance. Cos&igrave; come anche alle loro famiglie ed ai ragazzi pi&ugrave; grandi.<br \/>\nLe esigenze delle famiglie, oltre a quelle pi&ugrave; immediate e &ldquo;banali&rdquo; &ndash; una viabilit&agrave; percorribile, una dotazione di sicurezza per il campo, la risoluzione di problemi come una recinzione a tutela anche dei tanti bambini, una attrezzatura pi&ugrave; consona per la gestione dei rifiuti, le condizione di igiene dei canali e sottopassi di servizio all&rsquo;autostrada, ecc, &ndash; sono, come per tutti, evidentemente, quelle della possibilit&agrave; di un lavoro  regolare e di un reddito. Su questo ultimo aspetto forse si pu&ograve; anche insieme immaginare qualche cosa, ma resta oggettivamente difficile una risposta cos&igrave; complessa a breve termine. Su altro la possibilit&agrave; di intervento potrebbe essere per&ograve; pi&ugrave; immediata.<\/p>\n<p><strong>Riguardo alla presa in carico delle responsabilit&agrave; sociali e del diritto allo studio                                     <\/strong><br \/>\n&bull;\trinnoviamo quanto in passato gi&agrave; chiesto all&rsquo;Amministrazione Comunale e cio&egrave; di individuare una figura referente specifica che possa accompagnare e verificare i percorsi scolastici e, in collaborazione con le famiglie,  recuperare i casi di abbandono e mancata iscrizione, ecc&hellip;.<br \/>\nRiguardo alla presa in carico delle responsabilit&agrave; tecniche sull&rsquo;insediamento (di propriet&agrave; comunale) <br \/>\n&bull;\trinnoviamo quanto gi&agrave; in passato richiesto alla Amministrazione Comunale e cio&egrave; di individuare una figura referente specifica che possa coordinare sotto la sua responsabilit&agrave; i vari aspetti tecnici nella gestione del campo e dei servizi ecc&hellip;  <br \/>\nSarebbe inoltre auspicabile, data la condizione e collocazione sfavorevole del campo, verificare alternative possibili da individuarsi sentite le famiglie e in collaborazione con le famiglie (individuazione di micro aree, alloggi, individuazione di zone idonee o compatibili per collocazione di residenze temporanee mobili) ricercando complessivamente soluzioni meno ghettizzanti e pi&ugrave; favorevoli all&rsquo;integrazione.<br \/>\n<strong>Riguardo all&rsquo;apertura sociale, al reciproco avvicinamento tra le famiglie del campo e la comunit&agrave; locale <\/strong><br \/>\n&bull;\tchiediamo alla Comunit&agrave; Pastorale ed all&rsquo;oratorio di riprendere alcune esperienze che con noi e le famiglie del campo sono gi&agrave; state fatte in passato, rendendole meno &ldquo;episodiche&rdquo; ed attivando un reale avvicinamento e conoscenza della realt&agrave; del campo (percorrendo qualche volta quella strada tutta a buche). Naturalmente questo invito &egrave; da intendersi anche esteso a tutta la comunit&agrave; locale e non esclusivamente alle realt&agrave; cattoliche. <br \/>\nRiguardo la possibilit&agrave; di conoscere ed incontrare i ragazzi del campo <br \/>\n&#8211;      chideremmo a tutti ed in particolare a cittadini Cedratesi e Gallaratesi, che magari hanno un figlio o un nipote o un amico, compagno di classe di questi bambini, di dare la propria disponibilit&agrave; di qualche ora, al massimo una volta alla settimana (o anche meno!) per fare un poco di ripasso ed attivit&agrave; complementari con i ragazzi del campo (&hellip;.di cui sopra )<\/p>\n<p><em>Anna Balzarini,  Ferruccio Boffi,  Marta Fresca, Sandra Labanca,  Francesca Nidola.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In fondo ad un chilometro di strada tutta a buche, a Cedrate, c&#8217;\u00e8 l&#8217;area attrezzata dove vivono i gallaratesi di cultura nomade italiana. 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