{"id":31955,"date":"2014-07-01T00:00:00","date_gmt":"2014-07-01T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2014-07-01T00:00:00","modified_gmt":"2014-07-01T00:00:00","slug":"orsi-in-aula-sotto-accusa-perche-volevo-il-rinnovamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2014\/07\/orsi-in-aula-sotto-accusa-perche-volevo-il-rinnovamento\/31955\/","title":{"rendered":"Orsi in aula: &#8220;Sotto accusa perch\u00e9 volevo il rinnovamento&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Un piano confezionato da chi in Finmeccanica voleva che permanesse malaffare e status quo. Cos&igrave; oggi davanti al Tribunale di Busto Arsizio, a conclusione del dibattimento<strong> sulla presunta corruzione per l&#8217;appalto degli elicotteri all&#8217;India, l&#8217;ex AD di Finmeccanica Giuseppe Orsi, ha descritto la vicenda<\/strong> che lo ha condotto sul banco degli imputati per corruzione internazionale. Orsi, dopo aver ricordato che i suoi primi provvedimenti furono la chiusura di 27 consulenze esterne, la riduzione drastica delle sponsorizzazioni, il taglio dei membri esterni dei cda, la riduzione del suo stipendio del 30% come &quot;esempio&quot;, l&#8217;ex AD ha commentato che &quot;tutto questo ha suscitato reazioni. Le avevo messe in conto, ma non potevo immaginare di arrivare fino a qui&quot;. <strong>Orsi ha quindi puntato il dito su Lorenzo Borgogni<\/strong>, l&#8217;ex responsabile relazioni esterne di Finmeccanica coinvolto nell&#8217;inchiesta e &quot;grande accusatore&quot; in questo filone di inchiesta, dichiarando che &quot;nella massa delle sue falsit&agrave;, ha messo insieme cose confezionate da persone che volevano il permanere dello status quo. <strong>E&#8217; una pura invenzione di Borgogni il finanziamento al partito politico [la Lega Nord, ndr] per ringraziare per la mia nomina&quot;. <\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www3.varesenews.it\/busto\/i-luoghi-e-i-personaggi-dell-affare-finmeccanica-277252.html\">Luoghi e personaggi dell&#8217;affare Finmeccanica<\/a><br \/>\n<\/strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201403\/foto_1_12829.jpg\" width=\"640\" height=\"480\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" align=\"left\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>LA LETTERA INTEGRALE <\/p>\n<p>Ill.mo Presidente, Ill.mi Giudici, <\/p>\n<p>vorrei iniziare questa mia dichiarazione con una osservazione: quella cio&egrave; che il processo per me non ha avuto inizio in quest&rsquo;aula e   nemmeno quando sono state avviate le indagini della Procura di Napoli.  E&rsquo; cominciato ben prima, nel 2011, subito dopo essere stato nominato AD di   Finmeccanica.  Proprio nella sede di Piazzale Montegrappa a Roma &egrave; stata infatti avviata, subito   dopo il mio insediamento, una occulta inchiesta interna contro di me non appena &egrave;   apparso evidente che avrei dato vita ad un profondo rinnovamento che avrebbe reso   pi&ugrave; trasparente l&rsquo;assetto e la gestione del Gruppo. Cosi come avevo chiaramente   esplicitato in un editoriale sul &ldquo;magazine&rdquo; di Finmeccanica.   E&rsquo; scattata a piazza Montegrappa una vera caccia a episodi e circostanze della   mia vita di manager, tanto che la stampa ha parlato di dossieraggio fatto da un ex   Generale dei Carabinieri, allora consulente di Guarguaglini. Lo scopo era di distorcere   questi episodi al fine di denigrarmi e fermare ci&ograve; che avevo iniziato a fare per ridare   prestigio, efficienza e trasparenza a Finmeccanica. <\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www3.varesenews.it\/busto\/tags.php?id=289968\">TUTTI GLI ARTICOLI SUL PROCESSO<\/a><\/strong><\/p>\n<p>Tra l&rsquo;altro, proprio a garanzia di   questa maggior trasparenza avevo proposto di inserire nell&rsquo;Organismo di Vigilanza   una indiscussa figura proveniente dal mondo delle istituzioni. Intenzione anche questa   volutamente travisata da Borgogni per asservirla al suo disegno calunnioso.  Ricordo comunque che quando riferii le mie intenzioni di rinnovamento al   ministro del tesoro Tremonti, quando mi ricevette dopo la designazione, egli mi disse:   &ldquo;bene, per&ograve; ci vada piano perch&eacute; altrimenti le faranno male.&rdquo;   Ed eccomi qui.  Non voglio certo passare in rassegna il capitolo, per me e la mia famiglia davvero   sconvolgente, delle accuse d&rsquo;ogni tipo costruite a tavolino per distruggere la mia   credibilit&agrave; e generosamente ospitate dai media. Tutte regolarmente smentite, anche se   come si sa il rilievo delle smentite &egrave; ben diverso da quello degli annunci.  Dalla massa delle falsit&agrave; fatte circolare come voci, indiscrezioni o soffiate   provenienti da inesistenti fonti anonime, Lorenzo Borgogni, responsabile delle   relazioni esterne del Gruppo, e quindi anche dei rapporti con i media, ha estratto e   pubblicizzato la vicenda del contratto di vendita all&rsquo;India di 12 elicotteri VVIP da parte   di AW, mettendo insieme frammenti confezionati da persone interessate come lui a   preservare lo status quo.  E non sembrandogli sufficientemente infamante attribuirmi la responsabilit&agrave; di   aver corrotto un alto ufficiale indiano, ha pensato bene di infangare ancor di pi&ugrave; la   mia persona aggiungendo un episodio che potesse farmi apparire come un manager   spregiudicato, propenso ad usare il denaro dell&rsquo;azienda per soddisfare i propri interessi   personali e colpirmi cos&igrave; nel valore che sapeva essere per me il pi&ugrave; importante: quello   dell&rsquo;integrit&agrave; personale.  <\/p>\n<p><strong>E&rsquo; infatti una pura invenzione di Borgogni<\/strong> e dei suoi amici che vi sia stato   un finanziamento cospicuo ad un partito politico, in connessione con il contratto   India. S&igrave; &egrave; visto bene in questo processo, almeno secondo la mia lettura, come non   esista il bench&eacute; minimo elemento di prova capace di accreditare la calunnia di un   contributo illecito versato per ringraziare chi avrebbe patrocinato la mia nomina.   Nomina avvenuta in realt&agrave; semplicemente perch&eacute; della triade di nomi interni richiesta   e proposta da Guarguaglini al Tesoro, come CEO di AW ero il manager che aveva   dato i migliori risultati del Gruppo e quello con il pi&ugrave; vasto network internazionale   nel settore aerospazio e difesa: network che mi ero costruito a partire dagli anni &lsquo;90,   quando ero presidente della controllata americana e consolidatosi nel tempo attraverso   le numerose collaborazioni strategiche da me negoziate che hanno caratterizzato lo   sviluppo di Agusta.   Non sono un uomo di potere avendo sempre concepito il ruolo di capo azienda,   grande o piccola, in termini di adempimento di un dovere, n&eacute; sono particolarmente   ambizioso. Avevo pianificato di lasciare gli incarichi operativi entro i 65 anni per   dedicarmi ad altre cose, con mia moglie, come ci eravamo promessi 50 anni fa quando   ci siamo conosciuti, ambedue impegnati nel sociale.  Ho invece accettato l&rsquo;incarico, mio malgrado, spinto dai tanti, e non solo in Italia,   che ritenevano potessi trasformare Finmeccanica secondo il modello AW e cio&egrave;:   efficienza, competenza, trasparenza e conti in ordine.  Ho accettato per spirito di servizio, merce meno rara di quanto si pensi e   comunque parte della mia cultura e formazione cristiana, per cui per me e per chi mi   conosce &egrave; grottesca prima ancora che calunniosa l&rsquo;ipotesi che io possa aver pagato   chicchessia per un incarico!  Mi &egrave; sembrato giusto richiamare qui questa vicenda solo per mostrare quanto   intenso sia stato l&rsquo;attacco portato contro di me, per aver cercato di rimuovere   incrostazioni clientelari e sacche di malaffare che si annidavano all&rsquo;interno del Gruppo   industriale che il Governo mi aveva affidato, da parte di personaggi il cui interesse era   quello che tutto rimanesse come prima. <\/p>\n<p>Sulla vicenda della Commessa indiana, Borgogni non ha saputo dire nulla di   plausibile al di l&agrave; di un nome: quello di Guido Haschke. E anche se questo spunto &egrave;   bastato a far partire le indagini giudiziarie, si capisce bene perch&eacute; l&rsquo;ex responsabile   delle relazioni esterne di Finmeccanica ha puntato tutto sull&rsquo;uomo d&rsquo;affari svizzero.   Haschke era noto per essere saldamente ancorato all&rsquo;ambiente formatosi   all&rsquo;interno del Gruppo durante la governance del mio predecessore. Haschke era   l&rsquo;uomo di fiducia di Zampini, mio antagonista nella candidatura alla guida di   Finmeccanica e sodale di Borgogni, ed era abituato a muoversi con disinvoltura nei   rapporti con alcuni manager del Gruppo &#8211; ma non di AW &#8211; distribuendo loro, stando   alle stesse sue dichiarazioni, denaro per assicurarsene i favori.    Un uomo assolutamente fidato per Borgogni e compagni, dunque, pronto   a gestire anche i rapporti con l&rsquo;autorit&agrave; giudiziaria secondo le istruzioni ricevute   dagli amici, come &egrave; emerso anche dalle prove assunte in questo processo che hanno   confermato i plurimi colloqui tra Haschke e Zampini nel corso delle indagini.  Quando nell&rsquo;ottobre del 2005 ho incontrato per la prima volta Haschke non   sapevo nulla del suo &ldquo;arruolamento&rdquo; nella compagine che aveva come terminale   ultimo Borgogni. Lo avrei dovuto capire forse dal fatto che Finmeccanica chiedeva   con insistenza di dargli lavoro in India e alla fine non potei sottrarmi a quella richiesta   perch&eacute; fu il mio capo diretto, Zappa, direttore generale della controllante di AW, a   chiedermelo personalmente.  Del resto, anche se questa sollecitazione insistente mi infastidiva perch&eacute;   interferiva nella tradizionale autonomia della mia societ&agrave;, l&rsquo;uomo d&rsquo;affari svizzero   mi veniva accreditato come un buon conoscitore del mercato indiano ed era certo   nostro interesse aprirci pi&ugrave; spazi in quel territorio da tutti considerato come il pi&ugrave; ricco   serbatoio di opportunit&agrave; di vendita esistente sulla scena mondiale. <\/p>\n<p><strong>Il contratto Gordian<\/strong>   ha cos&igrave; preso ad oggetto lo scouting per la promozione degli elicotteri civili, mercato   che includeva i governatorati, settore di notevoli prospettive e che soprattutto era di   competenza di AW Italia, mentre il mercato militare indiano era riservato ad AW U.K   e quindi un eventuale inserimento di Haschke in quel segmento di mercato avrebbe   dovuto essere richiesto e avallato dalla AW UK.  Ben diverse sono le ragioni che hanno indotto AW a firmare i contratti per   la fornitura di servizi di ingegneria. C&rsquo;era la necessit&agrave; di soddisfare un urgente   fabbisogno dell&rsquo;azienda, quello di avere su supporto elettronico aggiornato i disegni   tecnici di alcune delle nostre macchine. Haschke ha saputo indicare al momento   giusto un fornitore di notevole standing come IDS Infotech India ed &egrave; stato concluso   il contratto. Successivamente &egrave; stato firmato il contratto con IDS Tunisia per avere   disponibilit&agrave; di servizi in esclusiva, al fine di convertire tutti i disegni dell&rsquo;AW139,   capostipite della famiglia di elicotteri che si stava sviluppando, senza gravare sulla   operativit&agrave; della direzione tecnica dell&rsquo;azienda gi&agrave; stracolma di lavoro.  I due contratti IDS, cos&igrave; come quello antecedente concluso con Gordian, non   richiedevano alcun intervento sulla gara dei 12 elicotteri VVIP. Non era per altro   neppure necessario: lo AW101 era l&rsquo;elicottero che gli indiani volevano, soprattutto   dopo che era stato scelto per il presidente USA. Per contro l&rsquo;esito positivo della gara   era considerato come evento che avrebbe consentito di utilizzare il contratto con IDS   anche a fronte dell&rsquo;impegno di offset. Questo &egrave; l&rsquo;unico motivo del riferimento al   programma VVIP nell&rsquo;ambito dei contratti IDS.  Neppure il prezzo pagato per i servizi resi da IDS costituisce alcuna   remunerazione di una presunta consulenza fornita dall&rsquo;uomo d&rsquo;affari svizzero. E non   solo perch&eacute; l&rsquo;importo pagato per la trasposizione dei disegni &egrave; assolutamente congruo.   C&rsquo;&egrave; una ulteriore e decisiva ragione: Haschke non ha fatto nulla per meritarsi un   compenso quale consulente ai fini della acquisizione della commessa indiana. Come   detto prima non era necessario e non c&rsquo;&egrave; un solo atto della sequenza procedurale che   ha portato alla decisione della gara in favore di AW dal quale risulti un intervento   promozionale, anche lecito, riconducibile all&rsquo;input o all&rsquo;azione di Haschke. Ho capito   poi dagli atti processuali che Haschke simulava di attivarsi per dimostrare di avere   una consolidata autorevolezza in territorio indiano e proporsi cos&igrave; quale consulente di   Finmeccanica per altri programmi. <\/p>\n<p>Lo stesso discorso vale per Christian Michel il quale, va detto subito, &egrave; in tutto   e per tutto un esponente del mondo aziendale inglese: ha sempre lavorato con gli   inglesi di AW U.K.; ha eseguito nella vicenda WG30 quanto gli &egrave; stato chiesto di   fare dai manager apicali della societ&agrave; inglese; ha sottoscritto un post contract service   agreement per la negoziazione del FOSA e la rimodulazione del programma di offset,   concordandone i contenuti con gli esponenti di AW U.K.   Christian Michel si riteneva, e tale veniva considerato storicamente dal sistema   inglese, come un Executive della Westland, profondo conoscitore del mercato indiano,   retribuito attraverso i contratti servizi di assistenza post vendita.   Ritengo comunque opportuno che spieghi le ragioni per le quali ho partecipato   all&rsquo;incontro a Lugano dell&rsquo;aprile 2011. <\/p>\n<p><strong>La verit&agrave;<\/strong> &egrave; che personalmente sapevo ben poco   di quel che stesse succedendo in India, ricevendo soltanto sporadiche informazioni sul   programma, ormai ben inserito all&rsquo;interno dei canali produttivi. Sapevo che Haschke   stava continuando ad operare con AW Italia per il contratto di ingegneria, anche se non   ne avevo seguito i vari sviluppi contrattuali e societari. Mi era stato riferito intanto dai   colleghi inglesi che Michel era particolarmente irritato da alcune iniziative di Haschke   che, esulando dal suo campo di attivit&agrave;, cercava di promuovere per l&rsquo;offset societ&agrave; di   sua conoscenza. Michel temeva che cos&igrave; facendo Haschke finisse per ostacolarlo nelle   iniziative gi&agrave; da lui intraprese per realizzare appunto il programma offset secondo il   mandato ricevuto da AW UK attraverso il contratto PCSA.  Da qui il mio tentativo, prima di lasciare AW, di appianare le incomprensioni e   ricondurli ragionevolmente ai loro ruoli: ruoli che ovviamente non avevano nulla a che   vedere con l&rsquo;aggiudicazione della gara per i dodici elicotteri VVIP chiusa e definita   con la firma del contratto da pi&ugrave; di un anno. Credo di esserci riuscito. Ho saputo infatti   che i due si sono poi accordati di trovarsi a Dubai per stendere una sorta di trattato   di pace. Dalla discussione avvenuta tra loro durante l&rsquo;incontro di Lugano ho potuto   tuttavia presumere che tra i due esistevano, o erano esistiti, rapporti di business &#8211; a me   ignoti &#8211; come poi emerso dagli atti processuali.   L&rsquo;incontro di Lugano non aveva per altro nulla di segreto e l&rsquo;episodio, per il PM   cos&igrave; suggestivo, del mancato utilizzo della carta di credito era semplicemente dovuto al   fatto che, quando noi siamo andati via, il pranzo non era ancora finito e non era certo   mia abitudine firmare le ricevute della carta di credito in bianco&#8230;. <\/p>\n<p>Queste sono le poche cose che mi premeva richiamare alla Vostra attenzione,   Ill.mo Presidente e Ill.mi Giudici per sottoporvi in via conclusiva una riflessione su un   piano diverso da quello giuridico che spetta ai miei difensori.  Chi voleva dipingermi come persona scorretta e inadatta a guidare un grande   Gruppo a partecipazione pubblica ritengo sia stato smentito da quanto emerso, o non   emerso da questo processo, almeno per come io lo ho inteso.   Posso dire con orgoglio di aver sempre operato nell&rsquo;interesse di AW e del gruppo   Finmeccanica con l&rsquo;unico obiettivo di gestire al meglio prima i compiti e poi le societ&agrave;   che mi sono state affidate e contribuire cos&igrave; alla affermazione del prodotto tecnologico   italiano nel mondo.  <\/p>\n<p>Anche la comunit&agrave; industriale internazionale me ne d&agrave; atto, come si &egrave; visto in   questo dibattimento, riconoscendomi le qualit&agrave; di manager che porta al successo le sue   aziende senza usare le scorciatoie dei favori richiesti e retribuiti.  Dal 2005 al 2011, sotto la mia responsabilit&agrave;, ben supportato da una squadra   competente e dedicata a cominciare dall&rsquo;ing. Spagnolini che poi ha continuato con lo   stesso trend, AW &egrave; ulteriormente cresciuta fino a diventare l&rsquo;azienda leader che oggi   nel mondo tutti ammirano e di cui l&rsquo;Italia &egrave; orgogliosa.  Ed il contratto india &egrave; stato una goccia di questo successo   Quando nell&rsquo;Aprile 2005 tenemmo il primo incontro di tutti i dirigenti della   nuova AW e lanciammo lo slogan &ldquo;AW: sinonimo di elicotteri e volo verticale&rdquo;:   ci furono sorrisi e qualcuno fece riferimento ai soliti visionari. <\/p>\n<p>Oggi il nome   AgustaWestland &egrave;, nel mondo, sinonimo di eccellenti elicotteri e volo verticale.  Desidero infine sottolineare che 40 anni di vita e di lavoro nello stesso   Gruppo, nella stessa industria e sullo stesso territorio rendono trasparenti i valori, i   comportamenti, le convinzioni e l&rsquo;etica di una persona. So per certo che non c&rsquo;&egrave; una   sola persona al mondo che abbia lavorato con me o che mi conosca che possa avere   creduto, anche in via puramente ipotetica, alle illazioni di Borgogni e Zampini. Non   Ed &egrave; questa certezza che mi consente di attendere serenamente il vostro giudizio.  Grazie. <br \/>\nBusto Arsizio, 1 luglio 2014<br \/>\nGIUSEPPE ORSI<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Mai finanziato i partiti&#8221;. Le dichiarazioni integrali dell&#8217;ex ad di Finmeccanica, mentre il processo sulle presunte tangenti indiane \u00e8 alle battute finali<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,3],"tags":[2589,3489],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Orsi in aula: &quot;Sotto accusa perch\u00e9 volevo il rinnovamento&quot;<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"&quot;Mai finanziato i partiti&quot;. 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