{"id":348722,"date":"2015-01-20T00:00:00","date_gmt":"2015-01-20T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2015-01-20T00:00:00","modified_gmt":"2015-01-20T00:00:00","slug":"n-a","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2015\/01\/n-a\/348722\/","title":{"rendered":"Dai conventi alle fabbriche, cos\u00ec \u00e8 nata l\u2019industria del cotone"},"content":{"rendered":"<p><em>Inizia il viaggio di Davide Pisoni, laureato in storia alla Statale di Milano, nella storia dell&#8217;industria cotoniera della Valle Olona. Nella prima &quot;puntata&quot; tratta dalla sua tesi di laurea si parla degli albori di questo settore produttivo nell&#8217;area, nato dalla produzione in un convento di Busto Arsizio.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201501\/valle olona.jpg\" width=\"300\" height=\"278\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" border=\"1\" align=\"left\" alt=\"\" \/>La storia e la localizzazione geografica dell&#8217;industria cotoniera in Valle Olona, territorio comprendente i paesi situati lungo il corso settentrionale del fiume Olona ovvero localizzati nelle sue immediate vicinanze, delimitato a nord da Varese, a sud-est dall&#8217;area metropolitana milanese e ad ovest dal fiume Ticino, e il paesaggio industriale che risulta modellato, trasformato e quindi caratterizzato da codesta attivit&agrave; produttiva, rappresentano tuttora degli aspetti alquanto interessanti per quanto riguarda la vita economica del nostro territorio e dei suoi cittadini. <br \/>\nLe manifatture cotoniere, infatti, data la loro diffusione fortemente capillare nei centri urbani della Valle Olona (fenomeno che ebbe inizio alla fine del XVIII secolo e che si complet&ograve; ai primi decenni del Novecento),<strong> oltre a conferire al paesaggio della Valle alcuni tratti peculiari, la maggior-parte dei quali permangono ancora al tempo presente, hanno regolato il vissuto quotidiano d&rsquo;intere generazioni<\/strong> di capitani d&rsquo;industria ma anche di semplici tessitori, di mercanti-imprenditori &ldquo;pionieri&rdquo; ma anche di contadini-tessitori, impegnati tanto nell&#8217;attivit&agrave; agricola quanto in quella industriale nei periodi di sospensione dei lavori nei campi: la vita di migliaia di uomini e donne era scandita e cadenzata dal suono caratteristico ed inconfondibile delle sirene degli opifici.<br \/>\nRipercorrere l&#8217;epoca delle industrie del cotone e delle grandi ciminiere situate a cavallo del fiume Olona, dei telai a mano e di quelli meccanici, dei fusi e dei fustagni, delle case dei contadini-tessitori in ognuna delle quali era installato un telaio, significa principalmente riscoprire un&#8217;epoca che caratterizz&ograve; la nostra storia, il nostro passato, l&#8217;esistenza quotidiana dei nostri antenati, e i cui segni distintivi permangono ancor oggi, nel paesaggio, nella cultura, persino nella lingua delle popolazioni della Valle.<\/p>\n<p>Gli albori della lavorazione industriale del cotone nell&#8217;area dell&#8217;Alto Milanese e specialmente della Valle Olona risalgono al tramonto dell&#8217;et&agrave; tardo-medievale. Negli anni quaranta del tredicesimo secolo, e precisamente attorno all&#8217;anno 1243, infatti, <strong>si ha notizia di un&#8217;attivit&agrave; di produzione del cotone presso il convento delle suore Umiliate di Busto Arsizio, primo nucleo originario della futura industria tessile del borgo. &nbsp;<\/strong>&Egrave; plausibile che le donne della citt&agrave; apprendessero l&#8217;arte della filatura e della tessitura nel suddetto convento, per poi integrare la loro occupazione economica primaria, l&#8217;agricoltura, con un&#8217;ulteriore fonte di reddito, delineando in tal modo la figura del contadino-tessitore, la quale risulta diffusa in Lombardia sin quasi agli anni sessanta del Novecento e che rappresenta tuttora un&#8217;immagine emblematica e rappresentativa dell&#8217;intera storia economica della Valle Olona. &nbsp;<strong>La fibra del cotone a Busto Arsizio e nei territori limitrofi continu&ograve; ad essere lavorata nel Trecento, allorquando crebbe il numero di mercanti bustesi,<\/strong> i quali si recavano abitualmente a Milano al fine di acquistare la materia prima indispensabile per i loro laboratori artigiani: questo testimonia come, sebbene la tessitura costituisse un lavoro complementare all&#8217;agricoltura (all&#8217;epoca ancora principale fonte di sostentamento per gli abitanti di Busto Arsizio malgrado non fosse redditizia come nella bassa pianura lombarda: si veda la nota 33), e che quindi fosse atta a soddisfare principalmente i bisogni familiari, essa non si venne a configurare quale mera attivit&agrave; di sussistenza. <\/p>\n<p>Nel corso del Quattrocento, a conferma del carattere marcatamente commerciale della produzione del cotone, vi fu un incremento di mercanti tessili- cotonieri, i quali facevano lavorare i fustagni a Busto Arsizio, per poi rivenderli a Milano. <strong>Durante questo periodo si costituirono numerose societ&agrave; commerciali specializzate proprio nella compravendita di tessuti di cotone, le quali erano in stretti rapporti con i mercanti milanesi, fornitori della materia prima<\/strong>.&nbsp;L&#8217;industria cotoniera arriv&ograve; a superare quella del ferro nel Sedicesimo secolo, e la vitalit&agrave; della suddetta attivit&agrave; manifatturiera &egrave; testimoniata altres&igrave; il cronista locale Pietro Antonio Crespi Castoldi, il quale si meravigli&ograve; del grande numero di donne e soprattutto fanciulle impegnate nelle varie fasi della lavorazione del cotone.<\/p>\n<p>Nel secolo XVII, le condizioni economiche del ducato di Milano non furono affatto idilliache. La carestia del 1629 e la peste dell&#8217;anno seguente, infatti, unitamente al malgoverno degli spagnoli, contribuirono alla crisi del settore tessile e delle industrie in generale. Il borgo di Busto Arsizio, passato dagli ottomila abitanti d&#8217;inizio secolo ai mille e cinquecento degli anni quaranta, veniva descritto infatti quale &laquo;<strong>Borgo destrutto e sterminato, conquassato e sviscerato sin dall&#8217;interiora per la Carestia, per il Contagio e per li continui logiamenti della soldatesca<\/strong>&raquo;; nondimeno, a differenza della lavorazione del ferro, la quale venne pressoch&eacute; abbandonata in Valle Olona, la produzione di cotone continu&ograve; ad essere documentata nell&#8217;area, seppur versasse in condizioni economiche alquanto difficili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inizia il viaggio nella storia dell\u2019industria cotoniera della Valle Olona, una tradizione che risale al 1243 quando in un convento di Busto Arsizio un gruppo di suore inizi\u00f2 a filare. 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