{"id":40957,"date":"2014-02-24T00:00:00","date_gmt":"2014-02-24T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2014-02-24T00:00:00","modified_gmt":"2014-02-24T00:00:00","slug":"cordi-sel-storia-della-ex-caserma-sprechi-ed-errori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2014\/02\/cordi-sel-storia-della-ex-caserma-sprechi-ed-errori\/40957\/","title":{"rendered":"Cord\u00ec (Sel): &#8220;Storia della ex caserma, sprechi ed errori&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200907\/rocco_cordi.jpg\" width=\"300\" height=\"282\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" align=\"left\" alt=\"\" \/>Leggendo gli atti che hanno segnato un percorso lungo 20 anni emerge un quadro estremamente preoccupante<\/strong>. Ho cercato di riassumere la storia il pi&ugrave; possibile riferendomi alla documentazione disponibile. L&rsquo;ho fatto per curiosit&agrave; personale, ma anche per consentire a chiunque ne abbia voglia la conoscenza degli atti e dei passaggi pi&ugrave; significativi.<br \/>\nDalla &ldquo;storia&rdquo; emerge con chiarezza la grave responsabilit&agrave; di chi ha governato la Citt&agrave; nell&rsquo;ultimo ventennio: se il Sindaco Fassa assume impegni che non sa mantenere, il suo successore -sindaco Fumagalli- non &egrave; da meno al punto che la sola &ldquo;&rsquo;inadempienza&rdquo; coster&agrave; ai varesini varesini oltre 3,5 milioni. Anche la Giunta Fontana procede come se in precedenza non fosse successo nulla e perfeziona l&rsquo;acquisto pagando circa 2,5 milioni un immobile dichiarato dal suo predecessore &ldquo;Inutilizzabile&rdquo;. I documenti infine provano in modo inoppugnabile che nulla &egrave; stato fatto, quando ancora si era in tempo, per effettuare le manutenzioni straordinarie del caso.<\/p>\n<p>\n<strong>Ex Caserma Garibaldi: una storia di malgoverno locale <\/strong><br \/>\nSono passati vent&rsquo;anni da quando (28 ottobre 1994) la Giunta leghista guidata dal Sindaco FASSA decise l&rsquo;acquisto dell&rsquo;ex caserma Garibaldi. L&rsquo;impegno era stato assunto alla sottoscrizione dell&rsquo;accordo di programma per l&rsquo;Universit&agrave;. Gli &ldquo;obblighi&rdquo; assunti dal Comune di Varese saranno poi riportati integralmente nel decreto istitutivo dell&rsquo;Universit&agrave; dell&rsquo;Insubria del 14 luglio 1998.<br \/>\nUn anno dopo (23 novembre 1995) il Sindaco Fassa &ldquo;in esecuzione dell&rsquo;accordo di programma&rdquo; invia al Ministero delle Finanze la richiesta di acquisto della ex Caserma precisando che &ldquo;L&rsquo;edificio avr&agrave; come destinazione specifica quella di sede del Rettorato, dell&rsquo;Aula Magna e dell&rsquo;Istituto per il diritto allo studio dell&rsquo;Universit&agrave; di Varese, nonch&eacute; dell&rsquo;Ufficio di Segreteria e di altri uffici &hellip; fatta salvala possibilit&agrave; di destinarne la parte eventualmente restante all&rsquo;attivit&agrave; didattica&rdquo;.  <\/p>\n<p><strong>Sette anni dopo (9 MAGGIO 2002)<\/strong> il suo successore sempre leghista, Sindaco FUMAGALLI, sottoscrive con l&rsquo;Universit&agrave; un &ldquo;Protocollo applicativo&rdquo; in cui di dichiara che &egrave; divenuta impossibile l&rsquo;acquisizione della Caserma Garibaldi &ldquo;..per le cattive condizioni statiche dell&rsquo;immobile tecnicamente accertate con perizie che, di fatto, lo rendono inutilizzabile&rdquo;. Il Comune, in adempimento dell&rsquo;obbligazione assunta nell&rsquo;accordo di programma, si impegna pertanto a corrispondere all&rsquo;Universit&agrave; dell&rsquo;Insubria la somma di euro 3.615.198,29 (da versare in 3 rate scadenti il 31\/12\/2002, 31\/12\/2003, 31\/12\/2004). <br \/>\nA proposito di responsabilit&agrave; sullo stato dell&rsquo;immobile va ricordato un parere del Comando dei Vigili del Fuoco di Varese risalente al GENNAIO 2000. Nella lettera inviata a tutte le autorit&agrave; competenti (Comune di Varese compreso) dopo aver &ldquo;riscontrato che non era stato posto in essere un monitoraggio accurato di tutte le lesioni per seguirne l&rsquo;evoluzione nel tempo&rdquo; (indicato dopo sopralluoghi precedenti) chiede al Sindaco, al Prefetto ed altri di &ldquo; provvedere all&rsquo;esecuzione dei lavori strutturali tesi alla elimininazione delle stesse (lesioni) e comunque ad evitare che col tempo possano ulteriormente accentuarsi e divenire pericolose per l&rsquo;incolumit&agrave; pubblica e privata&rdquo; .  <br \/>\nNon risulta che le indicazioni dei VVFF siano state rispettate. <br \/>\nSette anni dunque sono trascorsi inutilmente con l&rsquo;aggravante di una inadempienza pagata a caro prezzo. Ma la giustificazione addotta dal Sindaco Fumagalli rivela che l&rsquo;Amministrazione Comunale da almeno 12 anni &egrave; in possesso di perizie che certificano le &ldquo;condizioni statiche&rdquo; dell&rsquo;immobile al punto &ndash; come lo stesso Fumagalli ammette &#8211; &ldquo;da renderlo inutilizzabile&rdquo;. Ma nonostante l&rsquo;interesse all&rsquo;acquisizione dell&rsquo;immobile sia venuto meno (a seguito del protocollo prima citato) e nonostante il drastico giudizio sullo stato della ex caserma, o forse prendendolo a pretesto, ci si rivolge alla Soprintendenza per chiarimenti in merito ai &ldquo;vincoli legislativi&rdquo; gravanti sull&rsquo;immobile facendo intendere che si &egrave; ancora disponibili all&rsquo;acquisto (!). <br \/>\nLa Soprintendenza dopo aver certificato  &ldquo;i requisiti di interesse storici e artistici ai sensi della legge 490\/1999) (MARZO 2003), invia una nuova comunicazione (AGOSTO 2003) in cui dopo aver richiamato  &ldquo;l&rsquo;obbligo di sottoporre alla medesima ogni progetto di modifica del bene per valutarne la compatibilit&agrave; con la tutela del bene vincolato&rdquo;  chiarisce che &ldquo;le eventuali modifiche del bene (parziali demolizioni comprese) sono ammissibili se motivate dalle esigenze di &ldquo;recupero d&rsquo;uso del bene&rdquo; considerandole di &ldquo;primaria importanza per la conservazione degli edifici di interesse culturale &ldquo; in ogni caso rinvia ad un parere pi&ugrave; compiuto &ldquo;solo in sede di esame di una proposta progettuale, anche di larga massima, che presenti i requisiti sopra riassunti.&rdquo;<br \/>\nDalla documentazione disponibile non &egrave; dato sapere a quale &ldquo;proposta progettuale&rdquo; si fa riferimento, n&eacute; se la Giunta Fumagalli abbia mai assunto decisioni in merito.<\/p>\n<p><strong>Questo passaggio getta ombre pesanti anche sulle decisioni assunte successivamente dal Sindaco  FONTANA<\/strong> e dalla sua maggioranza Lega-Pdl- Udc. Una maggioranza che procede come se gli avvenimenti &ldquo;precedenti&rdquo; fossero aspetti di dettaglio o irrilevanti. Ecco, infatti, che il 19 OTTOBRE 2006 (con lettera firmata dal vicesindaco Ermolli) viene confermato all&rsquo;Agenzia del demanio l&rsquo;interesse all&rsquo;acquisto della Caserma al prezzo indicato di euro 2.420.000,00.<br \/>\nA questo proposito va detto che circa 15 gg prima (2 OTTOBRE 2006) l&rsquo;Agenzia del demanio stabiliva il &ldquo;prezzo di cessione&rdquo; dell&rsquo;ex-Caserma Garibaldi in euro 2.420.000,00, &ldquo;rettificando&rdquo; il prezzo indicato in una precedente lettera (24 luglio 2006) in euro 3.630.000,00 euro. A giustificazione della rettifica si richiama la legge 549\/1995 che fissa il prezzo di cessione nella misura di 2\/3 dal valore determinato dall&rsquo;Ufficio Tecnico Erariale. Nessuno sconto dunque per meriti locali (come vantava il vicesindaco di allora), ma per puro criterio di legge. Tuttavia, nonostante lo stato di grave degrado dell&rsquo;immobile accertato ripetutamente (vedi note 2000 e 2002), a nessuno viene in mente di richiedere una trattativa privata in modo da verificare possibili soluzioni diverse dall&rsquo;acquisto (esempio: concessione in uso gratuito, facendosi carico dei costi di manutenzione straordinaria o canone convenzionato con scorporo dei costi, ecc). <\/p>\n<p>Il vicesindaco chiede inoltre una proroga di 18mesi per pervenire alla stipula dell&rsquo;atto di acquisto in quanto &egrave; necessario completare gli opportuni approfondimenti &ldquo;in corso&rdquo; per la corretta individuazione dei vincoli esistenti e per definire compiutamente l&rsquo;impianto progettuale. Il vicesindaco precisa inoltre che &ldquo;si stima di insediare nel comparto funzioni prevalentemente  pubbliche e si vuole utilizzare il bene per un intervento che miri ad una riqualificazione complessiva di tutto il comparto che fa da corona a Piazza repubblica.&rdquo; Quindi il &ldquo;progetto&rdquo; &egrave; ancora vago e la parola Teatro neppure viene pronunciata.<\/p>\n<p>La risposta dell&rsquo;Agenzia del demanio non si fa attendere. Appena dieci giorni dopo (30 OTTOBRE 2006) esprime il parere favorevole alla cessione dell&rsquo;immobile al Comune di Varese (!). Trascorre ancora un anno e l&rsquo;Agenzia del demanio torna alla carica il 25 OTTOBRE 2007 indicando al Comune gli adempimenti necessari per giungere alla compravendita : <br \/>\nA)\tNuova deliberazione del Consiglio Comunale da cui risulti l&rsquo;interesse all&rsquo;acquisto del bene;<br \/>\nB)\tLa futura destinazione dell&rsquo;immobile;<br \/>\nC)\tIl certificato di destinazione urbanistica da cui risulti la compatibilit&agrave; con la futura destinazione del bene nonch&eacute; l&rsquo;esistenza di ogni eventuale vincolo gravante sullo stesso.<br \/>\nUn mese dopo (20 NOVEMBRE 2007) la Soprintendenza autorizza l&rsquo;alienazione al Comune di Varese &ldquo;in quanto non ne pregiudica la conservazione o il pubblico godimento&rdquo; e individua alcune &ldquo;destinazioni d&rsquo;uso ritenute compatibili con i caratteri storici e artistici: terziario, attivit&agrave; socio-culturali&rdquo; e ribadisce che &ldquo;qualsiasi intervento sul bene &eacute; subordinato ad autorizzazione dalla medesima Soprintendenza&rdquo;.<\/p>\n<p>In data 22 NOVEMBRE 2007 il Consiglio Comunale delibera l&rsquo;acquisto( delibera n&deg; 46\/2007).<br \/>\nLe risorse per l&rsquo;acquisto derivano da oneri relativi alla monetizzazione di aree standard (modifica del bilancio preventivo 2007).  Nella delibera viene indicata la &ldquo;futura destinazione&rdquo; e i vincoli a cui attenersi: <br \/>\n&ldquo;si conferma che lo stesso (immobile) rientra in un pi&ugrave; ampio comparto per il quale si vuole promuovere un importante intervento di riqualificazione urbanistica che: a) risponda alle esigenze viabilistiche, b) tenga conto delle necessit&agrave; e delle istanze connesse alla presenza del vicino Ateneo, c) rilanci il ruolo di Piazza Repubblica e ne garantisca una sicura fruizione pubblica, d) potenzi il patrimonio culturale;<br \/>\ntale riqualificazione dovr&agrave;, oltre ad altre possibili funzioni anche pubbliche da determinarsi, prevedere la localizzazione di strutture culturali e la localizzazione del Teatro cittadino, se possibile all&rsquo;interno del compendio immobiliare, ma comunque nell&rsquo;area che comprende il compendio in oggetto, la Piazza Repubblica e l&rsquo;area che ospita l&rsquo;attuale teatro Apollonio.<\/p>\n<p><strong>Nella delibera viene inoltre precisato che:<\/strong><br \/>\n&ldquo;la legge 28 dicembre 1995 n&deg; 549 prevede che i beni oggetto di trasferimento restino assoggettati ai vincoli urbanistici e a quelli a tutela di interessi ambientali, paesaggistici e storici. A questo proposito, rispetto ai vincoli gravanti sull&rsquo;immobile, si deve far riferimento alla comunicazione del 29 agosto 2003 della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio che mantiene la sua attualit&agrave; in quanto successivamente confermata; in questa nota si precisa che sono possibili anche parziali demolizioni dell&rsquo;ex Caserma in presenza di un progetto che miri al recupero d&rsquo;uso del bene, ma che queste sono ammissibili &ldquo;qualora fossero assicurate la conservazione della parte maggiore e pi&ugrave; significativa del complesso, una qualit&agrave; della progetttazione che integri in modo soddisfacente le parti mantenute  e quelle di nuova costruzione e la rilevanza dell&rsquo;intervento sotto il profilo della pubblica fruizione e valorizzazione.&rdquo; <\/p>\n<p>Il richiamo alla lettera della Soprintendenza, del 29 agosto 2003, &egrave; comunque insufficiente anche perch&eacute; viene omesso che oltre la legge del 1995 n&deg;549 &egrave; gi&agrave; in vigore la legge n&deg; 490 del 29 ottobre 1999, &quot;Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali&rdquo;. Tale legge all&rsquo;art 21 comma 2 (obblighi di conservazione) stabilisce che:  Essi (i beni) non possono essere adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico od artistico oppure tali da creare pregiudizio alla loro conservazione o integrita&#8217;.<\/p>\n<p>Un anno e mezzo dopo si procede alla stipula dell&rsquo;atto di acquisto (12 GIUGNO 2009). Un acquisto dunque particolarmente oneroso e comunque effettuato nella consapevolezza dello stato dell&rsquo;immobile e dei vincoli gravanti su di esso. <\/p>\n<p><strong>Dieci mesi dopo (<\/strong>APRILE 2010) viene presentato lo Studio di fattibilit&agrave; della FINPROGEST.<br \/>\nI tre scenari delineati nello Studio ruotano attorno all&rsquo;idea che il Teatro &ldquo;deve&rdquo; essere ubicato nel sedime della ex Caserma. E&rsquo; significativo rilevare la contraddizione tra lo Studio e i contenuti della delibera del Consiglio Comunale del novembre 2007. Nella delibera di allora venivano infatti prospettate  possibilit&agrave; e soluzioni fra loro anche alternative. Ed &egrave; altrettanto significativo che alla rimozione di quanto stabilito dal Consiglio, si aggiunga una disinvolta &ldquo;interpretazione&rdquo; sulla natura dei vincoli esistenti. Eppure l&rsquo;organo cui spetta il compito di decidere in merito alla ammissibilit&agrave; di &ldquo;qualsiasi&rdquo; intervento sull&rsquo;ex Caserma, aveva espresso ripetutamente giudizi abbastanza rigorosi.<br \/>\nGli autori dello Studio sorvolano su tali giudizi attribuendo alla Caserma il valore di semplice &ldquo;memoria storica&rdquo; (e quindi ampiamente manipolabile sul piano urbanistico e strutturale!). <br \/>\nCi&ograve; che preme loro &egrave; sostenere la fattibilit&agrave; ad ogni costo di una delle tre ipotesi prospettate, tutto il resto appare superfluo. A pag. 29 dello Studio si legge infatti &ldquo;&hellip; &egrave; plausibile sostenere che l&rsquo;edificio non sia portatore di imprescindibili valenze di natura compositiva od architettonica tali da motivarne l&rsquo;integrale conservazione tout court&hellip; Al contrario, esaminata la morfologia urbana e preso atto della rilevanza sociale delle opere pubbliche proposte dal presente studio, si pu&ograve; facilmente evincere che il valore strategico urbano risiede pi&ugrave; nell&rsquo;area occupata che nell&rsquo;edificio che la occupa.&rdquo; <\/p>\n<p><strong>Progettisti un po&rsquo; troppo disinvolti<\/strong>. Per averne prova basta leggere qualche stralcio delle Valutazioni (LUGLIO 2011) della Soprintendenza sullo studio di fattibilit&agrave;: <br \/>\nA)\tIl nuovo Teatro, previsto in parte sul sedime dell&rsquo;ex Caserma, dovr&agrave; ricercare nella successiva definizione architettonica una integrazione tipologica e funzionale con la preesistenza che secondo il progetto in esame si identifica con l&rsquo;ala sinistra &hellip;. Il nuovo fronte del teatro dovr&agrave; avere carattere fortemente simbolico e riconoscibile, qualit&agrave; urba-tettonica che verrebbe inopportunamente mortificata se non chiaramente leggibile;<br \/>\nB)\tNon appare condivisibile la soluzione per l&rsquo;ala opposta che vede la creazione di volumetrie incoerenti per dimensioni e geometrie&hellip; sarebbe dunque opportuno e auspicabile  che anche per questa ala si ricercasse una soluzione conservativa e compositamente coerente:<br \/>\nC)\tIl nuovo volume del padiglione, considerando l&rsquo;attuale stato della piazza il cui sedime si identifica con il solaio del sottostante parcheggio &ndash; uno spazio dunque casuale e irrisolto &ndash; potr&agrave; essere definito  in seguito nella sua ubicazione e nella soluzione architettonica<br \/>\nD)\tTuttavia in caso di demolizione di parte della ex Caserma, edificio tutelato, l&rsquo;autorizzazione dovr&agrave; essere concessa dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici.<\/p>\n<p><strong>Anche la soluzione prospettata in sede di adozione del PGT (DICEMBRE 2013) &egrave;  in contrasto con le decisioni assunte dal Consiglio Comunale nel 2007.<\/strong> Nella scheda n&deg; 6 delle aree di trasformazione AT) si legge infatti &ldquo;&hellip;la riqualificazione di Piazza Repubblica e la realizzazione del nuovo Teatro di Varese all&rsquo;interno dell&rsquo;area ex-caserma Garibaldi, con parziale demolizione dell&rsquo;edificio esistente&rdquo;&hellip;.. &ldquo;Il progetto dovr&agrave; prevedere l&rsquo;insediamento di attivit&agrave; economiche sinergiche e non antagoniste (sic!) a quelle gi&agrave; presenti nel contesto, con l&rsquo;obiettivo di rivitalizzare la piazza e il contesto stesso, anche attraverso l&rsquo;implementazione dei servizi socioeconomici e le attivit&agrave; di prossimit&agrave;.&rdquo;  <br \/>\nNessuno per&ograve; si &egrave; mai preoccupato di fornire una spiegazione convincente sul perch&eacute; l&rsquo;ipotesi &ldquo;pi&ugrave; aperta&rdquo; prospettata nella delibera del 2007 sia stata abbandonata.<\/p>\n<p>Per non appesantire troppo termino qui evitando volutamente ogni riferimento alla cronaca delle ultime settimane: dal pericolo imminente di crollo ai 15 milioni di Maroni, dalla chiusura di Via Spinelli all&rsquo;attesa messianica del permesso a demolire, dalle mille proposte fantasiose allo scontro tra Sgarbi e l&rsquo;Ordine degli Architetti. <\/p>\n<p><strong>RIEPILOGO COSTI <\/strong><br \/>\nMancato rispetto dell&rsquo;accordo di programma: euro 3.615.198,29 <br \/>\nAcquisto ex caserma. euro 2.420.000,00<br \/>\nIncarico ing Perucchetti :  euro 24.741,60 (iva compresa)<br \/>\nProgetto lavori demolizioni euro 230.000,00 + iva ); <br \/>\nCosti smaltimento amianto: da quantificare;<br \/>\nGestione emergenza sicurezza euro 7.620 (iva compresa)<\/p>\n<p>\nVarese 23 febbraio 2014 <br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una lunga disamina del consigliere di 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