{"id":41516,"date":"2014-02-14T00:00:00","date_gmt":"2014-02-14T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2014-02-14T00:00:00","modified_gmt":"2014-02-14T00:00:00","slug":"grazie-gianni-maestro-di-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2014\/02\/grazie-gianni-maestro-di-vita\/41516\/","title":{"rendered":"&#8220;Grazie Gianni, maestro di vita&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"1\" hspace=\"5\" alt=\"\" vspace=\"5\" align=\"right\" width=\"250\" height=\"270\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201402\/gianni_asti_2.jpg\" \/>&laquo;Ciao Gianni, grazie di tutto&raquo; si legge sul blog della <strong>Robur et Fides <\/strong>nel giorno della <a href=\"http:\/\/www3.varesenews.it\/sport\/addio-a-gianni-asti-nume-tutelare-della-robur-282225.html\">morte di coach Gianni Asti<\/a>, 79 anni, scomparso a Milano dopo un lungo ricovero dovuto principalmente a problemi cardiaci. Ma il &laquo;grazie&raquo; che si legge, pi&ugrave; di altre volte, <strong>non &egrave; una parola di circostanza<\/strong>. Con Asti hanno lavorato e sono cresciute generazioni di giocatori, allenatori e dirigenti; alcuni sono rimasti nel mondo Robur, altri si sono trasferiti altrove e proseguono un lavoro iniziato con i <strong>preziosi consigli <\/strong>dell&#8217;uomo che riusc&igrave; anche a portare in Serie A la societ&agrave; pi&ugrave; antica di Varese.<br \/>\nAi ricordi&nbsp;istituzionali (sono subito arrivate le condoglianze della Fip ma anche della&nbsp;Pallacanestro Varese) e a&nbsp;quelli di&nbsp;chi lo ha conosciuto bene &#8211; di seguito ci sono quattro testimonianze sentite &#8211; la nostra redazione sportiva pu&ograve; <strong>solo aggiungere un invito<\/strong>. La citt&agrave; con le sue istituzioni ricordi Gianni Asti, senza manifestazioni super ma con semplicit&agrave;, magari <strong>con un momento di riflessione<\/strong> dedicato a chi ha reso un servizio autentico non solo alla bella comunit&agrave; dello sport. Onorare cos&igrave; Asti sar&agrave; anche premiare la storia e la tradizione di una societ&agrave; che ha costruito anche cittadini esemplari.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"1\" hspace=\"5\" alt=\"\" vspace=\"5\" align=\"right\" width=\"150\" height=\"143\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201006\/garbosi1.jpg\" \/>GARBOSI:&nbsp;AMORE PER LA ROBUR &#8211;<\/strong>&nbsp;&laquo;Gianni &egrave; sempre stata una presenza costante per tutti coloro che si sono trovati a lavorare, prima o poi, in via Marzorati &#8211; spiega <strong>Fabrizo Garbosi<\/strong>, figlio d&#8217;arte che ora allena a Gazzada ma che proviene da una lunga trafila roburina &#8211; &Egrave; stato un grande quando allenava la prima squadra ma anche dopo, quando progressivamente ha ridotto l&#8217;impegno sul campo ma non<strong> la costanza e l&#8217;amore<\/strong> che aveva per la societ&agrave;. Cos&igrave;, accadeva spesso di vederlo sulle tribune durante gli allenamenti o le partite delle giovanili: osservava, <strong>prendeva nota, scrutava i singoli ragazzi <\/strong>e poi, a tempo debito, dava consigli per migliorare il loro gioco o regalava un&#8217;opinione a istruttori e allenatori. Amava la Robur e il basket a dismisura, e paradossalmente quando inizi&ograve; ad avere problemi seri di salute elev&ograve; ancora di pi&ugrave; la sua attenzione. <strong>Dopo il primo ricovero si &egrave; messo a contare le partite <\/strong>che vedeva, cercava di tenersi ancora pi&ugrave; al passo con l&#8217;evoluzione del gioco seguendo gli allenamenti a Varese, quando poteva, o a Milano quando non riusciva salire quass&ugrave; e cio&egrave; due o tre volte al mese. Giornate in cui restava a lungo e cercava di concentrare tutto il suo operato, dispensando poi consigli utili a tutti&raquo;.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"1\" hspace=\"5\" alt=\"\" vspace=\"5\" align=\"right\" width=\"150\" height=\"162\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201402\/cicci.jpg\" \/>OSSOLA: UNA GRANDE GUIDA <\/strong>&#8211; Asti per&ograve;&nbsp;&egrave; stato un grande quando ancora Fabrizio era una bambino. Tempi lontani ma non dimenticati come dimostrano le parole di un&#8217;altra figura di primissimo piano della storia Robur, <strong>Cicci Ossola<\/strong>. &laquo;Sono andato a trovarlo pochi giorni fa, <strong>gli amici gli sono stati vicini sempre <\/strong>e per lui gli amici erano quelli di sempre: giocatori, allenatori e dirigenti della squadra alla quale ha dedicato l&rsquo;intera vita, sin da giovane, da quando scendeva in campo. Noi Ossola abbiamo giocato con lui, io per tre anni, Aldo per uno. &Egrave; sempre stato nel nostro cuore non solo come compagno ma <strong>anche come maestro, <\/strong>pure di vita nell&rsquo;accettare e trasmettere valori che andavano oltre il campo di gioco e&nbsp;resistevano al tempo. I <strong>valori ai quali si riferivano i dirigenti<\/strong>: l&rsquo;importanza dell&rsquo;essere innanzitutto portatori di esempio ma in silenzio, nella pratica della vita badare al sodo, alla semplicit&agrave;. Il modo di essere Robur non ha mai guardato alla platea, i risultati sportivi sono stati numerosi e bellissimi, ma considerati solo e sempre un passo del cammino umano. Un cammino che a tutti coloro ch l&rsquo;hanno fatto lascia ricordi indelebili e la soddisfazione del dovere compiuto. Gianni &egrave; stato una grande guida, sar&agrave; ancora e sempre con noi&raquo;.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"1\" hspace=\"5\" alt=\"\" vspace=\"5\" align=\"right\" width=\"150\" height=\"200\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200811\/corsolini_g_2.jpg\" \/>CORSOLINI: IL BASKET MAESTRO DI VITA&nbsp;<\/strong>&#8211; Un collega dei tempi antichi di Asti, &egrave; <strong>Gianni Corsolini<\/strong>, un altro storico allenatore e dirigente con una visione di basket e di vita simile al &quot;nume tutelare&quot; della Robur. &laquo;Siamo stati come due <strong>gemelli nella concezione dello sport<\/strong>, perch&eacute; vedevamo la pallacanestro come strumento di crescita e di formazione alla vita accanto a quella di atleti. Allenatori di serie A al pomeriggio, alla mattina istruttori dei giovanissimi e se occorreva ci si trovava fianco a fianco anche a spalare la neve del campetto di via san Francesco. <strong>La morte di Gianni mi colpisce duramente<\/strong>. A fine novembre non ha potuto presenziare alla manifestazione in suo onore perch&eacute; stava gi&agrave; male, ma la Robur dimostr&ograve; quanto gli volesse bene: <strong>venne anche Dante Trombetta<\/strong>, sarebbe stata la sua ultima uscita pubblica. Che bella gente il clan Robur, che uomini. E che amico io ho perso!&raquo;.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"1\" hspace=\"5\" alt=\"\" vspace=\"5\" align=\"right\" width=\"150\" height=\"170\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201211\/RoveraTino.jpg\" \/>ROVERA: QUELL&#8217;ABBRACCIO A BORMIO<\/strong> &#8211; Oggi il capitano in campo della Coelsanus-Robur&nbsp;&egrave; <strong>Martino Rovera<\/strong>, 31 anni, che in carriera ha vestito solo la maglia gialloblu e che affianca alle presenze da giocatore un&#8217;attivit&agrave; da istruttore per i pi&ugrave; piccoli. &laquo;<strong>Non ci sono neppure le parole <\/strong>per descrivere il suo attaccamento alla Robur e al nostro sport. Tra me e lui ci sono tanti anni di distanza ma un rapporto umano fortissimo, che va ben oltre il basket: ha iniziato a seguirmi fin dalle giovanili perch&eacute; per Gianni il bene dei ragazzi del vivaio veniva prima di tutto.<strong> C&#8217;era a Bormio quando vincemmo lo scudetto con il gruppo &#8217;82 <\/strong>e fu una delle prime persone che abbracciai. E poi mi ricordo il suo taccuino su cui annotava un sacco di appunti quando veniva a seguire gli allenamenti di tutte le squadre. Prendeva nota&nbsp;e poi avvicinava noi ragazzi, uno per volta, per indicare gli errori commessi e consigliare come migliorare i difetti; ti <strong>parlava in modo paterno<\/strong>, ma lo stavi a sentire perch&eacute; aveva un modo di fare che sapeva rapirti&raquo;.<\/p>\n<p><strong>LEGGI ANCHE<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<strong>Basket<\/strong> &#8211; <a href=\"http:\/\/www3.varesenews.it\/sport\/addio-a-gianni-asti-nume-tutelare-della-robur-282225.html\">Addio a Gianni Asti, uomo simbolo della Robur<\/a><br \/>\n<strong>La lettera<\/strong> &#8211; <a href=\"http:\/\/www3.varesenews.it\/sport\/grazie-gianni-maestro-di-vita-282243.html\">Il ricordo&nbsp;di Roberto Pacchetti<\/a>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Asti ha lasciato grandi ricordi alle persone che hanno collaborato e sono cresciute al suo fianco. 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