{"id":42026,"date":"2014-02-09T00:00:00","date_gmt":"2014-02-09T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2014-02-09T00:00:00","modified_gmt":"2014-02-09T00:00:00","slug":"ermolli-il-mio-molina-un-luogo-sereno-e-di-qualita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2014\/02\/ermolli-il-mio-molina-un-luogo-sereno-e-di-qualita\/42026\/","title":{"rendered":"Ermolli: &#8220;Il mio Molina? Un luogo sereno e di qualit\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200911\/guidoermolli_seconda.jpg\" alt=\"intervista guido ermolli\" width=\"243\" height=\"199\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" border=\"1\" align=\"right\" \/>Presidente oggi della Fondazione Fratelli Molina,  affidabile approdo per chi ha alle spalle un&rsquo;antica giovent&ugrave;, <strong>Guido Ermolli<\/strong>  conobbe la sua prima ribalta pubblica nel 1966, quando  divenne segretario  del sindaco Ossola. A Palazzo Estense  rimase sino al termine del mandato di <strong>Raimondo Fassa<\/strong>, primo sindaco leghista: lasciato Palazzo Estense lo avrebbero atteso anni di  sereno rigoroso servizio alla comunit&agrave; nel <strong>mondo delle Acli<\/strong>;  infine  i consensi per le sue qualit&agrave;  gli hanno aperto le porte della responsabilit&agrave; di una delle istituzioni pi&ugrave; care ai varesini. <br \/>\nCome cronista  ero gi&agrave; in azione da due anni quando, appunto nel 1966, conobbi Guido: oggi intervistarlo  mi d&agrave; tranquillit&agrave; perch&eacute; le sue risposte non avranno ombre di sorta, saranno sempre fotografia della realt&agrave;.<\/p>\n<p><strong>Presidente, cominciamo dalla presentazione della tua squadra: come numero e qualit&agrave; a livello amministrativo i tuoi collaboratori&nbsp;rispondono  alle  necessit&agrave;? Eventualmente  in che misura e a quale scopo auspicheresti  iniziative e progressi.<br \/>\n<\/strong>&laquo;Direi di si. Si tratta in gran parte di personale qualificato e preparato che, normalmente pronto anche a mettersi in discussione, &egrave; disposto ad ogni livello a fare attivit&agrave; di aggiornamento e formazione continua&raquo;.<\/p>\n<p><strong>In una casa di riposo del vostro rango l&rsquo;attivit&agrave; della componente medica &egrave; fondamentale. Voi offrite infatti  prestazioni  e assistenza anche di carattere specialistico, inoltre avete rapporti stretti di collaborazione  con l&rsquo;ospedale. Puoi fare il punto e dare indicazioni utili ai cittadini?<\/strong><br \/>\n&laquo;La componente medica &egrave; piuttosto consistente per una RSA e comprende medici dipendenti e collaboratori esterni che garantiscono la presenza del medico anche nelle ore notturne, nei fine settimana e durante le festivit&agrave; infrasettimanali. Accanto a loro operano gli specialisti degli ambulatori, da qualche tempo aperti mediante prenotazione anche al pubblico esterno con tempi di attesa molto bassi per non dire pressoch&eacute; nulli. Maggiori informazioni in proposito possono essere ricavate consultando il sito della Fondazione Molina. Anche per la componente medica, comunque, la formazione e l&rsquo;aggiornamento professionali risultano fondamentali  e, proprio da questo 2014, saranno ulteriormente incrementate&raquo;.<br \/>\n<strong><br \/>\nMedici, personale infermieristico, capacit&agrave; ricettive: tre  realt&agrave;&nbsp;strettamente  interdipendenti: se ne pu&ograve; parlare senza omettere&nbsp;eventuali nodi non ancora sciolti?<\/strong><br \/>\n&laquo;Dei medici abbiamo gi&agrave; parlato. Per quanto riguarda il personale infermieristico, il loro numero risulta di fatto superiore agli standard minimi previsti dalla Regione e la loro professionalit&agrave; va senz&#8217;altro oltre la pura sufficienza. Vale comunque anche per loro quanto detto per i medici in ordine alla formazione e all&rsquo;aggiornamento professionale. Certo, vi sono aspetti di criticit&agrave; che riguardano tutta la struttura sanitaria della Fondazione, peraltro dovuti in buona parte &ndash; e forse soprattutto &ndash; all&rsquo;evoluzione, particolarmente evidente in questi anni, della tipologia degli ospiti, sempre pi&ugrave; anziani e spesso afflitti da pi&ugrave; di una patologia, il che comporta la necessit&agrave; di una preparazione, non solo professionale ma anche psicologica, sempre pi&ugrave; adeguata. Anche per questo, come gi&agrave; prima sottolineato, nel breve\/medio periodo la Fondazione intende spendere le necessarie risorse, non solo economiche ma anche umane, per consentire al nostro personale sanitario e parasanitario (medici, infermieri, fisioterapisti animatori&hellip;) di migliorare costantemente la loro preparazione e di adeguarla alle nuove e continuamente mutevoli esigenze dell&rsquo;ospite&raquo;.<\/p>\n<p><strong>Il personale infermieristico vede la presenza di stranieri:  qualche considerazione &egrave; possibile sulla loro preparazione  e sul rapporto con i degenti.<br \/>\n<\/strong>&laquo;Devo dire che, grazie anche al supporto e all&rsquo;accompagnamento della Fondazione e alla disponibilit&agrave; dei colleghi italiani, non vi sono particolarI criticit&agrave; sia per quanto riguarda la preparazione degli infermieri di origine straniera, sia nel rapporto, senz&rsquo;altro mediamente pi&ugrave; che soddisfacente, fra questo personale e gli ospiti e non i &ldquo;degenti&rdquo;: non siamo un ospedale&raquo;.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201010\/23102010574.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" border=\"1\" align=\"right\" alt=\"\" \/>Abbiamo parlato delle persone, ma occorre accennare  alla struttura, a possibili problemi e programmi relativi al suo sviluppo, agli obiettivi oltre i quali non &egrave; opportuno anzi &egrave;  sconsigliabile andare.<\/strong><br \/>\n&laquo;Per quanto riguarda la struttura, non &egrave; ipotizzabile ad oggi un ulteriore sviluppo della RSA in quanto tale, sia per mancanza di ulteriori spazi fisici utilizzabili sia per le esigenze effettive del territorio di riferimento. &nbsp;Quelle che invece occorre sottolineare &egrave; che, oltre ai servizi gi&agrave; oggi funzionanti a servizio del territorio (Centro Diurno Alzheimer, ADI &#8211; Assistenza Domiciliare Integrata, Ambulatori aperti anche all&rsquo;utenza esterna, gestione di alcuni servizi del Centro Anziani di Via Maspero in convenzione con il Comune di Varese, reparto post e sub acuti, Asilo Nido aperto anche all&rsquo;utenza esterna) a breve &ndash; anche a fronte delle nuove direttive regionali relative all&rsquo;apertura di nuovi servizi sul territorio a sollievo, fra l&rsquo;altro, della ospedalizzazione che deve sempre pi&ugrave;, anche per una comprensibile necessit&agrave; di contenimento dei costi della sanit&agrave;, essere finalizzata alla fase acuta della malattia &ndash; e la Fondazione Molina si sta gi&agrave; muovendo in questa prospettiva, sar&agrave; necessario realizzare strutture, utilizzando ove possibile proprio le RSA, di ospedalizzazione leggera di recupero e riabilitazione. E&rsquo; evidentemente una scommessa, ma &egrave; anche probabilmente il futuro se si vuole veramente razionalizzare e qualificare ancor meglio l&rsquo;offerta socio sanitaria riducendo i costi e contestualmente migliorando le prestazioni. E il Molina c&rsquo;&egrave;&raquo;.<\/p>\n<p><strong>Prima di fare il punto sulle capacit&agrave; ricettive della Fondazione  vuoi accennare alla  rete  di accoglienza  del territorio  che gravita su Varese. E sufficiente?<\/strong><br \/>\n&laquo;S&igrave;, ad oggi penso  sia sufficiente&raquo;.<\/p>\n<p><strong>Il nostro Molina rispetto al passato registra una flessione delle richieste di accesso. Perch&eacute;?<\/strong><br \/>\n&laquo;E&rsquo; vero, le liste di attesa si stanno accorciando anche sensibilmente e probabilmente, per qualche RSA, tendono ad azzerarsi.&nbsp;Le ragioni? Pi&ugrave; di una. L&rsquo;ammontare della retta, oramai mediamente intorno ai 2.000 euro mensili e la crisi economica per cui, in presenza in famiglia di disoccupati o cassaintegrati, si decide di continuare ad assistere in casa anche il grande anziano con patologie, la necessit&agrave; di continuare ad avere a disposizione il reddito derivante dalla &ldquo;pensione dei nonni&rdquo;, il ricorso parziale alle badanti che &ndash; pur con i limiti per quanto riguarda gli aspetti di cura &ndash; pu&ograve; essere ancora concorrenziale con il costo delle RSA&raquo;.<\/p>\n<p><strong>I costi della degenza come vengono ripartiti?<br \/>\n<\/strong>&laquo;I costi sono formalmente divisi in due grandi voci: una&nbsp;quota alberghiera, totalmente coperta dalle rette; una&nbsp;quota sanitaria, in buona parte, ma non completamente, coperta da contributi regionali ( la restante parte &egrave; necessariamente scaricata sulle rette).&nbsp;Una sola annotazione: oltre l&rsquo;80% dei costi di gestione &egrave; afferente al personale&raquo;.<\/p>\n<p><strong>La Fondazione come ne esce? <\/strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/200902\/molinacomi.jpg\" width=\"250\" height=\"188\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" border=\"1\" align=\"right\" alt=\"\" \/>&laquo;La Fondazione Molina, fortunatamente e anche grazie al fatto che gli investimenti effettuati in questi anni, pari a quasi tre milioni di euro, sono stati finanziati senza ricorso al credito evitando cos&igrave; di appesantire la gestione con quote di interessi passivi, non ha ad oggi particolari problemi di carattere economico-finanziario. Ci&ograve; non significa che si possa abbassare la guardia ma &egrave; vero il contrario considerata la particolare situazione di crisi che il paese sta attraversando le cui conseguenze anche sui conti delle RSA non sono prevedibili e comunque non inducono certo all&rsquo;ottimismo. Da qui la evidente necessit&agrave; di una oculata gestione che, accanto al contenimento dei costi, consenta non solo di garantire ma di migliorare la qualit&agrave; della vita dei nostri ospiti&raquo;.<\/p>\n<p><strong>E  come la citt&agrave; manifesta  ancora il suo attaccamento al Molina?<br \/>\n<\/strong>&laquo;Non tocca certamente a me esprimermi in proposito. La Fondazione per&ograve;, giova ricordarlo, &egrave; per la citt&agrave; e della citt&agrave; e tutti i varesini sono di fatto i suoi &ldquo;Soci&rdquo;. Questo senso di appartenenza sembra essere ancora vivo, dopo quasi 150 di esistenza. Mi auguro perci&ograve; che tutta la citt&agrave; e in particolare &ldquo;coloro che possono&rdquo; sia sempre al suo fianco cos&igrave; da permetterle di compiere al meglio la sua missione che &egrave; sostanzialmente quella di fornire assistenza e servizi alla sua popolazione pi&ugrave; anziana e con maggiori problemi di criticit&agrave;&raquo;.<\/p>\n<p><strong>Sono  un ricordo, ma  certamente anche uno stimolo gli anni in cui c&rsquo;erano problemi, si faceva fatica a superarli e i giornali ne parlavano. Che cosa oggi non ti soddisfa pienamente e, anche se sei stato  sempre un uomo della  concretezza, quale sogno  hai per il Molina?<\/strong><br \/>\n&laquo;Quando si opera e si lavora nel sociale non si deve mai essere pienamente soddisfatti: di lavoro ce ne sar&agrave; sempre e di cose da migliorare pure, anche se oggi forse qualche problema in meno di una volta c&rsquo;&egrave; e l&rsquo;assenza di polemiche ne &egrave; un poco la tangibile dimostrazione.<br \/>\nUn sogno? Oramai vicino alla scadenza del mio mandato non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; tempo per i sogni, che magari ci sono ma che non sono pi&ugrave; realizzabili dal mio Consiglio di amministrazione, che ringrazio  per la fattiva collaborazione che mi ha offerto in questi anni. Per&ograve; un sogno mi resta. Che, anche grazie a chi verr&agrave; dopo di me, gli ospiti del Molina trovino sempre un ambiente amicale e confortevole nel quale vivere serenamente gli anni della vecchiaia dimenticando la solitudine che di solito tende ad accompagnarli&raquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presidente della Fondazione Fratelli Molina traccia un bilancio di questi anni passati alla guida dell&#8217;istituto e racconta il rapporto con la citt\u00e0 e i desideri per il futuro <\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24,2],"tags":[132,1734,10220],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Ermolli: &quot;Il mio Molina? 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