{"id":45144,"date":"2013-12-19T00:00:00","date_gmt":"2013-12-19T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2013-12-19T00:00:00","modified_gmt":"2013-12-19T00:00:00","slug":"l-italia-in-cifre-l-annuario-statistico-istat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2013\/12\/l-italia-in-cifre-l-annuario-statistico-istat\/45144\/","title":{"rendered":"L&#8217;Italia in cifre: l&#8217;annuario statistico Istat"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201312\/statistica2013.jpg\" alt=\"annuario statistico 2013\" width=\"300\" height=\"184\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" border=\"1\" align=\"left\" \/>L&rsquo;Italia vista dall&rsquo;Annuario statistico. In oltre ottocento pagine, il volume offre un ritratto completo e aggiornato del Paese e moltissime chiavi di lettura sui principali fenomeni ambientali, demografici, sociali ed economici.<br \/>\nI dati presentati nei 26 capitoli, con dettaglio regionale e generalmente riferiti al 2012, sono accompagnati da un confronto sintetico con i quattro anni precedenti. Per rendere piu&#768; facile la consultazione del volume anche a pubblici non specialisti, ciascun capitolo e&#768; preceduto da un testo a commento dei dati statistici.<br \/>\nSchede metodologiche sulle singole fonti statistiche, glossari, bibliografie e un insieme di indici completano la strumentazione offerta agli utilizzatori per agevolare l&rsquo;interpretazione e l&rsquo;approfondimento delle informazioni.<br \/>\nL&rsquo;Annuario e&#768; disponibile on line su www.istat.it da dove e&#768; possibile scaricare le tavole nei diversi formati e accedere alla versione pdf completamente navigabile.<br \/>\n<strong>Ambiente e territorio<\/strong><br \/>\nAumenta il numero di incendi e la superficie interessata dal fuoco<br \/>\nNel 2012 si sono registrati 8.699 incendi, che hanno interessato oltre 99 mila ettari di superficie forestale. Il numero di incendi e&#768; superiore a quello dell&rsquo;anno precedente (8.181), cosi&#768; come la porzione di territorio interessata, che sale a 11,4 ettari di superficie media percorsa dal fuoco, dagli 8,8 del 2012.<br \/>\nCrescita sostenuta del valore dei sequestri ai trasgressori di leggi ambientali<br \/>\nNel 2012 ammonta a circa 1,8 milioni di euro il valore complessivo delle contravvenzioni per i trasgressori di leggi ambientali, in forte calo rispetto a un anno prima (circa 3 milioni nel 2011). Cresce invece in maniera consistente il valore dei sequestri ambientali, passando da circa 600 milioni del 2011 a oltre 2 miliardi di euro, l&rsquo;aumento e&#768; evidente soprattutto nel settore dell&rsquo;inquinamento del suolo, oltre 1,2 miliardi di euro da poco piu&#768; di 500 milioni del 2011.<br \/>\nTraffico, parcheggio e inquinamento si confermano i problemi piu&#768; avvertiti dalle famiglie<br \/>\nNel 2013 il traffico e&#768; sempre uno dei problemi piu&#768; sentiti dalle famiglie relativamente alla zona in cui vivono (38,1% delle famiglie della stessa zona). Seguono la difficolta&#768; di parcheggio (37,2%), l&rsquo;inquinamento dell&rsquo;aria (36,7%) e il rumore (32,4%). Il rischio criminalita&#768; della zona in cui vivono e&#768; percepito dal 31% delle famiglie ed e&#768; in aumento rispetto al 2012 (26,4%), come pure le difficolta&#768; di collegamento con i mezzi pubblici (dal 28,8 al 31,2%). In ultima posizione si colloca l&rsquo;irregolarita&#768; nell&rsquo;erogazione dell&rsquo;acqua, che costituisce un problema per il 9,9% delle famiglie, ma le differenze sul territorio sono forti: le percentuali piu&#768; alte si registrano in Calabria (30,7%) e Sicilia (25,2%).<br \/>\n&#65532;<br \/>\n<strong>Popolazione<\/strong><br \/>\nLa popolazione cresce grazie all&rsquo;immigrazione<br \/>\nAlla fine del 2012 in Italia si contano 59.685.227 residenti, 291.020 in piu&#768; rispetto all&rsquo;anno precedente. Questo incremento si deve al saldo attivo del movimento migratorio (+369.717 unita&#768;) che neutralizza l&rsquo;effetto negativo del saldo naturale (-78.697).<br \/>\nLe nascite segnano, infatti, una nuova battuta d&rsquo;arresto, da 546.585 del 2011 a 534.186, mentre i decessi salgono a 612.883 da 593.402.<br \/>\nMaternita&#768; sempre piu&#768; posticipata<br \/>\nNel 2011 il numero medio di figli per donna si attesta a 1,39, in leggero calo rispetto all&rsquo;anno precedente (1,41).<br \/>\nNell&rsquo;Unione europea a 15 Paesi, l&rsquo;Italia si colloca al quinto posto per bassa fecondita&#768;, preceduta da Portogallo e Regno Unito (1,35 figli per donna) e Spagna e Germania (1,36). Nell&rsquo;Ue27, i paesi con il numero medio di figli per donna piu&#768; basso sono Ungheria (1,23), Romania (1,25) e Polonia (1,30). L&rsquo;Italia si posiziona al decimo posto.<br \/>\nLa maternita&#768; e&#768; sempre piu&#768; posticipata: 31,4 anni e&#768; l&rsquo;eta&#768; media al parto in Italia, un valore fra i piu&#768; alti in Europa, superato solo da quelli di Irlanda e Spagna (31,5).<br \/>\nDi nuovo in crescita i matrimoni, il rito religioso sempre scelta privilegiata<br \/>\nDopo quattro anni di calo consecutivo torna a crescere il numero di matrimoni: nel 2012 ne sono stati celebrati 210.082 (contro i 204.830 del 2011); di conseguenza, il tasso di nuzialita&#768; passa da 3,4 a 3,5 per mille. Anche se invariato rispetto all&rsquo;anno precedente (4,1 per mille), il tasso di nuzialita&#768; del Mezzogiorno supera la media nazionale.<br \/>\nProsegue invece il calo dei matrimoni religiosi (123.428 contro i 124.443 di un anno prima), che restano la scelta piu&#768; diffusa (58,8% contro 60,8% nel 2011) anche se sono sempre di piu&#768; le coppie che decidono di sposarsi con il rito civile (+7,8% rispetto al 2011). Nel Nord prevalgono i riti civili, 53,5% (la media nazionale si attesta al 41,2%), al Centro sono piu&#768; o meno pari (49,8%) mentre nel Mezzogiorno quasi tre matrimoni su quattro sono celebrati in chiesa.<br \/>\nA livello internazionale nel 2011 l&rsquo;Italia si conferma uno dei paesi con la nuzialita&#768; piu&#768; bassa, 3,4 matrimoni per mille abitanti; solo Bulgaria (2,9 per mille), Slovenia (3,2 per mille) e Lussemburgo (3,3 per mille) hanno un quoziente di nuzialita&#768; inferiore al nostro.<\/p>\n<p><strong>Italia, paese fra i piu&#768; vecchi al mondo<\/strong><br \/>\nLa speranza di vita alla nascita, 79,4 anni per gli uomini e 84,4 anni per le donne continua a subire l&rsquo;influenza positiva di riduzione dei rischi di morte a tutte le eta&#768;. Nel 2011 l&rsquo;indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione &ldquo;anziana&rdquo; di 65 anni e oltre e quella &ldquo;giovane&rdquo; da 0-14 anni) &#8211; con 148,6 anziani ogni 100 giovani &#8211; colloca l&rsquo;Italia al secondo posto fra i paesi europei nel processo di invecchiamento della popolazione, preceduta solo dalla Germania (155,8%).<br \/>\nL&rsquo;elevata sopravvivenza, unita al calo della fecondita&#768;, rende l&rsquo;Italia uno dei paesi piu&#768; vecchi al mondo.<br \/>\nLa presenza straniera si concentra soprattutto al Nord<br \/>\nNel 2012 gli stranieri residenti in Italia sono 4.387.721, il 7,4% della popolazione residente complessiva. La presenza straniera si concentra soprattutto al Nord, dove risiede il 61,8% della popolazione straniera; seguono il Centro con il 24,2% e il Mezzogiorno con il 14,0%.<br \/>\nCresce la mobilita&#768; interna e diminuiscono le iscrizioni dall&rsquo;estero<br \/>\nNel 2011 ammontano a 1.358.037 le migrazioni interne per trasferimento di residenza, 12.571 in piu&#768; rispetto al 2010. Nello stesso anno le iscrizioni dall&rsquo;estero sono state 385.793 (quasi 62.000 in meno rispetto al 2010), con il Nord che resta l&rsquo;area piu&#768; attrattiva della Penisola (55% del totale degli iscritti dall&rsquo;estero). In netto aumento i cancellati per l&rsquo;estero, passati da 67.501 del 2010 a 82.461.<\/p>\n<p><strong>Conti della protezione sociale<\/strong><br \/>\nCresce la spesa pubblica del settore<br \/>\nAmmonta a circa 475 miliardi di euro la spesa per la protezione sociale sostenuta in Italia nel 2012, pari al 30,3% del Prodotto interno lordo; di questi, oltre 442 miliardi (93,1% della spesa totale) sono stati spesi dalle amministrazioni pubbliche, destinati per circa 422 miliardi alle prestazioni per i cittadini (l&rsquo;1,3% in piu&#768; dell&rsquo;anno precedente), con un&rsquo;incidenza del 27% sul Pil e del 56% sulla spesa pubblica corrente.<br \/>\nLa previdenza assorbe oltre due terzi delle risorse<br \/>\nPiu&#768; di due terzi della spesa per prestazioni delle amministrazioni pubbliche si concentra nella previdenza (68%), alla sanita&#768; e&#768; destinato il 24,4% e all&rsquo;assistenza il restante 7,6%. L&rsquo;incidenza sul prodotto interno lordo e&#768; pari al 18,4% per la previdenza, al 6,6% per la sanita&#768;, al 2% per l&rsquo;assistenza.<br \/>\nCrescono i contributi a carico dei lavoratori indipendenti, in calo quelli dei dipendenti<br \/>\nFra le fonti di finanziamento dell&rsquo;intero sistema di protezione sociale, i contributi sociali rappresentano nel 2012 il 52,5% del totale (54,6% nel 2009).<br \/>\nFra il 2009 e il 2012 i contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro hanno avuto un aumento medio nei quattro anni dello 0,6%, determinato dalla crescita media dell&rsquo;1,7% dei contributi a carico dei lavoratori indipendenti e dalla riduzione dello 0,4% di quelli a carico dei lavoratori dipendenti.<br \/>\nLa seconda voce rilevante (46,6%) e&#768; quella delle contribuzioni diverse, che si assestano a circa 223 miliardi, ed e&#768; costituita in gran parte da trasferimenti statali (75,4% nel 2012, contro il 72% nel 2009).<\/p>\n<p><strong>Sanita&#768; e salute<\/strong><br \/>\nSempre buono lo stato di salute, piu&#768; per gli uomini che per le donne<br \/>\nLa percezione dello stato di salute rappresenta un indicatore globale dello stato di salute della popolazione, molto utilizzato in ambito internazionale. Nel 2013, il 70,4% della popolazione ha fornito un giudizio positivo del proprio stato di salute; la percentuale e&#768; piu&#768; alta fra gli uomini (74,2%, in calo pero&#768; di 1,1 punti percentuali) che fra le donne (66,8%).<br \/>\nGuardando le patologie croniche, il 37,9% delle persone dichiara di esserne affetto, ma la percentuale sale notevolmente, raggiungendo l&rsquo;86,4%, fra gli ultrasettantacinquenni. Le malattie croniche piu&#768; diffuse sono l&rsquo;ipertensione (16,7%), l&rsquo;artrosi\/artrite (16,4%), le malattie allergiche (10,0%), l&rsquo;osteoporosi (7,4%), la bronchite cronica e l&rsquo;asma bronchiale (5,9%) e il diabete (5,4%).<\/p>\n<p><strong>Pranzo a casa e colazione adeguata, due abitudini intramontabili<\/strong><br \/>\nNel nostro Paese fatica a prendere piede l&rsquo;abitudine del pasto veloce fuori casa: ancora nel 2013 il pranzo resta il pasto principale e in oltre sei casi su dieci viene consumato a casa. La quota piu&#768; bassa si registra tra gli uomini di 35-44 anni (52,2%). Fortemente diffusa e stabile nel tempo e&#768; anche la consuetudine a fare una colazione &ldquo;adeguata&rdquo; al mattino: circa otto persone su 10 abbinano al caffe&#768; o al te&#768; alimenti nutrienti come latte, biscotti, pane. Questo comportamento salutare e&#768; piu&#768; diffuso fra le donne (82,6%) rispetto agli uomini (76,7%).<br \/>\nSempre meno fumatori in Italia<br \/>\nContinua il trend discendente dell&rsquo;abitudine al fumo. Nel 2013 si dichiara fumatore il 20,9% (21,9% nel 2012) della popolazione over 14. Il tabagismo coinvolge piu&#768; gli uomini (26,4%) delle donne (15,7%), ed e&#768; particolarmente diffuso fra i 25-34enni (36,2%) e le signore di 45-54 anni (22,1%). Gli ex fumatori sono il 23,3% della popolazione (30,8% uomini e 16,3% donne).<\/p>\n<p><strong>Giustizia<\/strong><br \/>\nAl giudice di pace oltre tre procedimenti su dieci<br \/>\nNel 2011, rimangono sostanzialmente in linea con l&rsquo;anno precedente i procedimenti civili sopravvenuti in primo grado (-0,2% sul 2010), diminuiscono quelli esauriti (-5,2%), mentre risultano in lieve crescita i pendenti a fine anno (+0,9%). Presso l&rsquo;ufficio del giudice di pace viene trattato il 36,1% dei procedimenti di primo grado (40% l&rsquo;anno precedente), il 63,1% e&#768; in carico ai Tribunali e lo 0,8% alle Corti d&rsquo;Appello. Il primato dei procedimenti pendenti a fine anno spetta ai Tribunali (67,2%).<br \/>\nSi interrompe nel 2012 il trend discendente dei protesti, che passano da 1.385.416 a 1.408.071 (+1,6%), mentre sono in calo sia il valore complessivo, circa 3,4 miliardi di euro (3,7 l&rsquo;anno precedente) sia l&rsquo;importo medio unitario (da 2.659 a 2.412 euro).<br \/>\nL&rsquo;affido condiviso dei minori sempre piu&#768; adottato in caso di separazione o divorzio<br \/>\nAncora in aumento nel 2011 le separazioni (+0,7%, per un totale di 88.787 procedimenti), mentre diminuiscono i divorzi (-0,7%, pari a 53.806); nello stesso anno ogni mille matrimoni si contano 312 separazioni e 182 divorzi.<br \/>\nProsegue la crescita dell&rsquo;affido condiviso dei figli minori, che si conferma la soluzione piu&#768; diffusa sia nei casi di separazione (nove su dieci) che in quelli di divorzio (quasi otto su dieci); scende, di conseguenza, il ricorso alla custodia esclusiva dei figli alla madre, che e&#768; stata fino al 2006 la tipologia di affidamento piu&#768; frequente (8,5% contro 58,3% del 2006 per le separazioni; 21,2% contro 67,1% del 2006 per i divorzi). I figli minori coinvolti sono 67.713 nei casi di separazione e 25.212 in quelli di divorzio.<\/p>\n<p><strong>Reati in leggero aumento<\/strong><br \/>\nNel 2012 sono stati 2.818.834 i delitti denunciati dalle forze di polizia all&rsquo;autorita&#768; giudiziaria, il 2% in piu&#768; dell&rsquo;anno precedente. Tra le tipologie di delitto, in deciso aumento le denunce per usura (+15,1%) e le truffe e frodi informatiche (+10,5%). Incrementi piu&#768; contenuti si registrano per estorsioni (+6,2%), ricettazione (+5,5%), rapine e furti (+5,1 e 4,1%, rispettivamente). In calo, invece, lo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione (-13,2%) i tentati omicidi (-5,3%); e gli omicidi volontari (-4,0%) anche se crescono fortemente quelli di tipo mafioso (+28,3%), che si concentrano soprattutto nel Mezzogiorno (quasi un omicidio volontario su quattro).<\/p>\n<p><strong>Aumenta il ricorso alle misure alternative alla detenzione<\/strong><br \/>\nAlla fine del 2012 risultano in corso 22.998 misure alternative alla detenzione (affidamento in prova al servizio sociale, semiliberta&#768;, detenzione domiciliare, liberta&#768; vigilata, liberta&#768; controllata, semidetenzione), in aumento del 2,6% rispetto all&rsquo;anno precedente. Queste misure riguardano donne nel 7,8% dei casi, stranieri nel 16,5% e persone dipendenti da alcool e droghe nel 20,2%. Le misure piu&#768; utilizzate, come nel 2011, sono l&rsquo;affidamento in prova al servizio sociale (43,4%) e la detenzione domiciliare (39,7%).<br \/>\nIn lieve diminuzione i detenuti, uno su cinque lavora<br \/>\nAlla fine del 2012 sono 65.701 le persone presenti nelle strutture penitenziarie, l&rsquo;1,8% in meno dell&rsquo;anno precedente. Nel 4,3% dei casi si tratta di donne, mentre gli stranieri sono il 35,8%. Un detenuto su cinque lavora, in massima parte (83,7%) alle dipendenze dell&rsquo;Amministrazione penitenziaria.<br \/>\nIl problema del sovraffollamento rimane piuttosto serio, per quanto il rapporto tra detenuti presenti e posti letto previsti continui a scendere a livello nazionale, passando dai 146,4 del 2011 a 139,7 del 2012. La situazione e&#768; mediamente piu&#768; critica nel Nord (149,9 detenuti per 100 posti letto), ma anche nel Mezzogiorno e al Centro i valori sono ben lontani da quello ottimale. Tra le regioni i valori oscillano tra il 168,8 della Puglia e il 94,5 della Sardegna, l&rsquo;unica regione che ha un tasso di affollamento inferiore a cento.<\/p>\n<p><strong>Istruzione<\/strong><br \/>\nRallenta il calo degli iscritti alle scuole superiori<br \/>\nSono 8.961.159 gli studenti iscritti all&rsquo;anno scolastico 2011\/2012, circa 4.600 in meno rispetto a quello precedente; per il quarto anno consecutivo, a scendere sono soprattutto gli iscritti alle scuole secondarie di secondo grado (-7.800 unita&#768; circa).<br \/>\nIl tasso di scolarita&#768; si attesta ormai da qualche anno intorno al cento per cento per la scuola primaria e per la secondaria di primo grado, mentre presenta una ripresa &#8211; dal 90% del 2010\/2011 al 93% &#8211; quello della scuola secondaria di secondo grado.<br \/>\nI giovani che ripetono l&rsquo;anno nelle scuole secondarie di secondo grado sono il 6,3% degli iscritti (7,9% maschi e 4,5% femmine). La selezione scolastica e&#768; piu&#768; forte nel passaggio dal primo al secondo anno: infatti, la percentuale di alunni respinti sale al 17,5%.<br \/>\nGli esami di terza media sono superati dalla quasi totalita&#768; degli studenti (99,5%); tuttavia, solo il 6% supera l&rsquo;esame con il voto piu&#768; alto, mentre il 58,2% consegue il titolo con un voto uguale o inferiore al &ldquo;sette&rdquo;.<br \/>\nL&rsquo;aumento della scolarizzazione ha prodotto, nel corso degli anni, un costante innalzamento del livello di istruzione della popolazione italiana: la quota di persone con qualifica o diploma di scuola secondaria superiore raggiunge il 34,9% (34,5% nel 2010\/2011), mentre sale all&rsquo;11,8% la quota di chi possiede un titolo di studio universitario (11,2% nel 2010\/2011).<\/p>\n<p><strong>Sempre meno immatricolati nelle universita&#768;, ma aumentano i laureati<\/strong><br \/>\nI giovani iscritti per la prima volta all&rsquo;universita&#768; nell&rsquo;anno accademico 2011\/2012 sono quasi 279.000, circa 9.400 in meno rispetto all&rsquo;anno precedente (-3,3%). Si conferma, dunque, il trend negativo delle immatricolazioni iniziato nel 2004\/2005, che ha riportato il numero di nuove iscrizioni a un livello inferiore a quello rilevato alla fine degli anni Novanta. La diminuzione riguarda i corsi di laurea di durata triennale (-2,7%), ma anche i corsi di laurea specialistica\/magistrale a ciclo unico (-1,5%).<br \/>\nLa popolazione universitaria e&#768; composta da 1.751.192 studenti, in lieve flessione rispetto all&rsquo;anno accademico precedente (-1,7%). La partecipazione agli studi universitari risulta particolarmente alta in Molise, Abruzzo, Basilicata: in queste regioni piu&#768; di un residente<br \/>\ndi 19-25 anni su due e&#768; iscritto a un corso accademico. La scelta universitaria coinvolge maggiormente i diplomati dei licei: il 60,8% si dichiara, nel 2011, studente a tempo pieno contro il 19,9% dei diplomati degli istituti tecnici e il 6,7% di quelli degli istituti professionali.<br \/>\nNel 2011 circa 299.000 persone hanno conseguito una laurea (o diploma universitario), quasi 10.000 in piu&#768; rispetto all&rsquo;anno precedente (+3,4%). Si interrompe cosi&#768; un trend decrescente iniziato nel 2006.<br \/>\nLe donne sono piu&#768; propense degli uomini a proseguire gli studi oltre la scuola secondaria (le diplomate che si iscrivono a un corso universitario sono circa 64 su 100, i diplomati appena 52), ma anche a portare a termine il percorso accademico. Infatti, tra i laureati triennali e a ciclo unico (ossia tra coloro che hanno conseguito almeno un titolo di formazione universitaria), il tasso di conseguimento della laurea (laureati per 100 venticinquenni) e&#768; del 39,8% per le donne contro il 26,6 degli uomini. Fra coloro che hanno concluso percorsi &ldquo;lunghi&rdquo; (corsi di durata da quattro a sei anni e delle lauree specialistiche biennali) le laureate sono 24,3 ogni 100 venticinquenni e i laureati 16,3 ogni 100.<br \/>\nNel 2011 il 48,8% dei diplomati del 2007 svolge un&rsquo;attivita&#768; lavorativa, il 16,2% e&#768; in cerca di un&rsquo;occupazione e il 31,5% e&#768; impegnato esclusivamente negli studi universitari. A quattro anni dalla laurea, invece, lavora il 69,4% dei laureati in corsi a ciclo unico, il 69,3% di quelli laureati nei corsi triennali e l&rsquo;82,1% dei laureati in corsi specialistici biennali.<\/p>\n<p><strong>Attivita&#768; culturali e sociali varie<\/strong><br \/>\nBattuta d&rsquo;arresto per la produzione editoriale<br \/>\nOltre 36 milioni e 426 mila persone hanno visitato, nel 2011, i 423 luoghi di antichita&#768; e arte (di cui 202 musei e gallerie e 221 monumenti e aree archeologiche) presenti nel nostro Paese, con un notevole calo rispetto all&rsquo;anno precedente (quasi tre milioni e 800 mila in meno). Nello specifico, si riducono di circa il 17,4% i visitatori degli istituti a ingresso gratuito (quasi 2 milioni e mezzo in meno) e del 5% i visitatori degli istituti a pagamento (-1 milione e 258 mila).<br \/>\nSempre nel 2011 sono stati pubblicati 59.237 libri (rispetto ai 63.800 dell&rsquo;anno precedente), poco meno di quattro volumi per ogni abitante. La produzione editoriale segna una battuta d&rsquo;arresto sia per i titoli (-9,3% in un anno) che per la tiratura (-3,5%).<\/p>\n<p><strong>Continuano a scendere i consumi culturali fuori casa<\/strong><br \/>\nNel 2013 il 61,1% della popolazione di sei anni e oltre ha fruito di almeno uno spettacolo o intrattenimento fuori casa, una quota inferiore a quella del 2012 (63,8%). Aumentano, di conseguenza, le persone che non hanno partecipato a spettacoli o eventi culturali fuori dalle mura domestiche, cui corrisponde una quota del 37,5%, il valore piu&#768; elevato degli ultimi sette anni.<br \/>\nNel generale calo dei consumi culturali, il cinema continua a raccogliere il maggior pubblico: infatti, poco meno di una persona su due e&#768; andata almeno una volta a vedere un film in sala (il 47% della popolazione di sei anni e piu&#768;). Nella graduatoria seguono le visite a musei e mostre (25,9%), gli spettacoli sportivi (24,4%), le visite a siti archeologici e monumenti (20,7%), la frequentazione di discoteche e balere (19,6%), il teatro (18,5%), gli altri concerti di musica (17,8%) e, all&rsquo;ultimo posto, i concerti di musica classica, che interessano appena il 9,1% della popolazione.<br \/>\nIl teatro e&#768; l&rsquo;unica attivita&#768; fuori casa, fra quelle considerate, in cui la partecipazione femminile e&#768; maggiore rispetto a quella maschile (il 19,9% delle donne contro il 17% degli uomini).<br \/>\nGuardare la televisione e&#768; un&rsquo;abitudine consolidata per il 92,3% delle persone di tre anni e piu&#768; (92,4% nel 2012). L&rsquo;ascolto della radio e&#768; meno diffuso, interessa il 57,3% della popolazione, ma e&#768; in aumento (dal 59% al 59,3%) la percentuale dei &ldquo;fedelissimi&rdquo;, ovvero coloro che la ascoltano tutti i giorni.<\/p>\n<p><strong>Diminuiscono i lettori di libri<\/strong><br \/>\nMeno diffusa e&#768; l&rsquo;abitudine alla lettura di libri e giornali. Nell&rsquo;anno in corso legge un quotidiano almeno una volta a settimana il 49,4% delle persone in eta&#768; scolare, mentre il 43% si dedica alla lettura di libri (in calo di tre punti percentuali sul 2012). I giovani di 11-14 anni sono i lettori piu&#768; accaniti (57,2%), pur registrando un calo in confronto a un anno prima (60,8%).<br \/>\nGli uomini leggono di piu&#768; i quotidiani (55,2% contro il 44,0% delle donne), le donne preferiscono i libri (49,3% contro il 36,4% degli uomini) e ne leggono in maggior numero. Persiste il divario fra Mezzogiorno e resto del Paese per la lettura di libri: tra i residenti di questa area la quota di lettori si attesta al 30,7% nel 2013 contro il 46,8% del Centro e il 50,6% del Nord.<br \/>\nSempre piu&#768; diffuso l&rsquo;uso del pc e la navigazione su Internet<br \/>\nGli utilizzatori del personal computer crescono di anno in anno: nel 2013 sono il 54,3% della popolazione di tre anni e oltre (52,3 nel 2012). L&rsquo;uso del pc tocca il livello massimo tra i 15 e i 19 anni (quasi nove ragazzi su dieci), ma gli utilizzatori aumentano anche fra i 65-74enni (19,5% contro il 17,2% di un anno prima).<br \/>\nAnche l&rsquo;uso di Internet continua a crescere, coinvolgendo il 54,8% della popolazione di sei anni e piu&#768; (52,5% nel 2012).<br \/>\nA livello territoriale, permane uno squilibrio sia nell&rsquo;uso del pc (Nord 58,3%, Centro 57,1%, Mezzogiorno 47,4%), che in quello di Internet (Nord 58,9%, Centro 57,6%, Mezzogiorno 47,7%).<\/p>\n<p><strong>Lavoro<\/strong><br \/>\nAncora in crescita gli occupati over50, a seguito della riforma delle pensioni<br \/>\nNel 2012 sono 22 milioni 899 mila gli occupati, 69 mila in meno su base annua. Il risultato complessivo e&#768; la sintesi di una riduzione della componente italiana (-151.000 unita&#768;), controbilanciata dall&rsquo;aumento di quella straniera (+83.000). La quota di lavoratori stranieri sul totale degli occupati raggiunge il 10,2% (9,8% nel 2011).<br \/>\nContinua a crescere il numero degli occupati ultracinquantenni (+287.000 unita&#768;) mentre scende quello degli occupati piu&#768; giovani (-297 mila fra i 15-34enni). L&rsquo;aumento dell&rsquo;occupazione nelle classi di eta&#768; piu&#768; adulte puo&#768; essere ricondotta ai requisiti sempre piu&#768; stringenti per accedere alla pensione, che spostano in avanti il momento di uscita dal mercato del lavoro.<br \/>\nConsiderando la posizione professionale, la diminuzione degli occupati riguarda sia i lavoratori dipendenti (-27.000 unita&#768;) sia, soprattutto, gli indipendenti (-42.000).<br \/>\nA livello di settore di attivita&#768; economica, l&rsquo;agricoltura registra una lieve flessione (-0,2%) mentre risulta decisamente piu&#768; sostenuta la contrazione nell&rsquo;industria in senso stretto (-1,8%, pari a -83.000 unita&#768;) e nelle costruzioni (-5% pari a -93.000 unita&#768;). Nei servizi prosegue l&rsquo;incremento dell&rsquo;occupazione (+0,7%, pari a 109.000 unita&#768; in piu&#768;) sostenuto esclusivamente dalla componente femminile (+135.000, a fronte di -27.000 tra i maschi), dal lavoro a termine (+65.000) e soprattutto dal lavoro a tempo parziale (+314.000).<br \/>\nIl tasso di occupazione e&#768; al 56,8%, valore che si mantiene ampiamente al di sotto della media Ue (64,2%); quello maschile si attesta al 66,5% (67,5% nel 2011), mentre il tasso riferito alle donne si posiziona al 47,1% (46,5% l&rsquo;anno precedente). Rimangono ampi i divari territoriali, con il tasso di occupazione che al Nord e&#768; oltre venti punti piu&#768; elevato di quello dell&rsquo;area meridionale.<br \/>\nNel 2012 aumenta in misura sostenuta il numero di persone in cerca di occupazione (+30,2%, 636.000 persone in piu&#768;); i disoccupati raggiungono quota 2.744.000 livello piu&#768; elevato dal 1977. Il tasso di disoccupazione e&#768; al 10,7% e quello di inattivita&#768; al 36,3%.<\/p>\n<p><strong>Famiglie e aspetti sociali vari<\/strong><br \/>\nRitirare la pensione alla posta ha i tempi di attesa piu&#768; lunghi<br \/>\nNel 2013 le famiglie dichiarano difficolta&#768; di accesso ai servizi di pubblica utilita&#768;, in particolare per il pronto soccorso (51,1%), le forze dell&rsquo;ordine (33,9%), gli uffici comunali (32,6%), i supermercati (27,2%) e gli uffici postali (24,2%). Permangono differenze a livello territoriale: le famiglie meridionali hanno piu&#768; problemi nell&rsquo;accesso ai servizi, soprattutto per il pronto soccorso (62% contro 44% delle famiglie del Nord).<br \/>\nLa popolazione di 18 anni e piu&#768; che ha utilizzato almeno una volta nell&rsquo;anno i servizi di sportello varia dal 67,7% degli uffici postali al 39,3% degli uffici anagrafici. In posizione intermedia si collocano gli uffici amministrativi delle Asl (46,5%). Nella fornitura dei servizi, tempi di attesa oltre i 20 minuti sono dichiarati da sei cittadini su dieci (60,4%) per ritirare la pensione presso gli uffici postali, da uno su due (52,5%) per fare un versamento in conto corrente o per le prestazioni delle Asl (49,7%).<\/p>\n<p><strong>Volontari piu&#768; presenti al Nord<\/strong><br \/>\nNel 2013 risulta sostanzialmente stabile rispetto a un anno prima la partecipazione dei cittadini ad attivita&#768; sociali e di volontariato. Il 9,4% delle persone di 14 anni e piu&#768; e&#768; impegnato in attivita&#768; gratuite di volontariato, l&rsquo;8,2% in associazioni culturali, mentre il 12,9% si limita a versare denaro a un&rsquo;associazione. Le attivita&#768; di volontariato coinvolgono il 12,1% dei cittadini over14 al Nord, il 9% al Centro e il 6,1% nel Mezzogiorno.<br \/>\nDonne piu&#768; sedentarie<br \/>\nNel 2013, il 21,3% della popolazione di tre anni e piu&#768; pratica uno o piu&#768; sport con continuita&#768;, l&rsquo;8,7% vi si dedica saltuariamente, mentre il 27,7% svolge almeno qualche attivita&#768; fisica, come fare passeggiate, nuotare o andare in bicicletta. I sedentari rappresentano il 42% del totale, ma le donne sono di piu&#768; degli uomini (46,5% contro 37,1%).<br \/>\nItaliani popolo di proprietari (di abitazione)<br \/>\nNel 2012 il 72,4% delle famiglie e&#768; proprietario dell&rsquo;abitazione in cui vive (73,6% nel 2010) e fra queste il 16,7% sta pagando un mutuo. Le famiglie in affitto sono invece il 16,9%, di cui il 74,8% vive in abitazioni di proprieta&#768; di un privato, il 19% in case di proprieta&#768; di enti pubblici (20,8% del 2011). Fra le principali utenze domestiche, a incidere di piu&#768; sul budget familiare sono, nell&rsquo;ordine, la bolletta del gas (2,4% della spesa totale), quella dell&rsquo;energia elettrica (2,0%) e la bolletta telefonica (1,4%).<br \/>\nNove famiglie su dieci hanno un cellulare<br \/>\nProsegue nel 2012 il processo di diffusione di alcuni beni durevoli, dal telefono cellulare (il 90,1% delle famiglie ne possiede almeno uno), al personal computer (57,4%), alla lavastoviglie (46,6%), ai condizionatori d&rsquo;aria (34,8%).<br \/>\nTrasporti e telecomunicazioni<br \/>\nAncora in crescita il traffico merci su ferrovia, ma quello su strada e&#768; sempre prevalente<br \/>\nNel 2011 le imprese ferroviarie hanno trasportato oltre 847 milioni di passeggeri per un totale di circa 47 miliardi di passeggeri-chilometro, registrando, rispetto all&rsquo;anno precedente, un aumento dell&rsquo;1% del numero di passeggeri e un calo dello 0,7% dei passeggeri-chilometro.<br \/>\nNel corso dello stesso anno le imprese ferroviarie hanno trasportato circa 92 milioni di tonnellate di merci (+8,7%), gli autotrasportatori molte di piu&#768;, 1 miliardo e 339 milioni di tonnellate (-12,3% sul 2010).<\/p>\n<p>Nel 2012 il parco circolante e&#768; composto da poco meno di 42 milioni di autoveicoli, di cui 37 milioni sono autovetture. I nuovi veicoli iscritti al Pubblico registro automobilistico sono poco piu&#768; di 1 milione 750 mila, in calo del 21,4% sul 2011, di cui circa 1 milione 400 mila autovetture (-20,5%).<br \/>\nGli italiani preferiscono l&rsquo;automobile<br \/>\nL&rsquo;automobile e&#768; ancora il mezzo di trasporto privato maggiormente utilizzato per recarsi al lavoro e a scuola. Nel 2013 la usano sette occupati su 10 (68,9%) come conducenti e poco piu&#768; di un terzo (34,9%) degli studenti come passeggeri.<br \/>\nNel 2013 il 23,7% della popolazione di 14 anni e oltre usa i mezzi pubblici urbani, il 16,3% quelli extra-urbani mentre il 28,5% ha preso il treno almeno una volta.<br \/>\nSugli aspetti della qualita&#768; del servizio quali frequenza delle corse, puntualita&#768; e possibilita&#768; di trovare posto a sedere, la percentuale di utenti dei mezzi urbani che si dichiarano soddisfatti e&#768; generalmente piu&#768; bassa di quella degli utenti del trasporto ferroviario o di pullman e corriere. In generale cala la soddisfazione per la frequenza delle corse e la puntualita&#768; dei mezzi urbani (rispettivamente dal 58,9% del 2012 al 55,3% del 2013 e dal 56,1% del 2012 al 53,7% del 2013) come pure quella per pullman e corriere (dal 60,3% al 57,5%). Aumenta invece la soddisfazione per la possibilita&#768; di trovare posti a sedere tra gli utenti del treno (dal 64,6% del 2012 al 66,7% del 2013).<\/p>\n<p><strong>Credito e assicurazione<\/strong><br \/>\nSempre in crescita i depositi bancari, quasi due terzi in mano a famiglie e istituzioni private<br \/>\nNel 2012 sono attivi 32.881 sportelli bancari, 5,5 ogni 10.000 abitanti. La distribuzione sul territorio non e&#768; pero&#768; omogenea, raggiunge il valore piu&#768; alto in Trentino-Alto Adige (9,3) e quello piu&#768; basso in Calabria (2,5).<br \/>\nAlla fine del 2012 l&rsquo;ammontare dei depositi bancari ha superato i 1.222 miliardi di euro, in aumento del 7% nel confronto con l&rsquo;anno precedente. Quasi due terzi appartengono a famiglie e istituzioni sociali private, il 15,2% a societa&#768; non finanziarie, il 2,7% ad amministrazioni pubbliche e l&rsquo;8,7% a societa&#768; finanziarie.<br \/>\nGli impieghi realizzati dalle banche sono pari a 1.917 miliardi di euro (-1,2% rispetto al 2011). Il 44,9% degli impieghi riguarda finanziamenti a societa&#768; non finanziarie, il 14% finanziamenti ad amministrazioni pubbliche, il 31,8% a famiglie e istituzioni sociali private e il 9,3% a societa&#768; finanziarie.<br \/>\nPer il comparto assicurativo, la raccolta complessiva dei premi nel 2011 e&#768; di 110 miliardi 227 milioni di euro, dei quali 73 miliardi 869 milioni relativi al ramo vita e 36 miliardi 358 milioni al ramo danni. In quest&rsquo;ultimo settore la raccolta aumenta del 2,1%, mentre diminuisce del 18% nel ramo vita. Sul totale dei premi raccolti, il peso dell&rsquo;attivita&#768; del settore vita e&#768; decisamente piu&#768; alta di quella del settore danni (67% contro il 33%). Le uscite per sinistri ammontano a oltre 99 miliardi di euro. Di questi, oltre 75 miliardi hanno interessato l&rsquo;assicurazione vita e capitalizzazione e oltre 24 miliardi l&rsquo;assicurazione contro i danni.<br \/>\n(fonte: <em><a href=\"http:\/\/www.istat.it\/it\/archivio\/107977\" target=\"_blank\">Istat<\/a><\/em>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aumentano i cittadini, ma solo per via degli stranieri: negativo il saldo delle nascite: &#8211; 78.697 nel 2012. 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