{"id":50869,"date":"2013-10-03T00:00:00","date_gmt":"2013-10-03T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2013-10-03T00:00:00","modified_gmt":"2013-10-03T00:00:00","slug":"il-programma-di-duemilalibri-2013-a-gallarate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2013\/10\/il-programma-di-duemilalibri-2013-a-gallarate\/50869\/","title":{"rendered":"Il programma di Duemilalibri 2013 a Gallarate"},"content":{"rendered":"<p>Il programma dell&#8217;edizione 2013 di Duemilalibri: <a href=\"http:\/\/www3.varesenews.it\/gallarate_malpensa\/dai-tatuaggi-di-nicolai-lilin-ai-misteri-dell-universo-l-altra-faccia-della-medaglia-di-duemilalibri-272670.html\"><strong>clicca qui per la presentazione<br \/>\n<\/strong><\/a><\/p>\n<p>SABATO 12 OTTOBRE<\/p>\n<p>Ore 11.00 &ndash; Palazzo Borghi<\/p>\n<p>Inaugurazione Duemilalibri<br \/>\nL&rsquo;altra faccia della medaglia<\/p>\n<p>Presentazione del programma.<\/p>\n<p>Ore 11.15 &ndash; Palazzo Borghi<\/p>\n<p>Manifesti storici del Cinema Teatro delle Arti<br \/>\nInaugurazione della mostra in occasione dei 50 anni di attivit&agrave; del Teatro delle Arti di Gallarate<\/p>\n<p>Ore 11.30 &ndash; Palazzo Minoletti<\/p>\n<p>Dentro la citt&agrave;<br \/>\nOmaggio a Gabriele Basilico <\/p>\n<p>Inaugurazione della mostra fotografica e apertura di DUEMILALIBRI giornate del libro e dell&rsquo;autore<\/p>\n<p>&ldquo;Dentro  la citt&agrave; allude a un&rsquo;esplorazione del tessuto urbano, a  un&rsquo;avventura  che mette inevitabilmente in gioco la memoria di altre  citt&agrave;, di altri  luoghi lontani nel tempo e nello spazio, con  l&rsquo;esperienza diretta della  visione.&rdquo; Con queste parole Gabriele  Basilico descrive il senso delle  dodici immagini di questa  mostra.&nbsp;&#8232;Gabriele Basilico,&nbsp;fotografo  conosciuto in tutto il mondo,  quello dell&rsquo;architettura, propone un  viaggio dentro la citt&agrave;. &ldquo;Per  conoscere una citt&agrave; bisogna anche  immaginarla, come in un sogno&rdquo; &ndash;  spiega Basilico. &ldquo;Deve diventare  qualcosa di interiore. Nel dialogo che  prende forma con lo spazio  urbano, cerco, attraverso lo scandaglio  sensoriale della visione, di  costruire un rapporto familiare, una  condizione che mi permetta  un&rsquo;accessibilit&agrave;, anche illusoria, ai  segreti spesso invisibili e non  immediatamente afferrabili se non con  un&rsquo;attenta e paziente  osservazione, che la citt&agrave; contiene e nasconde  nella sedimentazione  delle stratificazioni&rdquo;.&nbsp;&#8232;Le immagini catturate  dall&rsquo;obiettivo  dell&rsquo;autore ci mostrano come sotto i nostri occhi  convivano, in  sorprendenti giustapposizioni, resti archeologici e  imponenti palazzi e  come dai giochi di simmetrie e di luce abbinati a  contrasti  architettonici inediti, prendano vita atmosfere surreali e a  volte  fantascientifiche.&nbsp;&#8232;<\/p>\n<p>Gabriele Basilico&nbsp;(Milano, 12 agosto 1944 &ndash;  Milano, 13 febbraio 2013) &egrave;  stato uno tra i maggiori fotografi a livello  internazionale. Dopo gli  studi in architettura inizi&ograve; la professione di  fotografo dedicandosi al  paesaggio e pi&ugrave; in particolare alla fotografia  di architettura. La  forma e l&rsquo;identit&agrave; delle citt&agrave;, lo sviluppo delle  metropoli, i  mutamenti in atto nel paesaggio post-industriale sono da  sempre i suoi  ambiti di ricerca privilegiati. Considerato uno dei  maestri della  fotografia contemporanea, &egrave; stato insignito di molti premi  e le sue  opere fanno parte di prestigiose collezioni pubbliche e  private  italiane e internazionali. Nel 1991 partecipa alla missione su  Beirut,  citt&agrave; devastata dalla guerra civile durata quindici anni. Da  allora,  Gabriele Basilico ha prodotto e partecipato a numerosissimi  progetti di  documentazione in Italia e all&rsquo;estero, che hanno generato  mostre e  libri. Si &egrave; spento il 13 febbraio 2013 lasciando un patrimonio  di  immagini e di saperi incomparabili e preziosi.<\/p>\n<p>\nOre 18.30 &ndash; Teatro del Popolo<\/p>\n<p>Gli ottantacinque anni della Corale Arnatese<br \/>\nConcerto delle voci bianche <\/p>\n<p>La  Corale Arnatese compie in questo periodo i suoi 85 anni di vita e di   costante, lusinghiera attivit&agrave;. &Egrave; perci&ograve;, insieme con la Societ&agrave;   Bandistica de &ldquo;La Concordia&rdquo;, la pi&ugrave; antica istituzione &ndash; associazione   della citt&agrave; di Gallarate. Il Coro Lirico &egrave; la sua compagine storica   fondato nel 1928 ha sempre svolto un&rsquo;intensa attivit&agrave; concertistica ed &egrave;   oggi molto conosciuto e ricercato. Dal 1993 la corale Arnatese si &egrave;   arricchita di ben altri due formazioni, il Coro &ldquo;Musica et Ludus&rdquo; ed il   Coro &ldquo;Voci Bianche&rdquo;, con progetti e corsi loro strettamente  dedicati.   Nella felice occasione dell&rsquo;apertura della manifestazione Duemila Libri   di Gallarate, la Corale Arnatese mette in scena al Teatro del Popolo i   ragazzi delle Voci Bianche con un allegro programma tutto profano, che   spazia dal classico &ldquo;Duetto Buffo dei Gatti&rdquo; di Rossini alla musica   popolare pi&ugrave; nota di &ldquo;Come porti i capelli bella bionda&rdquo;.<\/p>\n<p>\nOre 20.30 &ndash; Teatro Condominio <\/p>\n<p>Il mantello di pelle di drago<br \/>\nBalletto<\/p>\n<p>I  ballerini, guidati dall&rsquo;&eacute;toile del Teatro alla Scala Sabrina Brazzo  ne  Il mantello di pelle di drago  danzeranno sulle note di Shostakovic,   Kachaturian, Poulenc, Bizet, Liszt interpretando draghi e diavoli,   principesse o bambole.&nbsp;Sotto i riflettori, con Sabrina Brazzo, che &egrave;   prima ballerina a Milano dal 2001, altri cinque professionisti del   Teatro alla Scala: Andrea Volpintesta, Antonella Albano, Maurizio   Licitra, Beatrice Carbone, Walter Madau. Con i solisti&nbsp;danzeranno anche   giovani professionisti, fra cui Denny Lodi, vincitore del talent show   &quot;Amici&quot; nel 2009. Le coreografie sono di Massimiliano Volpini. &nbsp;Lo   spettacolo si compone di un atto unico diviso in tre tempi che   ripercorrono la storia di altrettante fiabe: Pelle d&#8217;orso, Gli scarponi   di Natale, Il mantello di pelle di drago. La scena si svolge in una   conceria, magica, dove gli elfi tessono agli ordini della regina, il   prezioso mantello che d&agrave; il titolo al balletto, che ha la particolarit&agrave;   di poter essere indossato solo da chi ha il cuore puro. &nbsp; <\/p>\n<p>Prevendita biglietti presso le librerie aderenti.<\/p>\n<p>\nOre 22.00 &ndash; Teatro Condominio<\/p>\n<p>Concerto della Corale Arnatese<br \/>\nIl lato oscuro di Verdi<br \/>\nMusiche di Verdi, Wagner e Bizet<\/p>\n<p>Il  Coro Lirico &egrave; la sua compagine storica: fondato nel 1928 ha sempre   svolto un&rsquo;intensa attivit&agrave; concertistica ed &egrave; oggi molto conosciuto e   ricercato. Si esibisce con un ampio repertorio lirico che spazia da   Mozart ai contemporanei, comprendendo Donizetti, Bellini, Verdi,   Puccini, Mascagni e tutti i grandi che hanno fatto la storia del   melodramma. Fanno parte del repertorio del Coro Lirico anche molti brani   di musica sacra che vengono eseguiti nelle chiese del circondario in   occasione di festivit&agrave; e di manifestazioni varie. Il Coro Lirico &egrave;   diretto dal M&deg; Giampaolo Vessella ed accompagnato al pianoforte dal M&deg;   Paolo Mingardi. In occasione di Duemilalibri il Coro Lirico eseguir&agrave; un   importante programma verdiano che intende corredare il tema base scelto   quest&rsquo;anno (L&rsquo;altra faccia della medaglia), ma che vuole anche non   dimenticare l&rsquo;altro grande bicentenario che si celebra nel 2013, quello   di Wagner, chiudendo poi con un vivace finale a sorpresa. Per   l&rsquo;occasione il Coro Lirico sar&agrave; accompagnato al pianoforte dal M&deg;   Samuele Pala.<\/p>\n<p>\nDOMENICA 13 OTTOBRE<\/p>\n<p>\nOre 10.30 &ndash; Istituto Aloisianum<\/p>\n<p>Ricordo di Padre Busa nel centenario della nascita (1913 &#8211; 2011) <br \/>\nA cura di Marco Passarotti<\/p>\n<p>Interverranno: Robi Ronza, Giacomo Decio, Paolo Marchesini, Danila Del  Bianco e Gino Giacoletto, Piero Slocovich ed Ermanno Maccario, Padre  Umberto Libralato SJ<\/p>\n<p>Padre Roberto Busa (Vicenza, 28 novembre 1913 &ndash; Gallarate, 9 agosto  2011) &egrave; stato un HYPERLINK  &quot;http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Compagnia_di_Ges%C3%B9&quot;gesuita, linguista e  informatico italiano. &Egrave; stato uno dei pionieri dell&#8217;uso  dell&#8217;informatica nella linguistica (oggi branca nota col nome di  linguistica computazionale) e il realizzatore dell&#8217;Index Thomisticus,  monumentale lemmatizzazione dell&#8217;opera omnia di Tommaso d&#8217;Aquino e dei  testi a lui pi&ugrave; strettamente collegati. Secondo di cinque figli, a  Belluno frequenta il liceo e nel 1928 entra nel locale seminario,  compagno di Albino Luciani, futuro papa Giovanni Paolo I; nel 1933 entra  nella Compagnia di Ges&ugrave; dove consegue il diploma in filosofia (1937) e  teologia (1941). Il 30 maggio 1940 viene ordinato sacerdote; dal 1933 al  1946 si dedica a studi linguistici e riesce a familiarizzarsi con  latino, greco, ebraico, francese, inglese, spagnolo e tedesco. A partire  dal 1940 al 1943 sar&agrave; cappellano militare ausiliario nell&#8217;esercito,  successivamente passer&agrave; alle forze partigiane. Nel 1946 prender&agrave; la  laurea in filosofia alla Pontificia Universit&agrave; Gregoriana con una tesi  intitolata La Terminologia Tomistica dell&#8217;interiorit&agrave;, pubblicata nel  1949. Professore ordinario di ontologia, HYPERLINK  &quot;http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Teodicea&quot;teodicea e metodologia  scientifica, per qualche anno, fu anche bibliotecario all&#8217;Aloisianum di  Gallarate. Ha insegnato alla Pontificia Universit&agrave; Gregoriana di Roma,  all&rsquo;Aloisianum di Gallarate, all&#8217;Universit&agrave; Cattolica del Sacro Cuore di  Milano. Muore il 9 agosto 2011 HYPERLINK  &quot;http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2011&quot;all&#8217;et&agrave; di 97 anni.<\/p>\n<p>\nOre 16.30 &ndash; Ridotto Teatro Condominio<\/p>\n<p>Dipartimento didattico del museo MAGA<br \/>\nRitratti e autoritratti da Antonello da Messina ai giorni nostri<br \/>\nA cura di Lorena Giuranna e Francesca Chiara del dipartimento didattico del museo Maga<\/p>\n<p>La conferenza presenta un percorso storico-critico sulla questione del  ritratto e dell&#8217;autoritratto nella storia delle arti visive dal  Quattrocento ai giorni nostri. L&#8217;incontro introduce la visita alle  esposizioni al MART (Museo d&#8217;arte Contemporanea di Trento e Rovereto)  intitolate &ldquo;Antonello da Messina&rdquo; a cura di Ferdinando Bologna e  Federico De Melise e &ldquo;L&#8217;altro ritratto&rdquo; a cura di Jean-Luc Nancy. <\/p>\n<p>\nOre 18.00 &ndash; Teatro Condominio<\/p>\n<p>Nicolai Lilin<br \/>\nStorie sulla pelle<br \/>\nEinaudi, 2012<\/p>\n<p>Si dice che raccontare la propria vita serva a comprenderla. Ci sono  esperienze, per&ograve;, su cui le parole non hanno presa: si pu&ograve; solo  &quot;soffrirle&quot; una seconda volta sulla propria pelle. I criminali siberiani  le loro vite se le portano addosso, incise dalla mano esperta del  kol&#8217;sik: sacerdote e custode della tradizione, il tatuatore &egrave; l&#8217;unico a  comprendere fino in fondo la lingua arcana dei simboli. Ma i tatuaggi,  mentre raccontano delle storie, ne creano altre: generano incontri ed  equivoci, stabiliscono legami, decidono, a volte, della vita e della  morte. Ed &egrave; attraverso questo vortice di storie che Nicolai Lilin ci  conduce dentro la tradizione dei &quot;marchi&quot; siberiani. Sei racconti  diversissimi &#8211; comici o disperati, violenti, romantici, rocamboleschi &#8211;  nei quali ritroviamo alcuni dei personaggi memorabili di &quot;Educazione  siberiana&quot; la banda di minorenni capitanata da Gagarin, il colossale  Mei, nonno Boris e gli altri vecchi fuorilegge di Fiume Basso &#8211; e ne  incontriamo di nuovi: Oliva, che spara come un sicario e si porta sempre  appresso la foto di una donna; Styopka con il suo amore impossibile;  Pelmen, che pagher&agrave; caro un tatuaggio sbagliato nel posto sbagliato; e  ancora Kievskij, criminale di Seme nero; il vecchio hippy Batterista in  perenne lotta con una direttrice dittatoriale; il terribile Treno e la  virginale Cristina. A fare da filo rosso, c&#8217;&egrave; la voce inconfondibile di  Nicolai &quot;Kolima&quot; e la storia della sua formazione da tatuato.<\/p>\n<p>Nicolai Lilin di origine siberiana, &egrave; nato in Transnistria nel 1980 e da  qualche anno vive in Italia. Presso Einaudi ha pubblicato Educazione  siberiana (2009), tradotto in ventitr&eacute; paesi, Caduta libera (2010), Il  respiro del buio (2011) e Storie sulla pelle (2012). Da Educazione  siberiana Gabriele Salvatores ha tratto un film, interpretato tra gli  altri da John Malkovich e prodotto da Cattleya con Rai Cinema.<\/p>\n<p>Presenter&agrave; l&rsquo;incontro la scrittrice e redattrice Helena Janeczek.<\/p>\n<p>\nOre 21.00 &ndash; Teatro Condominio<\/p>\n<p>Vittorino Andreoli<br \/>\nI segreti della mente. Capire, riconoscere, affrontare i segnali della psiche<br \/>\nRizzoli, 2013<\/p>\n<p>&quot;C&#8217;&egrave; un sogno che mi accompagna da molti anni: scrivere un manuale che,  anzich&eacute; indirizzarsi ai medici, agli psichiatri o agli psicologi  clinici, parli a tutti. Oggi, in queste pagine, il mio sogno trova  finalmente concretezza.&quot; In questa nuova opera, Vittorino Andreoli ci  insegna con chiarezza e serenit&agrave; ad affrontare i primi segni di disagio o  disturbo mentale a partire dai progressi scientifici raggiunti in  questo campo. Se in passato infatti si tendeva ad attribuire le malattie  della mente a un determinismo genetico o familiare, oggi sappiamo che &egrave;  possibile risolverle, o per lo meno attenuare le loro manifestazioni,  intervenendo subito. &quot;Nei miei cinquant&#8217;anni di psichiatria&quot; scrive  Andreoli &quot;sono rimasto talora persino sconvolto dall&#8217;osservare che  persone vicine a un adolescente con comportamenti devastanti, o a un  anziano che ha precorso la morte naturale con un suicidio, hanno  minimizzato segnali che invece erano chiari.&quot; Grazie alla sua esperienza  di una vita trascorsa a fianco dei pazienti, Andreoli riesce a parlare  sia a chi sta male mentalmente sia a chi deve vivere vicino alla  sofferenza degli altri: adulti, adolescenti, anziani. Il risultato &egrave; un  percorso mirabile fra le emozioni e tutte le loro manifestazioni, da  quelle pi&ugrave; comuni come la paura o l&#8217;ansia, a quelle pi&ugrave; complesse come  la tristezza, aiutandoci a individuare i segnali d&#8217;allarme prima che sia  troppo tardi.<\/p>\n<p>Vittorino Andreoli, nato a Verona nel 1940, si laurea in Medicina e  Chirurgia all&#8217;Universit&agrave; di Padova col Prof. Massimo Aloisi e si dedica  quindi alla ricerca sperimentale in biologia scegliendo come &ldquo;organo&rdquo;  l&#8217;encefalo. Lavora in Inghilterra all&#8217;Universit&agrave; di Cambridge e negli  Stati Uniti alla Cornell University di New York. Il comportamento  dell&#8217;uomo e la follia diventano ben presto il fulcro dei suoi interessi e  ci&ograve; determina una svolta del suo impegno verso la neurologia e  successivamente la psichiatria, discipline di cui diventa specialista.  Attualmente &egrave; direttore del Dipartimento di Psichiatria di Verona. &Egrave;  autore di numerosi libri che spaziano dalla medicina, alla letteratura  alla poesia, e collabora con la rivista &ldquo;Mente e Cervello&rdquo; e con il  quotidiano &ldquo;Avvenire&rdquo;. Per l&#8217;emittente Sat ha realizzato alcune serie di  programmi dedicati agli adolescenti (Adolescente TVB), alle persone  anziane (W i nonni) e alla famiglia (Una sfida chiamata famiglia).<\/p>\n<p>LUNEDI 14 OTTOBRE<\/p>\n<p>Ore 9.00 &ndash; Teatro del Popolo (incontro per le scuole, aperto al pubblico)<\/p>\n<p>Massimo Palazzi <br \/>\nOltre Gallarate. Caratteristiche e curiosit&agrave; storiche del territorio varesino<\/p>\n<p>L&rsquo;intervento vuole essere una continuazione ed un &ldquo;ampliamento  d&rsquo;orizzonte&rdquo; rispetto all&rsquo;esperienza della precedente edizione, nella  quale erano state descritte le caratteristiche storiche peculiari della  citt&agrave; di Gallarate. Quest&rsquo;anno cercheremo di individuare, nei paesi  circostanti, alcune particolarit&agrave; storiche che possano contribuire a  capire l&rsquo;importanza di molte comunit&agrave; presenti al di l&agrave; delle mura  cittadine. Lo scopo dell&rsquo;incontro &egrave; quello di far conoscere realt&agrave; nuove  ed inaspettate, ma soprattutto quello di stimolare negli studenti (e  non solo) il desiderio di ricercare ulteriori testimonianze culturali ed  archeologiche nascoste nei comuni intorno a Gallarate. Si auspica che i  ragazzi possano cos&igrave; sviluppare, in seguito, interessanti ed  approfondite ricerche come quelle gi&agrave; effettuate sulla nostra Citt&agrave;. <\/p>\n<p>Massimo Palazzi nato a Somma Lombardo nel 1974, si laurea in  Giurisprudenza&nbsp;nel 1998&nbsp;presso l&rsquo;Universit&agrave; Cattolica del Sacro Cuore di  Milano. Nel 2002 consegue l&rsquo;attestato di formazione superiore  post-laurea presso la Scuola Avanzata di Formazione Integrata  dell&rsquo;Istituto di Studi Superiori&nbsp;di Pavia. Nel 2003 consegue&nbsp;il  dottorato di Ricerca presso l&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Pavia in  &ldquo;Diritti del Tardo Impero Romano&rdquo;.&nbsp;Dal 1998 &egrave; cultore di Storia del  Diritto Romano presso l&rsquo;Universit&agrave; Cattolica di Milano e assistente in  Istituzioni e Storia del Diritto Romano presso l&rsquo;Universit&agrave;  dell&rsquo;Insubria. Appassionato di storia locale ha al suo attivo numerose  pubblicazioni di argomento giuridico e storico. &Egrave; avvocato in Gallarate  dal 2001 e consigliere dell&rsquo;Ordine.<\/p>\n<p>Ore 17.00 &ndash; Il Melo<\/p>\n<p>Laura Orsolini<br \/>\nL&rsquo;alba si port&ograve; via la notte<br \/>\nLa memoria del mondo, 2013<\/p>\n<p>1927. Teresa, una giovane donna di Gallarate, spinta dai debiti,  prender&agrave; la coraggiosa decisione di intraprendere, sola, un viaggio  verso la Somalia e di stabilirsi nella citt&agrave; di Mogadiscio con  l&#8217;intenzione di svolgere la sua professione di parrucchiera in un nuovo  mondo. Verr&agrave; ospitata nella casa colonica dell&#8217;amica Livia Armani e, con  tanta forza d&#8217;animo e voglia di lavorare, comincer&agrave; la sua avventura  africana. Le amicizie, gli amori, le difficolt&agrave; e le gioie della vita di  Teresa vengono scandite da tragici eventi storici come lo scoppio della  Seconda Guerra Mondiale, visti con gli occhi della protagonista e delle  persone che le stanno accanto. Gli occhi di chi ha vissuto la guerra  dalle colonie italiane all&#8217;estero, delle quali non si parla quasi pi&ugrave;.  Uno spaccato di vita quotidiana che apre lo scenario di quel particolare  periodo storico che va dal 1920 al 1947.<\/p>\n<p>Laura Orsolini &egrave; nata il 15 febbraio 1976. Le piace ballare, stare in  mezzo alla gente, insegnare fitness nelle palestre e lavorare  nell&rsquo;azienda di famiglia. Ha un marito che vive un po&rsquo; qua e un po&rsquo; l&agrave;,  un figlio ganzissimo, una sorella con lo stesso cuore, due genitori  straordinari, un nipotino che da grande vuole fare il cuoco e tanti zii  (ha pure i cugini). Tortura gli amici invitandoli a cena e rimpinzandoli  di risotti e dolci. &Egrave; fissata con l&rsquo;idea che prima o poi aprir&agrave; una  libreria indipendente, con all&rsquo;interno l&rsquo;angolo caff&egrave; e uno spazio per i  bambini. Nel tempo libero legge, testa la qualit&agrave; dei dolci al  cioccolato di tutte le pasticcerie del varesotto e la notte, invece di  dormire, scrive. <\/p>\n<p>Presenta Donatella Bresciani.<\/p>\n<p>\nOre 18.00 &ndash; Scuderie Martignoni<\/p>\n<p>A. Guenzani, G. Fimman&ograve;, G. Armocida<br \/>\nNobilt&agrave; e nascita della borghesia a Gallarate<\/p>\n<p>I relatori presentano uno spaccato sulla nobilt&agrave; nello Stato di Milano  con un particolare riguardo al feudo di Gallarate nel XVIII secolo e le  modificazioni apportate nel successivo periodo napoleonico, la  conseguente decadenza della nobilt&agrave; feudale e la contestuale ascesa  della borghesia imprenditoriale.<\/p>\n<p>Alberto Guenzani, nato a Gallarate nel 1947, &egrave; ingegnere civile. Da  oltre trent&rsquo;anni si interessa di storia locale dell&rsquo;area varesina ed  alto milanese. &Egrave; autore di numerose pubblicazioni.<\/p>\n<p>Giuseppe Fimman&ograve;, nato a Sinopoli (RC) nel 1947, &egrave; laureato in chimica  industriale. &Egrave; insegnate all&rsquo;I.S.I.S. &ldquo;A. Ponti&rdquo; di Gallarate. Studioso  di storia locale, ha realizzato interessanti pubblicazioni relative ai  territori lombardi e calabresi.<\/p>\n<p>Giuseppe Armocida, nato nel 1946, &egrave; specialista in psichiatria, medicina  legale e psicoterapia. Ha lavorato come psichiatra a Varese. Dal 1985 &egrave;  docente universitario di Storia della Medicina (Universit&agrave; di Ancona,  Bari, Pavia e Varese).<\/p>\n<p>\nOre 21.00 &ndash; Scuderie Martignoni<\/p>\n<p>Lucetta Scaraffia (a cura di)<br \/>\nLa grande meretrice. Un decalogo di luoghi comuni sulla storia della Chiesa<br \/>\nLibreria Editrice Vaticana, 2013<\/p>\n<p>Il presente volume raccoglie i contributi di sette autrici, tutte  storiche ma non tutte cattoliche, che hanno lo scopo di chiarire dal  punto di vista storico alcuni stereotipi sulla storia della Chiesa. In  particolare i saggi qui raccolti prendono in esame dieci dei luoghi  comuni pi&ugrave; diffusi e che generano il maggior numero di incomprensioni,  capostipite dei quali &egrave; quello che d&agrave; il titolo al volume, che si  riferisce al modo ingiurioso in cui da secoli la Chiesa viene appellata  dai suoi critici. Il libro tuttavia non ha un intento apologetico, ma  pi&ugrave; strettamente storico per rettificare quei luoghi comuni che ormai  sembrano aver sostituito la reale storia della Chiesa ed &egrave; rivolto in  particolar modo ai non esperti del settore, coloro cio&egrave; che sono i pi&ugrave;  influenzabili dai luoghi comuni.<\/p>\n<p>Lucetta Scaraffia nata a Torino nel 1948, insegna storia contemporanea  all&rsquo;universit&agrave; di Roma La Sapienza. S&rsquo;&egrave; occupata soprattutto di storia  delle donne e di storia del cristianesimo, con particolare attenzione  alla religiosit&agrave; femminile. Le sue opere pi&ugrave; recenti: con Eugenia  Roccella, Contro il cristianesimo: l&rsquo;ONU e l&rsquo;Unione europea come nuove  ideologie, Piemme, 2005; Due in una carne. Chiesa e sessualit&agrave; nella  storia, con M. Pelaja, Laterza, 2008. &Egrave; membro del Comitato nazionale di  bioetica e Consultore del Pontificio Consiglio per la nuova  evangelizzazione. Insieme con monsignor Thimoty Verdon e Andrea Gianni  fa parte del direttivo dell&rsquo;associazione Imago Veritatis &ndash; L&rsquo;arte come  via spirituale, che ha organizzato la mostra presso la Venaria Reale  (Torino) Il Volto e il corpo di Cristo. Ha scritto un saggio  introduttivo in Invito alla lettura dell&rsquo;opera omnia di Benedetto XVI,  Libreria editrice vaticana, 2010. Collabora a &ldquo;L&rsquo;Osservatore Romano&rdquo;,  &ldquo;Il Foglio&rdquo;, &ldquo;Il Sole 24 ore&rdquo;, &ldquo;Il Messaggero&rdquo; e a diverse riviste.<\/p>\n<p>Presenta l&rsquo;incontro il giornalista Silvestro Pascarella.<\/p>\n<p>A cura del Centro Culturale Tommaso Moro di Gallarate<\/p>\n<p>MARTEDI 15 OTTOBRE<\/p>\n<p>\nOre 17.00 &ndash; Il Melo<\/p>\n<p>Maria Agostina Pellegatta <br \/>\nFerragosto in macram&egrave;<br \/>\nEmmeeffe, 2013<\/p>\n<p>Un paio di settimane di vacanza a Santa Maria Maggiore sotto il sole  d&rsquo;agosto. L&rsquo;incontro in albergo con diverse donne arrivate da Busto  Arsizio, da Borgomanero, da Milano. Signore di una certa et&agrave; che non si  sono mai arrese, che hanno voglia di parlare, di raccontare, di  mantenere vivi i ricordi, le emozioni e le storie. Al centro di tutto la  partecipazione della donna alla vita, alle battaglie e alla crescita  della nostra societ&agrave; a partire dalla ricostruzione dell&rsquo;Italia dopo una  guerra terribile e disastrosa con una sconfitta amara e umiliante. Il  lavoro, la scuola, lo studio, la cultura come strumenti fondamentali per  ripartire verso il futuro e con le donne in prima linea, consapevoli  che l&rsquo;emancipazione difficilmente pu&ograve; imboccare altre strade. <\/p>\n<p>Maria Agostina Pellegatta nata a Cassano Magnago nel 1938, &egrave; stata la  prima donna in provincia di Varese&nbsp;eletta alla Camera dei Deputati nel  maggio del 1972, rieletta poi nel 1976&nbsp;ed entrata in Senato nel 2006, ha  dedicato la vita alla politica e con questo suo esordio letterario non  si allontana dalla gente, dalle donne e da quella vita di tutti i giorni  che, a guardar bene, &egrave; sempre&nbsp;ricca di poesia e sentimento.<\/p>\n<p>Presenta Claudia Giussani, coordinatrice del Sistema Bibliotecario Consortile &ldquo;Antonio Panizzi&rdquo; di Gallarate.<\/p>\n<p>\nOre 18.00 &ndash; Scuderie Martignoni<\/p>\n<p>Silvio Raffo<br \/>\nAngelici delitti. Incubi in azzurro e nero<br \/>\nLa vita felice, 2013<\/p>\n<p>Se &egrave; vero che il delitto &egrave; la pi&ugrave; raffinata delle arti, difficilmente si  potranno trovare nella letteratura contemporanea resoconti di delitti  pi&ugrave; sofisticati e aristocratici di quelli illustrati nelle short stories  degli &quot;Angelici delitti&quot; di Silvio Raffio. Il filo rosso che unisce  questi racconti &egrave; la totale assenza di responsabilit&agrave; o senso di colpa  degli assassini: che si tratti di bambini prodigio abbandonati dalle  madri, di artisti o attori del cinema, zitelle sessuofobe o giovani  aspiranti vedove, tutti sono determinati nel portare a termine i loro  piani criminosi come un&#8217;opera d&#8217;arte ma ancor di pi&ugrave; di risanamento,  compensazione di una qualche nefanda iniquit&agrave; per cui non sono previste  punizioni nel codice penale. L&#8217;altra assenza che si riscontra &egrave; quella  dell&#8217;istituzione: non troverete mai un&#8217;uniforme di poliziotto o un  pedante commissario. I conti si regolano tutti &#8216;en famille&#8217;, quanto pi&ugrave;  cruenta la modalit&agrave; dell&#8217;esecuzione, tanto pi&ugrave; beve il tocco della  scrittura, anche per conferire alle vicende quel senso di straniamento  dalla realt&agrave; che manca alla produzione letteraria odierna. Todorov, nel  saggio La &#8216;letteratura fantastica&#8217;, esalta il particolare status  dell&#8217;&quot;esitazione&quot; in cui un certo genere di scrittori pone il lettore,  inducendolo a chiedersi in quale specie di anomalo universo &egrave; stato  trasportato: &egrave; questo che si prova leggendo Silvio Raffio, e alla fine  della lettura la realt&agrave; sembra un susseguirsi di banali nessi  pretestuosamente logici.<\/p>\n<p>Silvio Raffo, nato a Roma, vive a Varese dove insegna. Ha al suo attivo  una copiosa produzione di narratore (nove romanzi, fra cui La voce della  pietra, finalista al Premio Strega 1997, e i recenti Eros degli  inganni, Giallo matrigna, La Sposa della Morte), di poeta (Lampi della  visione, Premio Gozzano 1988, Maternale, Premio Sal&ograve; 2008, Al fantastico  abisso, Premio Valdicomino 2012), traduttore (Emily Dickinson, Sorelle  Bronte, Dorothy Parker, Edna St. Vincent-Millay, Sara Teasdale,  Christina Rossetti, Wendy Cope), saggista e drammaturgo. Questi sono i  suoi primi racconti che vengono pubblicati.<\/p>\n<p>Presenta l&rsquo;incontro Carlo Bonomi.<\/p>\n<p>\nOre 21.00 &ndash; Teatro del Popolo<\/p>\n<p>Piero Chiara nel centenario della nascita<br \/>\nCon Romano Oldrini, Matteo Inzaghi, Mauro Novelli e Bambi Lazzati<\/p>\n<p>Proiezioni di stralci di un documentario realizzato dalla T.S.I.  Incontro sulla narrativa di Piero Chiara, maestro nel genere letterario  del racconto breve. Sar&agrave; sviluppato anche il rapporto tra la sua  letteratura e le trasposizioni cinematografiche.<\/p>\n<p>Piero Chiara nacque a Luino nel 1913 e mor&igrave; a Varese nel 1986. Scrittore  tra i pi&ugrave; amati e popolari del dopoguerra, esord&igrave; in narrativa  piuttosto tardi, quasi cinquantenne, su suggerimento di Vittorio Sereni,  suo coetaneo, conterraneo e grande amico, che lo invit&ograve; a scrivere una  delle tante storie che Chiara amava raccontare a voce. Da Il piatto  piange (Mondadori, 1962), che segna il suo esordio vero e proprio, fino  alla morte, Chiara scrisse con eccezionale prolificit&agrave;, inanellando un  successo dopo l&#8217;altro. A lui &egrave; dedicato il Premio letterario Piero  Chiara, istituito nel 1989 dal comune di Varese.<\/p>\n<p>MERCOLEDI 16 OTTOBRE<\/p>\n<p>\nOre 9.00 &ndash; Scuderie Martignoni*<br \/>\nOre 18.00 &ndash; Scuderie Martignoni<\/p>\n<p>Tonio Attino<br \/>\nGenerazione Ilva. Gli ulivi, le industrie, il boom, il declino,  l&rsquo;inquinamento&hellip; la tragica parabola di una terra illusa dall&rsquo;acciaio,  tradita dallo Stato<br \/>\nBesa, 2013<\/p>\n<p>C&#8217;erano i pescatori, i contadini, i pastori. Poi arriv&ograve; l&rsquo;industria.  Sradic&ograve; masserie e migliaia di ulivi sostituendoli con duecento  ciminiere e con l&#8217;acciaieria pi&ugrave; grande d&#8217;Europa. Negli anni Sessanta  una citt&agrave; povera del Sud italiano divenne la pi&ugrave; ricca di tutte grazie  alla fabbrica dello Stato: l&#8217;Italsider. Richiam&ograve; americani e giapponesi,  accolse trentamila lavoratori. Fu una rivoluzione. Cinquantadue anni  dopo, Emilio Riva, l&#8217;imprenditore cui lo Stato ha consegnato la fabbrica  nel 1995, &egrave; accusato dalla magistratura di disastro ambientale. Lo  stabilimento in cui si produce un terzo dell&#8217;acciaio italiano &egrave; finito  sotto sequestro e l&rsquo;Ilva &#8211; la vecchia Italsider &#8211; non &egrave; pi&ugrave; un sogno:  uccide. Taranto &egrave; ripiombata nella disperazione, come se una macchina  del tempo l&#8217;avesse riportata indietro di mezzo secolo. Ecco la storia di  uno scandalo, di un fallimento, di una generazione illusa dall&#8217;et&agrave;  dell&#8217;acciaio. E di un Sud occupato e sfruttato in cui centinaia di  migliaia di persone hanno osservato senza muovere un dito uno  stravolgimento gigantesco. Eppure era tutto bellissimo. &quot;Sembra di stare  ai tropici&quot; sussurr&ograve; Walter Tobagi quando, per un istante, volse la  schiena alle ciminiere e guard&ograve; il mare.<\/p>\n<p>Tonio Attino, giornalista, ha lavorato per &quot;Quotidiano di Taranto&quot;,  Lecce e Brindisi, per &quot;La Stampa&quot; di Torino, collaborato con diverse  testate tra cui la Rai, &quot;L&rsquo;Indipendente&quot;, &quot;Mf&quot;, &quot;Capitale Sud&quot; e ha  insegnato diritto dell&rsquo;informazione al master di giornalismo  dell&rsquo;universit&agrave; di Bari. Attualmente lavora al &quot;Corriere del  Mezzogiorno&quot;. Con Generazione Ilva si &egrave; aggiudicato il Premio Letterario  Casentino 2013, riconoscimento speciale della giuria per sezione  narrativa-saggistica.<\/p>\n<p>Presenta la giornalista Rosi Brandi.<\/p>\n<p>*Incontro per le scuole, aperto al pubblico<\/p>\n<p>\nOre 17.00 &ndash; Palazzo Borghi (Un t&egrave;&hellip; in Comune)<\/p>\n<p>Enzo Ciaraffa<br \/>\nL&rsquo;armata emotiva.  L&#8217;emotivit&agrave; &egrave; l&#8217;arma segreta degli italiani o la loro prima emergenza nazionale?<br \/>\nCASA edizioni, 2012<\/p>\n<p>L&rsquo;Armata emotiva: sprazzi di storia del nostro Paese, analizzata in modo  semiserio &ndash; ma mai dissacrante &ndash; da un vecchio soldato. L&rsquo;autore ha  basato il libro sul presupposto che l&rsquo;Italia e le sue Forze Armate  recano in s&eacute; i germi dei medesimi vizi e virt&ugrave;. A fare da collante tra  gli uni e gli altri egli pone quella che ritiene essere l&rsquo;arma segreta  degli italiani, ossia l&rsquo;emotivit&agrave;, quell&rsquo;emotivit&agrave; che a volte si &egrave;  rilevata una risorsa, altre volte una vera emergenza nazionale. Seguendo  questo filo conduttore, il libro &egrave; un inseguirsi di personaggi e di  episodi, alcuni del tutto sconosciuti, che raccontano in modo diverso la  storia del nostro Paese. Alla fine, per&ograve;, la protagonista del libro,  l&rsquo;emotivit&agrave;, ne esce trionfante, giacch&eacute; &egrave; proprio grazie ad essa &ldquo;che  le nostre Forze Armate sorreggono l&rsquo;Anima con i denti da 150 anni&rdquo;.<\/p>\n<p>Enzo Ciaraffa, nato in un paesino della Campania nel 1949, &egrave; Tenente  Colonnello a riposo dell&rsquo;Esercito Italiano, grado conseguito iniziando  la carriera come militare di leva. Giornalista pubblicista, collabora  con alcuni quotidiani e periodici, sia nazionali che locali. E siccome &ndash;  parole sue &ndash; al peggio non v&rsquo;&egrave; mai fine, ha deciso di co-fondare e  dirigere il periodico varesotto &ldquo;Echi Liberi&rdquo;.<\/p>\n<p>Presenta il giornalista Matteo Inzaghi.<\/p>\n<p>\nOre 18.00 &ndash; Ridotto Teatro Condominio <br \/>\nTonio Attino, Generazione Ilva (vedi ore 9.00)<\/p>\n<p>\nOre 21.00 &ndash; Scuderie Martignoni<\/p>\n<p>Mauro Ozenda, Laura Bissolotti<br \/>\nSicuri in rete. Guida per genitori e insegnanti all&rsquo;uso consapevole di Internet e dei social network<br \/>\nHoepli, 2012<\/p>\n<p>Facebook, Google, YouTube&#8230; Nell&#8217;era di Internet, per la prima volta  nella storia, i genitori ne sanno meno dei figli. Nella vita reale gli  adulti sono quasi sempre in grado di impartire consigli sulla base  dell&#8217;esperienza, ma nel mondo virtuale spesso non ne sono capaci. Il  problema &egrave; che reale e virtuale non sono mondi separati, ma un continuum  e un intreccio. Per difendersi dai nuovi pericoli della rete non &egrave;  necessario essere dei tecnici, basta un po&#8217; di informazione e di volont&agrave;  per seguire i giovani sul loro terreno comunicativo. Questo libro,  interamente a colori e ricco di schermate esplicative, permette di  colmare il gap generazionale e l&#8217;incomunicabilit&agrave; con i nativi digitali:  dalla spiegazione delle dinamiche sociali del web 2.0 all&#8217;analisi delle  risorse didattiche presenti in rete, dai consigli tecnici per  difendersi da virus e truffe a come operano i pedofili online, con  un&#8217;attenzione non solo per i computer, ma anche per gli smartphone. <\/p>\n<p>Mauro Ozenda, consulente informatico di lunga esperienza, segue percorsi  formativi sull&rsquo;uso sicuro di Internet in collaborazione con realt&agrave; come  Microsoft e Unicef, e organizza convegni su rete e minori con Lions  International e Polizia Postale e delle Comunicazioni.<\/p>\n<p>Laura Bissolotti, psicologa, &egrave; un&rsquo;esperta di psicologia giuridica e  della rete impegnata soprattutto nel campo delle nuove dipendenze legate  al virtuale. Collabora con le associazioni Unicef e Mani colorate.<\/p>\n<p>Presentazione a cura dell&rsquo;Associazione PerCorsi Senz&rsquo;Et&agrave; nell&rsquo;ambito del  percorso formativo di tutela dei minori sul web &ldquo;SKIPPERNAVIG@NDO&rdquo;  patrocinato da Polizia di Stato.<\/p>\n<p>GIOVEDI 17 OTTOBRE<\/p>\n<p>\nOre 17.00 &ndash; Palazzo Borghi (Un t&egrave;&hellip; in Comune)<\/p>\n<p>Tecla Massarotti Longoni<br \/>\nLa preside di ferro<br \/>\nSBC edizioni, 2013<\/p>\n<p>Ne La Preside di ferro l&rsquo;autrice racconta uno spaccato della Societ&agrave;,  dal 1964 fino al 2004, vista attraverso la scuola, che &egrave; il suo  specchio. Episodi di ordinaria amministrazione che si legano ad eventi  di risonanza nazionale come l&rsquo;attentato a Giovanni Falcone. Episodi  divertenti e casi di malcostume ben descrivono un mondo, quello della  Scuola, che, sostiene l&rsquo;autrice, nel corso degli anni non sembra essere  migliorato.<\/p>\n<p>Tecla Massarotti Longoni &egrave; nata a Gallarate dove attualmente vive. Dopo  la maturit&agrave; classica si laurea in Giurisprudenza presso l&rsquo;Universit&agrave;  degli Studi di Milano. Inizia la pratica legale prima e quella notarile  poi. Nel contempo insegna e questa diventer&agrave; la ragione della sua vita.  Svolge il compito con passione che non sfugge agli allievi, nonostante  sia esigente. L&rsquo;impegno appassionato conquista un Ispettore ministeriale  che la convince a presentarsi ad un concorso nazionale per presidi. Lo  supera e, tra mille battaglie, migliora la scuola che le viene  assegnata. In pensione ritrova il tempo per scrivere. Tra le sue opere:  Brandelli di ricordi una bimba nell&rsquo;inferno del fronte di Cassino (2008)  che ottiene diversi riconoscimenti e la silloge Urio (2009). <\/p>\n<p>Presenta il giornalista Gianfranco Giuliani.<\/p>\n<p>\nOre 18.00 &ndash; Scuderie Martignoni<\/p>\n<p>Federica Leva, Massimo Palazzi (a cura di)<br \/>\nOptima Hereditas. Studi in ricordo di Maria Adelaide Binaghi<\/p>\n<p>Theodor Mommsen, nella sua Storia di Roma, osservava che &ldquo;gli uomini  comuni vedono i frutti della loro opera; il seme sparso da uomini di  genio, invece, cresce lentamente.&rdquo; Per tale motivo &egrave; stato scelto come  titolo di questi studi l&rsquo;espressione ciceroniana Optima Hereditas, quale  sintesi della constante vitalit&agrave; che deriva dalle attivit&agrave; intraprese  da Maria Adelaide Binaghi.  Se a distanza di quasi dieci anni dalla sua  scomparsa &egrave; stato possibile raccogliere tanti importanti ed emozionanti  contributi ci&ograve; si deve proprio alla qualit&agrave; dell&rsquo;esempio fornito da  Maria Adelaide nel corso della sua vita. Siamo certi che da questo  ricordo fioriranno ulteriori espressioni del continuum storico,  culturale e antropologico per la valorizzazione del nostro territorio,  dell&rsquo;antichit&agrave;, della cultura e della vita. <\/p>\n<p>Oltre ai curatori del volume saranno presenti Luigi Fozzati  (Sovrintendente Friuli Venezia Giulia) e Barbara Grassi (Ispettore  sovrintendenza Lombardia).<\/p>\n<p>\nOre 21.00 &ndash; Ridotto Teatro Condominio<\/p>\n<p>Fania Cavaliere<br \/>\nIl Novecento di Fanny Kaufmann<br \/>\nPassigli, 2012<\/p>\n<p>Fanny Kaufmann era nata in Russia, a Jalta, alla fine dell&#8217;Ottocento, da  una ricca e colta famiglia ebraica. In questo romanzo la nipote  racconta, anche sulla base di un prezioso diario e di documenti di  famiglia, le complesse vicissitudini di Fanny e delle sorelle, testimoni  involontarie dei principali fatti e orrori della storia del Novecento.  Le vicende della famiglia Kaufmann sono infatti intrecciate con  l&#8217;incombere degli avvenimenti storici e l&#8217;inarrestabile catena di  sconvolgimenti che hanno attraversato l&#8217;Europa dai pogrom della Russia  zarista alla rivoluzione, e all&#8217;insorgere dei grandi totalitarismi del  XX secolo, fino alla tragedia della seconda guerra mondiale. Il romanzo  segue cos&igrave; lo svolgersi di un&#8217;epoca e accompagna le vite dei personaggi  nel loro straordinario peregrinare per le capitali d&#8217;Europa, da Mosca a  Istanbul, da Parigi a Roma, attraverso la partecipe narrazione del  cammino esistenziale delle protagoniste, raccontando la loro voglia di  vivere, di studiare, di amare, di crearsi un&#8217;esistenza normale,  facendone delle figure femminili indimenticabili, donne combattive,  coraggiose e risolute a tutto pur di difendere il proprio futuro. Una  testimonianza suggestiva, impreziosita da un sistematico e documentato  lavoro di ricostruzione storica di un mondo per lo pi&ugrave; scomparso, che si  legge come un romanzo avvincente dal quale traspare quel sapore di  realt&agrave; che solo le storie vere sanno infondere alla narrazione.<\/p>\n<p>Fania Cavaliere &egrave; nata a Milano il 14 giugno 1959. Si &egrave; laureata in  Filosofia alla Statale di Milano, dove ha conseguito anche il dottorato;  negli anni seguenti ha frequentato il corso di specializzazione in  Storia della scienza presso la Domus Galileiana di Pisa. Nel 1990 ha  pubblicato La logica formale in URSS. Gli anni del dibattito. 1946-65,  La Nuova Italia. Attualmente insegna Storia e Filosofia al Liceo  Linguistico Manzoni di Milano. Questo &egrave; il suo primo romanzo.<\/p>\n<p>Presenta l&rsquo;incontro la scrittrice Silvana Baldini.<\/p>\n<p>VENERDI 18 OTTOBRE<\/p>\n<p>\nOre 9.00 &ndash; Teatro del Popolo*<br \/>\nOre 18.30 &ndash; Teatro del Popolo**<\/p>\n<p>Luigi Guzzo <br \/>\nFisica. Il mistero dell&rsquo;energia oscura<\/p>\n<p>Luigi Guzzo &egrave; Astronomo Associato presso l&#8217;Osservatorio di Brera  dell&#8217;Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), a Merate, e Professore a  Contratto di Cosmologia all&rsquo;Universit&agrave; di Milano Bicocca. Ha lavorato in  passato presso l&#8217;European Southern Observatory e il Max-Planck Institut  di Monaco di Baviera, oltre a trascorrere soggiorni di studio e  collaborazione presso diverse altre universit&agrave; straniere, tra cui in  particolare la Princeton University. Si occupa di cosmologia, ovvero  dell&#8217;origine ed evoluzione delle galassie e dell&#8217;Universo nel suo  complesso. In questo settore ha ottenuto nel 2012 uno dei prestigiosi  &quot;ERC Advanced Research Grants&quot; dell&#8217;Unione Europea. Grazie a questo  finanziamento, ha formato un gruppo di ricerca di avanguardia costituito  da una decina di giovani ricercatori provenienti da tutto il mondo. Per  cinque anni questo gruppo lavorer&agrave; assieme a Merate per comprendere  l&rsquo;origine della misteriosa &ldquo;energia oscura&rdquo; che sembra essere la causa  dell&rsquo;espansione accelerata dell&rsquo;Universo. &Egrave; il primo ricercatore  dell&rsquo;INAF a ottenere questo riconoscimento.<\/p>\n<p>Dopo l&rsquo;incontro letterario-scientifico Il Coro Musica et Ludus proporr&agrave;,  nello spirito di accompagnamento musicale, lo spettacolo &ldquo;Un fisico a  New York&rdquo;. <\/p>\n<p>Presenta Giorgio Sironi, ordinario della cattedra di Radioastronomia presso l&rsquo;Universit&agrave; di Milano-Bicocca.<\/p>\n<p>*Incontro per le scuole, aperto al pubblico<br \/>\n**Con un intervento musicale della Corale di Arnate<\/p>\n<p>\nOre 15.00 &ndash; Teatro del Popolo<\/p>\n<p>Gallarate Per Voi<br \/>\nOggi a Teatro<br \/>\nRassegna teatrale per la terza et&agrave; e l&#8217;incontro tra le generazioni.<\/p>\n<p>Gallarate per Voi e ALCHERINGA Associazione culturale presentano: &quot;Come  ridevano i nostri avi&quot;, giullarata tra antico e moderno a cura di Teatro  Laboratorio Mangiafuoco, con Alessandro Ferrara e Gianni Lamanna, da  un&#8217;idea di Sonia Grandis.<\/p>\n<p>Ore 17.00 &ndash; Palazzo Borghi (Un t&egrave;&hellip; in Comune)<\/p>\n<p>Fredmano Spairani<br \/>\nBassa produttivit&agrave;: lavorare di pi&ugrave;. Facciamo un po&#8217; di chiarezza su chi deve lavorare di pi&ugrave; e dove recuperare la produttivit&agrave;<br \/>\nFranco Angeli, 2012<\/p>\n<p>&quot;Perch&eacute; ho scritto questo libro. Il primo stimolo &egrave; scaturito da una  serie di conferenze all.Universit&agrave; di Bergamo, dove il rettore colse il  nocciolo dei miei successi professionali nel lavoro di gruppo e  nell&#8217;organizzazione partecipativa, invitandomi a trasferire in un libro  il loro contenuto. Il secondo stimolo &egrave; sorto dal conflitto tra la Fiom e  la Fiat sull&#8217;organizzazione dello stabilimento di Pomigliano d&#8217;Arco. Ho  cercato di spiegare, in questo libro, quanto reale sia il problema  della poca produttivit&agrave;, mostrando come i lavoratori, i piccoli  imprenditori e gli artigiani debbano essere difesi dalle colpe della  politica. Il terzo, viene dal cuore: per avere, all&#8217;inizio della mia  carriera fatto, come descritto nell&#8217;introduzione, otto anni alla  Vittorio Necchi di Pavia come operaio e in seguito, grazie al mio  diploma di tecnico, come caporeparto. In questo periodo ho potuto  conoscere i pensieri degli operai, le loro preoccupazioni e soprattutto  la loro onest&agrave; nel lavoro. Il quarto &egrave; stato prodotto dall&#8217;attacco ai  lavoratori e in questo caso agli operai in particolare, che sembra  emergere dal continuo discutere di bassa produttivit&agrave; adducendo loro  indirettamente la causa. Tutto questo ha fatto s&igrave; che scattasse la  protesta che ho espresso in questo libro, che si propone di rendere  giustizia&quot;.<\/p>\n<p>Presenta Stefano Tosi, addetto stampa del Comune di Gallarate.<\/p>\n<p>\nOre 18.00 &ndash; Ridotto Teatro Condominio<\/p>\n<p>Enrico Senesi <br \/>\nLe parole giuste. Storia di Giovanni Sparacia da Castelvetrano<br \/>\nQuaderni culturali, 2013<\/p>\n<p>Una narrazione con diverse chiavi di lettura. Episodi di un&rsquo;esistenza,  vissuta e raccontata, inseriti in tagli di storia della societ&agrave; italiana  tra gli anni quaranta del secolo passato e i nostri giorni. Dalla  Sicilia del dopoguerra alla grande migrazione, dalla crescita economica e  sociale ai nuovi modelli televisivi, alla partecipazione politica.  Tutto osservato attraverso gli occhi, testimoni, del protagonista.  Elementi esterni di una profonda evoluzione interiore. Unico presupposto  per un&rsquo;estrema ragionevole consapevolezza, traccia accomunante del  racconto.<\/p>\n<p>Enrico Senesi, nato nel 1960 a Pompei. A Gallarate dal &rsquo;75 dove studia e  lavora. Pap&agrave; di Alessandro e Lucrezia. Interessato e partecipe, anche  come promotore, di varie attivit&agrave; pubbliche e associative: scuola,  politica, cultura. Osservatore attento delle implicazioni sociali  dell&rsquo;animo umano. Da qualche anno vive in un paesino di  duecentocinquanta anime, lungo le sponde di un piccolo lago azzurro. <\/p>\n<p>\nOre 18.30 &ndash; Teatro del Popolo <br \/>\nLuigi Guzzo, Fisica. Il mistero dell&rsquo;energia oscura (vedi ore 9.00)<\/p>\n<p>\nOre 21.00 &ndash; Ridotto Teatro Condominio<\/p>\n<p>Paolo Di Paolo<br \/>\nMandami tanta vita<br \/>\nFeltrinelli, 2013<\/p>\n<p>Moraldo, arrivato a Torino per una sessione d&#8217;esami, scopre di avere  scambiato la sua valigia con quella di uno sconosciuto. Mentre fatica  sui testi di filosofia e disegna caricature, coltiva la sua ammirazione  per un coetaneo di nome Piero. Alto, magro, occhiali da miope, a soli  ventiquattro anni Piero ha gi&agrave; fondato riviste, una casa editrice, e  combatte con lucidit&agrave; la deriva autoritaria del Paese. Sono i giorni di  carnevale del 1926. Moraldo spia Piero, vorrebbe incontrarlo, imitarlo,  farselo amico, ma ogni tentativo fallisce. Nel frattempo ritrova la  valigia smarrita, ed &egrave; conquistato da Carlotta, una fotografa di strada  disinvolta e imprendibile in partenza per Parigi. Anche Piero &egrave; partito  per Parigi, lasciando a Torino il grande amore, Ada, e il loro bambino  nato da un mese. Nel gelo della citt&agrave; straniera, mosso da una febbrile  ansia di progetti, di libert&agrave;, di rivoluzione, Piero si ammala. E  Moraldo? Anche lui, inseguendo Carlotta, sta per raggiungere Parigi.  L&#8217;amore, le aspirazioni, la tensione verso il futuro: tutto si leva in  volo come le mongolfiere sopra la Senna. Che risposte deve aspettarsi?  Sono Carlotta e Piero, le sue risposte? O tutto &egrave; solo un&#8217;illusione  della giovinezza? Paolo Di Paolo, evocando un protagonista del nostro  Novecento, scrive un romanzo appassionato e commosso sull&#8217;incanto, la  fatica, il rischio di essere giovani.<\/p>\n<p>Paolo Di Paolo, nato a Roma nel 1983, a vent&rsquo;anni entra in finale al  Premio Italo Calvino per l&#8217;inedito, con i racconti Nuovi cieli, nuove  carte. Ha pubblicato libri-intervista con scrittori italiani come  Antonio Debenedetti e Dacia Maraini. &Egrave; autore di Ogni viaggio &egrave; un  romanzo. Libri, partenze, arrivi (2007) e di Raccontami la notte in cui  sono nato (2008). Ha lavorato anche per la televisione e per il teatro:  Il respiro leggero dell&#8217;Abruzzo (2001), scritto per Franca Valeri;  L&#8217;innocenza dei postini, messo in scena al Napoli Teatro Festival Italia  2010. Nel 2011 pubblica Dove eravate tutti (Feltrinelli, vincitore del  premio Mondello, Superpremio Vittorini e finalista al premio Zocca  Giovani), nel 2012 nella collana di ebook &quot;Zoom&quot; Feltrinelli La  miracolosa stranezza di essere vivi e nel 2013 Mandami tanta vita  (Feltrinelli), finalista al Premio Strega 2013.<\/p>\n<p>Presenta il giornalista Federico Delpiano.<\/p>\n<p>\nOre 21.00 &ndash; Scuderie Martignoni<\/p>\n<p>Luigi Zanzi, Enrico Rizzi<br \/>\nI Walser. L&rsquo;avventura di un popolo nelle alte Alpi<br \/>\nFondazione Enrico Monti, 2013<\/p>\n<p>&ldquo;Walser&rdquo; &egrave; un nome che richiama alla memoria l&rsquo;immagine di un popolo e  delle &ldquo;sue&rdquo; montagne; un nome che evoca l&rsquo;&ldquo;avventura di sopravvivenza&rdquo; e  l&rsquo;affascinante sorte &ldquo;migratoria&rdquo; di genti d&rsquo;antica origine germanica  che, con impavido, strenuo ardimento, affrontano la sfida di &ldquo;farsi  montanari&rdquo; e di salire a &ldquo;vivere in alto&rdquo;, &ldquo;nomadi&rdquo; tra le alte vette,  nell&rsquo;orizzonte montano pi&ugrave; vicino al cielo, lungo un filo di cresta, una  catena di valichi, un susseguirsi di alti pascoli, dal Vallese al monte  Rosa, dai Grigioni al Vorarlberg, facendosi cos&igrave; protagonisti di una  &ldquo;diaspora colonica&rdquo; che ha rasformato il mondo inospitale delle &ldquo;alte  Alpi&rdquo; in un mondo &ldquo;abitato&rdquo;. Questo libro conclude una ricerca durata  quarant&rsquo;anni e dei Walser presenta un&rsquo;immagine nuova: quella della  &ldquo;conquista della montagna&rdquo; da parte dell&rsquo;uomo medioevale. Un&rsquo;immagine  accattivante, con la consapevolezza che il modello dei Walser abbia pi&ugrave;  di ogni altro incarnato quella sfida all&rsquo;altitudine, quell&rsquo;avventura di  sopravvivenza che rappresenta uno dei capitoli cruciali ed in parte  ancora inesplorati della storia delle Alpi.<br \/>\nLuigi Zanzi &egrave; docente di metodologia delle scienze storiche  all&rsquo;Universit&agrave; di Pavia. Profondo studioso della cultura montana, &egrave;  autore di molte opere di storia delle montagne.<br \/>\nEnrico Rizzi &egrave; storico delle Alpi, con particolare riguardo alla storia  della colonizzazione medioevale, ed autore di saggi sulla storia dei  Walser e del Monte Rosa.<\/p>\n<p>Presenta l&rsquo;incontro Pierantonio Scaltritti presidente del CAI di Gallarate<\/p>\n<p>\nSABATO 19 OTTOBRE<\/p>\n<p>\nOre 10.00 &ndash; Biblioteca Luigi Majno (per bambini dai 5 ai 10 anni)<\/p>\n<p>Travestianimali<br \/>\nPercorso di lettura con laboratorio di costruzione maschere<br \/>\nA cura della cooperativa teatrale &ldquo;La Baracca di Monza&rdquo;<\/p>\n<p>Questo incontro &egrave; un momento di conoscenza che esemplifica ai bambini le  possibilit&agrave; di fruizione attiva dei libri.&#8232;Alla lettura collettiva di  alcuni libri di narrativa, che raccontano storie di gatti o di topi o di  elefanti, fa seguito una fase creativa dove l&rsquo;azione ludica  dell&rsquo;animatrice invita i bambini a produrre una maschera dell&rsquo;animale,  realizzata in cartoncino utilizzando una semplice ma efficace tecnica  costruttiva. Tutto il materiale e l&rsquo;attrezzatura necessari saranno  forniti dalla biblioteca. <\/p>\n<p>Per bambini dai 5 ai 10 anni, prenotazione obbligatoria al 0331.795364<\/p>\n<p>\nOre 10.30 &ndash; Teatro Condominio (incontro per le scuole, aperto al pubblico)<\/p>\n<p>Mimmo Franzinelli<br \/>\nLotte Froehlich Mazzucchelli <\/p>\n<p>Nell&rsquo;autunno del 1943 avvenne la prima strage nazista di ebrei in Italia  e la seconda per numero di vittime (almeno 57 accertate) dopo quella  delle fosse Ardeatine. Nove le localit&agrave; coinvolte, tutte dell&rsquo;allora  provincia di Novara (oggi suddivisa nelle province di Novara e del  Verbano Cusio Ossola). A Meina l&rsquo;episodio pi&ugrave; noto: sedici ebrei ospiti  dell&rsquo;Albergo Meina vennero prima identificati e trattenuti per alcuni  giorni in una stanza e poi, in due notti successive (22 e 23 settembre),  uccisi e gettati con zavorre nel lago, ad alcune centinaia di metri di  distanza del paese. Alcuni corpi affiorarono dopo il primo giorno e  vennero riconosciuti da abitanti del luogo. Tra le vittime la signora  Lotte Froehlich Mazzucchelli.<\/p>\n<p>Mimmo Franzinelli, nato nel 1954, storico del fascismo e dell&rsquo;Italia  repubblicana. Tra le sue pubblicazioni: I tentacoli dell&rsquo;Ovra (2000,  Premio Viareggio), Squadristi (2003, Premio Benedetto Croce), La sottile  linea nera (2008) e Il prigioniero di Sal&ograve; (2012). Nel 2002 gli &egrave; stato  conferito il Premio internazionale Ignazio Silone.<\/p>\n<p>Presenta l&rsquo;incontro l&rsquo;Assessore alle Attivit&agrave; Produttive del Comune di Gallarate Angelo Bruno Protasoni.<\/p>\n<p>\nOre 16.00 &ndash; Palazzo Minoletti<\/p>\n<p>Mauro Galligani, Gianfranco Moroldo e Marco Introini<br \/>\nPresentazione libri fotografici d&rsquo;autore<\/p>\n<p>L&rsquo;impero Perduto. Il crollo dell&rsquo;Urss e la nascita della nuova Russia&#8232;di Mauro Galligani.<\/p>\n<p>Attraverso i tuoi occhi. Gianfranco Moroldo racconta se stesso &ndash; Francesca della Monica&#8232;<\/p>\n<p>Multan Pakistan. La citt&agrave; murata\/the walled city&#8232;di Marco Introini.<\/p>\n<p>La Provincia Di Varese. I luoghi, la storia, gli sguardi. Nuovo libro della collana AFI Sguardi d&rsquo;Autore.<\/p>\n<p>Coordina l&rsquo;incontro Claudio Argentiero, presidente dell&rsquo;AFI (Archivio Fotografico Italiano)<\/p>\n<p>\nOre 16.30 &ndash; Scuderie Martignoni<\/p>\n<p>Filippo Torrigiani<br \/>\nNel paese dei balocchi. In cammino contro il gioco d&rsquo;azzardo<br \/>\nUnicoop Firenze, 2013<\/p>\n<p>Il gioco d&rsquo;azzardo non produce n&eacute; cultura n&eacute; socialit&agrave;, ma si limita ad  arricchire le tasche di pochi, ad evidente scapito del tessuto sociale. &Egrave;  necessario trovare soluzioni concrete per ridurre i rischi sanitari e i  costi per la collettivit&agrave; connessi al gioco d&rsquo;azzardo, facendo pno  aarticolare attenzione agli interessi malavitosi, sempre pi&ugrave; manifesti,  che si annidano in questo articolato settore. <\/p>\n<p>Filippo Torrigiani, nato a Vinci nel 1974, sposato con Sabrina, padre di  Dario, ha ricoperto la carica di Consigliere e di Assessore al Comune  di Empoli. Attualmente &egrave; il responsabile nazionale del Gruppo di lavoro  che si occupa delle tematiche relative al gioco d&#8217;azzardo  dell&#8217;Associazione &ldquo;Avviso Pubblico &ndash; Enti locali e Regioni per la  formazione civile contro le mafie&rdquo;.<\/p>\n<p>Presenta il direttore di VareseNews Marco Giovannelli.<\/p>\n<p>Ore 18.00 &ndash; Teatro del Popolo<\/p>\n<p>Angelo Guerraggio<br \/>\n15 grandi idee matematiche che hanno cambiato la storia<br \/>\nBruno Mondadori, 2013<\/p>\n<p>Come nascono le grandi idee matematiche? Cosa si nasconde dietro  un&#8217;intuizione in grado di cambiare per sempre la storia della scienza e  della civilt&agrave;? Quale distanza separa un&#8217;illuminazione geniale dalla  dimostrazione della sua effettiva correttezza? Dal pensiero euclideo  alla teoria del caos, dalla geometria analitica cartesiana alla  &quot;macchina universale&quot; di Turing, le grandi idee delta matematica non  solo hanno rivoluzionato la disciplina ma anche contribuito a plasmare e  modellare l&#8217;intero pensiero occidentale. Angelo Guerraggio individua  quindici di queste dirompenti scoperte e, anche attraverso le vite dei  grandi uomini che le hanno portate alla luce, racconta la storia della  matematica come un vivacissimo puzzle di invenzioni, rivoluzioni e lampi  di genio. Traccia in questo modo un viaggio nel tempo all&#8217;inseguimento  delle grandi idee che hanno segnato il percorso dalla proto-matematica  come spurio insieme di nozioni fino alla straordinaria complessit&agrave; del  pensiero matematico moderno.<\/p>\n<p>Angelo Guerraggio &egrave; professore ordinario di Matematica generale presso  la Facolt&agrave; di Economia dell&rsquo;Universit&agrave; dell&rsquo;Insubria di Varese. I suoi  interessi di ricerca, i suoi libri e le sue pubblicazioni riguardano la  programmazione matematica e la storia della Matematica. &Egrave; coordinatore  del Centro Pristem dell&rsquo;Universit&agrave; Bocconi e co-direttore della rivista  trimestrale &ldquo;Lettera Matematica Pristem&rdquo;. Per Bruno Mondadori dirige la  collana &ldquo;Matematica e dintorni&rdquo; ed &egrave; autore di Matematica  (2004);&nbsp;Matematica in camicia nera. Il regime e gli scienziati (2005);  con Pietro Mastasi, L&#8217;Italia degli scienziati (2010). Per Pearson ha  pubblicato Matematica (2009).<\/p>\n<p>A seguire un intervento musicale del Coro dei Licei di Gallarate diretto dal Maestro Mattia Roscio.<\/p>\n<p>Presenta l&rsquo;Assessore alla Cultura del Comune di Gallarate Sebastiano Nicosia.<\/p>\n<p>\nOre 21.00 &ndash; Scuderie Martignoni<\/p>\n<p>Francesco La Licata<br \/>\nStoria di Giovanni Falcone<br \/>\nFeltrinelli, 2013<\/p>\n<p>Francesco La Licata ricostruisce le vicende salienti della vita di  Giovanni Falcone, palermitano autentico, magistrato protagonista del  pool antimafia e del maxiprocesso di Palermo, giudice a cui era stata  data la delega per sconfiggere la mafia, e che dalla mafia &egrave; stato  neutralizzato mediante l&#8217;isolamento e la delegittimazione, con accuse di  protagonismo, opportunismo e smania di potere, fino all&#8217;epilogo della  strage di Capaci, il 23 maggio 1992. Edizione aggiornata e ampliata con  una nota di Gian Carlo Caselli.<\/p>\n<p>Giovanni Impastato ci racconta la storia del fratello Peppino che,  cacciato di casa dal padre, avvia un&rsquo;attivit&agrave; politico-culturale contro  il silenzio e le diffuse connivenze mafiose. Dalla protesta in piazza ai  giornali volanti, alle manifestazioni improvvisate, Peppino fonda una  radio, autofinanziata, dalla quale fa nomi e cognomi, mette alle spalle  il boss Tano Badalamenti che, per ritorsione, ne ordina l&rsquo;uccisione  avvenuta il 9 maggio 1978 a Cinisi. L&rsquo;11 aprile 2002 Gaetano  Badalamenti, dopo anni di processi, &egrave; condannato all&rsquo;ergastolo in  qualit&agrave; di mandante dell&rsquo;omicidio. Giovanni Impastato ha raccolto  l&rsquo;eredit&agrave; del fratello contribuendo assieme alla mamma Felicia, a far s&igrave;  che &ldquo;Casa Memoria&rdquo;, l&rsquo;abitazione di Cinisi dove Peppino visse,  divenisse un luogo simbolo di pace e legalit&agrave;.<\/p>\n<p>Francesco La Licata nasce a Palermo nel 1957. Giornalista, comincia la  sua carriera negli anni Settanta, presso la redazione del quotidiano  L&#8217;Ora. Da allora non ha mai smesso di indagare sulle vicende legate alla  pi&ugrave; grande piaga della sua terra, la mafia. Negli anni Ottanta comincia  a collaborare come inviato presso il quotidiano torinese La Stampa.  Esperto di mafia, ha collaborato a vari progetti fra i quali una  collaborazione con la trasmissione televisiva Mixer e l&#8217;odierna  collaborazione con la redazione di Blu Notte, l&#8217;approfondimento  televisivo sui misteri d&#8217;Italia nato da un&#8217;idea di Carlo Lucarelli.  Testimone delle pagine di storia pi&ugrave; nera del nostro Paese, dalle stragi  di Capaci e via D&#8217;Amelio alla cattura dei boss e degli uomini di mafia,  da Riina a Provenzano, non ha mai smesso di approfondire le tematiche  legate alla criminalit&agrave; organizzata e alle modalit&agrave; attraverso cui essa  si diffonde e corrompe la politica e la vita pubblica.<br \/>\nCondurr&agrave; la serata il magistrato Giuseppe Battarino, giudice per le  indagini preliminari della procura della Repubblica di Varese.<\/p>\n<p>DOMENICA 20 OTTOBRE<\/p>\n<p>\nOre 16.30 &ndash;Teatro Condominio <\/p>\n<p>Giovanni Reale, Umberto Veronesi<br \/>\nResponsabilit&agrave; della vita. Un confronto fra un credente e un non credente<br \/>\nBompiani, 2013<\/p>\n<p>Sono ancora nelle mente di tutti alcuni casi che hanno turbato l&#8217;Italia:  il caso Englaro, il caso Welby: casi in cui il diritto alla vita &egrave;  sembrato scontrarsi col diritto alla cura, la libert&agrave; col dovere  terapeutico. Su questi temi cos&igrave; controversi si confrontano in questo  libro due voci diverse: quella di un laico &#8211; Umberto Veronesi &#8211; e quella  di un credente &#8211; Giovanni Reale -, quella di un medico, impegnato nella  cura del corpo, e quella di un filosofo, preoccupato per definizione  dello spirito. A unirli, nel confronto dialettico delle ragioni dell&#8217;uno  e dell&#8217;altro, la convinzione che la moderna medicina debba recuperare  il fattore umano, come avveniva nella medicina antica, debba tenere in  debito conto le sofferenze psicologiche prodotte dai mali fisici e,  soprattutto, debba rispettare la libert&agrave; della scelta. Nessuno pu&ograve;  decidere sulla vita di un uomo, e meno che mai pu&ograve; decidere lo Stato,  per legge. L&#8217;autodecisione, per guanto riguarda la vita, &egrave;  irrinunciabile. Togliere all&#8217;uomo l&#8217;autodecisione significa negargli la  libert&agrave;, ossia il bene pi&ugrave; grande che Dio gli ha dato. E per questo  laici e credenti possono concordare.<\/p>\n<p>Giovanni Reale &egrave; nato a Candia Lomellina nel 1931. Si &egrave; laureato in  Filosofia presso l&#8217;Universit&agrave; Cattolica di Milano nel l954. Si &egrave; poi  perfezionato in Germania dal 1954 al 1956 a Marburg an der Lahn e nel  1957 a Monaco di Baviera. Ha ricoperto la cattedra di Storia della  filosofia presso l&#8217;Universit&agrave; di Parma dove ha insegnato anche per un  triennio Filosofia morale. Attualmente &egrave; ordinario di Storia della  filosofia antica presso l&#8217;Universit&agrave; Cattolica di Milano. Dirige la  collana &quot;Testi a fronte&quot; dell&#8217;editore Rusconi e la sezione &quot;Filosofia  classica e tardo-antica&quot; della collana &quot;I classici del pensiero&quot; dello  stesso editore. Dirige inoltre la collana &quot;Temi e problemi del pensiero  antico. Studi e testi&quot; del Centro di Ricerche di Metafisica  dell&#8217;Universit&agrave; Cattolica di Milano, per la casa editrice Vita e  Pensiero.<\/p>\n<p>Umberto Veronesi, &egrave; nato nel 1925 a Milano da una famiglia di origine  contadina. Laureato in medicina nel 1950, nella citt&agrave; meneghina ha  svolto la sua carriera scientifica (salvo brevi periodi di lavoro in  Francia e in Inghilterra), entrando a far parte dell&#8217;Istituto tumori  subito dopo la la<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 12 al 20 ottobre, la settimana del libro e dell&#8217;autore, promossa da Comune e librerie cittadine<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18,3,21],"tags":[13227],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il programma di Duemilalibri 2013 a Gallarate<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Dal 12 al 20 ottobre, la settimana del libro e dell&#039;autore, promossa da Comune e librerie cittadine\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"noindex, follow, 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