{"id":51936,"date":"2013-09-19T00:00:00","date_gmt":"2013-09-19T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2013-09-19T00:00:00","modified_gmt":"2013-09-19T00:00:00","slug":"le-terre-all-arsenico-non-dobbiamo-smaltirle-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2013\/09\/le-terre-all-arsenico-non-dobbiamo-smaltirle-noi\/51936\/","title":{"rendered":"&#8220;Le terre all&#8217;arsenico? Non dobbiamo smaltirle noi&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201309\/claudio_salini.jpg\" width=\"250\" height=\"254\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" align=\"left\" alt=\"\" \/>Ingegner Claudio Salini, la sua azienda ICS Grandi Lavori Spa ha vinto l&rsquo;appalto per la costruzione della ferrovia, per&ograve; avete (temporaneamente) chiuso il cantiere con le opere al 40%. Perch&eacute; si sono fermati i lavori per la costruzione della ferrovia Arcisate Stabio in Italia?<\/strong><br \/>\n&laquo;Perch&eacute; si &egrave; accertata una diffusa concentrazione di arsenico di origine naturale oltre i limiti imposti dalle vigenti norme. Questa circostanza ha impedito di disporre di queste terre secondo le originarie previsioni. Si pensava infatti a un loro riutilizzo sia all&rsquo;interno del cantiere sotto forma di inerti per calcestruzzo che per la formazione di rilevati&raquo;. <br \/>\n<strong><\/p>\n<p>C&rsquo;&egrave; chi vi accusa di non volere sostenere i costi dello smaltimento per risparmiare. <\/strong><br \/>\n&laquo;E&rsquo; falso. Intanto la gara di appalto l&rsquo;abbiamo vinta con un ribasso poco al disopra dei concorrenti. E poi, va detto che i costi di smaltimento delle terre non sarebbero a nostro carico, ma a carico di Rfi.  La necessit&agrave; dello smaltimento delle terre da scavo &egrave; un problema sorto in fase di realizzazione dell&rsquo;opera, ricordiamo infatti che il sito di cantiere era percorso da una linea ferroviaria in funzione&raquo;.<br \/>\n<strong><br \/>\nChi deve agire?<\/strong><br \/>\n&laquo;E&rsquo; la stazione appaltante che deve fare una apposita variante al progetto e definire se vuole smaltire, e conseguentemente ripartire immediatamente con i lavori, oppure risparmiare ed attendere per l&rsquo;individuazione dei luoghi appropriati dove depositare le terre ed ottenere le necessarie autorizzazioni Amministrative dagli Enti preposti. Noi siamo gli esecutori&raquo;.  <br \/>\n<strong><br \/>\nChe ne sarebbe di quelle terre? <\/strong><br \/>\n&laquo;Le ipotesi sono due. O smaltirle come rifiuti, ma &eacute; molto costoso, me ne rendo conto. Tuttavia permetterebbe l&rsquo;immediata ripresa dei lavori e minori danni all&rsquo;impresa. Oppure c&rsquo;&egrave; un&rsquo;altra soluzione pi&ugrave; economica per Rfi, ma molto pi&ugrave; onerosa per l&rsquo;impresa a seguito dell&rsquo;inattivit&agrave; del cantiere, il riutilizzo. Significa che il materiale, dietro predisposizione di apposito progetto, pu&ograve; essere utilizzato, ad esempio, per un ripristino ambientale, purch&eacute; vi sia compatibilit&agrave; tra il sito individuato e il materiale conferito&raquo;. <br \/>\n<strong><br \/>\nQual &egrave; la soluzione pi&ugrave; probabile?<\/strong><br \/>\n&laquo;Nel caso della Arcisate Stabio &eacute; stato scelto da Rfi di procedere con l&rsquo;individuazione di un sito compatibile con l&rsquo;arsenico riscontrato, sito che giocoforza deve rientrare nella stessa area geografica. Dalle analisi risulta infatti che solo pochi chilometri pi&ugrave; in l&agrave;, l&rsquo;arsenico ha concentrazioni diverse, dunque lo spazio a disposizione per l&rsquo;individuazione delle aree autorizzate a tale soluzione &egrave; relativamente poco&raquo;. <br \/>\n<strong><br \/>\nSe abbiamo capito bene, l&rsquo;indiscrezione che il deposito temporaneo delle terre ad Arcisate potrebbe divenire definitivo, &egrave; reale.<\/strong><br \/>\n&laquo;E&rsquo; un&rsquo;ipotesi che stanno studiando, sarebbe comunque soggetta ad autorizzazioni e il tutto dovr&agrave; essere a norma e con un lavoro di ripristino ambientale approvato dagli Enti preposti&raquo;. <\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201309\/ingegner_claudio_salini.jpg\" width=\"333\" height=\"250\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" align=\"left\" alt=\"\" \/>Il Presidente Maroni ha affermato che il blocco deriva da un contenzioso tra Rfi e Ics Grandi Opere.<\/strong><br \/>\n&laquo;La questione &egrave; duplice, ma il problema &egrave; uno: va risolta la questione di dove conferire queste terre, senn&ograve; il cantiere non pu&ograve; ripartire. La Regione sta lavorando per risolvere il problema dell&rsquo;individuazione delle aree. Quanto a Rfi &egrave; vero che abbiamo un contenzioso, perch&eacute; la situazione si &egrave; un po&rsquo; complicata a seguito del loro arroccamento sulla posizione. Purtroppo il problema &egrave; emerso a lavori iniziati: ribadiamo per chiarezza di tutti sia in fase di gara che in fase di progettazione esecutiva, la vecchia linea ferroviaria era ancora attiva e questo ha comportato un limite alle indagini in fase di progettazione definitiva e di approvazione degli enti&raquo;.<br \/>\n<strong><br \/>\nQuando avete scoperto l&#8217;inghippo?<\/strong><br \/>\n&laquo;Solo nel maggio del 2011 un nostro fornitore ha effettuato delle analisi pi&ugrave; approfondite, necessarie per trasformare le terre in inerti da calcestruzzi, che evidenziavano per la prima volta la presenza di arsenico oltre i limiti di legge. Nel settembre del 2011 abbiamo rappresentato a Rfi che c&rsquo;erano maggiori oneri, ma che si fosse presa subito una decisione i tempi di esecuzione si sarebbero rispettati. A seguito di un diniego da parte di Rfi allo smaltimento ed a nostra rescissione del contratto a ottobre interveniva la Regione che con gli enti locali ed Italferr\/ Rfi ipotizzavano una soluzione temporanea ed una successiva definitiva nel ripristino della ex cava Rainer, ma quest&rsquo;ultima era soggetta ad autorizzazioni amministrative dagli enti locali preposti, che  per&ograve; non sono mai arrivate&raquo;. <br \/>\n<strong><br \/>\nE poi cos&#8217;&eacute; accaduto?<\/strong><br \/>\n&laquo;L&rsquo;accordo con Rfi con queste ipotesi, accettato dall&rsquo;Impresa per evitare un blocco sine die dei lavori in attesa delle necessarie autorizzazioni, &egrave; stato ratificato nell&rsquo;ottobre del 2012 con previsione di ottenere i permessi entro novembre 2012, poi spostato su richiesta di Rfi ad aprile 2013&raquo;. <br \/>\n<strong><br \/>\nCome si &egrave; proceduto in questa fase?<\/strong><br \/>\n&laquo;Nel frattempo Rfi  ci ha corrisposto parte delle pattuizioni, che poi per&ograve; si &egrave; integralmente ripresa combinando penali e decurtazioni contabili. A maggio, decorsi i termini della soluzione paventata e non avendo ricevuto risposta su come intendevano risolvere il problema delle terre abbiamo deciso di far causa&raquo;.&nbsp;<br \/>\n<strong><br \/>\nE la cava Rainer?<\/strong><br \/>\n&laquo;Mentre per quanto riguarda l&rsquo;individuazione del sito e le relative autorizzazioni spetta a Rfi sollecitare gli enti locali per l&rsquo;ottenimento. Da novembre 2012 noi abbiamo il cantiere organizzato per fare dai 4ai 6 milioni mese di produzione che lavora con soggezioni enormi poich&eacute; non pu&ograve; pi&ugrave; scavare, cio&egrave; non siamo messi in condizione di lavorare alle condizioni a cui i &egrave; stato affidato il contratto. Per&ograve; paghiamo stipendi, assicurazioni, macchinari. Il cantiere &egrave; un&rsquo;azienda, questo lo devono capire tutti, e noi stiamo lavorando da oltre 2 anni in continua perdita in questo modo senza una soluzione definitiva. Abbiamo detto basta&raquo;. <br \/>\n<strong><br \/>\nQuindi &egrave; Rfi a cui chiedete di sbloccare la situazione.<\/strong><br \/>\n&laquo;Chiediamo che sia studiata una soluzione e che ci venga proposta. Ics si &egrave; assunta l&rsquo;onere di costruire una ferrovia in tre anni e mezzo riutilizzando i materiali in eccedenza degli scavi per farne calcestruzzo, ma non quello di creare una discarica o smaltire centinaia di migliaia di metri cubi di terre. Le faccio un esempio. Se lei fosse chiamato a costruire una casa di due piani e un piano interrato e poi le venisse detto successivamente che lo scavo del piano interrato non si pu&ograve; pi&ugrave; vendere e deve essere smaltito ad un costo pari ad un terzo del valore dell&rsquo;appalto originario, nessuno potrebbe sostenere che deve farlo allo stesso prezzo&raquo;. <br \/>\n<strong><br \/>\nInsomma, voi ritenete di avere fatto il vostro&hellip;<\/strong><br \/>\n&laquo; Vorrei essere chiaro una volta per tutte: ancora oggi, a distanza di tre anni ed a circa la fine degli originari tempi contrattuali, l&rsquo;opera &egrave; ineseguibile, o meglio non appaltabile. Ci&ograve; non per colpa dell&rsquo;impresa, come qualcuno tenta di insinuare, ma perch&eacute; senza l&rsquo;identificazione di un luogo autorizzato dove allocare le terre in esubero oppure senza lo smaltimento delle stesse non &egrave; possibile proseguire i lavori per nessuna impresa! L&rsquo;impresa ha fatto un&rsquo;offerta competitiva  su un progetto e su dati messi a disposizione da Rfi che hanno superato una conferenza di servizi. Questo contratto prevedeva di usare le terre per fare calcestruzzo. Senza questo apporto, abbiamo dovuto acquistare la sabbia e la ghiaia e questo ci &egrave; stato effettivamente riconosciuto. Ora per&ograve; Rfi deve decidere cosa farne di queste terre con l&rsquo;arsenico ed evidentemente pagare a noi o ad altri questo lavoro. Ripeto, questo genere di varianti progettuali &egrave; onere delle stazioni appaltanti&raquo;. <br \/>\n<strong><br \/>\nL&rsquo;inchiesta della procura di Varese vi tocca?<\/strong><br \/>\n&laquo;Non lo sappiamo, abbiamo appreso la notizia dalla stampa. Anche noi per&ograve; abbiamo esposto alla procura quello che &egrave; accaduto, per chiarezza di tutti. In ogni caso anche l&rsquo;atto di citazione che abbiamo presentato &egrave; un documento che riassume tutto ci&ograve; che &egrave; accaduto e serve per tutelare l&rsquo;azienda&raquo;.<br \/>\n<strong><br \/>\nBene, ci sembra anche di aver capito che vi sono ancora dei margini di trattativa. Ma come mai in Svizzera le cose sono andate lisce? Nel cantiere elvetico ci siete sempre voi.<\/strong><br \/>\n&laquo;Ci auspichiamo che l&rsquo;intervento della Regione aiuti nella ricerca di una soluzione sia per questione delle terre sia nei rapporti con Rfi. In Svizzera i quantitativi di terra in gioco sono un ventesimo di quelli del cantiere italiano, e comunque sono state smaltite. Poi c&rsquo;&egrave; la burocrazia da loro &egrave; molto pi&ugrave; snella e risponde ai problemi ed i contenziosi in tempo reale senza fermare il cantiere&raquo;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Claudio Salini, amministratore delegato della Ics Grandi Lavori, la ditta che ha bloccato il cantiere della ferrovia. &#8220;E&#8217; Rfi che deve realizzare una variante&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[1818,9057],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>&quot;Le terre all&#039;arsenico? 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