{"id":58305,"date":"2013-06-07T00:00:00","date_gmt":"2013-06-07T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2013-06-07T00:00:00","modified_gmt":"2013-06-07T00:00:00","slug":"la-storia-dei-frati-della-brunella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2013\/06\/la-storia-dei-frati-della-brunella\/58305\/","title":{"rendered":"La storia dei frati della Brunella"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"250\" vspace=\"5\" hspace=\"5\" height=\"261\" border=\"1\" align=\"right\" src=\"https:\/\/www3.varesenews.it\/immagini_articoli\/201208\/brunella.jpeg\" alt=\"\" \/>Il 1938 fu un anno di rara importanza per la storia europea.<br \/>\nInghilterra e Francia&nbsp; piegarono la testa davanti all&#8217;espansionismo nazista ai danni prima dell&#8217;Austria e poi della Cecoslovacchia, sulla quale,&nbsp; sempre per&nbsp; rivendicazioni etnico-territoriali, si avventarono pure Ungheria e Polonia, prima che Hitler, ottenuto il territorio&nbsp; dei Sudeti, dove si parlava&nbsp; tedesco,&nbsp; occupasse addirittura Praga.<br \/>\nNel 1938 ci si stava avvicinando a un conflitto che sarebbe stato&nbsp;&nbsp; prima continentale e poi mondiale mentre era gi&agrave; in atto dal 1936 una feroce guerra&nbsp; civile in Spagna, dove&nbsp; con il falangismo del generale golpista Francisco Franco, che si era ribellato a un governo&nbsp; di sinistra&nbsp; democraticamente eletto,&nbsp; fascisti e nazisti combattevano contro un vasto schieramento&nbsp; supportato dall&#8217;Unione Sovietica. E proprio quando Stalin, correva&nbsp; appunto il 1938, per non rompere il rapporto ufficialmente buono con Hitler, non intensific&ograve; gli aiuti alla Spagna&nbsp; democratica,&nbsp;&nbsp; nel&nbsp; sanguinoso conflitto iberico si ebbe la svolta fatale: pochi mesi e nella primavera del&nbsp; &#8217;39 Franco avrebbe vinto dando vita a una dittatura lunga e dura.<br \/>\n1 settembre 1939,&nbsp;&nbsp; ecco l&#8217;invasione nazista della Polonia&nbsp; che scaten&ograve;&nbsp; la grande guerra:&nbsp; milioni di morti prima che fosse abbattuto l&#8217; orco&nbsp; nazista al quale si era alleato&nbsp; Mussolini.<br \/>\nNel 1938 si iniziava a Varese un&#8217; altra silenziosa, piccolissima, pacifica e rivoluzionaria invasione che avrebbe dato grandi risultati sul fronte&nbsp; del bene comune e dell&#8217;amore per il prossimo. Obiettivo degli &quot;invasori&quot; completare, per disposizione della Provincia Monastica Francescana.&nbsp; la rinnovata presenza dei frati&nbsp; Minori e dei Cappuccini a Varese dopo&nbsp; la cacciata del 1797&nbsp; a opera della Repubblica Cisalpina&nbsp; e dei&nbsp; successivi diktat napoleonici e dopo avere ottenuto di nuovo il diritto,a partire dal 1840, di esistere e di operare . <br \/>\n&nbsp; Dalla Provincia&nbsp; Francescana messi in&nbsp; campo, per la pacifica &quot; Reconquista&quot;&nbsp; di Varese, assieme ai&nbsp; Frati Minori anche i Cappuccini &#8211; davvero grande pure&nbsp; la loro storia qui da noi grazie a Padre Aguggiari &#8211; schierati,&nbsp;&nbsp; all&#8217; &quot;Ungheria&quot;, in viale Borri&nbsp; e che&nbsp; il 1 luglio del 1939 avrebbero&nbsp; visto il cardinale Schuster&nbsp; benedire la prima pietra&nbsp; della&nbsp; loro chiesa. <br \/>\nLe avanguardie dei Frati Minori furono due religiosi, ovviamente poveri in canna, ma dal cuore ardente&nbsp; per la missione che era stata loro affidata.&nbsp; Provenienti dal convento di&nbsp; Busto Arsizio, padre&nbsp; Domenico Portesi e frate Leandro&nbsp; Maino il 25 marzo 1938 presero possesso&nbsp;&nbsp; di un&nbsp; edificio colonico da restaurare,alla&nbsp; Cascina Brunella e situato alle pendici del colle dei Miogni; la Provincia Francescana gi&agrave; dal 1937 aveva&nbsp; completato le pratiche&nbsp; burocratiche per l&#8217;approdo a Varese, graditissimo&nbsp;&nbsp; dalla popolazione&nbsp; che da subito aiut&ograve; i frati, affiancandoli&nbsp; nella loro azione di&nbsp; pace,&nbsp; bene e amore&nbsp; per i poveri, sostenendoli inoltre&nbsp; nel recupero pieno anche della devozione a Sant&#8217;Antonio. Il Santo&nbsp; nel 1228 sost&ograve; da noi come predicatore e avvi&ograve; la realizzazione di un conventino&nbsp; a&nbsp; Biumo Superiore. In seguito egli, amatissimo e popolare, sarebbe stato accostato a Vittore come patrono della citt&agrave;.<br \/>\n&nbsp;I francescani furono presenti&nbsp; stabilmente a Varese sin dal XIII secolo, molto li aiut&ograve;&nbsp;&nbsp; un loro superiore, Frate Supermons, bosino di&nbsp; Bosto, e un paio di secoli dopo ebbero in Bernardino da Siena, travolgente&nbsp; oratore&nbsp; e motivatore&nbsp; un favoloso testimonial:&nbsp; la comunit&agrave; intera si infiamm&ograve; per la causa francescana . I frati sempre ebbero positivi riscontri della loro attivit&agrave;&nbsp; nel&nbsp; territorio, anche&nbsp; le classi abbienti e il potere laico furonoriconoscenti: non a caso la presenza&nbsp; francescana nei secoli si concret&ograve; in un&nbsp; importante percorso di conventi e chiese che si blocc&ograve; per&nbsp; la soppressione dell&#8217;ordine monastico nel 1797. <br \/>\nC&#8217;era&nbsp; dunque tutto da rifare&nbsp; e poco prima&nbsp; della fine degli Anni 30 del secolo scorso ecco il&nbsp; pianificato&nbsp; ritorno a Varese sia dei Cappuccini, sia dei Frati Minori che per primi&nbsp; erano approdati da noi&nbsp; nel XIII secolo.<br \/>\nI Frati Minori sbarcarono&nbsp; a Varese&nbsp; nel 1938&nbsp; avendo potuto&nbsp; gi&agrave; programmare&nbsp; la costruzione della futura&nbsp; residenza. Subito nel complesso colonico della Brunella&nbsp; in un porticato venne ricavata&nbsp; una cappellina , successivamente tra le vie Crispi e Marzorati&nbsp; ci fu la realizzazione&nbsp; di un piccolo convento e di una chiesetta la cui prima pietra fu benedetta il 19 giugno 1939 dal&nbsp; prevosto di Varese mons. Proserpio. <br \/>\nI primi&nbsp; lavori nella cascina&nbsp; avevano visto un umilissimo frate alternare, con risultati sorprendenti, la cazzuola ai riti religiosi&nbsp; che vedevano accorrere sempre pi&ugrave;&nbsp; numerosi i fedeli del luogo. C&#8217;&egrave; ancora chi si ricorda di frate Vivaldo Rolfi, abilissimo nel realizzare&nbsp;&nbsp; la cappellina&nbsp; che sarebbe stata il primo efficace, grande richiamo&nbsp; alla preghiera.<br \/>\nLa vecchia cascina era solo il punto di&nbsp; partenza di un progetto che nel&nbsp; dopoguerra avrebbe assunto dimensioni importanti&nbsp; grazie alla risposta della comunit&agrave; locale alle iniziative&nbsp; dei frati.Si susseguirono infatti nel tempo&nbsp; proposte&nbsp;&nbsp; concepite&nbsp; esclusivamente&nbsp; come servizio alla gente, come percorso per una crescita di fede e umana, come amore per il prossimo. La&nbsp; risposta della popolazione&nbsp; sarebbe stata sempre&nbsp; grande e&nbsp; inoltre&nbsp; si ripet&eacute; un fatto straordinario &#8211; per la verit&agrave; la straordinariet&agrave;&nbsp;&nbsp; pi&ugrave; volte si &egrave; presentata nelle vicende francescane &#8211; e cos&igrave; mentre ai Cappuccini&nbsp; nel XVII&nbsp;&nbsp; capit&ograve; di ritrovarsi uno scatenatissimo padre Giambattista Aguggiari&nbsp; che&nbsp; promosse la realizzazione del viale delle cappelle come approccio di&nbsp; preghiera e di fede&nbsp; a Santa&nbsp; Maria del Monte, ecco che per la loro missione cittadina iniziata nel 1938&nbsp; i Frati Minori ebbero&nbsp; al loro fianco&nbsp; un grande dell&#8217;architettura, Giovanni Muzio, protagonista di fama internazionale nella costruzione di edifici religiosi. <br \/>\nCultura e fede hanno reso ineguagliabile la storia della Chiesa e dell&#8217;Italia, Muzio qui da noi avrebbe dato ampio respiro&nbsp; al progetto del nuovo insediamento voluto dai frati e dalla popolazione&nbsp; e lo accompagn&ograve;&nbsp; con un segno&nbsp; destinato a rimanere nel tempo, a qualificare&nbsp; da un punto di vista architettonico e culturale la presenza dei&nbsp; francescani a Varese. Non &egrave; infatti un caso che la cupola della chiesa della Brunella, eletta&nbsp; a santuario, sostanzialmente la si riveda nella basilica della Annunciazione di Nazareth.<br \/>\nMuzio lo troviamo in azione sin dall&#8217;inizio, dalle prime fasi&nbsp; dell&#8217;impegno, lavorer&agrave;&nbsp; sino agli Anni 60, grande maestro che colse subito la portata del progetto al quale da parte dei frati si era messo mano con umilt&agrave; rara, con dedizione assoluta.<br \/>\n&nbsp;Ma non era e non &egrave; una novit&agrave; che&nbsp; la storia dei&nbsp; Frati Minori sia&nbsp; fatta di piccoli passi nel segno della tenacia e di una fiducia&nbsp; incrollabile. Lo si pot&eacute; constatare&nbsp; da subito&nbsp; anche in quel piccolo mondo&nbsp; ai&nbsp; piedi di uno dei colli varesini nel quale essi&nbsp; erano entrati&nbsp; in punta di piedi chiedendo alla popolazione piccoli gesti e collaborazioni per un progetto&nbsp; di vita nuova.<br \/>\nI frati hanno chiesto e ottenuto molto, ma hanno dato moltissimo a quella che &egrave; diventata la loro gente e&nbsp;&nbsp; anche ai numerosissimi amici che si sono fatti&nbsp; nel&nbsp;&nbsp; resto della citt&agrave;. Un cammino&nbsp; che &egrave; stato&nbsp; sempre condivisione pure&nbsp; nei momenti difficili della grande guerra che hanno visto distruggere, era l&#8217;aprile del 1944,&nbsp;&nbsp; dagli aerei angloamericani&nbsp;&nbsp; parte di quanto avevano realizzato&nbsp; quando l&#8217;obiettivo dei bombardieri era lo stabilimento della Macchi.<br \/>\nUno degli ultimi censimenti dava la Brunella-&nbsp; diventata parrocchia&nbsp; nel&nbsp; 1968-&nbsp;&nbsp;&nbsp; riferimento&nbsp; religioso e culturale per&nbsp; diecimila&nbsp; varesini.<br \/>\nNe &egrave; passato di tempo da quando, primi protagonisti&nbsp; padre Domenico&nbsp; Portesi&nbsp; e frate&nbsp; Leandro Maino, si inizi&ograve; la missione&nbsp; tra la gente partendo&nbsp; dalla disponibilit&agrave; di una vecchia casa colonica&nbsp; e di&nbsp; aree che annunciavano il vuoto della periferia. <br \/>\nE&#8217; interessante&nbsp; richiamare le tappe principali di questo impegno francescano per&nbsp;&nbsp; il santuario della Brunella.<br \/>\nSono tappe connesse allo sviluppo&nbsp; del progetto che teneva certamente conto di un traguardo finale, ma che veniva affrontato e aggiornato in base ai risultati di quella che in fondo altro non era che una missione&nbsp; in linea&nbsp; con il dettato&nbsp; e l&#8217;esempio di san Francesco. A Varese poi&nbsp; c&#8217;era una grande storia da ricuperare, occorreva quindi<br \/>\nriannodare il filo con il passato, ridare continuit&agrave; al rapporto con la&nbsp;&nbsp; citt&agrave; che nei secoli aveva sempre&nbsp; primeggiato in termini di devozione e rispetto per gli ideali francescani.<br \/>\nIn questo nostro&nbsp; ricordo piccolo, senza pretese ma sincero, dell&#8217;attivit&agrave;&nbsp; dei frati&nbsp; alla Brunella, ci dobbiamo limitare&nbsp; alle tappe&nbsp; principali del loro percorso che ha avuto&nbsp; anche una&nbsp;&nbsp; valenza sociale di&nbsp; portata&nbsp; enorme&nbsp; e per di pi&ugrave; sempre rispettosa delle tradizioni,&nbsp; dei valori fondanti&nbsp; e delle scelte delle genti del territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;Come abbiamo gi&agrave; detto&nbsp; Il primo lavoro fu di restauro nella vecchia cascina&nbsp; dove&nbsp; luogo di culto fu&nbsp; la cappellina sotto un portico uscita dalle mani di fra Vivaldo , poi su disegni di Muzio ecco la chiesetta,intitolata a sant&#8217; Antonio e il piccolo convento&nbsp; terminati nel 1940. Dopo le distruzioni della guerra. la necessit&agrave; di avanzare con il grande progetto fu sempre nel cuore dei frati che ebbero la gioia e la responsabilit&agrave; di vedere il 28 ottobre 1951 l&#8217;avvio dei lavori, secondo&nbsp; il grande progetto Muzio, di un tempio&nbsp;&nbsp;&nbsp; e di un complesso che sarebbero diventati il santuario dedicato a sant&#8217;Antonio da Padova, convento, scuola, sede di servizi alla Chiesa su richiesta della Curia, e dopo il riconoscimento come parrocchia del 1968, servizi alla comunit&agrave; con l&#8217;oratorio e altri spazi per le&nbsp; tradizionali attivit&agrave;&nbsp; educative. Nel 1977&nbsp; viene eretta al Montello una cappella &quot;succursale&quot;, dedicata a Santa Maria della Gioia, per soddisfare le esigenze dei fedeli del luogo.<br \/>\nNel 1984 parte del complesso diventa sede episcopale della zona&nbsp; accogliendo anche attivit&agrave;&nbsp; varie della Chiesa varesina.<br \/>\nL&#8217;arrivo del nuovo secolo, a compimento di un&nbsp; lungo periodo di&nbsp;&nbsp; crescita&nbsp; religiosa e culturale e di un servizio eccezionale alla popolazione ,ecco la consacrazione del tempio&nbsp; da parte&nbsp; dell&#8217; arcivescovo Martini.<br \/>\nDella&nbsp; vicenda francescana alla Brunella molto ci sarebbe&nbsp; da ricordare e sottolineare, in&nbsp; particolare la dedizione di frati che ebbero incarichi&nbsp; diversi, la generosit&agrave; dei benefattori,&nbsp; la frequentazione dei&nbsp; fedeli&nbsp; e&nbsp; il loro amore per la parrocchia.<br \/>\nE&#8217;&nbsp; anche cos&igrave;&nbsp; che si&nbsp; scrive la grande storia, non solo quella religiosa, di una citt&agrave; .E&#8217;&nbsp; anche cos&igrave; che si pu&ograve; essere luce alla quale guardano pure i non credenti.<br type=\"_moz\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal \u201cCalandari\u201d della Famiglia Bosina, di Pier Fausto Vedani<\/p>\n","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[4014,388],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>La storia dei frati della Brunella<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Dal \u201cCalandari\u201d della Famiglia Bosina, di Pier Fausto Vedani\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"noindex, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" 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