{"id":63170,"date":"2013-04-11T00:00:00","date_gmt":"2013-04-11T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2013-04-11T00:00:00","modified_gmt":"2013-04-11T00:00:00","slug":"da-sfigati-a-rancorosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.varesenews.it\/2013\/04\/da-sfigati-a-rancorosi\/63170\/","title":{"rendered":"Da &#8220;sfigati&#8221; a rancorosi"},"content":{"rendered":"<p>La nostra avventura su Facebook &egrave; iniziata <strong>in una lontana domenica di ottobre del 2009<\/strong>. Allora in tutta Italia gli scritti al pi&ugrave; popolare social network erano pochi milioni. Noi raggiungemmo velocemente alcune migliaia di &ldquo;fans&rdquo;, <strong>e alla fine del 2010 eravamo a 12.300<\/strong>. Un anno dopo si super&ograve; i 20mila e oggi viaggiamo <strong>verso i 42mila<\/strong>.<\/p>\n<div>A questo si &egrave; aggiunta una intensa attivit&agrave; anche su <strong>Twitter<\/strong> e <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/user\/VareseNews\">YouTube<\/a>.<\/div>\n<div>Sul fronte della nostra organizzazione interna abbiamo scelto un modello ibrido, molto lontano dalle rigide divisioni dei compiti di altre realt&agrave;. Varesenews privilegia il proprio progetto e, dentro questo, il ruolo attivo di ogni collaboratore. A coordinare questa parte della nostra attivit&agrave; c&rsquo;&egrave; una delle nostre giornaliste <strong>con maggiore esperienza di lavoro<\/strong>. La sua scelta di &ldquo;specializzarsi&rdquo; nei social &egrave; stata una mossa strategicamente importante per tutto il giornale.<\/div>\n<div>Fin qui solo alcune informazioni che possono aiutare a capire come abbiamo scelto di lavorare consapevoli delle profonde trasformazioni che stiamo vivendo nel mondo dell&rsquo;informazione.<\/div>\n<div>Lungo questo cammino, in continua evoluzione (e voglio vedervi a ragionare con calma quando si continua a correre anche in salita e con sprint frequenti) <strong>ogni tanto ci capitano degli strappi<\/strong>, dei momenti di &ldquo;crisi&rdquo; in cui riflettere su ci&ograve; che stiamo facendo.<\/div>\n<div>Non abbiamo mai <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www3.varesenews.it\/rubriche\/editoriali\/articolo.php?id=173931\">pensato come &quot;sfigati&quot; <\/a>quelli che passano molto tempo sui social. Siamo sempre stati attenti a leggere i fenomeni nuovi sulla Rete.<br \/>\nIeri, sotto un nostro post che annunciava la gravidanza di una ragazza nota per l&rsquo;attivit&agrave; della sua famiglia di origine, si &egrave; scatenata <strong>una corposa polemica che ha investito tutto il giornale<\/strong>. Ringraziamo quanti vi hanno preso parte perch&eacute; ci permette di intervenire oggi e di provare a fare il punto sul nostro lavoro.<\/div>\n<div>Il giornale cambia e con una rapidit&agrave; sconvolgente. Quello che abbiamo conosciuto, e su cui abbiamo lavorato fino a poco tempo fa, &egrave; solo un ricordo. Oggi i real time, grazie soprattutto a smartphone, tablet e social, <strong>impongono ritmi molto pi&ugrave; intensi<\/strong>. Alla professionalit&agrave; giornalistica tradizionale si aggiungono altre competenze fondamentali per fare bene il lavoro dell&rsquo;informazione.<\/div>\n<div>Tutto scontato per qualcuno, meno per chi ha la responsabilit&agrave; di fare bene ogni giorno e ogni ora un servizio che &egrave; una pietra fondamentale per la vita di ogni comunit&agrave;. La consapevolezza di ognuno di noi passa dalla conoscenza, <strong>e questa certamente dall&rsquo;informazione<\/strong>. Noi siamo dentro questo processo, ma la velocit&agrave; cambia molto. A volte le decisioni vanno prese in pochissimo tempo e, come potete immaginare, non sempre &egrave; facile.<\/div>\n<div><strong>Facebook &egrave; ormai una parte integrante del nostro lavoro<\/strong>. Ci permette di avere continui scambi con i nostri lettori e anche con persone che non ci conoscevano. Spesso portiamo il nostro territorio in luoghi lontani e magari anche sconosciuti all&rsquo;inizio. La nostra responsabilit&agrave; cresce ogni giorno e noi non ci tiriamo indietro. Siamo consapevoli che Facebook <strong>&egrave; una gigantesca piazza dove succede di tutto<\/strong>. Una community di oltre 41mila persone che di fatto sono il 5% dell&rsquo;intera popolazione provinciale. Un campione reale e uno spaccato di mondo che ci permette di conoscere cosa succede e qual &egrave; il clima che si sta vivendo.<\/div>\n<div>I social sono uno strumento straordinario anche per questo, ma occorre considerare un aspetto che ne caratterizza una parte della loro realt&agrave;: <strong>la velocit&agrave;<\/strong>. Spesso le persone scrivono in modo istintivo e cos&igrave; emerge una diversa parte di noi che invece nell&rsquo;interazione faccia faccia sarebbe pi&ugrave; filtrata. La vastit&agrave; del fenomeno, e questo secondo punto, fanno della nostra pagina Facebook <strong>una rappresentazione forte di ci&ograve; che sta vivendo il nostro territorio<\/strong>. Troppo spesso emerge una rabbia, un rancore, a tratti anche una violenza, che sono sintomo di un malessere profondo. In alcuni momenti tolleranza e ascolto sembrano banditi dalla comunicazione e dalla vita delle persone. Fa male leggere alcuni commenti, preoccupa vedere una societ&agrave; spesso superficiale e banale, ma tanto &egrave;.&nbsp;<\/div>\n<div>Il nostro compito <strong>&egrave; anche guardarla in faccia<\/strong>, senza giudizi e senza semplicistiche analisi. Non sempre &egrave; facile per&ograve;. Non sempre si pu&ograve; avere le risposte precise e corrette. Ci sta tutta la nostra indignazione e anche qualche spigolosit&agrave;, perch&eacute; &egrave; corretto quanto dice &nbsp;Roberta, &ldquo;i lettori non hanno sempre ragione&rdquo;. Nemmeno noi, e lo diciamo con tutta l&rsquo;attenzione possibile verso chi dedica il proprio tempo a leggerci. <strong>Le critiche sono il modo migliore per migliorare e migliorarci.<\/strong> Non ci preme tanto fare appunti al linguaggio, non siamo &ldquo;bacchettoni&rdquo; e nemmeno tanto formali. Quello che ci sembra fondamentale &egrave; per&ograve; provare a migliorare il mondo dove viviamo e questo non &egrave; possibile se diamo solo sfogo alle pi&ugrave; pericolose delle pulsioni fino alla violenza verbale esplicita.<\/div>\n<div><strong>Riportiamo di seguito alcune riflessioni di Roberta<\/strong> che per molte ore &egrave; la persona che sta dietro al piccolo logo che esce sui nostri profili social.<\/p>\n<p>******************<\/p><\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&quot;Siete prezzolati&quot;, &quot;Scrivete spazzatura&quot;, &quot;Notizie inutili&quot;, &quot;Ma occupatevi di cose serie&quot;. E questo &egrave; solo la &quot;crema&quot; di quello che spesso (sempre pi&ugrave; spesso) viene postato sulle pagine Fb di Varesenews, sotto i post pi&ugrave; diversi. Chi si occupa di Fb e Twitter (lungi da me usare il termine social manager, nel mio caso) ha un ruolo delicato e deve avere nervi d&#8217;acciaio. MA&#8230;avere a che fare con una comunit&agrave; non significa accettare qualunque cosa: il lettore non ha sempre ragione. E quando non ce l&#8217;ha bisogna dirglielo. Se tu entri nella nostra comunit&agrave;, devi portare rispetto a chi legge e a chi scrive. Io non difendo mai me stessa, la maggior parte di che legge i post non sa neppure chi io sia, difendo il mio giornale, i miei colleghi che lavorano seriamente ogni giorno. La notizia di oggi in particolar modo riguardava, per giunta, una famiglia, i Missoni, colpita da una grave tragedia pochi mesi fa. Non c&#8217;&egrave; stato alcun rispetto, nemmeno un momento di riflessione prima di postare un &quot;chissenefrega&quot;. E allora un padrone di casa &quot;indica la porta&quot; quando un ospite si fa irrispettoso. Poi, detto tra noi e francamente, ma se di una notizia non ti frega niente perch&eacute; non passi oltre e perdi minuti preziosi per scrivere &quot;Siete spazzatura&quot;?..<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I social sono uno straordinario mezzo di comunicazione e condivisione. 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